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Realizzato da Fabiana Fiorentino, Caterina Riccardi e Sara Alessandra Ursu 2A

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Fabiana Fiorentino, caterina riccardi, sara ursu

I Normanni, il duomo e il museo diocesano

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Intorno al 1000 fecero la comparsa in Italia meridionale i Normanni, tra questi valorosi, si distinse PARTICOLARMENTE Roberto il Guiscardo (DETTO l'astuto) della famiglia degli Altavilla (Hauteville), il quale SPOSò principessa di Salerno Sichelgaita, figlia di Guaimario.In pochi anni, i Normanni diventaROno i guerrieri più invincibili nel Sud Italia e Approfittando dello scontro tra Papato e Bizantini presero il controllo della maggior parte del Sud Italia. In cambio del Principato di Salerno, barattano con il Papa il Ducato di Benevento.Il passaggio della casata normanna dAgli Altavilla al principato di Salerno nel XI secolo portò alla straordinaria fioritura di questa città, con la costruzione di MOLTI EDIFICI, TRA I QUALI una nuova reggia, Castel Terracena, ed IL DUOMO, DEDICATO A SAN MATTEO.

I NORMANNI

Cattedrale di San Matteo - 1386

Museo Diocesano - 1935

Castel Terracena - 1076

Roberto il guiscardo

Roberto d'Altavilla, detto "Terror Mundi" (Terrore del Mondo) e il Guiscardo (in latino Robertus Guiscardus o Viscardus), è stato un condottiero normanno. Sesto figlio di Tancredi (conte di Hauteville-la-Guichard), divenne Conte di Puglia e Calabria alla morte del fratello Umfredo (1057). In seguito, nel 1059, fu investito da papa Niccolò II del titolo di Duca di Puglia e Calabria e Signore di Sicilia.La conquista di salernoIl 16 aprile 1071, con la caduta di Bari, i Greci furono definitivamente estromessi dal sud Italia e il Guiscardo poté così rivolgere la propria attenzione ai grandi principati indipendenti di origine longobarda che ancora tenevano in mano propria vaste aree del meridione. Il primo obiettivo fu il Principato di Salerno: la città fu messa sotto assedio e cadde nel dicembre del 1076, ma il principe Gisulfo II, cognato del Guiscardo in quanto fratello di Sichelgaita, abbandonò il castello con la propria corte solo nel maggio del 1077.

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La cattedrale è dedicata a Santa Maria degli Angeli, all'evangelista Matteo e a San Gregorio VII, mentre la cripta nell'ipogeo custodisce le spoglie di San Matteo. QUEST'ULTIMA, che contiene le reliquie di San Matteo, è considerata il cuore della chiesa e si trova in asse con l'altare. La cattedrale è descritta come uno scrigno prezioso contenente elementi culturali incredibili, dall'architettura romanica alla riuscita del rimpiego di elementi antichi sia all'esterno che all'interno, come colonne e capitelli provenienti da Paestum e architrave dal Macellum di Pozzuoli. Anche le colonne interne provengono da Roma, creando un sistema culturale unico e straordinario all'interno della chiesa.Il perno della struttura è il meraviglioso campanile, che rappresenta la fusione bizantino-normanna. I 52 metri di campanile svettavano sulla città, portando il potente suono di ben otto campane. Ad oggi, solo sei sono sopravvissute. Da una lapide murata sulla fronte meridionale si legge che committente fu Guglielmo da Ravenna, arcivescovo di Salerno dal 1137 al 1152.

IL DUOMO

E’ certo che quando l’imperatore Enrico III depone Gregorio VI e lo esilia in Germania, nel 1047, Ildebrando lo segue.

Secondo la tradizione il Papa, che ha cambiato le sorti della storia, nasce a Sovana nel 1020 dal fabbro Bonizone il quale al fonte battesimale vuole che sia chiamato Ildebrando.

Riceve la prima formazione a Roma dallo zio, abate di Santa Maria in Aventino. Tra i suoi maestri c’è anche Giovanni Graziano, che diviene poi papa Gregorio VI.

GREGORIO VII - Duomo di Salerno

PAPA GREGORIO VII

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Sulla sua tomba fu scolpita la frase: “Ho amato la giustizia e ho odiato l’iniquità: perciò muoio in esilio.”

