Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

Next

LA BELLE EPOQUE E L'"ART NOUVEAU" Col termine “Belle Époque” ci riferiamo al periodo storico, culturale e artistico che va dalla fine dell’Ottocento allo scoppio della prima guerra mondiale. Già nella seconda metà dell’800 abbiamo l’inizio di diversi studi scientifici e innovazioni tecnologiche. La Belle Époque viene anche chiamata seconda rivoluzione industriale perché seguiva la prima nel 1700 che in modo coevo a quella Americana e Francese, avevano rappresentato il 1700, cioè il periodo chiamato “Età delle rivoluzioni”. Questo nuovo stile di vita ha come conseguenza su cultura e società la nascita del Desing che si basa sullo “Stile Liberty”, in Italia “Floreale”, in Francia “Art Nouveau”. Questo è lo stile degli oggetti che entrano a far parte della vita quotidiana dei borghesi. Un nuovo modo di fare arte è il “Futurismo” che celebra il mito della velocità e della guerra vista come purificazione del mondo. Nasce inoltre un altro nuovo modo di fare arte, “l’Impressionismo francese” dove i pittori inizieranno a dipingere “en plain air” in quanto l’industria comincia a produrre i colori nei tubetti.

Next

Antoni Gaudí y Cornet, nacque nella città catalana di Reus il 25 giugno del 1852, da una famiglia di umili origini, una condizione che probabilmente gli permise di acquisire sin da subito una particolare abilità nella gestione dello spazio e del volume. Nel 1870 si trasferì a Barcellona, dove frequentò dei corsi di architettura. A Barcellona, Gaudi, conobbe Eusbei Guell che gli diede l’opportunità di sviluppare tutte le sue indiscusse qualità artistiche. Tra le opere più importanti di Gaudì abbiamo: la Torre Bellesguard, il Park Güell, il restauro della cattedrale di Maiorca, la chiesa di Colonia Güell, la Casa Batlló, La Pedrera e, infine, la Sagrada Familia. Nonostante il successo, decise di ritirarsi dalle apparizioni pubbliche tanto da iniziare a dedicarsi a un sentimento mistico e religioso. Fino al 10 giugno 1926, giorno in cui morì investito da un tram mentre si stava recando presso la Sagrada Família. https://www.youtube.com/watch?v=1JxBTuV2baQ

Carrer Còrsega, 541-543, 8025, (Eixample) Barcellona, Spagna. Il tempio espiatorio della Sagrada Familia, la cui costruzione iniziò nel 1882, è oggi uno dei tratti distintivi dell’identità di Barcellona. La parte costruita da Gaudí è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2005. La Commissione di costruzione spera di completare i lavori nel 2026, quando ricorrerà il centenario della morte di Gaudí. Nel 1881, grazie alle donazioni, la Asociación Espiritual de Devotos de San José acquistò un terreno di 12.800 m2 per la costruzione del tempio. Ma Dal 1914 in poi, Antoni Gaudí ha smesso di eseguire lavori civili e si è concentrato esclusivamente sulla costruzione di questo tempio. Il 30 novembre 1925 fu completata la costruzione del primo campanile della facciata della Natività. Ed è l’unico che Gaudí vide costruito, poiché il 10 giugno 1926 morì a causa di un tragico incidente avvenuto tre giorni prima, quando fu investito da un tram. Infine, la facciata della Natività fu completata nel 1930. a soltanto il 19 marzo 1882, giorno di San Giuseppe, fu posata la prima pietra. Il progetto fu inizialmente affidato a un altro architetto, Francesc de Paula Villar, ma Gaudí lo ereditò alla fine del 1883. Il suo nuovo progetto era molto più ambizioso di quello proposto dal suo predecessore. Prevedeva la costruzione di un tempio a 5 navate con transetto, abside, deambulatorio esterno, 3 facciate e 18 torri. Dalla sua morte, diversi architetti hanno ereditato l’eredità di Gaudí. Dopo il già citato Domènec Sugrañes, hanno partecipato alla realizzazione dell’opera Isidre Puig Boada, Lluís Bonet i Garí, Francesc de Paula Cardoner Blanch, Jordi Bonet Armengol e Jordi Faulí Oller, che ricopre l’incarico dal 2012. Dal 2000 è stata completata la parte strutturale e sono state chiuse le volte, sono state realizzate le fondamenta della facciata della Gloria, la facciata della Passione è stata completata con l’intervento di Josep Maria Subirachs e lo scultore giapponese Etsuro Sotoo sta ultimando la decorazione della facciata.

Passeig de Gràcia, 43 08007 Barcelona Passeig de Gràcia, 43 08007 Barcelona Casa Batllò è una delle abitazioni più ricche di fantasia e oramentale e libertà creative da Gaudì Costruita tra il 1904 e il 1906 su un precedente edificio, Casa Batlló può vantare una posizione invidiabile. L’isolato di cui fa parte, infatti, è detto la “Mansana de la Discòrdia” perché ospita altri quattro notevoli edifici modernisti. Oltre a Casa Batlló, qui puoi infatti ammirare: la confinante Casa Amatller di Josep Puig i Cadafalch; Casa Lleó Morera di Lluís Domènech i Montaner (lo stesso architetto del Palau de la Música Catalana e del Recinte Modernista de Sant Pau); Casa Mulleras di Enric Sagnier i Villavecchia; Casa Josefina Bonet di Marcel·lí Coquillat.

