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napoleoneeil congresso di vienna

Alla ricerca di un nuovo ordine La fase termidoriana rappresentò il periodo più turbolento della rivoluzione francese, con la sua conclusione ebbe inizio una nuova stagione politica. I giacobini e i sanculotti furono relegati ad un ruolo di secondo piano e per i poveri ciò significò trovarsi privi di una rappresentanza. Chi trasse vantaggio da questa situazione furono gli imprenditori che, agendo spesso in maniera spregiudicata, riuscirono ad accumulare ingenti patrimoni in particolare grazie alla guerra. La ripresa delle ostilità contro l’Austria Nel 1795 la Francia stipulò trattati di pace con la Spagna e con la Prussia, dell’alleanza anti-francese rimasero a far parte solo la Gran Bretagna e l’Austria, contro la quale il Direttorio decise un nuovo attacco.Due armate furono schierate sul fronte orientale, ma gli austriaci reagirono con prontezza. Nel 1796 intervenne, quindi, una terza armata: l’Italia settentrionale. Essa avrebbe dovuto semplicemente impedire che le truppe austriache attaccassero la Repubblica da sud, ma il giovane generale riuscì a separare l’esercito austriaco da quello piemontese e poi inflisse loro delle cocenti sconfitte.Quel generale si chiamava Napoleone Bonaparte nato ad Ajaccio nel 1769. Il giovane napoleone aveva abbracciato gli ideali rivoluzionari apprezzando il principio in base al quale tutte le carriere dovevano essere aperte a coloro che le meritavano.

La rapida ascesa del generale Bonaparte

Nel marzo del 1796 gli venne affidato il comando dell’armata d’Italia, armata che guidò fino a giungere nella Pianura Padana dove si trovò di fronte sia l’esercito austriaco sia quello piemontese. Grazie alla sua genialità riuscì ad ottenere grandi successi: sconfisse i piemontesi nelle battaglie di Montenotte e Dego e gli austriaci a Millesimo, poco dopo sconfisse nuovamente i piemontesi a Mondovì, che decisero di firmare l’armistizio di Cherasco concedendo il libero passaggio all’esercito repubblicano e concedendo loro importanti territori. Il 10 maggio l’armata d’Italia sconfisse gli austriaci nella battaglia di Lodi, aprendo così la strada all’occupazione di Milano. Nei mesi successivi gli austriaci tentarono di rientrare a in città ma vennero presto respinti. Napoleone, nel frattempo, avanzava nei territori delle legazioni pontificie dell’Emilia-Romagna. Nel febbraio del 1797 Bonaparte riuscì a impadronirsi della fortezza di Mantova e successivamente si spinse in territorio austriaco. A quel punto i suoi avversari accettarono di firmare un accordo preliminare per interrompere le ostilità e il trattato di pace ufficiale venne siglato a Campoformio.

Con il trattato di Campoformio gli austriaci dovettero accettare il nuovo assetto politico instauratosi in Italia settentrionale. Nei territori conquistati, infatti, Napoleone volle instaurare governi democratici e repubblicani. Con la collaborazione di quei patrioti che sostenevano ancora gli ideali rivoluzionari rovesciò le dinastie regnanti nei diversi Stati Italiani e le rimpiazzò con delle repubbliche definite “sorelle”, perché adottarono il modello politico e istituzionale della Francia.Nel gennaio del 1797 nei territori ex pontifici a sud del Po era stata fondata la Repubblica cispadana, successivamente, nel giugno dello stesso anno, buona parte della pianura padana venne riunita sotto le insegne della Repubblica cisalpina, contemporaneamente era caduta la repubblica aristocratica di Genova che rinacque come Repubblica ligure.Nel febbraio del 1798 l’esercito napoleonico occupò lo Stato pontificio, depose papa Pio VI, ponendo momentaneamente fine al potere temporale del pontefice, e vi instaurò la Repubblica romana. Quindi si spinse a sud per occupare il Regno di Napoli dove, nel 1799, nacque la Repubblica partenopea.

