Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

ll sacerdote Laocoonte è seduto su un altare lapideo e tenta di liberarsi dalle spire del mostruoso serpente marino. Laocoonte si torce verso la sua destra mentre il serpente lo morde al fianco sinistro. Il figlio seduto a sinistra dell’osservatore sembra ormai privo di vita mentre quello di destra cerca di allentare la stretta del serpente.

Laocoonte e i suoi figli è una monumentale scultura ellenistica che racconta la drammatica morte del sacerdote troiano assalito da due mostruosi serpenti marini. Era un veggente e gran sacerdote di Poseidone o, secondo alcune interpretazioni, di Apollo. Il Laocoonte custodito presso i Musei Vaticani è una copia romana dell’originale greco scolpito intorno al II secolo a.C. probabilmente intorno al 150 a.C.

Le caratteristiche principali di tale gusto sono l’elaborata posizione dei corpi e la tendenza a rappresentare momenti drammatici ed espressivi. Infatti gli scultori del periodo ellenistico abbandonarono l’idea del corpo umano scolpito come misura e modello di equibrio formale. Piuttosto il personaggio è rappresentato nel momento drammatico e spettacolare come l’aggressione dei serpenti a Laocoonte e ai suoi figli. I corpi assumono così posizioni scomposte e instabili che comunicano però maggior dramma e dinamismo.

La storia di Laocoonte ci è nota appunto soprattutto grazie a Virgilio, che nel secondo libro della sua celeberrima Eneide, la racconta ricorrendo ad alte punte drammatiche. Laocoonte era un sacerdote troiano, di Apollo Timbreo. Il dio era particolarmente adirato con lui perché aveva generato i suoi due figli, Antifate e Timbreo, proprio nel tempio del dio. Durante la guerra decennale contro i Greci, egli era stato estratto a sorte come sacerdote di Poseidone. Laocoonte, quando i Greci presentano in dono ai Troiani il cavallo di legno , progettato dall’astuto Ulisse per poter sferrare un attacco dall’interno della città, è, assieme a Cassandra, l’unico a voler rifiutare il “regalo”. Si oppone in particolare scagliando la sua lancia contro l’impalcatura del cavallo. Così facendo, Laocoonte causa l’ira della dea Atena, protettrice dei Greci, che gli scatena contro due enormi serpenti, Porcete e Caribea. I due mostri marini avvolgono il sacerdote e i due figli, fino a strangolare il primo e divorare i due bambini.