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L’origine della quadriga è stata per secoli fonte di discussione, dal momento che non esistono testimonianze dell’epoca ben precise. I cavalli sono pervenuti a Venezia dall’ippodromo di Costantinopoli (secondo le fonti bizantine), probabilmente tra la fine del 1205 e il 1206, e collocati nel 1254 sulla terrazza della facciata della grandiosa basilica di San Marco. Nel 1797 Napoleone fece rimuovere e portare a Parigi i cavalli, ma il Congresso di Vienna ne ordinò la restituzione. Nel 1815 i Cavalli tornarono a Venezia, sulla facciata di San Marco, dove vi rimasero fino al 1982, anno in cui furono portati all’interno del Museo di San Marco per proteggerli dalle intemperie. Gli originali furono sostituiti con delle copie perfette.

I quattro cavalli vennero realizzati con una lega bronzea caratterizzata da un contenuto in rame elevatissimo, circa il 97%, e da una minima presenza di piombo e stagno. L'alto contenuto di rame avrebbe incrementato la temperatura di fusione e la grande purezza avrebbe reso più efficace la doratura col mercurio. La fusione a cera persa con il metodo indiretto è la tecnica utilizzata per l’esecuzione del gruppo equestre, come per molte opere scultoree in bronzo di grandi dimensioni. Ogni cavallo infatti è stato ottenuto con il metodo negativo a tasselli con perdita del modello e almeno dieci pezzi di fusione, tra cui zampe, coda, testa-collo, arcata dentaria inferiore, morso, tronco e altri elementi.

I cavalli bronzei di San Marco sono sculture che presentano fisici maestosi e imponenti. Il busto dei cavalli è modellato con grande attenzione ai dettagli, mostrando muscolature potenti e ben definite. Le spalle larghe e robuste conferiscono loro una presenza regale e un senso di forza. Il collo, elegantemente arcuato, aggiunge grazia e nobiltà alla loro postura. I cavalli hanno teste maestose, con musi slanciati e labbra sottili che riflettono la loro eleganza. Gli occhi, incisi con precisione, trasmettono un senso di vigore e vitalità.