Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

PALAZZO MEDICI-RICCARDI

Assunta Tafuro. Antonia Napolitano. Giuseppe Pagano

Start

Il palazzo fu commissionato da Cosimo de' Medici, patriarca della famiglia, noto anche come "Cosimo il Vecchio". La costruzione del palazzo iniziò nel 1444 su progetto di Michelozzo, un celebre architetto rinascimentale. Nel corso dei secoli, il palazzo subì diverse modifiche e ampliamenti per adattarsi alle esigenze della famiglia. Dopo l'estinzione della linea maschile dei Medici, il palazzo fu venduto alla famiglia Riccardi nel XVIII secolo, da cui prende il nome "Medici-Riccardi". Oggi il palazzo è di proprietà pubblica e ospita il Museo di Palazzo Medici-Riccardi, oltre a servire come sede per mostre e eventi culturali.

Alcuni dei principali artisti che lavorarono al Palazzo Medici-Riccardi sono: 1. Filippo Brunelleschi - Architetto che progettò la facciata principale del palazzo. 2. Michelozzo di Bartolomeo - Architetto che completò il palazzo secondo i disegni di Brunelleschi. 3. Benozzo Gozzoli - Pittore rinascimentale che affrescò la Cappella dei Magi all'interno del palazzo. 4. Luca Giordano - Pittore barocco che realizzò alcune opere decorative nel palazzo nel XVII secolo.

Il Palazzo Medici-Riccardi, situato nel cuore di Firenze, è un'icona rinascimentale che incarna il potere e la ricchezza della famiglia Medici.

LA MADONNA CON BAMBINO

SALONE CARLO VIII

LA CAPPELLA DEI MAGI

LA GALLERIA DEGLI SPECCHI

IL CORTILE DELLE COLONNE

Il museo dei marmi1

Il Museo dei Marmi espone una selezione di opere scultoree provenienti dalle collezioni antiquarie della famiglia Riccardi, appassionati collezionisti di marmi antichi, qui trasferite dalla precedente villa di Gualfonda. Quando il palazzo, nel 1810, venne alienato al demanio, solo una parte della collezione Riccardi fu trasferita nelle collezioni pubbliche, mentre il resto rimase all’interno dell’edificio ed è oggi visibile tra il Museo dei Marmi e il percorso di visita al primo piano. Si tratta soprattutto di busti marmorei di età romana raffiguranti saggi, eroi, imperatori o dei: fra questi l’imperatore Caracalla, Vibia Sabina, Euripide, Anacreonte, Sofocle e il superbo busto di atleta. Vi sono anche i calchi in gesso dei busti di Augusto e di Agrippa, i cui originali furono donati da papa Sisto IV a Lorenzo il Magnifico nel 1471, e quelli di Caligola e Nerone, acquistati dai Riccardi nel 1669; tutti gli originali sono conservati alle Gallerie degli Uffizi.

MUSEO DEI MARMI

La sala, ampia e di forma rettangolare, è decorata interamente con gusto barocco. Sul cornicione lungo le pareti sono collocati diversi cartigli nei quali sono scolpiti motti antichi; uno riporta la frase «SAPIENS DOMINATUR / ET ASTRIS» (il sapiente domina anche gli astri), a testimonianza che l'intero programma iconografico contemplava sia l'aspetto religioso, che mitologico che scientifico. La volta è decorata dal ciclo di affreschi di Luca Giordano. Lungo le pareti sono invece collocati elementi decorativi in stucco (eseguiti da Agnolo Tortoli, Giovan Battista e Marco Andrea Ciceri, Anton Francesco Andreozzi e Domenico Gori) armadi intarsiati, otto porte-finestre sul lato sinistro e, alternate in successione, quattro porte e quattro specchi dipinti. Questi ultimi costituiscono un elemento di particolare pregio della sala: composti da vetro veneziano, presentano uno decorazioni con motivi floreali e frutti di Bartolomeo Bimbi, uno con motivi animali ed erbe palustri, di Pandolfo Reschi. Il ciclo di affreschi vede ritratti ai lati (lunghi e corti) della volta otto episodi mitologici che rimandano ai quattro elementi, alle scansioni del tempo e all'età dell'uomo. Ai quattro angoli sono poste alcune figure allegoriche rappresentanti le Virtù cardinali e i Vizi, mentre nella parte centrale del soffitto sono inscenate quattro storie che vedono come fulcro Giove e l'Apoteosi dei Medici.

