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BASILICA DI SAN NICOLA

Bari

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Melania CiulloGiorgia Devita

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Quando fu costruito

La basilica di San Nicola è uno degli esempi meglio riusciti di romanico pugliese.Fu costruita in stile romanico tra il 1087 e il 1197, durante la dominazione normanna.. La costruzione della basilica, frutto di almeno tre fasi successive, dove subisce anche l'influenza del barocco, si concluse nel 1197, anno a cui risale una pergamena che parla della Basilica già "constructa".

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Contesto storico

la basilica di San Nicola fu costruita intorno all'anno mille,parte del Medioevo.L'anno mille è un'età caratterizzata da un'innegabile vitalità culturale, in particolare grazie all'attività delle scuole.Nell'Alto Medioevo l'italia era cosparsa da regni romano-barbarici, quindi l'arte fu in piena crisi di identità.

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L'arte romanico-pugliese

L'arte romano-pugliese, è una cultura artistica sviluppatasi in Puglia tra l'XI secolo e la prima metà del XII secolo, soprattutto in architettura, scultura e nell'arte del mosaico.una delle principali componenti culturali di questa architettura è quella nordica legata ai normanni.

Esempi dei caratteri nordici ripresi nel romanico-pugliese sono --la doppia torre di facciata e gli edifici da essa derivati.Nel tempo ci sono state varie influenze da parte dell'arte bizantina e dell'arte araba.

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Aspetto esterno della chiesa

La basilica è situata nel contesto della cittadella nicolaiana,ovvero un complesso ecclesiastico

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Aspetto interno

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Entrando in Basilica, dalla navata centrale si ha una visione delle gallerie superiori, dette matronei, che convogliano lo sguardo verso l’arcone di separazione (detto anche iconostasi), oltre il quale troneggia il bellissimo ciborio. la basilica presenta uno sviluppo planimetrico a croce latina commissa.L’impressione è quella di un tempio possente, ma senza decorazione. In realtà, la decorazione c’è stata per molti secoli, ma è stata rimossa durante i grandi restauri (1925-1934). In quell’occasione furono demolite tutte le sfarzose cappelle laterali chiudendole con una parete, creando di conseguenza spazi vuoti sotto le arcate esterne. Sono scomparsi quindi lo sfarzo e i colori barocchi, e sono stati ricuperati la maestosità e la sobrietà del romanico

Il soffitto è intagliato e dorato accompagnatocon riquadri dipinti del XVII secolo. Tre solenni arcate su graziose colonne dividono la navata centrale del presbiterio. L'altare maggiore è sormontato da un ciborio del XII secolo.

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Il Ciborio, vale a dire il baldacchino in pietra che sovrasta l’altare maggiore, è di notevole valore artistico. Gli angeli dei capitelli trasmettono una serena ma energica spiritualità. Abbastanza evidente è il tentativo di assorbire le istanze e i modelli dell’arte provenzale e normanna del tempo.

L’altare d’argento che si trova nel transetto di destra della Basilica ha una preistoria che risale al 1319. In quell’anno infatti fu donato, con tutte le decorazioni argentee, dallo zar di Serbia Uroš II Milutin, andando a coprire la tomba del Santo nella cripta. Fu fuso con altra suppellettile sacra e rifatto in stile barocco. Si è così perduto un capolavoro slavo-bizantino e se ne è creato uno barocco. Tutt’intorno vi sono scene della vita del Santo.

Oltre il ciborio è collocata la cattedra dell’Abate Elia ricavata da un blocco unico di marmo la cui datazione a cavallo tra XI e XII sec. La pavimentazione a mosaico del presbiterio raffigura quattro cerchi realizzati in marmo, che accolgono le basi delle colonne del ciborio, mentre i tre gradini sono decorati da piastrelle con motivi bizantini e iscrizioni. Il pavimento del transetto è realizzato con lastre e frammenti di riutilizzo.

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Con l'avvento del Cristianesimo venne meno la tradizione della scultura a tutto tondo (pur con qualche eccezione), troppo legata a reminiscenze degli idoli pagani.

i popoli barbarici, essendo tradizionalmente nomadi o seminomadi, non producevano opere d'arte ingombranti e voluminose: per questo la scultura fu inizialmente dismessa o rarefatta (così come l'architettura e l'affresco)

La Basilica di S. Nicola di Bari rivela la sua storia già dall’architettura esterna, che sembra ispirata più alla struttura di una fortezza che di una chiesa. Non va dimenticato, infatti, che nel periodo normanno fu usata più volte come fortezza difensiva.

I quattro cortili che la circondano erano anticamente chiusi e riservati al clero della Basilica, che li metteva a disposizione dei commercianti in occasione delle fiere nicolaiane di maggio e di dicembre. Oggi vi si accede dal Lungomare, e già appena superato l’arco si ha una visione del complesso medioevale.

La facciata a salienti, semplice e maestosa, è tripartita da lesene, coronata da archetti e aperta in alto da bifore e in basso da tre portali, dei quali il mediano, a baldacchino su colonne, è riccamente scolpito.Racchiusa fra le due possenti torri, la facciata della Basilica di S. Nicola raggiunge il suo verticalismo grazie alle lesene sporgenti che la dividono in tre zone corrispondenti alle navate interne.

i tre portali, con i due laterali più piccoli rispetto a quello centrale; dimensioni che corrispondono alla diversa altezza delle aree della facciata. Più basse quelle corrispondenti alle navate laterali, più alta l’area della parte centrale che in cima assume una forma cuspidata.

Nella fascia centrale dell’intera costruzione, al di sopra dei suddetti archi vi sono tre finestroni, in passato usati come nicchia di alcune statue.Ancora più sopra vi sono cinque bifore, di cui due laterali addossate alle lesene e tre centrali, al di sotto del rosone. A creare un po’ di movimento sta la lunga teoria di archetti che sorreggono il cornicione sia in corrispondenza delle navate che del tetto.

La Basilica è a tre navate divise da dodici colonne di granito bigio.Sull’abaco scorniciato poggia l’arco a sesto tondo che collega una colonna all’altra. È questa serie di archi a reggere i matronei, vale a dire i corridoi laterali al di sopra delle navate laterali. La struttura, già possente di per sé, appare ancor più massiccia grazie ai tre arconi che attraversano da una parte all’altra la navata centrale.

Fu affidato al pittore Carlo Rosa di Bitonto l’incarico di dipingere una serie di tele che avrebbero dovuto ricoprire il soffitto. Dapprima, Carlo Rosa dipinse le tele del transetto, coadiuvato per l’intaglio e la doratura delle cornici. Il Paradiso con l’Eterno Padre forma il tema del transetto centrale, ove nei vari riquadri dell’ottagono sono raffiguranti la Madonna, i Martiri, le Martiri, gli Apostoli, i fondatori di Ordini religiosi.

Al centro del riquadro di sinistra si vede S. Nicola che, passando da Bari, profetizza: Qui riposeranno le mie ossa. Le quattro scene intorno rappresentano la leggenda dei due asinelli, la visita al papa Silvestro, la colonna spinta nel Tevere, la rimunerazione dei contadini di Calista, presso Rodi.