Le quattro repubbliche italiane si affiancarono alle altre due repubbliche sorelle ovvero quella batava e quella elvetica. Nei loro territori furono promulgate costituzioni modellate su quella francese del 1795: furono infatti soppressi i privilegi feudali e quelli nobiliari, vennero promulgate l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la libertà di associazione e la parità fra i culti. Nonostante gli entusiasmi rivoluzionari, molti patrioti italiani compresero che le “repubbliche sorelle” non sarebbero state considerate alla pari della Grande Nazione ma ne sarebbero state vassalle. Inoltre, nel 1797 il “tradimento” di Bonaparte nei confronti della Repubblica di Venezia aveva causato delusione in molti italiani sopratutto nei patrioti, molti dei quali decisero di passare all’opposizione clandestina, quindi le autorità francesi reagirono con la repressione.

Se in genere i borghesi avevano accolto con speranza l’arrivo dell’armata napoleonica, lo stesso non si può dire per le classi popolari che si dimostrarono ostili alle idee politiche che i francesi volevano importare. Inoltre i saccheggi e le requisizioni compiute dalle truppe di Bonaparte gravarono sopratutto sui cittadini poveri. Per queste motivazioni i ceti popolari decisero di ribellarsi scatenando una serie di tumulti che presero il nome di “insorgenze”. I tumulti più gravi si verificarono a Napoli dove l’ostilità antifrancese assunse la forma di un’insurrezione urbana quella dei lazzaroni. Nel frattempo Napoleone era tornato in patria per preparare un attacco alla Gran Bretagna, necessaria anche perché i nemici avevano occupato la colonia francese delle Antille interrompendo i rifornimenti di cotone verso la Francia. Bonaparte pensava che fosse necessario rispondere in modo analogo, così nel 1798 ottenne il permesso di organizzare una spedizione militare per conquistare l’Egitto che costituiva uno snodo cruciale nei traffici britannici. Nel maggio del 1798 Napoleone salpò verso l’Africa e approdò ad Alessandria d’Egitto il 1° luglio e venti giorni dopo sbaragliarono le truppe locali nella battaglia delle Piramidi, ma il 1° agosto la flotta britannica dell’ammiraglio Horatio Nelson distrusse quasi tutte le navi francesi rimaste in Egitto.

Mentre le forze francesi erano impegnate a stabilire il loro dominio sull’Italia, Napoleone era rientrato in Francia per pianificare un attacco alla Gran Bretagna, l’ultima superpotenza ancora in conflitto con la Francia. Napoleone scartò l’idea di un’invasione diretta delle coste britanniche, ritenendo che la marina britannica avrebbe prevalso in uno scontro nel Canale della Manica.Con la colonia francese delle Antille occupata dai nemici e interrotti i rifornimenti di cotone grezzo alla Francia, Napoleone ritenne necessario contrattaccare. Così, organizzò una spedizione militare per prendere il controllo dell’Egitto, un punto nevralgico per il commercio britannico con l’India. Il 1° luglio 1798, Napoleone sbarcò ad Alessandria d’Egitto con un esercito di 38.000 uomini. Dopo venti giorni, le forze francesi ottennero una vittoria decisiva nella battaglia delle Piramidi.Tuttavia, questo trionfo fu seguito da una sconfitta: l’ammiraglio Nelson e la sua flotta britannica distrussero quasi tutte le navi francesi rimaste in Egitto per sostenere le truppe, lasciando Napoleone e i suoi uomini bloccati in Egitto per molti mesi. La spedizione in Egitto ebbe anche un altro effetto inaspettato: rafforzò l’opposizione alla Francia. Nel dicembre 1798, la Gran Bretagna e la Russia formarono un’alleanza con l’Austria, l’Impero ottomano e il Regno di Napoli, dando vita alla cosiddetta seconda coalizione anti-francese. Tra aprile e settembre 1799, le repubbliche sorelle caddero una dopo l’altra. Dopo il breve periodo del triennio giacobino, sembrava che il Settecento stesse per concludersi con un ritorno all’Antico regime in Italia.