La Galleria del palazzo tra il 1670 e il 1677 per volontà della famiglia Riccardi; a sovrintendere i lavori fu inizialmente l’architetto Pier Maria Baldi, sostituito poi da Giovan Battista Foggini. Il ricco e colto programma iconografico, concepito senza soluzione di continuità sull’intera superficie voltata, è declinato con un vastissimo numero di figure e una cromia chiara e luminosa.

Le gallerie sono espressioni del barocco e hanno funzionato come spazi di rappresentanza per le rispettive corti, differiscono significativamente nella loro concezione, decorazione e simbolismo. La Galleria degli Specchi di Versailles simboleggia il potere assoluto del monarca, mentre quella di Firenze esalta la grandezza e il mecenatismo di una delle famiglie più influenti del Rinascimento italiano.

GALLERIA DEGLI SPECCHI

La struttura del cortile è definita da un loggiato terreno con cinque campate per lato, sopra il quale si staglia un alto fregio con decorazioni a sgraffio. Al centro di ogni lato del cortile, si trova lo stemma Medici, circondato da repliche in scala monumentale di otto cammei antichi, opera di artisti della cerchia di Donatello. Questi elementi decorativi non sono solo un omaggio alla famiglia Medici, ma anche un'espressione della cultura umanistica del tempo, che valorizzava l'antichità classica. IL'architettura del cortile è caratterizzata da colonne corinzie al piano terra, mentre la parte superiore presenta una muratura piena con finestre inserite. Questo design crea un gioco di pieni e vuoti che regala al cortile una sensazione di apertura verso l'alto, pur mantenendo un senso di intimità e raccolta solennità. Michelozzo ha utilizzato un blocco cubico con un bugnato rustico molto aggettante al piano terra, che diventa sempre più liscio salendo verso la sommità. La facciata esterna è suddivisa da tre cornici marcapiano che emergono sempre di più nell'elevazione verso l'alto⁴.

CORTILE DELLE COLONNE

Il Salone dei Cinquecento è uno dei più vasti saloni italiani in cui è sempre stato esercitato il potere politico. Il salone si trova al primo piano del palazzo. Per poter ricavare un ambiente così grande venne aggiunto sul lato Est del palazzo un nuovo corpo di fabbrica. Il salone appare strombato sui due lati minori perché dovette adattarsi a spazi preesistenti. Il salone si regge sopra i grandi pilastri che si trovano nel sottostante Cortile della Dogana. Era inizialmente più basso di sette metri dell'attuale ed aveva decisamente un aspetto più spartano, essendo privo di decorazioni.Furono il Gonfaloniere della Repubblica Pier Soderini e il Segretario della Cancelleria Nicolò Macchiavelli ad aver commissionato nel 1503 due affreschi ai due più importanti artisti dell'epoca, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti.I due grandi affreschi , che dovevano essere realizzati ai lati del seggio del gonfaloniere sulla parete maggiore orientale del salone, dovevano celebrare due importanti vittorie militari fiorentine che celebrassero la Repubblica: la Battaglia di Anghiari, commissionata a Leonardo, e la Battaglia di Cascina, commissionata a Michelangelo.

salotto di carlo viii

L'opera "Madonna con Bambino" di Filippo Lippi, custodita a Palazzo Medici Riccardi, è un esempio emblematico dell'arte rinascimentale fiorentina. Realizzata intorno agli anni '60 del Quattrocento, questa tavola dipinta rappresenta la Vergine Maria in un tenero abbraccio con il Bambino Gesù, un soggetto molto diffuso nell'arte religiosa dell'epoca. La tavola mostra anche un disegno preparatorio sul retro, che offre uno sguardo unico sul processo artistico di Lippi. La "Madonna con Bambino" è stata oggetto di numerose interpretazioni e studi, che ne hanno esaltato il valore artistico e la profondità simbolica. L'opera è stata anche al centro di un intervento di restauro, che ne ha preservato la bellezza per le future generazioni.

