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"Quand'anche la tortura fosse un mezzo per iscoprire la verità dei delitti, sarebbe un mezzo intrinsecamente ingiusto. Credo assai facile il dimostrarlo......"

CAPITOLO XI

Osservazioni sulla tortura

Pietro verri

LE TESI E LE ARGOMENTAZIONI

"è somma ingiustizia l'esporre un sicuro scempio e ad un crudelissimo tormento un uomo"

il tema della tortura nel mondo letterario, muasicale e cinematografico

POESIE

FILM

CANZONI

"porre un uomo innocente fra que' strazj e miserie tanto è più ingiusto quanto che fassi colla forza pubblica istessa confidata ai giudici per difendere l'innocente"

CANZONI

FILM: "COMPLICI DEL sILENZIO

-JURASSIC ROCK, NO MORE TORTURE- SCENDI GIù, MANNARINO, VOCI PER LA LIBERTà

Jurassic Rock - No more torture! I don’t want to be tortured, I don’t want to dieDon’t wanna be tortured, I don’t want to dieTell me.. Why?Tell me.. Why?Torture is a crime. It violates human rightsTorture is a crime and you know that I’m rightIt’s a crime, it’s a crimeDon’t want no more dark ladiesSneaking into the nightNo more people in cagesNow, you know that ain’t rightThat ain’t right, that ain’t right.Torture is a crime. It violates human rightsTorture is a crime, and you know that I’m rightIt’s a crime, it’s a crimeNo more torture!No more torture!No more torture!

della tortura

sul tema

poesie

-TORTURE, WISLAVA SZYMBORSKA

WISŁAWA SZYMBORSKATORTURE Nulla è cambiato.Il corpo prova dolore,deve mangiare e respirare e dormire,ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue,ha una buona scorta di denti e di unghie,le ossa fragili, le giunture stirabili.Nelle torture, di tutto ciò si tiene conto. Nulla è cambiato.Il corpo trema, come tremava prima e dopo la fondazione di Roma,nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,le torture c’erano, e ci sono, solo la Terra è più piccolae qualunque cosa accada, è come dietro la porta. Nulla è cambiato.C’è soltanto più gente,alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove,reali, fittizie, temporanee e inesistenti,ma il grido con cui il corpo ne rispondeera, è e sarà un grido di innocenza,secondo un registro e una scala eterni. Nulla è cambiato.Tranne forse i modi, le cerimonie, le danze.Il gesto delle mani che proteggono il capoè rimasto però lo stesso,il corpo si torce, si dimena e si divincola,fiaccato cade, raggomitola le ginocchia,illividisce, si gonfia, sbava e sanguina. Nulla è cambiato.Tranne il corso dei fiumi,la linea dei boschi, del litorale, di deserti e ghiacciai.Tra questi paesaggi l’animula vaga,sparisce, ritorna, si avvicina, si allontana,a se stessa estranea, inafferrabile,ora certa, ora incerta della propria esistenza,mentre il corpo c’è, e c’è, e c’èe non trova riparo.

Maurizio Gallo, un giornalista sportivo, sbarca a Buenos Aires come inviato al Mondiale di Calcio del 1978, l'evento sportivo su cui si stanno accendendo i riflettori di tutto il mondo. Una volta giunto lì si trova coinvolto in una storia d'amore.

Scendi giù - Alessandro Mannarino Il detenuto è come un figlio da educare finché abbassi per sempre gli occhi della sfida ed un figlio che non riconosce il padre faremo un morto che non può riconoscere l'omicida Tornano a casa i secondini piano piano tornano a casa dai bambini sul divano dove saranno i mostri della cella? Sono rinchiusi in un armadio su una stampella Scendi giù bella, scendi giù scendi giù bella, scendi giù dammi l'ultimo bacio che non tornerò più Al mattino il primo carceriere trovò un cane randagio davanti al suo portone e mentre veniva sbranato dalla bestiaccia fu sorpreso di vedervi la mia faccia Nel pomeriggio il secondo picchiatore, il più rude fu abbattuto da un uccello migratore di palude e mentre annegava, urlando dentro al fiume mi riconobbe solamente per i segni delle botte sulle mie piume Scendi giù bella, scendi giù scendi giù bella, scendi giù dammi l'ultimo bacio che non tornerò più Scendi giù bella, scendi giù scendi giù bella, scendi giù dammi l'ultimo bacio che non tornerò più Alla sera il giudice penale andò a pulirsi il culo in un confessionale morì d'infarto durante l'orazione sentendo la mia voce che gridava l'assoluzione Nella notte son venuto sotto casa e ho gridato forte "amore mio ti chiedo scusa" ma tu non mi hai aperto perché qualcosa è andato storto e ho capito che non valgono niente le scuse di un morto Scendi giù bella, scendi giù scendi giù bella, scendi giù dammi l'ultimo bacio che non tornerò più Scendi giù bella, scendi giù scendi giù bella, scendi giù dammi l'ultimo bacio che non tornerò più

Salò o le 120 giornate di sodoma

sulla tortura

Pier paolo pasolini

"

film

Non lo sai che noi vorremmo ucciderti mille volte, fino ai limiti dell’eternità, se l’eternità potesse avere dei limiti?

