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Ulisse e gli uomini rimasti approdano qui dopo nove giorni di tempesta. Vengono ben accolti dai residenti che offrono loro il loto, il fiore dell’oblio. Segue un nuovo frettoloso imbarco per evitare che, persa la memoria e intontiti dalla felicità, i componenti dell’equipaggio dimentichino la patria.

Isola di Eea (San Felice Circeo) – Questo luogo è quasi certamente identificabile con le coste del Circeo, il cui nome si rifà proprio alla Maga Circe. Le vicissitudini, in questo caso, sono ben specificate ma anche fumose: gli uomini trasformati in porci, la permanenza di un anno, la relazione con Circe da cui nasce un figlio (forse due). Poi, ancora una volta la ripartenza, non prima di aver consultato il futuro – su consiglio della stessa Circe – presso l’indovina Tiresia discendendo direttamente nell’Ade (individuato nel Lago d’Averno, nell’attuale Pozzuoli, in Campania)

L’ultima tappa è fuori dal territorio italiano. La terra dei Feaci coincide con l’isola di Scheria, l’attuale Corfù (isole Ionie), a ridosso della Grecia. Qui c’è l’incontro con il re Alcinoo, che aiuterà Ulisse a tornare a casa donandogli una delle sue navi, e sua figlia.