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Matilde di Canossa

Mantova 1046-Bondeno di Roncore 1115

Matilde di Canossa

Matilde di Canossa è stata una delle donne più influenti dell’Europa medievale; fu vassalla del Sacro Romano Impero mantenendo al contempo il suo incessante sostegno alla Chiesa cristiana e la sua difesa dell’autorità papale. A capo di un territorio enorme e strategicamente collocato dal nord al centro della penisola italiana, fu nota per la sua abilità militare e politica, mostrandosi una mediatrice attenta e scrupolosa nel contenere gli squilibri politici generati dai continui scontri tra impero e papato. Matilde era la discendente della Casata di Canossa, una nobile famiglia fondata dal bisnonno che fu un capo militare lombardo e che, insieme al figlio Bonifacio, estese il suo dominio alle contee di Brescia, Cremona, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Veneto, a cui si aggiunse successivamente il Ducato di Toscana

Matilde nacque probabilmente a Mantova nel 1046 da Bonifacio di Canossa e Beatrice di Lorena (diretta discendente di Carlo Magno e nipote acquisita dell’imperatore romano Corrado II), terzogenita dopo i due fratelli maggiori Federico e Beatrice. Quando aveva appena sei anni, il padre fu ucciso probabilmente da un vassallo e sicario, inviato dall’imperatore Enrico III, che non poteva più tollerare il grande potere raggiunto da Bonifacio. Federico ereditò i possedimenti feudali del padre, ma fu la vedova Beatrice a diventare la reggente in attesa che il figlio raggiungesse la maggior età; Bonifacio di Canossa nel 1054 lei sposò il Duca Goffredo il Barbuto al cui figlio maggiore, Goffredo il Gobbo, fu promessa in sposa Matilde. Si trattò di un matrimonio politico orchestrato dal papa per difendere dalle prepotenze imperiali la contea di Canossa, il più importante baluardo della Chiesa, contro le brame di controllo dell’imperatore Enrico III. Entrambi i fratelli di Matilde, prima Beatrice e poi Federico, morirono in breve tempo in circostanze misteriose, forse avvelenati: lei e la madre, ormai uniche rappresentanti del feudo, furono convocate dall’imperatore che accusò la cugina di essersi risposata senza il suo consenso e di avere governato le sue terre senza specifico mandato dopo la morte del primo marito.

Madre e figlia furono portate via come ostaggi in Germania dove rimasero fino alla morte improvvisa dell’imperatore nel 1056. Enrico III lasciò come proprio erede un bambino di appena sei anni, il futuro Enrico IV, e la reggenza nelle mani inadatte della consorte: quest’ultima fece liberare tutti prigionieri e riconobbe come valido il matrimonio di Goffredo e Beatrice, rendendo Matilde unica erede dei territori dei Canossa in Italia. I suoi titoli di governo furono però presi prima dal proprio patrigno e poi da Goffredo il Gobbo divenuto suo marito nel 1069: con lui ebbe una figlia che morì dopo pochi giorni dalla nascita. Un’improvvisa malattia della madre che risiedeva a Canossa diventò il pretesto perfetto per allontanarsi dal marito e tornare a guidare il feudo in Italia. Goffredo arrivò a scrivere al papa affinché imponesse a Matilde di Alia: così fece, rimanendo con lei per breve tempo trascorso il quale tornò a Lorene visto che i loro rapporti erano ormai inesistenti.

Tornare sotto il tetto coniugale, ma lei rispose che la sua presenza era indispensabile e che per necessità politiche si sarebbe dovuto spostare lui in Italia.

Per stabilire e aumentare la sua influenza in Italia, Matilde ricevette l’aiuto di un valido alleato che nel 1073 fu eletto papa col nome di Gregorio VII. Questa alleanza costituì un ostacolo significativo al dominio di Enrico IV e, attraverso la riforma papale nota con il nome di Riforma Gregoriana, venne messa in discussione l’autorità del Sacro Romano Impero. L’8 dicembre del 1075 papa Gregorio VII emanò il Dictatus Papae che riconosceva al papa molti poteri e ne sanciva la superiorità rispetto a qualsiasi altra autorità compresa quella dell’imperatore. Gregorio VII Goffredo il Gobbo si schierò a sostegno di Enrico IV accusando inoltre di adulterio la moglie Matilde e Gregorio VII : quest’ultimo nel 1076 scomunicò e depose Enrico IV e, dopo solo pochi giorni, Goffredo morì assassinato lasciando tutti i suoi beni in eredità al nipote Goffredo di Buglione. Matilde fu accusata del suo assassinio e nello stesso anno perse anche la madre Beatrice sostituendola così nel ruolo di comando dei territori italiani dei Canossa. A seguito della scomunica di Enrico IV, Matilde avrebbe potuto farlo cadere dal trono insediandosi al suo posto, ma scelse di assumere un ruolo di mediazione tra papa e imperatore per raggiungere un compromesso che allontanasse il caos dai ducati italiani.

