Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

Di Pariani Maria Sole, Orefice Giorgio, Varone Sofia e Barbieri Alice

Futurismo nell'arte

Il contesto storico

Nel primo ‘900 la società era cambiata: le industrie si erano sviluppate, le città si erano ingrandite, ci furono grandi invenzioni tecnologiche, scoperte scientifiche, scoperte in campo medico ma nonostante tutta questa innovazione si sviluppa la volontà generale di rinnovamento. Il Futurismo fu il primo movimento d’avanguardia italiano. Gli artisti esploravano strade nuove per esprimere i propri sentimenti, idee, paure. Tutto ebbe inizio nel 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro.

I Futuristi affermavano l’importanza di unire i diversi linguaggi espressivi, finalizzandoli a un rinnovamento e all’annullamento del passato. Incentrarono la loro arte sulla velocità, sull’aggressività, sull’industrializzazione e sulla metropoli. Erano un gruppo di giovani intellettuali innamorati del progresso che volevano rompere i legami con il passato e fare una rivoluzione all’interno della società attraverso opere volutamente provocatorie. Il Manifesto della pittura futurista fu redatto nel 1911 dai pittori divisionisti Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Fortunato Depero. I futuristi si impegnano attivamente proprio nella guerra, infatti molti di loro hanno partecipato alla prima guerra mondiale.

Il futurismo nell'arte

"Manifestazione interventista" , Carrà, 1914

I futuristi opposero all’antica pittura, statica, una nuova pittura dinamica, capace di trasmettere l’idea del movimento, della velocità e di mettere l’osservatore al centro del quadro. Il moto delle figure venne rappresentato con linee di forza che ne indicavano la scia oppure attraverso visioni simultanee. Per esprimere i ritmi frenetici della vita moderna tutti i soggetti dei quadri e l’ambiente vennero deformati. In queste opere scomparve la differenza fra oggetti e spazi, fra elementi immobili e dinamici.

"La città che sale", Boccioni, 1910 "Uomo nuovo", Sironi, 1918 "Gran Premio", Andreoni, 1931

- Il futurismo aveva l’obiettivo di rinnovare l’arte italiana, perché troppo legata al passato e superata.- l’amore dei pittori futuristi per il progresso e per tutto ciò che era considerato «moderno» e dinamico si tradusse in dipinti caratterizzati da un rincorrersi di forme e colori che imitano la velocità di soggetti in corsa e in sculture che suggeriscono l’idea del movimento nello spazio.- I soggetti dell’arte futurista erano la vita frenetica delle città, auto in corsa, aerei, fabbriche, di cui cercarono di rappresentare anche i rumori, le luci e il movimento frenetico, espressioni dei tempi moderni.

"Stati d'animo II. Gli addii", Boccioni, 1911

- Caratteristiche principali della pittura futurista sono l’abolizione della prospettiva tradizionale e il moltiplicarsi dei punti di vista in una serie di immagini successive e unite tra loro, che uniscono lo spazio all’oggetto rappresentato.- Si esaltava l’azione perché esprimeva la trasformazione del presente- Attraverso la rappresentazione del movimento veniva esaltato tutto ciò che poteva esprimere energia , velocità e cambiamento.

Gli autori principali

Si forma soprattutto a Roma, dove fa propri i linguaggi dell’Espressionismo e del Divisionismo. Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria, si stabilì a Milano nel 1907 e qui aderì al Futurismo. Pittore futurista, scultore, ma anche teorico del movimento, scompose le forme dei suoi dipinti, caricandole di colore e dando loro l’impressione di movimento. Si distinse anche nella scultura. Usava la linea-forza, una linea direzionata che indica un verso, capace di dare effetti dinamici. Fece uno studio dell’oggetto in movimento.

Umberto Boccioni (1882-1916)

+ info

+ info

+ info

Si è formato nell’ambito del Divisionismo. Giacomo Balla partecipò attivamente alla stesura dei programmi teorici del Futurismo. Egli ha rappresentato il movimento attraverso la scomposizione dinamica che consiste nella riproduzione della figura, in sequenza, ciascuna a rappresentare una fase dell’ azione. Ciò da origine a ritmi diversi nella stessa immagine.

Giacomo Balla (1871-1958)

+ info

+ info

+ info

Il Manifesto dell’ architettura futurista fu firmato da Antonio Sant’ Elia.L’amore per la modernità fa sognare di trasformare le città italiane in metropoli futuristiche con strade sopraelevate, stazioni per i treni e aeroplani su più piani, grattacieli con ascensori esterni. Questi temi sono tipici dell’architetto Antonio Sant’Elia, che ha saputo anticipare elementi come gli edifici con lo sviluppo verticale e ponti che verranno realizzati dalle generazioni successive.Antonio Sant’ Elia ha affrontato il tema della “città nuova“ disegnando in molti schizzi la metropoli del futuro moderna e tecnologica. Nella sua opera “La città nuova”, progettò una città su più livelli. Al suo interno vi erano edifici a gradoni e grattacieli con ascensori esterni collegati sui piani stradali.

