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CARDONE ANNA, CAMPANA ROBERTA, SPEZZACATENA ILENIA, SCIALPI GIANPIETRO

LAND GRABBING E WATER GRABBING

CHE COSA SONO?

Il "Land grabbing" e il "Water grabbing" sono fenomeni legati all'appropriazione di terre e risorse idriche da parte di entità esterne, spesso a scapito delle comunità locali. Nel "Land grabbing", grandi aziende o governi acquisiscono terreni agricoli in modo massiccio, spesso a discapito delle comunità locali che perdono l'accesso alle proprie risorse e modi di sostentamento tradizionali. Il "Water grabbing" riguarda l'acquisizione di risorse idriche, spesso attraverso concessioni o investimenti esterni, con conseguenze negative sulla disponibilità di acqua per le comunità locali.

Il "Land grabbing" e il "Water grabbing"

Il land grebbing

Il "land grabbing" è un fenomeno in cui investitori esterni, aziende o governi acquisiscono su larga scala terreni agricoli, spesso nei paesi in via di sviluppo. Questa pratica può portare a displacements delle comunità locali, compromettere la sicurezza alimentare e contribuire a disuguaglianze sociali ed economiche. Gli acquirenti cercano di sfruttare risorse naturali, ottenere profitti o soddisfare la crescente domanda globale di cibo e biocarburanti. Le implicazioni includono la perdita di diritti fondiari delle popolazioni indigene, la degradazione ambientale e la concentrazione di potere economico nelle mani di pochi. L'aspetto etico e le conseguenze a lungo termine rendono il land grabbing un tema controverso che richiede attenzione a livello globale.

Dove sono le terre accaparrate? Prima tra i continenti è l’Africa col 37,4% del totale, subito dopo l’America Latina col 31,8, poi l'Europa orientale col 30,7, Asia 11,5 e Oceania 3,4. Quali sono i paesi che hanno ceduto più terre? Prima - a sorpresa - la Russia col 26,9%, segue il Perù col 16,2, poi l’11,3 della Repubblica democratica del Congo, 8,7 l'Indonesia, 8,2 il Brasile, 6,8 Gabon, 6 Camerun, circa il 4% Mozambico, Argentina e Liberia. E di dove sono le imprese che accaparrano? Il 13,3% in Svizzera (sede delle più grandi multinazionali e di fondi di investimento), poi 11,1 Canada, 9,8 Usa, 8,9 Cina, 8,4 Giappone, 6,6 Regno Unito, 6,1 Singapore, 5,5 Paesi Bassi, 5,4 Brasile, 4,7 Belgio.

L’acqua è un diritto per pochi. Una risorsa fragile diventata ai giorni nostri una commodity e molto spesso causa di guerre. Benché la terra sia ricoperta di 1.390 milioni di Km cubici di acqua, solo il 2,5% è acqua dolce, la gran parte sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari. Il restante 97,5% è acqua salata. Dunque gli esseri umani hanno a disposizione solo 93.000 Km cubici, pari a circa lo 0,5% del totale. Anche questo spiega il fenomeno del water grabbing

Il termine "water grabbing" si riferisce all'acquisizione su larga scala delle risorse idriche, spesso da parte di entità potenti, per scopi come l'agricoltura, l'industria o lo sviluppo urbano. Può comportare impatti significativi sull'ambiente e sulla società, inclusa la scarsità d'acqua per le comunità locali e gli ecosistemi. Affrontare il water grabbing richiede pratiche sostenibili di gestione dell'acqua e una distribuzione equa delle risorse idriche.

Il water grebbing

Entrambi questi fenomeni possono portare a impatti sociali, economici ed ambientali negativi, come la perdita di sicurezza alimentare, l'indebolimento delle comunità locali e l'esaurimento delle risorse naturali. Sono considerati pericoli perché minacciano la sostenibilità ambientale e possono contribuire all'accentuazione delle disuguaglianze socc

Che cosa causano?