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Transcript

Video di spiegazione dell'opera da Youtube

Sito ufficiale del Maurithsuis Museum

J. Vermeer - L'Aia - Maurithsuis

"veduta di delft"

La "Veduta di Delft" di Vermeer, realizzata tra il 1660 e il 1661, è un'opera unica nel suo genere. Non si tratta di una commissione privata o pubblica, ma di un dipinto nato dalla libera ispirazione dell'artista, che volle immortalare la sua città natale in una veduta urbana ricca di dettagli e di poesia.

Unico paesaggio noto di Vermeer, assieme alla Stradina di Delft, è considerato un capolavoro assoluto, amatissimo, tra gli altri, da Marcel Proust che, in una lettera all'amico Jean-Louis Vaudoyer, definì "il più bel quadro del mondo" ("le plus beau tableau du monde"),[2] e che citò in un passaggio della Recherche (ne La prigioniera): lo scrittore Bergotte, già molto malato, vi muore davanti pur di poter vedere un "piccolo pezzo di muro giallo" ("un petit pan de mur jaune"), non notato in precedenza, che diventa metafora di una scrittura diversa, più preziosa e "colorata".

Gli edifici finiscono così per essere raggruppati in una fascia sotto il centro (composta con la regola dei terzi), creando una sorta di fregio che si contrappone alla vastità del cielo. I colori caldi della città illuminata dal sole contrastano infatti con quelli freddi del cielo nuvoloso, via via più scuro. Di nuovo colori caldi e freddi si alternano nella fascia del canale, in cui si rispecchiano gli edifici, e nella lingua di sabbia in primo piano, dove passeggiano alcuni cittadini.

Il tema della veduta cittadina non era insolito nell'arte olandese del Seicento, e compariva spesso a margine delle grandi carte geografiche, famose in tutta Europa e riprodotte in numerosi dipinti dello stesso Vermeer. In questo caso però, nonostante alcuni edifici riconoscibili, non si tratta di una veduta precisa e oggettiva. L'artista infatti integrò la realtà modificandola con la fantasia e la memoria. Più che mosso da un interesse topografico, di riconoscibilità dello scorcio, il pittore desiderava qui rappresentare la città come luogo di incontro e di vita dei suoi abitanti, avvalendosi di effetti atmosferici che rendono la veduta palpitante.

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