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Transcript

RERUM VULGARIUM FRAGMENTA

IL TESTO

ANALISI METRICA

TEMI

Analisi E COMMENTO

erano i capei d'oro a l'aura sparsi

Emma Dal Barco, Alice Montrasio, Anna Paleari, Viola Sisti

COLLEGAMENTI

Il Canzoniere di è un'opera in volgare composta da componimenti. Il tema principale del Canzoniere è l'amore per Laura; il nome Laura si può intendere anche come L'aura, cioè la gloria, poiché con un rametto di lauro viene incoronato il sommo poeta.

RERUM VULGARIUM FRAGMENTA

+ INFO

Petrarca

366

di cui 263 composti prima della morte di Laura e 103 dopo la morte

Erano i capei d’oro a sparsi che ’n mille dolci nodi gli , e ’l lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;5 e ’ i’ che amorosa al petto avea, qual meraviglia Non era l’andar suo cosa mortale10 ma ; e le parole sonavan altro, che pur voce umana. Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i’ vidi: e ,

IL TESTO

I suoi capelli biondi come l’oro erano sciolti nel vento che li intrecciava in mille leggiadri nodi, e la luce scintillante dei suoi occhi belli, che ora l’hanno in gran parte perduta , splendeva straordinariamente; e mi sembrava - non so se fosse una cosa reale o illusoria - che il suo viso si atteggiasse a grande benevolenza: io, che avevo nel cuore l’esca infiammabile dell’amore, che c’è di strano se m’accesi all’istante? Il suo portamento non era quello di una donna mortale, ma d’un essere angelico; e le parole avevano un suono diverso dalla voce umana.Quello che vidi fu uno spirito del Cielo, un sole vivente; e, benché ora non sia più tale, per quanto si allenti la tensione della corda di un arco la sua ferita non può più guarire.

l’aura

avolgea

vago

L’uso di vago conferisce allo sguardo e al volto un significato di incantevole e di indefinito.

’l viso di pietosi color farsi,

non so se vero o falso, mi parea:

piaga per allentar d’arco non sana.

l’ésca

se di sùbito arsi?

Attraverso l'alitterazione della lettera S, il poeta vuole esprimere lo sprigionarsi delle fiamme.

d’angelica forma

Con l'espressione:"angelica forma" si riferisce, non solo al suo modo di camminare elegante, ma anche all’essenza angelica presente in lei.

se non fosse or tale

parafrasi

ANALISI METRICA

Erano i capei d’oro a l’aura che ’n mille dolci nodi gli , e ’l vago lume oltra misura di quei begli occhi, ch’or ne son sì;5 e ’l viso di pietosi color, non so se vero o falso, i’ che amorosa al petto qual meraviglia se di sùbito ? Non era l’andar suo cosa 10 ma d’angelica forma; e le sonavan altro, che pur voce Uno spirto celeste, un vivo fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or, piaga per allentar d’arco non

BB BB

Lingua

La lingua presenta vari latinismi. "aura" (v. 1),"humana" (v. 11),"piagha"(v. 14)

Schema ritmico

  1. rime quartine: rima incrociata
  2. rime terzine: rime inverse

A AAA

DD

CC

EE

l’ésca

la materia infiammabile per accendere il fuoco

sparsi scarsi; farsi, arsi

avolgea, ardea parea: avea,

mortale tale,

parole sole

umana. sana.

ANALISI METRICA

Erano i capei d’oro a l’aura che ’n mille dolci nodi gli , e ’l vago lume oltra misura di quei begli occhi, ch’or ne son sì;5 e ’l viso di pietosi color, non so se vero o falso, i’ che amorosa al petto qual meraviglia se di sùbito ? Non era l’andar suo cosa 10 ma d’angelica forma; e le sonavan altro, che pur voce Uno spirto celeste, un vivo fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or, piaga per allentar d’arco non

BB BB

-Metrica

-Ritmica

A AAA

DD

CC

EE

l’ésca

la materia infiammabile per accendere il fuoco

sparsi scarsi; farsi, arsi

avolgea, ardea parea: avea,

mortale tale,

parole sole

umana. sana.

