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Ritorno del figliol prodigo

262 cm

206 cm

Collocazione: Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.Datazione: 1668Tecnica: olio su tela

La mano sinistra è robusta (maschile), mentre la mano destra è delicata (femminile). Per sottolineare che Dio è sia madre che padre.

Gli occhi del padre sono socchiusi, segnati dalle lacrime versate per la perdita del figlio e dall'infinito scrutare dell'orizzonte, sperando di vedere il suo ritorno a casa.

Il figlio maggiore mantiene un atteggiamento di distacco e superbia, ed è parzialmente illuminato dalla luce della grazia.

I servi rappresentano l'amplificazione della gelosia del figlio maggiore e sembrano chiedersi se sia giusto fare tanta festa per un figlio cosi dissoluto.

Il figlio, vestito di stracchi logori, è inginocchiato davanti al padre al quale chiede il suo perdono, abbandonandosi completamente all'abbraccio del padre.

Rembrandt nasce a Leida nel 1606, figlio di un mugnaio benestante. Nel 1624, dopo gli studi, va ad Amsterdam a bottega da Pieter Lastman, uno tra i più quotati pittori olandesi di genere “storico”. Ritorna nella città natale nello stesso anno e qui Rembrandt apre una propria bottega. Nel 1632 si trasferisce ad Amsterdam dove gli viene riconosciuto da subito un grande successo soprattutto come ritrattista. Nel 1634 Rembrandt si sposa con Saskia van Uylenburgh, appartenente a una ricca famiglia. Diversamente dalla maggior parte dei pittori dell'epoca, che completavano la loro formazione artistica facendo viaggi in Italia per studiare arte italiana di prima mano, Rembrandt non è mai andato all'estero ma ha voracemente studiato il lavoro di artisti nordici che avevano vissuto in Italia. Alla sua formazione contribuisce anche il caravaggismo importato in Olanda da artisti come Terbruggen e Honthorst.

125 cm

163 cm

Collocazione: Galleria Borghese a RomaDatazione: 1627-1628Tecnica: olio su tela

Ad accoglierlo c'è un cane, simbolo di fedeltà e misericordia.

Il giovane ragazzo è rappresentato mentre si toglie gli abiti vecchi per indossare quelli puliti portati da un servo sulla sinistra.

Nell'opera, si evidenzia il tema della riconciliazione familiare, evidenziato dal gesto del padre saggio che con una mano stringe la spalla del giovane ragazzo.

Giovanni Francesco Barbieri, noto come Guercino per il suo strabismo, fu un pittore italiano del periodo barocco. Dopo gli studi a Bastia e a Bologna con i Carracci, Guercino sviluppò uno stile naturalistico e luminoso, caratterizzato dalla famosa "macchia guercinesca". Ricevette importanti commissioni, incluso il lavoro per il Casino Ludovisi a Roma e la cupola del Duomo di Piacenza. Dopo aver completato gli affreschi a Piacenza, si trasferì a Bologna dove continuò a dipingere opere di grande rilievo, fino alla sua morte nel 1666.

215,8 cm

231 cm

Collocazione: Pinacoteca civica di Reggio CalabriaDatazione: 1650-1659Tecnica: olio su tela

L'opera è ricca di personaggi secondari, presi principalmente dal racconto evangelico, ma anche aggiunti per creare un senso di meraviglia che enfatizza l'atto di perdono del padre.

Il padre stringe il braccio del figlio vestito da viandante, con indumenti laceri e un bastone.

Sopra di loro un cherubino guarda la scena seminascosto da una colonna

Mattia Preti, noto come il Cavaliere Calabrese, è stato un importante pittore italiano del Barocco. Nato nel 1613 a Taverna, in Calabria, Preti fu influenzato dalle tecniche del Caravaggio durante i suoi primi anni a Roma. La sua carriera durò oltre sessant'anni, durante i quali lavorò in varie città italiane e a Malta. A Napoli, contribuì allo sviluppo della scuola pittorica locale e affrescò le porte della città durante la peste del 1657-1659. Successivamente si trasferì a Malta, dove realizzò numerose opere per le chiese maltesi. Morì nel 1699 a La Valletta.

  • Alcuni studiosi hanno ipotizzato che Rembrandt potrebbe aver sofferto di "cecità stereotipata", nel senso che aveva una percezione della profondità insufficiente. Questo problema lo ha aiutato a dipingere scene tridimensionali su superfici bidimensionali.

  • Rembrandt era noto per i suoi dipinti storici e i ritratti commissionati dai mecenati, ma spinse anche avanti il genere dell'autoritratto. Non si conosce il numero esatto dei suoi autoritratti, ma gli studiosi gli hanno attribuito da almeno 40 a ben 90 autoritratti autentici di sua mano.

  • A partire dagli anni '60, il Rembrandt Research Project ha intrapreso il lavoro di attribuzione o de-attribuzione corretta delle opere che sono state associate a Rembrandt. Gli studiosi hanno discusso la veridicità della sua opera completa e stimano che solo circa 300 dipinti su tela siano autenticamente di Rembrandt, rispetto alle 2.000 opere che gli sono state attribuite.

  • Durante l'infanzia, Mattia Preti fu affidato alle cure di D. Marcello Anania per studiare grammatica e letteratura. Durante questi studi, mostrò un talento naturale per il disegno e spesso copiava stampe lasciate in casa dal fratello Gregorio. Inoltre, si dedicò alla scherma, esercitandosi con nobili giovani.

  • Durante una visita a una chiesa ad Anversa, Mattia Preti rimase affascinato da un quadro di Rubens. Dopo la Messa, un uomo cortese lo condusse in una casa piena di opere d'arte, criticando alcuni dipinti di Rubens. Mattia difese le opere con passione, il gentiluomo lo scambiò per un professionista e Mattia confessò di essere lì per imparare da Rubens, solo per scoprire che il gentiluomo era proprio il maestro.