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Lavoro svolto da Samuele Polidoro e Giulia Giovannelli 5A

LE DONNE NELLA SCIENZA: ROSALIND FRANKLIN

L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne nella Scienza, istituita dall' ONU per conquistare pari diritti e possibilità di partecipazione alle attività scientifiche per le donne. Meno del 30% dei ricercatori nel mondo sono donne; la media dell'UE è leggermente superiore (41%) grazie a 5 Stati che hanno raggiunto un equilibrio di genere del 50% nella scienza. Tuttavia, in paesi come Francia, Germania e Italia solo il 33-35% degli scienziati sono donne; viviamo infatti in un mondo in cui la scienza gioca un ruolo importante, ed impedire alle ragazze l'accesso a questo campo significa una perdita di opportunità per loro e per le loro comunità. I dati dell'UNESCO mostrano che nel mondo solo il 30% delle studentesse dell'istruzione superiore sceglie un campo delle STEM (science, technology, engineering and mathematics).

LE DONNE NELLA SCIENZA

LE DONNE NELLA SCIENZA

Ciò che colpisce è che più le donne scalano la vetta delle posizioni accademiche, più si trovano in minoranza e solo il 24% delle donne occupa posizioni accademiche di alto livello: perchè? Secondo un recente studio oltre il 40% delle donne negli USA dopo il primo figlio lascia un lavoro a tempo pieno legato alle STEM: ciò suggerisce che non è facile combinare la ricerca STEM e la genitorialità.

Inoltre è stato fatto un esperimento: è stato chiesto a 127 professori di biologia, chimica e fisica di valutare la domanda di uno studente per una posizione di responsabile di laboratorio. Quando si pensava che fosse un uomo, veniva valutato come più competente e gli sarebbe stato anche offerto uno stipendio più alto e più tutoraggio rispetto alla donna; questo pregiudizio di genere si riflette nei dati recenti: in media, le scienziate guadagnano il 17% in meno rispetto ai loro colleghi maschi nell'UE ed è più probabile che siano part-time o non siano impiegate.

L'effetto Matilda è un fenomeno che colpisce una varietà di campi della conoscenza, compresi i campi STEM, in cui le donne vedono risultati che sono interamente o parzialmente attribuibili agli uomini. Ad oggi riportiamo molti esempi importanti che si sono verificati nel ventesimo secolo, il primo di tutti simbolico della biochimica Rosalind F. Il fenomeno noto come effetto Matilda è una pratica discriminatoria di genere che ha come oggetto principale le donne nella comunità scientifica. Ha un'origine antica, ma è un fenomeno descritto per la prima volta dalla scrittrice e attivista statunitense Matilda Joslyn Gage solo nel 1870 e non è stato risolto, resiste ancora e colpisce le minoranze sociali ed etniche.

EFFETTO MATILDA

Rosalind Franklin nacque in Inghilterra il 25 luglio 1920 da una famiglia ebrea benestante con una lunga tradizione di studiosi ebrei. Fin dai dodici anni ha dimostrato il suo interesse per la scienza, mentre la sua famiglia, pur non approvando appieno ciò che veniva considerata un'eccessiva emancipazione femminile, l'ha iscritta a una scuola superiore per continuare gli studi al Newnham College di Cambridge. Sin da giovane interessata alla politica, durante la guerra Rosalind ha messo le sue competenze chimiche al servizio del Regno Unito lavorando per la British Coal Utilisation Research Association (BCURA), dove si è costruita una solida reputazione scientifica attraverso lo studio della microstruttura di vari tipi di carbone e del loro impatto sulla permeabilità ai gas e ai liquidi a diverse temperature.

VITA

ROSALIND FRANKLIN

VITA

Nel 1947 si sposta a Parigi, dove l’ambiente è più aperto verso le donne professioniste e riesce a guadagnare fiducia in sé. Inoltre si trova per la prima volta in contatto con le tecniche di cristallografia a raggi X e le vuole applicare allo studio del carbone. Nel gennaio 1951 Franklin iniziò a lavorare come ricercatrice associata al King's College di Londra diretto da Maurice Wilkins. Anche se inizialmente avrebbe dovuto lavorare sulla diffrazione a raggi X di proteine in soluzione, entrò a far parte del gruppo di ricercatori del King's che si occupavano di analizzare la struttura di alcune fibre biologiche, ossia quelle sul DNA (componente principale dei cromosomi e quindi dei geni).

