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1811-1886

Franz Liszt

Franz Liszt è stato un compositore, pianista, direttore d'orchestra e organista ungherese del periodo romantico. Considerato uno dei più grandi virtuosi del pianoforte di tutti i tempi, Franz Liszt intraprese la sua carriera di pianista a Vienna, dove studiò con Carl Czerny. Si trasferì poi a Parigi, dove iniziò una fortunatissima attività concertistica che lo portò a esibirsi in tutt'Europa. Il suo contributo allo sviluppo della tecnica pianistica è stato cruciale nella storia dello strumento. Inoltre a lui si deve l'invenzione della forma concertistica del recital-pianistico.

chi era?

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La sua opera musicale comprende 123 composizioni per pianoforte, 77 Lieder, 25 composizioni per orchestra, 65 brani corali sacri e 28 profani

S.2, La Leggende diSanta Elisabetta (1857-62)S.3, Christus (1855-67) S.4, Cantico del sol di Francesco d'Assisi [prima/seconda versione] (1862, 1880-81) S.5, Die heilige Cäcilia (1874)

opere famose

biografia

Franz Liszt è stato un compositore, pianista, direttore d'orchestra e organista ungherese del periodo romantico. Considerato uno dei più grandi virtuosi del pianoforte di tutti i tempi, Franz Liszt intraprese la sua carriera di pianista a Vienna, dove studiò con Carl Czerny. Si trasferì poi a Parigi, dove iniziò una fortunatissima attività concertistica che lo portò a esibirsi in tutt'Europa. Il suo contributo allo sviluppo della tecnica pianistica è stato cruciale nella storia dello strumento. Inoltre a lui si deve l'invenzione della forma concertistica del recital-pianistico. Durante la sua carriera, Liszt contribuì a diffondere la musica di molti compositori a lui contemporanei. Importanti sono state al riguardo le sue trascrizioni ed esecuzioni di musiche di Beethoven e Schubert. Legato da amicizia e stima a Fryderyk Chopin, di cui scrisse la biografia Chopin, e a Robert Schumann, fu suocero di Richard Wagner (che ne aveva sposato la figlia Cosima) e suo ardente sostenitore, contribuendo alle sue prime affermazioni. Nel 1865 divenne accolito della Chiesa cattolica. Inoltre, fu terziario francescano e canonico nella cattedrale di Albano Laziale (Roma).[1][2] Il suo catalogo include numerosi lavori sinfonici a programma, tre concerti per pianoforte e orchestra, un numero elevato di pezzi per pianoforte, oltre a un repertorio di pezzi per organo che cambieranno il volto organistico tedesco per sempre.

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Le fonti affidabili che possano dare un'idea dello stile pianistico di Liszt negli anni '20 del 1800 sono poche. Secondo la testimonianza di Carl Czerny, Liszt era dotato di un talento pianistico naturale e nelle sue interpretazioni si lasciava guidare dal coinvolgimento emotivo. Nelle recensioni dei suoi concerti erano elogiate la brillantezza, la forza e la precisione del suo stile pianistico.[6] Il suo repertorio consisteva principalmente in pezzi della scuola Viennese brillante, come i concerti di Johann Nepomuk Hummel e le opere del suo ex insegnante Carl Czerny. Le parti dedicate all'improvvisazione erano spesso presenti nei suoi concerti. Franz Liszt è considerato uno dei più grandi virtuosi dell'800, se non di tutti i tempi. Con le sue composizioni, Liszt ha contribuito a espandere il repertorio tecnico del pianoforte. Sono, infatti, da ricondursi a lui importanti sviluppi nella tecnica delle ottave e degli arpeggi, e lo sviluppo di diteggiature originali, come per esempio l'impiego dei pollici nelle melodie per creare un effetto di cantabile. Prima dell'interruzione della carriera concertistica seguita alla morte del padre nel 1827, Liszt si concedeva spesso delle stravaganti libertà nelle interpretazioni delle partiture per compiacere il pubblico dei salotti parigini. Le sue espressioni facciali e la sua gestualità riflettevano ciò che stava suonando, tanto da essere preso spesso in giro dalla stampa del tempo.[7] Hector Berlioz raccontò di come Liszt aggiunse cadenze, tremoli e trilli quando interpretò la Sonata n. 14 "Al chiaro di luna" di Beethoven,[8] creando una scena drammatica, cambiando il tempo da Largo in Presto; come lo stesso Liszt asserisce in una lettera a George Sand del 1837, egli ben presto prese le distanze da tali pratiche, in favore di un approccio interpretativo assai più filologico e rispettoso della partitura.

stile musicale