"

DI BILLIE HOLIDAY

Strange Fruit

MUSICA

"Southern trees bear strange fruit Blood on the leaves and blood at the root Black bodies swinging in the southern breeze Strange fruit hanging from the poplar trees"

"Pastoral scene of the gallant south The bulging eyes and the twisted mouth Scent of magnolias, sweet and fresh Then the sudden smell of burning flesh"

"Here is fruit for the crows to pluck For the rain to gather, for the wind to suck For the sun to rot, for the trees to drop Here is a strange and bitter crop"

altre opere

2020

2000

1990

+ info

2010

+ info

VS

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Pietro Verri, Osservazioni sulla tortura, cap. XI Quand'anche la tortura fosse un mezzo per iscoprire la verità dei delitti, sarebbe un mezzo intrinsecamente ingiusto. Credo assai facile il dimostrarlo. Comincierò col dire che le parole di «sospetti, indizj, semi-prove, semi-pene, quasi-prove ecc.», e simili barbare distinzioni e sottigliezze, non possono giammai mutare la natura delle cose. Possono bensì spargere delle tenebre ed offuscare le menti incaute; ma debbesi sempre ridurne la questione a questo punto, il delitto è certo, ovvero solamente probabile. Se è certo il delitto, i tormenti sono inutili, e la tortura è superfluamente data, quando anche fosse un mezzo per rintracciare la verità, giacché presso di noi un reo si condanna, benché negativo. La tortura dunque in questo caso sarebbe ingiusta, perché non è giusta cosa il fare un male, e un male gravissimo ad un uomo superfluamente. Se il delitto poi è solamente probabile, qualunque sia il vocabolo col quale i dottori distinguano il grado di probabilità difficile assai a misurarsi, egli è evidente che sarà possibile che il probabilmente reo in fatti sia innocente; allora è somma ingiustizia l'esporre un sicuro scempio e ad un crudelissimo tormento un uomo, che forse è innocente; e il porre un uomo innocente fra que' strazj e miserie tanto è più ingiusto quanto che fassi colla forza pubblica istessa confidata ai giudici per difendere l'innocente dagli oltraggi. La forza di quest'antichissimo ragionamento hanno cercato i partigiani della tortura di eluderla con varie cavillose distinzioni le quali tutte si riducono a un sofisma, poiché fra l'essere e il non essere non vi è punto di mezzo, e laddove il delitto cessa di essere certo, ivi precisamente comincia la possibilità della innocenza. Adunque l'uso della tortura è intrinsecamente ingiusto, e non potrebbe adoprarsi, quand'anche fosse egli un mezzo per rinvenire Ia verità. (…) Se è cosa ingiusta che un fratello accusi criminalmente l'altro, a più forte ragione sarà cosa ingiusta e contraria alla voce della natura che un uomo diventi accusatore di se stesso, e le due persone dell'accusatore e dell'accusato si confondano. La natura ha inserito nel cuore di ciascuno la legge primitiva della difesa di sé medesimo: e l'offendere se stesso, e l'accusare se stesso criminalmente egli è un eroismo, se è fatto spontaneamente in alcuni casi, ovvero una tirannia ingiustissima se per forza di spasimi si voglia costringervi un uomo. (…) Ora la tortura tende co' spasimi a ridurre l'uomo a tradirsi, a rinunziare alla difesa propria, ad offendere, a perdere se stesso. Questo solo basta per far sentire, senza altre riflessioni, che la tortura è intrinsecamente un mezzo ingiusto per cercare la verità, e che non sarebbe lecito usarlo quand'anche per lui si trovasse la verità.

STRUTTURA: CONFUTATORIA

Pietro Verri è stato un importante filosofo, economista e politico italiano del XVIII secolo. Nato nel 1728 a Milano, è noto soprattutto per essere stato uno dei principali esponenti dell'Illuminismo in Italia e per il suo contributo alla formazione dell'economia politica moderna. Autore dell’opera "Osservazioni sulla tortura," fu scritto da Pietro Verri nel 1804. Pietro Verri era un economista, scrittore e politico italiano del XVIII secolo. Il trattato rappresenta una critica alla pratica della tortura e riflette le idee illuministe dell'epoca riguardanti i diritti umani e il trattamento umano. Verri sosteneva che la tortura non solo fosse immorale, ma fosse anche inutile come strumento per ottenere informazioni attendibVerri è anche autore di un trattato intitolato "Elementi di economia civile" (1767), dove analizza temi economici e sociali del suo tempo. In merito alla tortura, anche in questa opera,Verri si oppose fermamente alla pratica, sostenendo che fosse non solo moralmente riprovevole ma anche inefficace nella ricerca della verità. La sua posizione in merito alla tortura rifletteva il suo impegno per una maggiore giustizia e umanità nel sistema legale.La sua opera ha avuto un impatto significativo sul pensiero politico ed economico dell'epoca ed è ancora studiata e apprezzata oggi.