ROSALIND FRANKLIN

Ella era convinta di essere entrata nel King's grazie alla sua precedente esperienza e al suo successo personale, per condurre una ricerca indipendente in quel nuovo posto, mentre il collega Maurice, che aveva iniziato prima di lei, considerava che Rosalind fosse chiamata a sostenerlo nel ruolo di "assistente esperta": la mancanza di chiarezza ha portato i due ricercatori a non parlare tra loro. I rapporti con i colleghi erano difficili a causa del suo forte temperamento e della difficoltà nell'aprirsi alle persone; il confronto e l'ambizione si scontrarono con il separatismo tra uomini e donne e il diffuso ostracismo maschile. Rosalind Franklin, d'altra parte, era una donna determinata, sofisticata, soprattutto ebrea, inserita nel mondo della Londra bigotta, in contrasto con la libertà spensierata offerta durante i suoi anni a Parigi.

DISPARITA' SOCIALE

Tra la fine del 1951 e l’inizio del 1952, Rosalind Franklin ottiene una serie di foto molto nitide del DNA, tra cui la famosa Photograph 51, icona della caccia alla struttura del DNA. La foto fu ottenuta con un’esposizione lunghissima (circa 100 ore) di una singola fibra di DNA posta a una distanza di 15 millimetri dalla fonte di raggi X in una piccola camera a umidità controllata. Le macchie scure sono dovute dalla massa degli atomi che compongono la molecola di DNA: la foto 51 mostra una caratteristica distribuzione spaziale compatibile soltanto con una struttura a doppia elica. Rosalind Franklin è convinta che questa sia la struttura del DNA: la sua compisizione chimica e la struttura combaciano.

ROSALIND FRANKLIN

PHOTOGRAPH 51

Per ottenere informazioni sulla struttura interna di una sostanza, si può usare la tecnica della diffrazione ai raggi X, ed implica che la sostanza si trovi in forma cristallina. Quando i raggi X attraversano il cristallo, i piani interni di quest'ultimo si comportano come specchi che riflettono i raggi in determinate direzioni. Se si pone una lastra fotografica dietro il cristallo, essa verrà colpita dai vari raggi, che andranno a formare diverse macchie scure. La forma di quest'ultime ci fa capire la disposizione degli atomi all'interno delle molecole. La scienziata utilizzò proprio questo metodo, grazie al quale riuscì a compiere la sua grandissima scoperta.

DIFFRAZIONE AI RAGGI X

Nel 1953 Watson e Crick pubblicarono sulla rivista "Nature" vari articoli nei quali descrivevano dettagliatamente la struttura del DNA insieme alla foto dalla geniale ricercatrice. A causa della sovraesposizione ai raggi X, la scienziata si ammalò di tumore alle ovaie nel 1958; poco più tardi, nel 1962, ci fu il colpo finale: grazie ai suoi studi e alle sue ricerche Watson e Crick ricevettero il premio Nobel per la Medicina per la scoperta della struttura del DNA. La Franklin non venne nemmeno menzionata dai due durante la cerimonia commemorativa e di lei resta solo il grande contributo scientifico, da anni è fondamento delle teorie moderne.

NESSUN RICONOSCIMENTO

https://www.microbiologiaitalia.it/scienziati/rosalind-franklin-la-scoperta-del-dna-e-il-premio-nobel-mai-ottenuto/

Libro di biologia ZANICHELLI "Il nuovo invito alla biologia.blu"

https://it.wikipedia.org/wiki/Rosalind_Franklin

https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/ieri-oggi-scienza/rosalind-franklin-e-la-doppia-elica-del-dna/

https://www.geopop.it/donne-e-scienza-leffetto-matilda-e-alcuni-esempi-di-discriminazione-di-genere-nelle-stem/

https://www.unipi.it/index.php/news/item/20121-squilibri-e-pregiudizi-di-genere-nella-scienza

BIBLIOGRAFIA

GRAZIE DELL'ATTENZIONE!

Conosciuta come "la Donna che era in anticipo rispetto alle altre donne che erano in anticipo sui tempi", l'autrice, attivista e docente Matilda J. Gage ha aperto la strada al movimento delle donne e al progresso sociale negli Stati Uniti, anche se le sue opinioni erano considerate molto radicali per il suo tempo.

Matilda Joslyn Gage

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