Dal punto di vista metrico, il componimento è costituito da quattro strofe.Prime due strofe (freccia) quartine Terza e quarta strofa (freccia) terzine Tutti sono endecasillabi pianiSono presenti due sinalefi nel primo verso

Il ritmo è lento e cadenzato.Nelle terzine il ritmo è più lento e spezzato dalla continua presenza di punteggiatura. Nelle quartine il ritmo è più scorrevole, grazie alla presenza di enjambement .

ANALISI METRICA

Erano i capei d’oro a l’aura che ’n mille dolci nodi gli , e ’l vago lume oltra misura di quei begli occhi, ch’or ne son sì;5 e ’l viso di pietosi color, non so se vero o falso, i’ che amorosa al petto qual meraviglia se di sùbito ? Non era l’andar suo cosa 10 ma d’angelica forma; e le sonavan altro, che pur voce Uno spirto celeste, un vivo fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or, piaga per allentar d’arco non

BB BB

-Figure retoriche

A AAA

DD

CC

EE

l’ésca

la materia infiammabile per accendere il fuoco

sparsi scarsi; farsi, arsi

avolgea, ardea parea: avea,

mortale tale,

parole sole

umana. sana.

  • Metafore
  • Anastrofi
  • Iperbole
  • Iperbato
  • Poliptoti
  • Anacoluti
  • Chiasmi
  • Domanda Retorica
  • Antitesi
  • Epifonema
  • Enumerazione per Polisindeto

Metafore

Sostituzione di un termine proprio con uno figurato.Esempi: vv. 1:"Erano i capei d’oro a l’aura sparsi"vv. 3:"e ’l vago lume oltra misura ardea"vv. 7:" i’ che l’ésca amorosa al petto avea,"

Anastrofe

Consiste nell'inversione dell'ordine abituale di due termini. Esempi: vv. 1:"Erano i capei d’oro a l’aura sparsi"ùvv. 5-6:" e ’l viso di pietosi color farsi,/non so se vero o falso, mi parea:"vv. 9:"Non era l’andar suo cosa mortale"

Iperbole

Consiste nel portare all'eccesso il significato di un'espressione, amplificando o riducendo il suo riferimento alla realtà per rafforzarne il senso e aumentarne, per contrasto, la credibilità.Esempi:Erano i capei d'oro a l’aura sparsiche ’n mille dolci nodi gli avolgea, e ’l vago lume oltra misura ardea

Iperbato

Inversione o trasposizione nell'ordine consueto della frase o del periodo, in vista di effetti stilistici particolariEsempi:Erano i capei d'oro a l’aura spars che ’n mille dolci nodi gli avolgea, e ’l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; e ’l viso di pietosi color farsi,

Poliptoti

“e ’l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; e ’l viso di pietosi color farsi, non so se vero o falso, mi parea:i’ che l’ésca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi?”

Anacoluti

vv. 7-8: i’ che l’ésca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi?”

Antitesi

Figura retorica che conferisce a due immagini consecutive un maggior rilievo, facendo leva sulla loro più o meno accentuata contrapposizione.Esempio:vv. 9-10: "Non era l’andar suo cosa mortale,/ ma d’angelica forma"

Epifonema

Una figura retorica che consiste in un’espressione sentenziosa, che conclude enfaticamente un discorso.Esempio:vv. 14: “piagha per allentar d’arco non sana.”

Enumerazione per polisindeto

Figura sintattica che consiste nel collegare varie proposizioni di un periodo con numerose e ripetute congiunzioni.Esempio:vv. 1-5:"Erano i capei d’oro a l’aura sparsi/che ’n mille dolci nodi gli avolgea,/e ’l vago lume oltra misura ardea/di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;/e ’l viso di pietosi color farsi,"

Chiasmi

Figura retorica in cui si crea un incrocio immaginario tra due coppie di parole, in versi o in prosa.Schema sintattico ABBAEsempio:v. 12: “uno spirto celeste, un vivo sole”

Domande retoriche

Domanda posta dall' autore, il quale però non si aspetta una risporta perchè implicita, oppure talmente ovvia che non serve aggiungere altro.Esempio: e ’l viso di pietosi color farsi, non so se vero o falso, mi parea: i’ che l’ésca amorosa al petto avea, qual meraviglia se di sùbito arsi? Non era l’andar suo cosa mortale

Allitterazione

Sinestesia

vv 2 "dolci nodi"

Anafora

quartine: -RSterzine: -AN

Quartine

ed una continua ripetizione.assume uno stile di scrittura innovativo.Tema delle Quartine

Terzine

nelle due terzine prevale l’accoppiamento –an.Nelle due terzine riappare il semplice e schematico tema del Dolce Stil Novo. Non era l’andar suo cosa mortalema d’angelica forma; e le parolesonavan altro, che pur voce umana.Uno spirto celeste, un vivo solefu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale,piaga per allentar d’arco non sana.

