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Transcript

La tristezza

nel mondo

-Origine chimica delle emozioni Le reazioni neurovegetative (pallore, rossore, tremori, sudorazione, tachicardia, stato di allerta, ecc), motorie (scappare, correre, agitazione, iperattività, irrigidimento etc) e cognitive (allerta, torpore, ingegno, concentrazione, etc) scaturite a fronte delle emozioni, sono originate da due sistemi dell’organismo:

1. Origine sulla chimica delle emozioni: sistemi dell'organismo coinvolti

- Le emozioni primarie generate nella nostra mente (paura, rabbia, disgusto, disprezzo, tristezza, gioia, sorpresa), nascono da un complesso meccanismo chimico di interazione tra stimoli esterni e sensi. Questa interazione, rielaborata dal cervello, origina lo sviluppo di emozioni derivate più articolate, le emozioni secondarie che forniscono una valenza più soggettiva, sociale e culturale al nostro vissuto (invidia, vergogna, ansia, gelosia, perdono, offesa, nostalgia, allegro, rimorso, delusione, speranza, etc). La fissazione di una emozione nella memoria per valenza o per persistenza nel tempo forma ciò che noi chiamiamo esperienza emotiva.

La tristezza è, quindi, fondamentale per elaborare gli eventi spiacevoli che ci accadono, ma ha anche la potenzialità di agire come stimolo al cambiamento: starci in contatto ci consente di farle svolgere la funzione di segnalarci che qualcosa non va, rifletterci e trovare un senso; ma anche di sollecitarci ad un cambiamento teso a raggiungere un equilibrio e un assetto che siano migliori per noi, mostrandoci nuove prospettive prima magari non visibili.

Una delle funzioni principali della tristezza risiede proprio nel segnalare, alle persone a noi vicine, il bisogno della loro vicinanza, del loro sostegno, aiuto o conforto in momenti di difficoltà. E il pianto stesso, che può essere un indicatore di tristezza intensa, aiuta a esprimere agli altri ciò che proviamo e segnala loro questo bisogno di vicinanza e aiuto.

2.Approfondimento sulla tristezza.

3.Mediatori chimici/ormoni coinvolti dalla tristezza.

Serve per spiegare meglio come i tre principali mediatori chimici Serotonina, Noradrenalina e Dopamina intervengono nella genesi della depressione e cercano anche di illustrare i diversi sintomi che appaiono da persona a persona.

4. Sintomi innescati dalla tristezza

Il sentirsi svuotati, tristi, disinteressati, stanchi, per molti giorni consecutivi potrebbe essere il segnale di uno disturbo depressivo.Tristezza, senso di vuoto, irritabilità, rabbia, sono sintomi che accomunano il gruppo dei Disturbi depressivi. La distinzione fra di essi è principalmente data dalle cause, dalla durata, dai pensieri e comportamenti associati ai sintomi. I Disturbi Depressivi più diagnosticati sono: Disturbo depressivo maggiore Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente Disturbo depressivo persistente (Distimia) Disturbo disforico premestruale Il disturbo con maggiore prevalenza è la DEPRESSIONE MAGGIORE. Negli Stati Uniti la sua prevalenza a 12 mesi è del 7%.

-Il sistema nervoso centrale, il cervello quindi, che riceve lo stimolo sensoriale e lo rielabora rilasciando specifici mediatori chimici (neurotrasmettitori). -Il sistema endocrino, che viene stimolato dagli specifici mediatori chimici a secernere ormoni specifici secondo il contesto, i quali attivano i vari organi del corpo a fornire la risposta comportamentale dell’organismo eletta dalla selezione naturale come più adatta a rispondere allo stimolo ai fini della sopravvivenza.

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