La campagna d’Egitto e la seconda coalizione

Il desiderio di ordineDopo anni di scontri fra le diverse fazioni uscite dalla rivoluzione, l’ opinione pubblica francese si mostrava disposta a rinunciare a gran parte della propria libertà in cambio di un esecutivo che restituisse ordine e compattezza alla nazione. La borghesia vedeva in Bonaparte l’ uomo giusto per assumere le redini e proteggere la Repubblica dall’ estremismo giacobino, inoltre le classi popolari lo acclamavano come paladino della libertà per aver impedito con le sue vittorie il ritorno dell’ antico regime.Il colpo di stato del 18 brumaio Il 18 Brumaio dell’anno VIII (9 novembre 1799) segnò la conclusione della Rivoluzione Francese. Quel giorno il direttorio e le camere parlamentari vennero sciolti e venne nominato un triumvirato di consoli di cui Napoleone fece parte sin da subito e a cui fu assegnato il potere esecutivo. Bonaparte riusci subito a imporsi sugli altri due membri venendo pertanto nominato Primo Console e, dopo che fu indetto un plebiscito, cominciò a governare indisturbato.Il concordato con la santa fedeAl fine di mantenere il proprio potere Napoleone adottò una repressione spietata nei confronti dei giacobini e si sbarazzò in modo più moderato degli avversari realisti. Voleva dimostrare ai francesi di aver reciso ogni legame con il suo passato fatto di rivoluzioni ed eccessi, pertanto nel 1801 stipulò con papa Pio VII un concordato che riconosceva il cattolicesimo come “ religione della maggioranza dei francesi” Il consenso ottenuto grazie al concordato e alla firma dei trattati di pace di Lunéville e Amiens, gli permisero di essere proclamato console a vita con un secondo plebiscito.

L’organizzazione della politica internaSin dai primi mesi del suo consolato, Napoleone ridefinì il modello statale francese fornendolo di un apparato burocratico efficiente. Introdusse la figura del prefetto che aveva il ruolo di raccordare il potere centrale e le periferie. Per rispondere alle esigenze di sicurezza rinnovò e rese più efficiente l’ apparato di polizia. Inoltre migliorò il sistema di istruzione pubblica concentrandosi particolarmente su quella di secondo grado, imperniata sui licei, sulle università e sui politecnici.Il codice civile e le norme sul diritto di famigliaNapoleone avviò la redazione di un nuovo codice civile nel marzo 1804. La promulgazione di questo testo regolava i rapporti fra cittadini promettendo uguaglianza giuridica dei cittadini davanti lo stato, laicità dell’istituzione statale e libertà di pensiero e di culto. Impose un nuovo ordine civico basato sugli interessi della borghesia. L’intera legislazione era incentrata sulla tutela della proprietà privata, venne inoltre reintrodotta la schiavitù. Nel nuovo codice civile figuravano molti articoli dedicati alla famiglia, al rapporto fra marito e moglie al mantenimento del divorzio, nonché ai benefici di cui godeva un primogenito una volta raggiunta la maggiore età. Veniva anche sottolineata inferiorità della donna che doveva obbedienza al marito. L’importanza del codice napoleonico fu tale che molti paesi tra cui l’Italia successivamente vi si ispirarono per la formazione della propria legislazione in merito alla famiglia e alla proprietà.

L’ ascesa al potere di Napoleone fu molto travagliata nel suo percorso. Bonaparte dovette affrontare infatti l’ opposizione dei giacobini e degli intellettuali, i quali non vedevano di buon occhio il suo autoritarismo. Il modello politico mostrato prende pertanto il nome di “Bonapartismo ” con senso spregiativo. Il malcontento dei sostenitori della monarchia si accrebbe con la ripresa della guerra contro la Gran Bretagna, ma fu anche l’ occasione per riproporre un plebiscito per votare a favore di un impero ereditario. Così il 2 dicembre 1804 Napoleone divenne imperatore dei francesi alla presenza di papa Pio VII. L’ anno successivo sarebbe sarebbe divenuto anche re d’Italia. Dopo soli dodici anni da Luigi XVI si affermava nuovamente una monarchia assolutistica che poteva contare sul sostegno della classe borghese e nobiliare e su un esercito disciplinato e fedelissimo. Un potere non più considerato di derivazione divina, ma frutto della volontà della nazione.

