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cirone martina, frabasile tiziana, larocca antonella, pericolo pietro, porpora katerina, trotta donato.

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MITI E OPERE

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Parleremo dunque dei celebri miti : Apollo e Dafne, Bacco e Arianna ed Eco e Narciso, attribuendo ad ognuna una o più opere artistiche.

"Mito", è una parole di origine greca che significa racconto o narrazione. I miti erano storie sacre spesso a carattere fantastico, che narrano vicende impossibili alla quale gli antichi credevano fermamente poichè avevano lo scopo di poter dare una risposta alle domande esistenziali che l'uomo si poneva sin danna sua nascita. Questi miti compaiono nelle narrazioni mitiche dei tutti i popoli, ma ora ci rifereremo soprattutto a delle narrazioni della mitologia greca.

Il MITO

num. 3

num. 2

num. 1

index

1. Apollo e Dafne- mito

2. Apollo e Dafne- arte

4. Bacco e Arianna- arte

3. Bacco e Arianna- mito

5. Eco e Narciso- mito

6. Eco e Narciso- arte

Il mito di Apollo e Dafne è un racconto naturalistico che spiega come sia nato l'alloro, principalmente buona parte tratta i comportamenti degli dei, immortali eppure così simili agli umani quando si tratta di sentimenti.

Quella di Apollo e Dafne è una storia tragica, raccontata nelle Metamorfosi di Ovidio. Secondo il mito il dio Apollo, dopo aver ucciso il serpente Pitone, schernisce Cupido, vantandosi della sua impresa e prendendolo in giro per non aver mai compiuto simili gesta. Cupido, per vendicarsi di Apollo, prepara una freccia dorata, capace di far innamorare all’istante, e una di piombo, capace di far finire l’amore. Scaglia la freccia dorata sul dio e la freccia di piombo sulla ninfa Dafne, figlia del dio Peneo. Apollo colpito dalla freccia si innamora perdutamente di Dafne e corre verso di lei, ma la ninfa respinge il dio e scappa. Apollo la insegue e per evitare di essere presa Dafne chiede al padre di essere trasformata per non doversi sottomettere ad Apollo. Il dio Peneo ascolta la sua richiesta e quando Apollo sta per afferrarla Dafne si trasforma in un albero di alloro, pianta che da quel momento diventa sacra al dio.

Apollo e dafne- mito

La dinamica della trasformazione, con Apollo che afferra Dafne mentre lei si trasforma, è resa con grande maestria e realismo da Bernini, facendo di questa scultura una delle sue opere più celebri.

Un'opera d'arte celebre che raffigura il mito di Apollo e Dafne è la scultura "Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini, detto "artista dei Papi", poiché aveva realizzato opere commissionate da ben 8 Papi. Realizzata tra il 1622 e il 1625, questa scultura in marmo bianco cattura il momento in cui Dafne, una ninfa, viene trasformata in un albero di alloro per sfuggire all'ardente desiderio di Apollo.

APOLLO E DAFNE- arte

Il mito di Bacco e Arianna è una storia dell'antica mitologia greca e romana.

Arianna, principessa di Creta, aiuta Teseo a sconfiggere il Minotauro e poi fugge con lui sull'isola di Nasso. Tuttavia, Teseo la abbandona sull'isola mentre dorme. Bacco, dio del vino e della vegetazione, trova Arianna e se ne innamora. In segno d'amore, le dona una corona di stelle e la trasforma nella costellazione della Corona Boreale.

BACCO E ARIANNA

BACCO E ARIANNA-opera n.1

-1523, raffigura il momento La composizione grammatica e l'espressione intensa dei personaggi sono caratteristiche distintive di questa opera rinascimentale.

Un'opera d'arte che rappresenta il mito di Bacco e Arianna è la famosa "Bacco e Arianna" di Tiziano Vecellio, meglio conosciuta semplicemente come "Arianna". Questo dipinto, realizzato nel 1520-1523, raffigura il momento in cui Bacco trova Arianna abbandonata sull'isola di Nasso e la consola.

Bacco e Arianna- Tiziano Vecellio

Il "Trionfo di Bacco e Arianna" è un dipinto rinascimentale realizzato da Tiziano Vecellio intorno al 1520-1523. Rappresenta il dio Bacco su un carro trainato da pantere, circondato da satiri e menadi, mentre Arianna, la principessa cretese, è rappresentata come una figura centrale, simbolo di bellezza e desiderio. È un capolavoro che esprime l'estasi e la gioia del godimento e dell'ebbrezza.

il Trionfo di Bacco e Arianna- Tiziano Vecellio

BACCO E ARIANNA-opera n.2

Le preghiere di vendetta e maledizione di un giovane che Narciso aveva rifiutato furono ascoltate dalla dea Nemesi la quale condannò il ragazzo ad innamorarsi di sé stesso riflesso in uno specchio d'acqua. Continuò così a rimirarsi sdraiato fino alla morte. Un fiore chiamato Narcissus crebbe nel punto esatto in cui Narciso era spirato, sulle rive del corso d'acqua.

Nella versione del mito datane da Ovidio, Narciso era il figlio del dio fluviale Cefiso e della naiade Liriope. Ai suoi genitori venne predetto che egli sarebbe vissuto fino a tarda età, ma soltanto se non avesse guardato se stesso in volto. Divenuto un bellissimo ed affascinante adolescente, respinse via via non solo tutte le ninfe e le donne che si innamoravano di lui, ma anche sdegnando i giovanotti come Aminia. Una di queste era la ninfa Eco; ella rimase talmente sconvolta dal suo rifiuto, che si consumò letteralmente d'amore, annichilendo il proprio corpo fino a che non rimase altro che un sussurro, l'eco appunto.

EChO E NARCISO- mito

La donna, stanca, non vuole più fare da eco all'uomo orientato solamente su sè stesso. Waterhouse mostra quindi come Echo non riesce mai ad attirare l'attenzione di Narciso, e Narciso non sarà mai unito al suo riflesso. Si vede già un narciso a piedi nudi, segno che l'appassimento è già iniziato.

John Willliam Waterhouse è stato un pittore inglese dell'epoca del neoclassicismo. Tra le sue opere della mitologia classica più celebri abbiamo il dipinto "Eco e Narciso". Esso è un olio su tela a misura 109,2 cm per 189,2 e fa parte della collezione d'epoca vittoriana del Walker Art Gallery di Liverpool, essendo stato acquistato dal museo nel 1903. Nel dipinto, Eco e Narciso vengono collocati dall'artista entrambi vicino allo stagno. Lo stile sottolinea la bellezza, la malinconia legata alla distanza psicologica. Narciso assume una posa reclinata, che offre una visione chiara del suo corpo snello e il riflesso della sua testa, spalle e mani nell'acqua. Waterhouse sembra catturarlo proprio come si vede per la prima volta, se ne innamora. Echo si trova vicino a lui, tra i fiori di Narciso, che guarda il suo riflesso, immagine che Narciso cerca di abbracciare invano, poichè convinto si trattasse della figura di un fantasma nello stagno.

Echo e Narciso-arte

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