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Jago

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The first baby

Jago

Biografia

Figlio Velato

Look Down

Pietà

Habemus Hominem

Aiace e Cassandra

Nato ad Anagni, dopo aver conseguito il diploma di Liceo Artistico, si iscrive all' Accademia di Belle Arti di Frosinone, che abbandona prima di terminare gli studi. Dal 2016, anno della sua prima mostra a Roma, ha vissuto e lavorato in Italia, Cina, America ed Emirati. Nel 2011, a soli 24 anni, viene selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Nel 2016, all'interno della cripta della Basilica dei Santi XII Apostoli, ha luogo la sua prima esposizione personale a Roma, intitolata Memorie. Dopo 40 anni di abbandono , il 20 maggio del 2023, riapre la Chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi; trasformandola nel suo museo, dove ad oggi si possono vedere dal vivo le sue opere.

Biografia

In quest' opera Jago si ispira al Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino . E' stata costruita nel 2019 a New York per essere poi trasferita a Napoli , nella Cappella dei Bianchi della chiesa di San Severo fuori le mura. Essa è realizzata in marmo "Danby del Vermont" e rappresenta un bambino disteso coperto da un velo. Probabilmente Jago è stato ispirato dalle immagini di un bambino vittima di un naufragio e il ventre rigonfio rappresenta la morte da annegamento.

Figlio Velato

In queste foto possiamo osservare un feto di marmo bianco, rannicchiato in posizione fetale con una catena che, come un cordone ombelicale, lo ancora al pavimento. Come già espresso dal nome dell'opera " Look Down" , essa è un invito a guardare in basso, specialmente in questo momento di difficoltà in cui larghe fette della società sono più fragili. Jago ha esposto quest' opera al centro di piazza Plebiscito a Napoli nella notte del 5 novembre.

Look Down

The First baby, questo è il nome del minuscolo bebè bianco, un ' opera particolarmente speciale: è infatti la prima scultura inviata da un' artista nello spazio. Durante la missione Beyond, del 2019, il bambino di marmo venne consegnato all' astronauta italiano Luca Parmitano. Jago aveva già firmato l'opera lasciando l'impronta di un dito impressa con il sangue. La statuina è rimasta nello spazio per quasi sette mesi ( durata della missione) raggiungendo un primato unico nel suo genere.

The first baby

La scultura è il risultato di 16 mesi di lavoro a Napoli, presso lo studio di Sant'Aspreno ai Crociferi. Si tratta non di una semplice riproposizione del celebre episodio biblico, ma di una rielaborazione in chiave moderna di un momento di raccoglimento e di dolore, in cui l' umanità si è identificata per secoli. E' stata realizzata con del marmo ed è visibile nella chiesa di Sant' Aspreno ai Crociferi a Napoli.

Pietà

L'opera Habemus Hominem, iniziata nel 2009 e completata nel 2016, rappresentava, inizialmente , un ritratto dal vero di Papa Benedetto XVI, ispirata al ritratto di Papa Pio XI di Adolfo Wildt. Nel 2013 Papa Benedetto XVI rinunciò alla realizzazione di quest'opera; allora Jago, guardando l'opera nel suo studio, capì che doveva liberare l'uomo che si celava nel marmo in cui era scolpito il ritratto del papa. Fu così che l'opera, intitolata Habemus Papam, divenne Habemus Hominem.

Habemus Hominem

Lo scultore parte da un' immagine letteraria con una delle sue ultime opera: Aiace e Cassandra, la violenza sulla " vergine priamea" raccontata da Virgilio nell' Eneide. Ma rispetto ad una statua classica, in cui l' espressione della donna è quasi sempre passiva e abbandonata, nel volto della Cassandra di Jago non c'è accoglienza, ma resistenza.

Aiace e Cassandra

Realizzato da Samuele Restaino

Grazie per l'attenzione !