Dal consolato all’impero

Nel 1803 una contesa giudiziaria fra Francia e Inghilterra allarmarono fortemente le altre nazioni europee: infatti, secondo il trattato di Amiens, i britannici avrebbero dovuto restituire ai cavalieri dell’ordine di san Giovanni l’isola di malta, ma non lo fecero. Napoleone reagì ordinando la propria flotta di disturbare quella britannica. Preparò inoltre un’invasione dell’isola attraverso il canale della manica. A questo proposito la gran Bretagna per difendersi convinse altre nazioni europee di formare una terza coalizione antifrancese. Di fronte alla nuova coalizione Bonaparte accantonò il progetto di invadere la gran Bretagna e di spostarsi in Europa centrale, sconfiggendo gli eserciti austro-russi a Ulm e ad Austerlitz. Dopo la sconfitta ad Austerlitz gli austriaci furono costretti a firmare la pace di Presburgo che li obbligava a cedere il veneto, l’Istria e la Dalmazia. Nel frattempo, nacque la confederazione del reno, formata dai diversi principati tedeschi che si schieravano a parte di Napoleone piuttosto che con Francesco II d’Asburgo. Non si poteva che decretare ormai morto il sacro romano impero germanico.

L’ositlità delle potenze europee contro la francia

Gli imperatori francesi non potevano far altro che accettare questo nuovo assetto che prediligeva la loro egemonia, a questo proposito diedero vita alla quarta coalizione e ancora una volta la grande armèe ebbe la meglio sconfiggendo l’esercito prussiano nella battaglia di Jena e occupando Berlino, decidendo così, nella capitale prussiana, che nessuna nave britannica avrebbe potuto attraccare nei porti francesi o in quelli delle nazioni alleati, venendosi così ad affermare il così chiamato “blocco continentale”, in quanto bloccava le importazioni e le esportazioni di merci. Nel frattempo, continuava la guerra contro la Russia, che ebbe modo di riorganizzarsi, ma fu sconfitta da napoleone nella battaglia di Eylau e di Friedland. Nel mese di luglio del 1807 napoleone incontrò lo zar Alessandro II a Tilsit firmando un contratto di pace e dividendosi l’Europa in due zone di influenza. Gli accordi Tilsit rappresentano il più alto punto della parabola napoleonica, che oramai controllava gran parte dell’Europa, avendo umiliato la terribile Prussia.

La quarta coalizione e l’annuncio del blocco continentale

La vittoria contro la quinta coalizione e l’arresto del papaNel 1809 la Gran Bretagna, approfittando della situazione scomoda ai francesi, formò una quinta coalizione per cercare di sconfiggere napoleone, però la gran armèe ebbe la meglio nella battaglia di Wagram: infatti il 5 luglio 1809 mentre i compagni d’arme combattevano nelle Marche, nell’Umbria e nel Lazio, forzarono le porte del palazzo del Quirinale e arrestarono papa pio VII, decretando la fine del potere temporale dei papiL’Europa di Bonaparte Nel 1809 con il consenso di alcuni prefetti francesi, napoleone divorzio da sua moglie Giuseppina in quanto non gli aveva fornito alcun erede. Invece, nel 1810 sposò Maria Luisa di Asburgo, matrimonio che presentava vantaggi politici, conferì a Napoleone un erede a cui gli venne attribuito il soprannome di “re di Roma”. Napoleone voleva così sottolineare l’importanza del suo impero paragonabile a quello dei Cesari. Fino al 1812 l’Europa godette di un po’ di pace, però l’impero napoleonico non era costruito su solide basi: cresceva man mano il malcontento dei tradizionali oppositori di Bonaparte, I democratici, nostalgici della monarchia borbonica e anche molti cattolici, indignati per il tradimento afflitto a papa pio VII, che rimase prigioniero dei francesi fino al 1809. Inoltre, dopo tanti anni di campagne militari e di sacrifici economici, aggravati dal blocco continentale, molti iniziarono a dubitare delle perplessità delle scelte di Napoleone. Molte insurrezioni francesi scoppiarono in Spagna, nel regno di Olanda e nell’Italia centro settentrionale

