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Transcript

canto xii

kondakciu alisa, lezziero sharon, rizzato linda

presentazione

sitografia

TERZA SEZIONE

INdice

quarta sezione

sesta sezione

SECONDA SEZIONE

prima sezione

introduzione

quinta sezione

introduzione

spazio: quarto cielotempo: 13 aprile 1300/ 30 marzo 1300personaggi: dante, beatrice e gli spiriti sapienti, tra cui san tommaso d'aquino e bonaventura da bagnoregio

prima sezione: apparizione della seconda colonna di spiriti sapienti (vv.1-21)

Sì tosto come l’ultima parola la benedetta fiamma per dir tolse, a rotar cominciò la santa mola; 3 e nel suo giro tutta non si volse prima ch’un’altra di cerchio la chiuse, e moto a moto e canto a canto colse; 6

Non appena l'ultima parola l'anima beata (San Tommaso) iniziò a pronunciare, la santa corona cominciò a ruotare; e non aveva completato il suo giro che un'altra la circondò e si mosse e cantò all'unisono;

prima sezione: apparizione della seconda colonna di spiriti sapienti (vv.1-21)

così di quelle sempiterne rose volgiensi circa noi le due ghirlande, e sì l’estrema a l’intima rispuose. 21

così quelle anime beate, si strinsero a noi come due ghirlande, e quella esterna imitò quella interna.

figure retoriche

- nostre muse … nostre serene ... dolci tube (vv. 7-8): metafora per intendere la poesia ed i canti terreni, mentre le dolci tube sono le anime beate. - iube (v.12): si tratta di un latinismo che proviene dal latino iubet, cioè ordina, dal verbo Iubere, ordinare. - sempiterne rose … due ghirlande (vv. 19-20): perifrasi per indicare i cerchi composti dalle anime beate.

APPROFONDIMENTO

GLI spiriti sapienti

Nel IV Cielo del Paradiso della Divina Commedia, Dante incontra due corone di beati che sono stati influenzati dalla sapienza e saggezza simboleggiate dal Sole. La prima corona, guidata da san Tommaso d'Aquino, elogia san Francesco d'Assisi e critica i difetti dell'Ordine domenicano. La seconda corona, guidata da san Bonaventura, elogia san Domenico e critica i difetti dell'Ordine francescano.

Dopo le loro parole, le corone riprendono a cantare e ruotare in senso opposto. Successivamente, Tommaso spiega a Dante il motivo per cui Salomone è considerato il più saggio, e Salomone risponde a un dubbio di Dante sulla resurrezione dei corpi. Dopo questi incontri, Dante è trasportato nel Cielo successivo.

seconda sezione: san bonaventura iniza il panegirico di san domenico (vv.22-45)

del cor de l’una de le luci nove si mosse voce, che l’ago a la stella parer mi fece in volgermi al suo dove; 30 e cominciò: «L’amor che mi fa bella mi tragge a ragionar de l’altro duca per cui del mio sì ben ci si favella. 33 Degno è che, dov’è l’un, l’altro s’induca: sì che, com’elli ad una militaro, così la gloria loro insieme luca. 36

da una delle nuove fiamme si levò una voce, che come un ago che punta la stella mi fece sembrare per come mi volsi verso di lei; ed iniziò a parlare:« L'amore che mi fa splendere mi porta a parlare dell'altra guida poiché del mio si parla così bene. È giusto che, dove si parli dell'uno, ci sia anche l'altro: E, siccome militarono insieme, la loro gloria deve risplendere insieme.

figure retoriche

-tripudio (v.22): si tratta di un latinismo dal latino tripudium, cioè danza. -pur come … levarsi (vv.26-27): in questa similitudine il movimento simultaneo delle anime beate è paragonato a quello degli occhi.-che l'ago … al suo dove (vv.29-30): altra similitudine che paragona l'attenzione all'ago di una bussola che punta al Nord. -induca (v.34): latinismo derivato dal verbo inducere, mettere in scena. -'nsegna (v.38): perifrasi per indicare il Cristo stesso. -'mperador che sempre regna (v.40): perifrasi per indicare Dio. -L'essercito di Cristo ... soccorse (vv.37-43): lungo discorso metaforico in cui la Chiesa è descritta come la sposa di Dio ed il popolo dei fedeli come la sua milizia.

