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Transcript

Sfruttano convinzioni condivise dalle masse, che prescindono del tutto o in parte dalla conformità con il reale.

Cercano di ottenere il c.d. effetto confirmation bias, ossia facile accettazione di informazioni che confermano le proprie convinzioni respingendo quelle che non lo fanno.

Fanno leva su determinate paure e sull’emotività dell’opinione pubblica.

Riscuotono enorme successo avendo un potente effetto sulla coscienza di un gran numero di persone.

Imitano contenuti dei media. Sono create ignorando le norme editoriali, le regole, i processi adottati nei media per garantire la credibilità delle informazioni e l'accuratezza della ricostruzione dei fatti.

Il termine inglese fake news (o bufale) indica notizie false redatte con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, rese pubbliche con il deliberato intento di manipolare e alterare nelle persone la percezione di fatti, eventi e dichiarazioni.

Questi, per come sono strutturati, concorrono alla creazione di filter bubble (bolle di filtraggio), offrono contenuti che si allineano alle proprie convinzioni senza per nulla aiutare a sviluppare senso critico.

In passato la diffusione delle fake news avveniva attraverso le televisioni e importanti testate giornalistiche. Con l’avvento di Internet, lo strumento principale di veicolo delle fake news è diventato l’articolo del blog. Il raggio di diffusione di questi articoli è considerevolmente aumentato anche per le più piccole testate che in poco tempo e per scarsa informazione degli utenti, riescono a riscuotere presto successo di massa e diffusione della notizia sui social media.

L’autore di una fake news seleziona esclusivamente le prove a sostegno della propria tesi, ignorando al contempo tutte le altre che la potrebbero confutare.

Una fake news è presentata come una notizia, ma chi l’ha prodotta sa essere palesemente falsa perché basata su fatti errati o inesistenti o su affermazioni mai dichiarate o su eventi mai accaduti. Gli autori delle fake news fanno uso sapiente di titoli e foto per attirare l’attenzione e, conoscendo gli algoritmi che si celano dietro i motori di ricerca e i social media più diffusi, usano specifiche tecniche di advertising per far sì che la notizia diventi virale. Le fake news citano spesso studi effettivamente svolti e fatti realmente accaduti facendo uso della tecnica di cherry picking.

Si ha causalità tra due variabili, quando c’è correlazione, una variabile precede l’altra e non vi è una terza variabile che abbia un impatto sulle due variabili. Si ha causalità tra due variabili, quando c’è correlazione, una variabile precede l’altra e non vi è una terza variabile che abbia un impatto sulle due variabili.

CASUALITA’ si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili dove una variabile causa l’altra.

CORRELAZIONE si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili che cambiano insieme.

Molto spesso vengono messe in correlazione due o più variabili tra le quali in realtà non esiste nessun nesso da un punto di vista scientifico. Viene confuso il concetto di correlazione con quello di causalità.

Esiste un enorme divario tra la velocità con cui le fake news divengono virali e la lentezza con cui le corrispondenti smentite, forti di dati e fonti autorevoli, diventano altrettanto visibili. Il risultato non si traduce semplicemente in una maggiore ignoranza, ma può provocare gravi conseguenze. Ad esempio a livello sanitario, si possono innescare importanti ripercussioni sulla salute pubblica. In Italia, il 92,4% delle notizie false di tipo scientifico rilevate nel 2019 demonizzerebbe l’uso dei vaccini. Nel 2020 la maggior parte delle fake news in ambito scientifico ha riguardato il Covid-19.