La campagna in russia: gli accordi di Tilsit servirono a Napoleone e allo zar Alessandro II a consolidare i loro rapporti, ma servirono a ben poco, in quanto la Russia non rispettò i patti del blocco continentale in quanto stava pesantemente danneggiando la loro economia. Inizialmente non reagì alle provocazioni in quanto l’aiuto dello zar russo gli serviva a contrastare la gran Bretagna, ma nel 1811 si trovò nelle condizioni di punirlo, iniziando così la battaglia in Russia. Nel giugno del 1812 la gran armèe, senza nemmeno una dichiarazione formale di guerra, avanzo presso mosca, mentre l’esercito russo comandato dal generale Michail Illarionovic kutuzon, arretrava utilizzando la tecnica della terra bruciata, ovvero distruggendo qualsiasi approvvigionamento che sarebbe stato utile all’avanzata francese. Quest’ultima vinse i russi nella battaglia di brodino, ma una volta avanzati presso mosca, la città era completamente vuota e avvolta dalle fiamme. Napoleone si trovo in una condizione delicata, in quanto lo zar non aveva nessuna intenzione di trattare con quest’ultimo e le truppe di napoleone non avevano risorse necessarie per sopravvivere al rigido inverno russo. Così, dopo un mese di esitazione, ordino la ritirata. La gran armèe contava circa 100 000 soldati lacerati e affamati.

La battaglia di Lipsia e il crollo dell’impero napoleonico: la campagna in Russia dimostro quindi che napoleone non era invincibile, infatti, approfittando delle debolezze, si affermò una sesta coalizione antinapoleonica, che sconfisse i superstiti dell’armata napoleonica nella battaglia di Lipsia, conosciuta anche come battaglia tra nazioni, in quanti vi parteciparono la stragrande di nazioni europee. A questa sconfitta seguì l’invasione di Parigi e gli eserciti della coalizione costrinsero napoleone ad abdicare, mentre i troni di tutta Europa ricominciarono a ripopolarsi. Ebbe così inizio la cosiddetta Restaurazione. Il trono di Francia era occupato dal re luigi XVIII di Borbone.La fuga ad Elba e i cento giorniNapoleone tuttavia non si arrese, fuggì avventurosamente all’isola d’Elba e approdò in Francia, marciando su Parigi dove molti lo accolsero riconoscendo in lui lo spirito della Rivoluzione francese. Il 20 marzo riuscì a riconquistare il potere a Parigi, promulgando una nuova costituzione liberale, garantendosi così l’appoggio dell’opinione pubblica. Ma il suo nuovo impero durò poco meno di tre mesi, quelli che divennero i famosi cento giorni. I suoi avversari formarono una settima coalizione decisi a sconfiggerlo. Napoleone riuscì a ricostruire un piccolo esercito che fu sbaragliato dalle truppe britanniche e prussiane a waterloo, il 18 giugno del 1815. Così i britannici e i prussiani invasero Parigi riportando sul trono Luigi XVIII

Ormai la parabola napoleonica aveva cessato di esistere, dunque il 22 giugno del 1815 si consegnò direttamente agli inglesi, i quali, in cambio della resa, gli avrebbero concesso di vivere in Gran Bretagna o negli Stati Uniti in qualità di privato cittadino. Le cose però non andarono così, in quanto Napoleone, dopo essersi imbarcato su una nave inglese, venne deciso di confinarlo a sant’Elena, un’isola sperduta nei pressi dell’atlantico, per evitare che si ripresentasse. Lì passò il resto della sua vita come prigioniero, che termino il 5 maggio 1821. Lasciò però un testamento politico dove riaffermò i valori della Rivoluzione francese. Fu il libro più venduto del XIX secolo,