BIOGRAFIA

Pietro Verri

CAPITOLO XI

Il testo in analisi appartiene all’opera “Osservazioni sulla tortura” (1804) di Pietro Verri,l’ autore, sostiene che la tortura è ingiusta, anche se fosse considerata un mezzo per scoprire la verità sui crimini. Argomenta che a preiscindere dalla presenza di sospetti o prove non cambiano la natura delle cose e che la tortura è ingiusta sia quando il crimine è certo che quando è solo probabile. Inoltre, Verri afferma che non sempre i sospettati sono veramente colpevoli, quindi si rischia di rischia di riservare ad un potenziale innocente questi trattamenti strazianti.Si sottolinea che costringere un uomo a tradirsi e a rinunciare alla sua difesa viola il suo principio naturale . Conclude che la tortura è un mezzo ingiusto per cercare la verità, indipendentemente dal fatto che possa o meno rivelarla

Come Verri contesta l'efficacia della tortura

LE TESI E LE ARGOMENTAZIONI

Intrinseca ingiustizia: Verri sostiene che anche se la tortura fosse efficace nel far emergere la verità, sarebbe comunque ingiusta. Egli argomenta che il male inflitto tramite la tortura a un individuo, sia esso colpevole o innocente, è ingiustificato.

Inutilità nei casi di certezza del delitto: Verri osserva che se il delitto è già certo, l'uso della tortura è superfluo poiché non è necessario per scoprire la verità. Inoltre, sottolinea che, almeno nella giurisdizione cui si riferisce, una persona può essere condannata anche senza confessione.

Ingiustizia nei casi di probabilità: Verri evidenzia che se il delitto è solo probabile, esiste la possibilità che il sospettato sia innocente. In tal caso, infliggere torture sarebbe estremamente ingiusto, soprattutto considerando che la forza pubblica è istituita per proteggere l'innocente.

Violazione della natura umana: Verri sottolinea che la tortura costringe l'individuo a tradirsi, rinunciare alla propria difesa e persino ad accusare se stesso, violando così una legge primordiale insita nella natura umana, ossia la difesa di sé stessi.

"Quand'anche la tortura fosse un mezzo per iscoprire la verità dei delitti, sarebbe un mezzo intrinsecamente ingiusto. Comincierò col dire che le parole di «sospetti, indizj, semi-prove, semi-pene, quasi-prove ecc.», e simili barbare distinzioni e sottigliezze, non possono giammai mutare la natura delle cose. "

"Se è certo il delitto, i tormenti sono inutili, e la tortura è superfluamente data, quando anche fosse un mezzo per rintracciare la verità. La tortura dunque in questo caso sarebbe ingiusta, perché non è giusta cosa il fare un male, e un male gravissimo ad un uomo superfluamente."

"Se il delitto poi è solamente probabile, qualunque sia il vocabolo col quale i dottori distinguano il grado di probabilità difficile assai a misurarsi, egli è evidente che sarà possibile che il probabilmente reo in fatti sia innocente; allora è somma ingiustizia l'esporre un sicuro scempio e ad un crudelissimo tormento un uomo, che forse è innocente; e il porre un uomo innocente fra que' strazj e miserie tanto è più ingiusto quanto che fassi colla forza pubblica istessa confidata ai giudici per difendere l'innocente dagli oltraggi. e il porre un uomo innocente fra que' strazj e miserie tanto è più ingiusto quanto che fassi colla forza pubblica istessa confidata ai giudici per difendere l'innocente dagli oltraggi. La forza di quest'antichissimo ragionamento hanno cercato i partigiani della tortura di eluderla con varie cavillose distinzioni le quali tutte si riducono a un sofisma, poiché fra l'essere e il non essere non vi è punto di mezzo, e laddove il delitto cessa di essere certo, ivi precisamente comincia la possibilità della innocenza." Adunque l'uso della tortura è intrinsecamente ingiusto, e non potrebbe adoprarsi, quand'anche fosse egli un mezzo per rinvenire Ia verità.

"Se è cosa ingiusta che un fratello accusi criminalmente l'altro, a più forte ragione sarà cosa ingiusta e contraria alla voce della natura che un uomo diventi accusatore di se stesso, e le due persone dell'accusatore e dell'accusato si confondano. La natura ha inserito nel cuore di ciascuno la legge primitiva della difesa di sé medesimo: e l'offendere se stesso, e l'accusare se stesso criminalmente egli è un eroismo, se è fatto spontaneamente in alcuni casi, ovvero una tirannia ingiustissima se per forza di spasimi si voglia costringervi un uomo. La natura ha inserito nel cuore di ciascuno la legge primitiva della difesa di sé medesimo: e l'offendere se stesso, e l'accusare se stesso criminalmente egli è un eroismo, se è fatto spontaneamente in alcuni casi, ovvero una tirannia ingiustissima se per forza di spasimi si voglia costringervi un uomo. " (…) Ora la tortura tende co' spasimi a ridurre l'uomo a tradirsi, a rinunziare alla difesa propria, ad offendere, a perdere se stesso.

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