Antonio Sant'Elia

Fortunato Depero sperimentò l’applicazione delle idee futuriste al teatro e alle arti applicate. La sua figura umana è senza personalità e ripetuta in modo seriale, usa manichini. Nell’ opera“I miei balli plastici” i colori sono vivaci e omogenei e annullano i volumi delle figure. Lo spazio è irreale sembra un palcoscenico. Le figure sono manichini disegnati con forme geometriche semplici che si ispirano ai giocattoli a molla o di carillon.

Fortunato Depero

Grazie per l'attenzione

Con l’ opera “Forme uniche della continuità nello spazio“ Boccioni mostra come anche la scultura può interpretare il pensiero futurista. Egli ha rappresentato un’ oggetto osservato da più punti di vista. L’avanzare dell’ uomo determina una sequenza di attimi successivi, attraverso le linee-forza. La forma è pluridirezionale e in trasformazione. Il materiale scelto è il bronzo che permette alla luce di scivolare sulla superficie aumentando l’ effetto di mobilità. L’ osservatore percepisce le forme come in continuo movimento. È considerato uno dei capolavori della scultura moderna per la capacità di rappresentare non solo il soggetto in movimento ma il movimento stesso. È una figura maschile robusta che avanza nello spazio a grandi passi come se stesse facendo una marcia militare. Le gambe sono sproporzionate rispetto al resto del corpo, il busto è formato da più elementi insieme, mancano le braccia. La testa appare più piccola rispetto a tutto il resto del corpo e il volto è creato geometricamente attraverso piani e linee che si intrecciano creando degli effetti chiaroscuro. L’artista vuole raffigurare il movimento per questo crea “una scia” lasciata dallo spostamento del corpo che si muove. Non c’è un unico punto di vista: di profilo il dorso è gonfio e pesante perché la luce si riflette sulla superficie, di fronte sembra più leggero perché è in ombra.

Nell’opera: “Le mani del violinista” vediamo la mano compiere movimenti diversi occupando spazi diversi. L’ oggetto che interessa all’artista sono le mani del violinista. La tecnica applicata è quella divisionista che scompone la figura per avere una sensazione fuggevole. I soggetti dei suoi dipinti futuristi si distinguono per l’estremo dinamismo delle forme e per un particolare utilizzo del colore, che rafforza l’idea del movimento. Tutto ciò è evidente nel suo dipinto, Bambina che corre sul balcone

“Stati d’animo degli addii” In quest’opera il pittore usa pochi elementi frammentari come i tralicci e il fumaiolo, rappresentando ciò che resta nella memoria di un’ immagine in rapido cambiamento. L’ unico elemento frontale è il numero della locomotiva. La locomotiva è vista di fronte e di lato ed esprime la molteplicità degli stimoli visivi e sonori. La campagna è frantumata in piccole forme in movimento.

In quest’opera,”Lampada ad arco”, Balla sceglie come soggetto la luce artificiale di un lampione che prevale sulla luce naturale della luna. I raggi della lampada elettrica sono scomposti in tante frecce colorate come fossero tante scintille, Conosce le tecniche del Pointilisme francese e del divisionismo italiano ma le rielabora, l’oggetto reale è definito e riconoscibile ma viene trasformato grazie agli effetti grafici cromatici, come l’accostamento di colori puri.

“L’elasticità” Boccioni ripropone il tema dell’uomo a cavallo. Disegna un cavallo e un cavaliere che viaggiano da destra verso sinistra e sullo sfondo ci sono dei tralicci e la città. Il pittore riesce a rappresentare i movimenti del fantino e insieme il paesaggio che lui vede nella sua corsa. Diagonali, linee curve, segmenti interrotti rendono l’idea del movimento. Nella parte centrale dove c’è il cavallo c’è un groviglio di curve, ci sono colori brillanti che danno l’idea della forza e della velocità.

Il movimento rappresentato nell’opera “Dinamismo di un cane al guinzaglio”, è semplice. Utilizza tante immagini scomposte riprodotte in successione come in un filmato. In primissimo piano c’è il movimento dinamico semicircolare delle zampe e della coda del cane che corre verso sinistra mentre le orecchie si muovono dall’alto verso il basso. Il guinzaglio in primo piano unisce le due figure, è una fine catena che disegna archi nello spazio, in secondo piano c’è la donna di cui si vede il bordo della gonna e i piedi che si muovono allo stesso ritmo delle zampe del cane.