La fine politica di napoleone

Ormai la parabola napoleonica aveva cessato di esistere, dunque il 22 giugno del 1815 si consegnò direttamente agli inglesi, i quali, in cambio della resa, gli avrebbero concesso di vivere in Gran Bretagna o negli Stati Uniti in qualità di privato cittadino. Le cose però non andarono così, in quanto Napoleone, dopo essersi imbarcato su una nave inglese, venne deciso di confinarlo a sant’Elena, un’isola sperduta nei pressi dell’atlantico, per evitare che si ripresentasse. Lì passò il resto della sua vita come prigioniero, che termino il 5 maggio 1821. Lasciò però un testamento politico dove riaffermò i valori della Rivoluzione francese. Fu il libro più venduto del XIX secolo,

La restaurazione

Conseguenze del congressoDopo il congresso la geografia politica del continente europeo subì molte modifiche: le potenze vincitrici modificarono a loro vantaggio i confini nazionali rispetto al periodo prenapoleonico, talvolta ingrandendosi annettendosi piccoli Stati o territori: la Prussia ottenne la Renania; nacque il Regno dei Paesi Bassi; l'impero russo acquistò posizione nel centro Europa annettendo la Bessarabia, la Finlandia e parte della Polonia; la Gran Bretagna acquisì il controllo di alcune isole ioniche (Corfù, Zante, Cefalonia) e dell'isola di Malta, che non venne restituita ai Cavalieri di Malta.

Le conseguenze del congressoL'errore principale commesso dai monarchi del XIX secolo consiste nel non avere saputo (o meglio nel non avere voluto) conciliare le ideologie presenti con quelle passate, imponendosi prepotentemente sui governi di tutta Europa in modo assolutistico senza avere tenuto conto delle nuove idee di nazionalità, liberalismo e democrazia che, la Rivoluzione francese prima e Napoleone poi, seppur inconsciamente e involontariamente, avevano insinuato nelle menti dei popoli.L'Europa dopo le consuegenze In sintesi l'Europa era ideologicamente cambiata dall'avvento di Napoleone, ma i sovrani del tempo sembrarono non volere tenere in conto questo fatto, fingendo che ventisei anni di storia (1789-1815) non fossero mai esistiti. Le conseguenze di questo atteggiamento intollerante si manifesteranno sull'Europa cinquant'anni più tardi, prima nel Risorgimento italiano e poi nelle rivoluzioni che scuoteranno il secolo successivo.

Sul piano politico e istituzionale, la Restaurazione ebbe caratteristiche diverse nei vari paesi d'Europa, ma ovunque si tradusse nel ritorno a un atteggiamento conservatore e breazionario. Alcuni paesi europei avevano invece fatto esperienza del cambiamento , ma il vento della reazione cancellò in fretta tutte o quasi tutte le loro conquiste. Altri Stati - la Francia, i Paesi Bassi - ripristinarono invece le monarchie parlamentari, dove il potere esecutivo del sovrano veniva controbilanciato dal potere legislativo di un Parlamento, come accadeva in Gran Bretagna.

RESTAURAZIONE E REAZIONE

GLI ASPETTI SOCIALI DELLA RESTAURAZIONECon l'avvento della Restaurazione gli antichi privilegi del clero e dell'aristocrazia furono in buona parte ripristinati; non venne tuttavia toccato lo status acquisito dalla parte più agiata della borghesia. Durante il periodo napoleonico, il destino degli uomini più umili era rimasto infatti quello di sempre: partire come soldati, rischiare la propria vita e confidare nei bottini di guerra. Tuttavia, combattere per Napoleone non era stato certamente come combattere per i monarchi assoluti dell'An-tico regime. Sotto questo aspetto, i trionfi di Napoleone sembravano aver realizzato le promesse egualitarie della rivoluzione. L'impero napoleonico aveva comportato per i popoli «liberati» imposte, coscrizione forzata, guerra e di-struzione, ma anche importanti innovazioni, come il Codice civile, i prefetti e il sistema metrico decimale.

FINE

giuseppe amatodamiana mingrinoDANIELE ANTONIO BENEDETTO SPAGNOLOdavide tilarogabriele volpicelli