terza sezione: vita di san domenico, dalla nascita alle nozze con la fede (vv.46-72)

dentro vi nacque l’amoroso drudo de la fede cristiana, il santo atleta benigno a’ suoi e a’ nemici crudo; 57

in quel luogo nacque l'amoroso vassallo della fede cristiana, il santo combattente benevolo per i cristiani e implacabile contro i nemici;

terza sezione: vita di san domenico, dalla nascita alle nozze con la fede (vv.46-72)

e perché fosse qual era in costrutto, quinci si mosse spirito a nomarlo del possessivo di cui era tutto. 69 Domenico fu detto; e io ne parlo sì come de l’agricola che Cristo elesse a l’orto suo per aiutarlo. 72

e affinché fosse fedele al suo nome, da qui si mosse un’ispirazione a chiamarlo con il possessivo di Colui al quale apparteneva. Fu chiamato Domenico; e io ne parlo come dell’agricoltore che Cristo scelse per aiutarlo nel suo orto.

figure retoriche

-In quella … nasconde (vv.46-51): lunga perifrasi per indicare la Spagna, estremità occidentale dell'Europa da cui nasce il vento di Zefiro, ed il golfo di Guascogna, nella parte settentrionale del Paese. -drudo (v. 55): si tratta di un germanismo proveniente dal germanico drud, cioè fedele.-repleta (v.58): si tratta di un latinismo derivato dal latino replere, cioè colmare. -u’ (v.63): si tratta di un latinismo derivato dal termine ubi, dove. -l’agricola … aiutarlo (vv.71-72): metafora con cui si intende la Chiesa.

quarta sezione: vita di san domenico, la lotta contro le eresie (vv.73-105)

Ben parve messo e famigliar di Cristo: che ‘l primo amor che ‘n lui fu manifesto, fu al primo consiglio che diè Cristo. 75 Spesse fiate fu tacito e desto trovato in terra da la sua nutrice, come dicesse: ‘Io son venuto a questo’. 78

Sembrò un inviato e un discepolo di Cristo: e il primo amore che in lui si manifestò, fu verso la prima beatitudine di cui disse Cristo. Molte volte fu, silenzioso e sveglio, trovato per terra dalla sua nutrice, come se dicesse: “Io sono venuto per questo”.

quarta sezione: vita di san domenico, la lotta contro le eresie (vv.73-105)

E a la sedia che fu già benigna più a’ poveri giusti, non per lei, ma per colui che siede, che traligna, 90 non dispensare o due o tre per sei, non la fortuna di prima vacante, non decimas, quae sunt pauperum Dei, 93 addimandò, ma contro al mondo errante licenza di combatter per lo seme del qual ti fascian ventiquattro piante. 96

E a quel trono che un tempo fu più benigno verso i poveri e i giusti, non per sua colpa, ma per colpa di chi la occupa, che s’allontana dalla retta via, non di dare la metà o un terzo dei beni ai poveri, non dei benefici ecclesiastici, non le decime, che sono per i poveri di Dio, chiese, ma contro gli eretici il permesso di combattere per quella Fede da cui nacquero le ventiquattro piante che ti circondano.

figure retoriche

-la vigna … è reo (vv.86-87): metafora che riprende Mt, XX, 1-16, per cui la Chiesa, intesa anche come la comunità dei fedeli, è descritta come la vigna del Signore; il vignaio negligente è il papa.-circuir (v.86): latinismo ripreso dal verbo latino omologo. -la sedia (v.88): perifrasi per indicare la sede papale. -colui che siede (v.90): perifrasi per intendere il papa. -lo seme … piante (vv.95-96): metafora in cui la Fede è il seme che ha permesso il germogliare delle ventiquattro anime che ora circondano Dante e Beatrice. -Di lui … più vivi (vv.103-105): continua la metafora che descrive Domenico come un torrente, da cui poi nascono tanti ruscelli, e della comunità cattolica come un orto, vivificata da quei ruscelli.

APPROFONDIMENTO

SAN DOMENICO

San Domenico di Guzmán, nato nel 1170, fu un teologo e sacerdote impegnato nella lotta contro gli Albigesi. Dopo un periodo a Roma, si trasferì in Linguadoca nel 1203, partecipando agli sforzi per convertire gli Albigesi. Nel 1206, fondò l'Ordine dei Frati Predicatori, approvato da papa Onorio III nel 1216. Gli Domenicani, un ordine mendicante, si diffusero in Italia e nell'Europa settentrionale, svolgendo un ruolo attivo nell'Inquisizione contro gli eretici. San Domenico morì nel 1221 a Bologna, ma l'Ordine da lui creato continuò a crescere e a influenzare la Chiesa cattolica, difendendo la fede e combattendo le eresie.

quINTA sezione: BIASIMO DEI FRANCESCANI DEGENERI (vv.106-126)