+ INFO

nelle quartine si rileva una maggior presenza di –rs

Tempi Verbali

i capei d’oro a l’aura sparsi che ’n mille dolci nodi gli e ’l vago lume oltra misura di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;5 e ’l viso di pietosi color farsi, non so se vero o falso, mi : i’ che l’ésca amorosa al petto , qual meraviglia se di sùbito ? l’andar suo cosa mortale10 ma d’angelica forma; e le parole altro, che pur voce umana. Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i’ : e se non or tale, piaga per d’arco non

...............

- PASSATO REMOTO- IMPERFETTO- PRESENTE

avea

Erano

avolgea,

ardea

parea

sana.

arsi

Non era

sonavan

’ vidi:

fosse

allentar

TEMI

  • la rievocazione dell'amore
  • l'apparizione soprannaturale di Laura
  • il decadere della bellezza fisica
  • lo scorrere del tempo

La rievocazione dell'amore

Petrarca rievoca la bellezza di Laura attraverso alcuni particolari: i capelli mossi dal vento, lo sguardo luminoso e l’espressione compassionevole

l'apparizione soprannaturale di Laura

Il sonetto, rievocando l'innamoramento per Laura, ha al centro il motivo dell'apparizione ascendenza della donna in tutto il fulgore della sua bellezza. È un motivo di chiara ascendenza stilnovistica

+ INFO

Il decadere della bellezza fisca

A differenza degli autori stilnovistici la figura della donna descritta da Petrarca è proiettata nel passato ed è richiamata solo da un movimento della memoria. La bellezza di Laura patisce l'azione del tempo, risultando ben diversa dal loro primo incontro.

Lo scorrere del tempo

La celebrazione della bellezza femminile si associa al ricordo dell’innamoramento, e la potenza dell’amore è tale che, nonostante il trascorrere del tempo la ferita da esso provocata non può essere in alcun modo rimarginata.

ANALISI

Nella lirica sono presenti alcune parole-chiave che ci fanno capire il reale sentimento del poeta nei confronti della donna amata.Egli delinea dall'alto verso il basso il ritratto di Laura.

donna

Il sonetto comincia con la descrizione dei essenziali della donna.

tratti

Il poeta esprime qui l’ideale di bellezza classico e medievale.L'aspetto corrisponde al modello della angelo.Successivamente emerge l’ ,nel momento della prima passione il poeta sente un’indole che lo porta ad amare.Ricompare nuovamente quando il poeta afferma dell’ amore eterno per la donna, dato che la sua è una ferita insanabile.

inevitabilità

Io poetico

ANALISI STILISTICA

Il sonetto ha una solida struttura di simmetria fra quartine e terzine.

erano (v. 1), or (v. 4) nelle quartine si oppone a non era (v. 9), non fosse or (v. 13) nelle terzine.

Il lessico è molto selezionato e tradizionale, a tratti anche stereotipato:-nodi dei capelli sono dolci-il lume degli occhi è vago-gli occhi stessi sono belliAllo stesso modo le immagini metaforiche sono standardizzate e convenzionali:-i capelli biondi sono d’oro-per amore il poeta arse

COMMENTO

C’è però un importante aspetto che distingue questo sonetto dalla tradizione dello Stilnovismo:In Petrarca la rappresentazione di Laura è compiuta attraverso la rievocazione e sulla base del ricordo se a una lettura superficiale il tema principale della lirica sembra l’esaltazione della bellezza di Laura in realtà il tema centrale della lirica di Petrarca è una riflessione sulla fugacità del tempo.