Per scongiurare una guerra, nel 1077 Matilde organizzò presso la sua fortezza un incontro fra papa e imperatore, nel quale Enrico IV rimase per tre giorni e tre notti fuori dal castello, sotto una gelida bufera di neve chiedendo il perdono del papa: questo momento è ricordato come l'umiliazione di Canossa.

Gregorio VII gli revocò la scomunica, ma poco tempo dopo l’imperatore organizzò un agguato per assalire il papa e la grancontessa e per questo fu nuovamente scomunicato nel 1080. Enrico IV elesse poi un antipapa, Clemente III, e sconfisse il duca Rodolfo di Svevia che era stato eletto dai nobili come suo sostituto: etta a scegliere e si schierò con il papa, inviando i suoi aiuti per difendere Roma e iniziando battaglie per tutto il centro Italia nel tentativo di rallentare la discesa di Enrico. Nel 1081 Enrico dichiarò pubblicamente Matilde deposta da ogni titolo e privilegio e lei raccolse tutto l’oro e le pietre preziose dei suoi possedimenti per quindi si mosse col suo esercito in direzione di Roma.Matilde questa volta fu costrdonarli a Gregorio VII perché potesse continuare la guerra. Ma l'imperatore assediò Roma e catturò Gregorio VII che fu poi liberato dai normanni di Roberto il Guiscardo e mandato in esilio a Salerno fino alla sua morte. Nel 1085 Matilde rifiutò di unirsi in matrimonio con un sovrano normanno per mantenere la sua indipendenza, ma dovette poi acconsentire a sposarsi con l’adolescente Guelfo il Pingue per favorire alleanze strategiche a favore della chiesa. Nel 1090 Enrico IV scese un’altra volta in Italia per farsi incoronare dal suo antipapa a Roma e mise sotto assedio Mantova dove Matilde si era stabilita: la città si rivoltò e nel 1092 si consegnò all'imperatore, che continuò ad assediare la cugina in una dopo l'altra delle sue fortezze in una sfiancante guerra tattica, fino a subire un’incredibile sconfitta proprio a Canossa. Quando il primogenito di Enrico IV divenne maggiorenne, Matilde lo invitò in Italia promettendogli la corona, il padre lo fece catturare e lei lo fece liberare portandolo a Milano dove fu proclamato re d’Italia.

Nel 1095 Matilde sostenne l’avvio della Prima Crociata per riconquistare la città santa di Gerusalemme e sottrarla al controllo musulmano. Nel 1111 Enrico IV abdicò in favore del secondogenito Enrico V, che scese in Italia per costringere il papa a incoronarlo, e indusse Matilde a nominarlo erede dei suoi beni in cambio della sua nomina a vicaria imperiale e regina d’Italia. Matilde di Canossa morì a Bondeno di Roncore il 24 luglio 1115 e dopo la sua morte Enrico V rivendicò i suoi possedimenti dell’Italia settentrionale, mentre la Chiesa rivendicò il ducato di Toscana. Venne sepolta nel monastero di San Benedetto di Polirone e nel 1632 il suo corpo venne trasferito a Roma, in Vaticano, per volontà di Urbano VIII. Un grande monumento nella Basilica di San Pietro, progettato e realizzato da Gian Lorenzo Bernini, la celebra ancora oggi.

Matilde fu attenta mediatrice fra i due massimi poteri dell’epoca, rinunciò alla propria vita sia per fedeltà ai principi morali religiosi secondo i quali era stata educata, sia per opportunismo dato che le terre ereditate dal padre erano talmente vaste e il clima politico talmente instabile da costringerla a pesare ogni mossa.

Pur essendo donna e non avendo ricevuto un’educazione mirata, sin da piccola osservò i meccanismi e la gestione del potere: -gestì in maniera sapiente gli equilibri politici internazionali; -ricordò sempre che quella militare è l’ultima azione da intraprendere: ci vogliono anni per sanare le terre coltivate e il cuore degli uomini dopo la fine di una guerra; -rimase coerente e fedele agli impegni presi al limite della rigidità: la sua esemplare diplomazia durante la lotta delle investiture, non venne applicata nei i suoi territori, dove portò avanti la politica tirannica del padre. La figura di Matilde di Canossa è anche al centro anche di molti miti e leggende. Uno degli aneddoti più famosi è legato alla devozione religiosa e al sostengo alla Chiesa della Grancontessa. La leggenda delle cento chiese narra che Matilde di Canossa mirasse al sacerdozio delle donne e volesse quindi celebrare la messa. Ì Il Papa, le accordò tale privilegio, ma solo dopo che avesse costruito cento chiese: Matilde morì a un passo dal traguardo, dopo aver costruito la novantanovesima.