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Silvio Pellico &Ciro Menotti

. Biografia

Dopo aver studiato a Pinerolo ed a Torino va a Lione per seguire le orme del padre però si dimostra disinteressato alla materia preferendo gli studi classici .nel 1809 torna in Italia (Milano) per insegnare francese , qui conosce Ugo Foscolo e inizia a comporre le sue prime opere classicheggianti .

Nasce il 24/25 giugno 1789 a Saluzzo secondogenito del commerciante piemontese di origine salentina Onorato Pellico e della savoiarda Margherita Tournier originaria di chambéry sia Silvio sia i 4 fratelli ottennero un'educazione cattolica per volontà della madre .

. Chi era Silvio?

Silvio è stato uno scrittore poeta e patrimonio italiano. Ebbe molto successo nella tragedia Francesca da Rimini ;si schiarò poi con i romantici, e collaborò al Conciliatore. Aggregato alla Carboneria fu rinchiuso nel carcere dello spielberg .da questa esperienza nascono memorie a cui per lo più è legata la sua fama che suscitavano simpatia per l'Italia e odio per lo straniero.

Opere

  1. Le mie prigini
  2. Il conciliatore
  3. Processo Maroncelli-Pellico
  4. Fortezza dello Spielberg
  5. Carboneria

. Le mie prigioni

Nel 1832 silvio pellico puplica il libro di memorie "le mie prigioni" (autobiografico)nel quale racconta le vicende della pripria vita nell'arco di tempo compreso tra il 13 ottobre 1820 (giorno in cui viene arrestato a Milano per aver partecipato ai moti carbonari)ed il 17 settembre 1830 (giorno della sua scarceriazione) .Nel romanzo egli descrive l'esperienza carceriera condivisa con Piero Maroncelli prima nelle carceri di milano e venezia poi nei pressi della fortezza dello Spielberg . Grazie a Giuseppe Barbaroux il libro viene pubblicato neol novembre del 1832 senza problemi di censura . L'pera viene subbito apprezzata sia in Italia che all'estero .

'Chi mente, se anche non scoperto, ha la punizione in sé medesimo; egli sente che tradisce un dovere e si degrada.'

Silvio Pellico

Ciro nasce a Carpi il 22 gennaio 1798 .è stato uno dei più importanti patrioti che si distinse per il suo impegno nella lotta per l'indipendenza .fu uno dei protagonisti della rivoluzione modenese nel 1831.

Biografia

La morte di Ciro

Quando?

26 maggio 1831

Menotti e la compagine di rivoluzionari tentano di persuadere il Duca di Modena ad appoggiare la cospirazione che i carbonari hanno organizato al fine di sovvertire gli assetti politici del tempo, prospettandogli il trono di un possibile regno di italia.Il proggetto è pianificato con l'appoggio di Enrico Misley che coordina le operazioni sul piano estero .L'arciduca tradisce le intese , beneficiando del supporto della santa alleanza reprimendo i moti risorgimentali ancor prima del naqscere .Menotti viene catturato nella sua abbitazione condotto a Mantovae imprigionato per un mese prima di essere condannato a morte e giustiziato insieme a Vincenzo Borrelli . Per celebrare la sua memoria la Giovine Italia istituì una medaglia commemorativa.

Ciro era un commerciante modenese legato alle idee liberali e alla carboneria e in contatto alle principali 7 rivoluzionarie italiane e francesi.Ciro è a capo della cospirazione carboniera , da modena si estese al vicino ducato di Parma e allo Stato Pontificio però l'iniziativa era incerta perché i congurati non erano convinti della lealtà di Francesco IV che a sua non si fidava dei carbonari.Nel timore che la rivoluzione lo danneggiasse nei rapporti con le potenze straniere il principe si sottrasse l'impegno di arrestare Ciro Menotti.

Chi era Ciro ?

. Esordi

Affiliato alla carboneria già dal 1817, fin da giovane aveva forti sentimenti democratici e pantriottici, che lo portarono a rifiutare la deminazione austiaca in Italia .Dal 1820 tenne frequenti contatti con i circoli liberali francesi e con gli esuli democratici italiani, con l'obiettivo di liberare il Ducato di Modena e Reggio dall'Austria

La delusione ,che mi conduce a morire,farà aborrire per sempre gl'Italiani da ogni influenza straniera nei loro interessi, e li avvertirà a non fidarsi che nel loro soccorso del loro braccio.
....Non ti spaventi l'idea dell'immatura mia fine giacche iddio mi accorda forza e coraggio sin qui d'incontrarla come la mercede del giusto; mi farà la grazia fino al fatal momento. [...]

La lettera alla moglie

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