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SANDRO BOTTICELLI

Giovanni Spadafora Junior III B

Chi fu botticelli?

Opere

Dettaglio di venere

dettaglio zefiro e aura

dettaglio dell'Ora

Index

Sandro Botticelli, il cui nome completo era Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, è stato uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano. Nacque attorno al 1445 a Firenze, in Italia, in una famiglia di piccoli commercianti. Il soprannome “Botticelli” deriva da “botticello”, che significa “piccolo barile”, un riferimento al mestiere di suo fratello, un fornaio. Botticelli iniziò la sua formazione artistica come apprendista presso la bottega del pittore Fra Filippo Lippi. Qui, acquisì le basi dell’arte del Quattrocento fiorentino. La sua abilità e creatività furono presto riconosciute, e durante il suo apprendistato, sviluppò uno stile unico caratterizzato da grazia, raffinatezza e bellezza ideale. Nel corso della sua carriera, Botticelli divenne noto per i suoi dipinti sacri, mitologici e allegorici. Il suo talento attirò l’attenzione di importanti mecenati, inclusi membri della famiglia Medici, una delle dinastie più influenti di Firenze. Nel 1470, Botticelli aprì la sua bottega, dove formò una squadra di apprendisti e assistenti, diventando uno dei pittori più richiesti della sua epoca.

Tra le numerose opere prodotte da Botticelli, ve ne sono tantissime degne di nota, come: Il bambino Gesù, Madonna del Magnificat, la primavera. Ma ci soffermeremo sulla "Nascita di Venere", altro capolavoro di Botticelli, prodotto tra il 1484 e il 1486.

Tempera e polvere di alabastro su tela, composta tra 1484-86, conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Nella Nascita di Venere di Botticelli, la dea appare in tutta la sua grazia. È a figura intera, al centro del dipinto, nuda, con la pelle d’avorio e il corpo attraversato da ombre appena accennate. La mano destra appoggiata al seno con gesto pudìco, la mano sinistra sul pube trattiene una ciocca dei capelli lunghissimi mossi dal vento. La testa leggermente reclinata, l’espressione del volto dolce e mite. In equilibrio è posta sul bordo di una conchiglia che la conduce fino all’approdo sull’isola di Cipro. Nella stessa figura coesistono moto e quiete: al corpo statuario e alla posa stante fanno da contrappunto i capelli che ondeggiano in mille ciocche dorate, la delicata conchiglia che si muove spinta dal vento e dalle onde diventa un solido appoggio sotto ai suoi piedi. Il contrasto con il verde e l’azzurro dello sfondo esalta la sua apparizione.

Nell’angolo a sinistra della Nascita di Venere di Botticelli due venti dalle sembianze umane volano allacciati l’uno all’altra, le ali spiegate e i pochi panneggi ondeggianti. Soffiano con forza verso la dea lasciandoci intuire la direzione del moto. Sono Zefiro e Aura, un vento fresco e fecondo che si lascia abbracciare da uno tiepido e avvolgente. Il moto che parte da queste due figure si manifesta nell’increspatura sottile delle onde e nel vortice di fiori che li circonda.

A destra, sulla costa frastagliata dell’isola accorre l'Ora della primavera. Il suo vestito chiaro, trapuntato di fiordalisi, è stretto in vita da un ramo di rosa. Il mantello rosso che porge alla dea è decorato con primule e rametti di mirto e si gonfia per effetto del soffio che giunge dal lato opposto. La composizione semplice esalta la sacralità della figura. Un evento miracoloso si è da poco compiuto, la spuma del mare, fecondata dal seme di Urano, ha generato una nuova dea e lei ora si manifesta al mondo. La disposizione simmetrica richiama visivamente scene cristologiche come quella del battesimo e anche se l’accostamento può oggi sembrare blasfemo così certamente non doveva apparire nel momento più alto del Rinascimento fiorentino.