Sono trascorsi molti anni dal giorno del primo incontro con Laura e dall’innamoramento, avvenuto il 6 aprile 1327 nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone Laura è ormai invecchiata ma l’amore di Petrarca non ha fine.La descrizione della donna amata è messa in risalto secondo i modelli consueti della lirica d’amore stilnovista.

Il sonetto si può accostare a testi stilnovisici come:

COLLEGAMENTI

"Tanto gentile e tanto onesta pare" di Dante

"Chi è questa che ven, ch'ogn'om la mira" di Cavalcanti ,

"lo voglio del ver la mia donna laudare" di Guinizzelli

Erano i capei d’oro a l’aura sparsiche ’n mille dolci nodi gli avolgea, e ’l vago lume oltra misura ardeadi quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; e ’l viso di pietosi color farsi, non so se vero o falso, mi parea:i’ che l’ésca amorosa al petto avea,qual meraviglia se di sùbito arsi?

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi La composizione del sonetto risale intorno al 1338 e il 1342 .Petrarca rievoca a distanza di anni il primo incontro con Laura, quando si innamorò di lei colpito dalla sua bellezza.La “novità” di questo componimento si trova nel contrasto tra la Laura del passato, e la Laura del presente, invecchiata come tutte le donne terrene e che perciò si allontana dall'idea della donna-angelo.

vv. 9-10:"Non era l’andar suo cosa mortale| ma d’angelica forma"

le donne angelo dello Stilnovismo erano creature sovrumane, di astratta, intangibile perfezione, avvolte da un'aura remota e sottratte all'azione del tempo; la bellezza di Laura patisce tutta la forza distruttrice del tempo.

Differenza tra Laura e le donne anglelo

Laura non è, nonostante la ripetizione delle formule canoniche, una creatura sovrannaturale, ma una donna, sottoposta al peso della carne mortale e alle sue miserie.

  • Il poeta definisce la bellezza sfiorita di Laura rispetto al loro primo incontro, dal quale sono passati molti anni.
  • Attraverso l'espressione " una ferita non guarisce anche se si allenta l’arco da cui è partita la freccia che l’ha provocata" il poeta vuole ribadire l’immutabilità del suo amore.

se non fosse or tale piaga per allentar d'arco non sana

Infatti è uno dei primi ad effettuare alcune modifiche allo schema poetico del Dolce Stil Novo

Tema delle quartine

Emerge la collocazione di Laura nella natura: ce la immaginiamo avvolta nel vento. Inoltre la bellezza della donna non è cristallizzata e irreversibile, è invece terrestre, quindi destinata a scomparire con la vecchiaia.

dal vv. 1 al vv. 6 parla dei suoi capelli d'oro, dei suoi "begli occhi" e del suo viso.

lo sottolinea l'insistenza sul carattere sovrannaturale di quella bellezza

e l'uso di formule tipiche, l'«angelica forma», lo «spirto celeste», le parole che suonano «altro, che pur voce umana».

Letteralmente indica l'elemento infiammabile ed inoltre esprime la metafora del fuoco-amore.

l'esca

vv. 12-14:"Uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale, piaga per allentar d’arco non sana."

Il vento. Il termine con la sua suggestività richiama il nome di Laura.Petrarca gioca con l'equivalenza sonora presente tra l'aura (vento) e Laura.

l'aura

Petrarca crede di vedere dell'emozione sul volto di Laura ma non ne è sicuro poichè, come in seguito affermerà, potrebbe essere un'illusione provocatagli dal forte sentimento che prova nei suoi confronti.

'l viso di pietosi color farsi non so se vero o falso, mi parea:

Intrecciava; I dolci nodi indicano i capelli inanellati di Laura che diventano metafora dei nodi d’amore del poeta.Questa immagine dei capelli intrecciati dal vento è ripresa dalla Venere dell’Eneide di Virgilio e da Dafne o Diana dalle Metamorfosi di Ovidio.

avolgea

La donna viene infatti descritta come un angelo e qualcosa di soprannaturale. Quel che il poeta dice di aver visto è qualcosa paragonabile ad un dea.

vv. 7:"i’ che l’esca amorosa al petto avea"

l’Io poetico, colto nel momento della prima passione: il poeta ha un’indole che lo porta ad amare e, solo alla vista della donna, nasce l’amore per lei.