MADONNA CON BAMBINO

CAVALCATA DEI MAGI

Le origini di questa festività risalgono al XV secolo quando si era soliti organizzare una vivace rappresentazione intitolata Festa dei Magi, che culminava con la “cavalcata” di tre diversi cortei che, una volta riunitisi al Battistero di San Giovanni, proseguivano fino in piazza San Marco. L’evento era molto legato alla famiglia Medici che lo aveva voluto e organizzato per decenni. A cavallo del XVI secolo, dopo la loro cacciata, questa tradizione perse di forza e si estinse, per ritrovare nuova linfa nella seconda metà degli anni '90 del secolo scorso. La manifestazione, la cui composizione si ispira al celebre ciclo di affreschi “La Cappella dei Magi” di Benozzo Gozzoli, prevede un corteo, composto di 700 figuranti (compresi quelli del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina), che parte solitamente da piazza Pitti, per sfilare nelle vie del centro storico e arrivare in piazza Duomo, dove ha luogo la parte conclusiva della celebrazione, con il saluto dei figuranti, lo scoppio della colubrina, e la deposizione dei doni ai piedi del presepe vivente.

La Galleria degli Specchi di Firenze mostra una maggiore libertà compositiva e una ricchezza di dettagli che riflettono l'individualità e l'eclettismo della committenza Riccardi.

Questa galleria riflette il gusto e le ambizioni della famiglia Riccardi, che aveva acquistato il palazzo dalla famiglia Medici. I suoi affreschi barocchi sono considerati tra i più importanti lavori di Giordano e rappresentano una fusione di mitologia e simbolismo che esalta le virtù e i successi dei Medici.

L'opera intrapresa da Michelangelo si fermò al cartone preparatorio (andato poi perduto), perché l'artista venne richiamato a Roma da papa Giulio II. Leonardo decise di adottare la tecnica dell'incausto, tecnica che prevedeva l'uso dei colori mescolati alla cera attraverso il calore, che gli avrebbe permesso di procedere più lentamente rispetto all'affresco tradizionale ma che purtroppo si rivelò un disastro: la temperatura raggiunta per far essiccare i colori non fu abbastanza elevata per la grandezza dell'opera e i colori colarono inesorabilmente sull'intonaco.Finita l'epoca della Repubblica fiorentina, alla quale era subentrato il governo ducale di Cosimo I de' Medici, il Salone dei Cinquecento non servì più come sede di riunioni parlamentari ma bensì come luogo per le udienze del duca.Venne per questo chiamato ad ampliare e decorare il salone Giorgio Vasari, che si occupò del progetto della glorificazione del duca e della sua realizzazione tra il 1563 e il 1565. Il salone venne innalzato di 7m e le capriate furono coperte da un soffitto a cassettoni intagliati e dorati che si ancora alle capriate stesse. Il soffitto o "palco", come veniva chiamato all'epoca, era composto da 42 riquadri con dipinti

La Galleria degli Specchi di Versailles, progettata da Jules Hardouin-Mansart e costruita tra il 1678 e il 1684, è uno dei massimi esempi di architettura barocca francese. Con i suoi 357 specchi, rappresenta la grandezza del regno di Luigi XIV, il Re Sole. La sala è famosa per i suoi affreschi sul soffitto realizzati da Charles Le Brun, che narrano le gesta del re e la storia della Francia. La galleria non era solo un luogo di passaggio, ma anche uno spazio per cerimonie ufficiali e feste sontuose, simbolo dell'assolutismo monarchico francese.

Galleria di Versailles è caratterizzata da una maggiore uniformità e simmetria, in linea con l'ordine e la grandezza desiderati da Luigi XIV.