Le spoglie di Papa Gregorio VII arrivano alla Cattedrale di Salerno perché dopo che la lotta con Clemente III si concluse negativamente fu costretto a fuggire da Roma nel 1080 e a mettersi in salvo a Salerno, grazie alla protezione del normanno Roberto il Guiscardo.

I misteri del DUOMO

Il Duomo di Salerno è un luogo impregnato di leggende, non solo a carattere religioso. Tra queste spiccano:La leggenda del Fantasma di GuaidalgrimaGuaidalagrima era la moglie di Guglielmo II, rimasta vedova quando quest’ultimo morì assassinato il 4 Agosto. Presa allora dalla disperazione, la vedova, famosa a corte per i suoi lunghi capelli biondi, decise di tagliarli sulla tomba del marito, in segno di lutto. Da quel giorno la leggenda vuole che ogni 4 Agosto una farfalla dorata voli per l’atrio del Duomo, mentre il fantasma di Guaidalagrima piange sulla tomba di Guglielmo II.Le statue della Porta dei LeoniUn’altra leggenda vuole che, durante un’invasione saracena, i leoni in marmo posizionati davanti alla porta principale presero vita per proteggere il Duomo e la città: divorarono infatti gli invasori, mettendo in salvo la Cattedrale. La Manna di San Matteo Una leggenda narra che fino al 1830 dalle reliquie di San Matteo trasudasse un liquido, chimicamente assimilabile all’acqua, dalle proprietà miracolose: la cosiddetta Manna di San Matteo.

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L'edificio, fondato dopo il Concilio di Trento e ristrutturato nel XVIII secolo, presenta una facciata neoclassica realizzata nel 1832.Le raccolte di opere d’arte conservate nel museo costituiscono uno spaccato della cultura espressa in città per oltre mille anni. Un posto di rilievo è occupato dalle tavolette d’avorio, la più vasta e completa collezione eburnea del Medioevo cristiano esistente al mondo, composta da ben 69 formelle con scene del Vecchio Testamento e del Nuovo Testamento. GLI AVORI SONO STATI RITROVATI ALL'INTERNO DEL DUOMO, E La loro datazione è oscillante fra fine XI secolo e primi decenni del XII.

IL MUSEO DIOCESANO

Gli avori

Museo Diocesano - Salerno

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Nel Museo Diocesano San Matteo non solo si conservano avori preziosi, ma anche un oggetto liturgico raro e interessante, l'Exultet di Salerno. Questi Exultet sono considerati un fenomeno affascinante che va oltre l'arte religiosa pratica e riguardano l'applicazione dell'insegnamento religioso. Nel Cristianesimo, la Pasqua era un momento cruciale dell'esperienza religiosa familiare e comunitaria, durante il quale si accendeva un cero e si recitavano varie preghiere, tra cui l'Exultet. I rotoli di pergamena hanno un'originale caratteristica: un lato è illustrato e l'altro scritto. Questo permetteva ai diaconi di mostrare le immagini ai fedeli mentre descrivevano la scena con il testo. Si può considerare una forma ancestrale di televisione e cinema, poiché univa immagini e parole in un'unica esperienza.

l'exultet

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Situato nella seconda sala “del Crocefisso” e proveniente dalla Chiesa di San Benedetto, è uno straordinario esempio di arte lignea del 1200. Raffigura Cristo Triumphans, secondo la tradizione bizantina. Anche se ha subito notevoli danni in seguito a un incendio dell’Ottocento, l’opera conserva ancora un viso fortemente espressivo e presenta due tabelle laterali raffiguranti la Madonna e San Giovanni.Il crocifisso ligneo del Medioevo ancora conservato nel museo diocesano è protagonista di una leggenda legata al mago Barliario: sembra che il Cristo abbia chinato la testa in segno di perdono davanti al pentimento dell'alchimista, che aveva passato tre giorni e tre notti in penitenza, per il dolore conseguente alla morte di due suoi nipotini rimasti uccisi nel suo laboratorio di alchimia.

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I NORMANNI, IL DUOMO E IL MUSEO DIOCESANO

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Fabiana Fiorentino, Caterina RIccardi, Sara Alessandra Ursu 2A