La sua famiglia, che si mosse dritta coi piedi a le sue orme, è tanto volta, che quel dinanzi a quel di retro gitta; 117

Il suo ordine, che si mosse dritto seguendo le sue orme, ha perso la strada, ed ora cammina all’indietro;

quINTA sezione: BIASIMO DEI FRANCESCANI DEGENERI (vv.106-126)

Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio nostro volume, ancor troveria carta u’ leggerebbe "I’ mi son quel ch’i’ soglio"; 123 ma non fia da Casal né d’Acquasparta, là onde vegnon tali a la scrittura, ch’uno la fugge e altro la coarta. 126

Ben inteso, chi sfogliasse pagina per pagina il libro del nostro ordine, ancora troverebbe carte dove leggere “Io sono rimasto fedele alla virtù francescana”; ma non sarebbe né quella di Ubertino né quella di Acquasparta, da cui vengono frati che la Regola francescana o la rifuggono o la irrigidiscono.

figure retoriche

-civil briga (v.108): metafora che descrive la lotta alle eresie come una guerra civile interna alla cristianità. -Ma l’orbita … la gromma (vv.112-114): metafora abbastanza complessa che riprende quella della biga con due ruote, Domenico e Francesco, precisando che il solco tracciato dalla ruota francescana è ormai abbandonato, ed ora c’è la muffa invece della gromma, cioè dello strato di tartaro che si forma nelle botti piene di vino buono, ma che ammuffisce se la botte non viene curata. -quando il loglio … sia tolta (vv.119-120): metafora che riprende la parabola della zizzania che si ritrova in Mt XIII, 24-30.

APPROFONDIMENTO

ORDINE FRANCESCANO

Dopo una gioventù dedicata ai piaceri, Francesco si convertì alla povertà e alla predicazione del Vangelo, radunando numerosi seguaci. Ottenne l'approvazione papale nel 1210 e l'approvazione ufficiale della regola nel 1223. Dopo la morte di Francesco nel 1226, emersero divergenze interne tra rigoristi, favorevoli alla povertà totale, e moderati, disposti a possedere beni. Alla fine, prevalse la tendenza moderata, consentendo la proprietà dei conventi e mantenendo l'obbligo di povertà solo per i singoli frati. Le clarisse, un gruppo femminile guidato da Chiara d'Assisi, si unirono al movimento.

APPROFONDIMENTO

ORDINE DOMENICANO

L'ordine domenicano, fondato da San Domenico di Guzman, si impegna nella lotta contro le eresie attraverso la predicazione e il dialogo. I frati, noti come frati predicatori, sono studiosi e insegnanti universitari, dedicati allo studio, alla preghiera e alla vita comunitaria. La spiritualità è centrata su Cristo, con particolare devozione alla passione e all'Eucaristia. La devozione mariana è un tratto distintivo, con i domenicani che hanno contribuito alla promozione del Rosario. Hanno anche giocato un ruolo nell'inserire San Giuseppe nel canone della messa e proclamarlo patrono della Chiesa universale.

SESTA sezione: ALTRI SPIRITI DELLA SECONDA CORONA (vv.127-145)

Io son la vita di Bonaventura da Bagnoregio, che ne’ grandi offici sempre pospuosi la sinistra cura. 129

Io sono l’anima di Bonaventura da Bagnoregio, che nei grandi incarichi ho sempre messo trascurato i beni mondani.

SESTA sezione: ALTRI SPIRITI DELLA SECONDA CORONA (vv.127-145)

Ad inveggiar cotanto paladino mi mosse l’infiammata cortesia di fra Tommaso e ‘l discreto latino; e mosse meco questa compagnia». 145

Per lodare un tale guerriero mi spinse la calorosa cortesia di frate Tommaso e il suo chiaro discorso; mi affiancò questa compagnia».

APPROFONDIMENTO

BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

San Bonaventura, nato nel 1221 a Bagnoregio, fu un frate francescano che diventò Generale dell'Ordine nel 1256. Docente a Parigi, cercò di risolvere le dispute interne tra francescani spirituali e conventuali. Nel 1273 divenne vescovo e cardinale, morì nel 1274 al Concilio di Lione. Conosciuto come Dottore Serafico, influenzò Dante con le sue opere mistico-teologiche. Dante lo colloca tra gli spiriti sapienti nel Paradiso. Nel Canto XII, risponde al panegirico di san Tommaso d'Aquino su san Francesco, elogia san Domenico e critica i francescani degeneri.

SITOGRAFIA

https://divinacommedia.weebly.com/paradiso-canto-xii.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Paradiso_-_Canto_dodicesimo