Il parco deve il suo nome a Eusebi Güell, un ricco impresario, appassionato dell’opera di Gaudí, che fu il suo principale commitente. Anche se l’idea originaria fu la costruzione di un complesso residenziale lussuoso, con il passare degli anni, questo proposito fu abbandonato e si decise di costruire un parco con uno scenario da favola. Il parco fu inaugurato nel 1922 e, da allora, fu trasformato in uno dei principali luoghi d’interesse turistico della città. Nel 1984, fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. L’architetto, ispirandosi alle forme della natura, diede al parco un’impressionante struttura ornamentale, priva di rigidità e di classicismo. L’artista approfittò della rampa di 60 metri della montagna per creare un percorso di elevazione spirituale, sulla cui cima progettava di costruire una cappella, Il punto centrale del parco è una grande piazza, dove si trova un’enorme panchina di 110 metri di lunghezza, dall’aspetto di un serpente, ricoperto da piccoli pezzi di ceramica colorata.Insieme all’ingresso principale ci sono due case che sembrano uscite da una favola. Una è utilizzata come negozio, mentre l’altra, la Casa del Guarda, accoglie esposizioni audiovisive sulla storia del parco. https://www.scopribarcellona.com/mappa/parco-guell

Goustav Klint è stato un pittore austriaco considerato il massimo esponente della secessione viennese. Klimt nacque a Baumgarten, in un sobborgo viennese nel 1862. L' aspetto più significativo della sua formazione risiede nel fatto di aver frequentato la Scuola di arti decorative di Vienna, invece di quella delle Belle Arti. Sin dagli anni degli studi, Klimt infatti diede vita ad un nucleo di artisti che si occupava perlopiù di decorazioni, il che lo porterà poi a divenire uno dei principali esponenti della Secessione Viennese (fu anche molto attivo nella collaborazione con Ver Sacrum, la rivista-manifesto ideologico della Secessione), dalla quale poi si distaccherà per dar vita ad una ‘secessione della secessione’. L'impatto che ebbe l'arte bizantina studiata più volte a Ravenna, con i suoi mosaici, lasciò una forte impronta nella sua produzione artistica. Klimt ereditò da questa esperienza l'uso dell'oro in pittura facendone un tratto distintivo del suo percorso artistico, materiale che assunse una chiave simbolica, perchè diretta espressione dei fasti dell'impero austro-ungarico, che viveva la sua fase di declino. Klimt morì il 6 febbraio 1918, in seguito a un ictus cerebrale che lo aveva paralizzato.

"L' Abbraccio" fu realizzato da Klimt tra il 1905 e il 1909 per l'industriale e collezionista Stocklet. L'opera, che completa un fregio di un palazzo, rappresenta due amanti che si stringono in un abbraccio che lascia intravedere solo il volto della figura femminile. Degno di nota è il tema dell'albero stilizzato sullo sfondo dei due amanti, che diverrà tratto distintivo di gran parte delle opere di Klimt. Stessa importanza riveste la tecnica decorativa delgli abiti, che riflette la profonda conoscenze dell'artista nell'arte bizantina.

Il ritratto di Adele Bloch Bauer, è uno dei dipinti più iconici di Klimt, opera che rimarca ulteriormente l'uso dell'oro in pittura. Adele bloch Bauer, che incarna alla perfezione l'ideale della Vienna aristocratica dell'800, era una figura molto amica dell'artista il quale realizzò 100 studi preparatori prima di giungere alla versione finale.

L'amore di Klimt è un celebre dipinto olio su tela realizzato nel 1985. L'opera è caratterizzata da figure evanescenti che rappresentano il simbolo del ciclo della vita e della maturazione dell' amore. Tale opera è uno dei lavori giovanili del pittore austriaco. Il tema dell’amore non viene raffigurato attraverso rievocazioni mitologiche e reinterpretazioni dell’arte del passato, bensì da una coppia abbracciata in abiti contemporanei. Le tonalità grigie e marroni avvolgono l’ambiente in un’aria nebbiosa, mentre l’abbandono della pennellata alla Makart comporta un’interpretazione meno aderente al vero. Il fattore che contribuisce al cambiamento del clima è, in particolare, la parte superiore del dipinto, dove sono rappresentate una serie di enigmatiche figure femminili, che aleggiano sopra gli amanti. Queste figure hanno un doppio significato: da un lato introducono una vena cupa e inquietante, che si riferisce alla fragilità dell’amore, al suo carattere spesso illusorio; dall’altro, nell’accostamento di età diverse, ricordano la provvisorietà del tempo, tema che viene ripreso dalle rose della cornice, che funzionano come simbolo di vanità cioè della caducità della vita e del carattere temporaneo di bellezza e giovinezza.