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Transcript

ARIL

PROTAGONISTA

Aril ha 11 anni, vive in una grande tenuta di campagna. Siamo nei primi decenni del Novecento. Appartiene a una famiglia molto benestante che vive in campagna (nord Italia, non lontano dal lago di Garda). Fsicamente è robusta, ha i capelli crespi che tiene lontani dal viso con una fascia quando deve lavorare su qualcosa. È una che dice le cose senza filtri e questo le procura reazioni da parte degli adulti, di fronte alle quali reagisce con una rabbia che ancora non capisce; non fa sconti a nessuno e vede sempre la verità nascosta dietro le ipocrisie. È rabbiosa perché non si sente capita, ma non si lascia mai andare allo scoramento. Resta una ribelle.

Obiettivo

L'obiettivo di Aril è affermare se stessa in un mondo in cui pare che non ci sia posto per lei, se non come proiezione di quello che gli altri vogliono che diventerà da grande. Vuole diperatamente aderire alle sue convinzioni per convincersi di non essere sbagliata. L'idea di poter avere un fratello per lei è il segnale di non essere sola, è fondamentalmente in cerca di un alleato che la incuriosisce sulla sua famiglia. La ricerca di Bruno è una ricerca di senso, quel senso che della sua famiglia le sfugge.

OSTACOLO

Opzione 1 (moscia)L'ostacolo è il mondo adulto che sente comunque e sempre ostile. Durante il viaggio con Iolanda alla ricerca di Bruno si appoggerà a persone durante il viaggio, ma da nessuno otterrà attenzione; qualcuno cercherà di ricondurla a casa e di avvertire la sua famiglia. Opzione 2: viene inseguita da persone inviate da Alberigo il cui scopo è quello di fermarla perché Alberigo non vuole che si scopra nulla riguardo a Giacomo (questa opzione modificherebbe la trama: Alberigo risulterebbe più stronzo e la questione Giacomo sarebbe una rivelazione a cui si arriva grazie ad Aril e che Alberigo non aveva assolutamente preventivato. Come mai uomini al soldo di Alberigo non riescono a beccare una raazzina e sua zia? Perché sono aiutate dal libro con cui solo Aril riesce sul setio a dialogare)

PERCHÉ RACCONTARE QUESTA STORIA?

Per due ragioni: la prima è legata strettamente all'infanzia e al "ognuno cresce solo se sognato". Nonostante la dichiarata attenzione verso l'infanzia e la nascita di questa età come segmento di vita a sé stante, l'idea del bambino-maestro ancora non è accolta dal mondo adulto. L'adultizzazione dei bambini, la tendenza a guardare alle esigenze e non ai bisogni è ancora forte, sia a casa che a scuola. Chi ritiene che il bambino debba essere messo al centro lo fa scatenando una modalità narcisistica, manca il rispetto della dignità del bambino per quello che è a prescindere dagli adulti.La seconda ragione è l'importanza di scoprire il proprio daimon anche contro gli stimoli esterni contrastanti. Aril cerca se stessa in barba a quanto le viene detto e lo fa (forse) scrivendo sul libro e ottenendo risposte dalle pagine.

Fantastico

GENERE

Ambientazione non molto dettagliata, non lo immagino con un tempo e un luogo ben definiti (ma forse sbaglio io a non farlo). Il fantastico irrompe sia attraverso le persone incontrate per strada che attraverso il libro, e irrompe in un mondo normale. Mi piace l'idea, non so se sia narrativamente valida, che emergano aspetti di un magico che non sconvolge troppo i personaggi, mi piace che sia una dimensione che fa parte del reale e che lo è solo agli occhi di qualcuno e non di qualcun altro (forse Iolanda non vede tutto ciò che vede lei).