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Promessi sposi

Cap. XIX-XX

Cap XIX

VICENDA

Ill conte zio decide di risolvere lo scontro tra suo nipote don Rodrigo e fra Cristoforo, chiedendo l'allontanamento di quest'ultimo al padre provinvciale.Quindi il conte zio invita a pranzo il padre provinciale e gli chiede se del convento di Pescarenico si troviun certo fra Cristoforo aggiungendo che secondo lui è un soggetto un po' troppo impulsivo e imprudente.Il padre provinciale prende le parti di fra Cristoforo difendendolo, ma il conte zio si sofferma sullo stretto rapporto che fra Cristoforo ha con Lorenzo Tramaglino.Il padre quindi si rende conto di non avere le forze per resistere a questo scontro e accetta di far allontanare fra Cristoforo da Don Rodrigo

Don Rodrigo è consapevole che da solo non sarebbe mai riuscito a impadronirsi di Lucia, quindi decide di chiedere aiuto all'innominato. Dato che l'innominato non era ben visto da nessuno, don Rodrigo non aveva mai interragito con lui per timore che il frequentare quell'uomo lo potesse mettere in cattiva luce con le autorità di Milano, dove egli intendeva avere libero accesso. Ma questa volta don Rodrigo decide di rischiare e, una mattina, accompagnato da Griso e un gruppo di Bravi si avvia verso il castello dell'innominato.

Cap XX

VICENDA

All' imboccatura della ripida strada che portava al castello dell'innominato si trovava una taverna chiamata della Malanotte che faceva di posto di guardia per i bravi.Qui giunse don Rodrigo e chiede al capo dei bravi se il padrone si trovava al castello; ricevuta risposta positiva, dipone le armi e si incammina. Arrivato all'ingresso don Rodrigo viene riconosciuto e fatto entrare. Dopo aver attraversato una seria di corridoi e scale finalmente giunge alla presenza dell'innominato. Viene accolto da lui e Don rodrigo gli espone il caso di Lucia nominando anche fra Cristoforo, che l'innominato detestava.l'innominato si prese l'incarico di far avere a don Rodrigo Lucia; chiama il suo braccio destro soprannominato Il Nibbio e lo manda a Monza

Il rapimento:La monaca di Monza ordina a lucia di recarsi al convento dei padri con la scusa che la fanciulla è l'unica persona di cui si può fidare.Nel tragitto Lucia incontra una carrozza con due viaggiatori che le chiedono da che parte si va per Monza. in realtà i due sono Nibbio e uno sgherro di Egidio quindi la afferrano e lla costringono a salire sulla carrozza. Lucia prova a liberarsi ma non riesce e il Nibbio prova a rassicurarla che non lesarà fatto del male.

L'innominato

PERSONAGGIO

L’Innominato è una delle figure più complesse e interessanti del romanzo I promessi sposi di Manzoni, nonché uno dei personaggi più importanti.E’ un personaggio misterioso a cui Manzoni non dà né nome e né cognome.L’Innominato appare subito come un personaggio misterioso. Ha un temperamento volitivo e costante. Fin da giovane ha la smania di competere con i più forti, per il gusto di essere temuto e rispettato. Combina molti guai e per questo è messo al bando dallo stato. .

Nel momento in cui fa rapire Lucia, l’Innominato attraversa una profonda crisi interiore. Disgustato dai passati delitti, comincia a porsi delle domande sul giudizio divino.Trascorre quella notte nel tormento, angosciato dal male fatto, dall'idea del suicidio, dal timore di essere giudicato da Dio, poi l'alba lo trova affacciato alla finestra, a guardare il risvegliarsi della gente. Egli scende in paese solo e disarmato e si reca alla canonica, dove è ricevuto con timore e titubanza, poi avviene l'incontro memorabile che vede la conversione del potente signore.Nella sua conversione non c'è nessun miracolo e n essuna forzatura moralistica, ma la descrizione realistica di una esperienza umana perfettamente motivata dal punto di vista psicologico.

L'innmoniato

LUOGHI

L'innominato viveva in un castello che sorgeva alla sommità di una stretta valle da cui si dominava tutto il territorio sottostante. Sul fondo della valle scorreva una torrente che segnava il confine fra il territorio di Milano e quello di Venezia. La strada di accesso era una sola, dalla parte rivolta verso la valle, mentre da tuttti gli altri lati il castello era irraggiungibile. Dall'alto della sua dimora il signore dominava tutto il territorio circostante, in modo che nessuno poteva avvicinnarsi inosservato.

PERSONAGGI E LUOGHI

capitolo XIX

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XIX capitolo

Il conte zio, il padre provinciale, fra cristoforo, don Rodrigo, Iil Griso, i bravi, l'innominato.

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capitolo XX

L'innominato, don Rodrigo, il Griso, Il Nibbio, La monaca di Monza, Egidio, Lucia, i bravi, la vecchia serva

Il castello dell'innominato, il palazzo del conte zio, il convento di Pescarenico

XX capitolo

Il castello dell'innominato, il convento di Monza, la strada che da Monza porta al castello dell'innominato.

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I Demoni

FEDOR DOSTOEVSKIJ

RIASSUNTO pt1

Lorem Petrovna torna dalla Svizzera dove era stata a far visita al figlio, rimprovera stepan per la sua irresponsabilità finanziaria ma la sua preoccupazione principale è un intrigo a cui ha dovuto far fronte in Svizzera riguardante una relazione tra suo figlio e Liza Tushina, la bellissima figlia della sua amica Praskovya. Praskovya e Liza arrivano in città ma senza Nikolai perché è partito a San pietroburgo. Secondo praskovya, anche Dasha, la giovane protetta di petrovna è stata coinvolta in una relazione con Nikolai ma i contorni della storia sono sfocati ed ambigui quindi non è confermato. Petrovna ad un tratto concepisce l'idea di combinare un matrimonio tra Stepan e Dasha. Anche se sbigottito, Stepan accetta la sua proposta per risolvere un piuttosto delicato problema finanziario. Influenzato dalle voci, egli inizia a sospettare di esser stato coinvolto in questo matrimonio solo per coprire i peccati di Nikolaj, così scrive una nobile lettera a quest'ultimo e a Dasha. Le cose si complicano con l'arrivo di una misteriosa, Marya Lebyadkina che è una ragazza disturbata, e si dice che sia legata allo stesso Nikolaj ma nessuno sapeva come collegarli. Qualche indizio viene fuori quando Petrovna chiede a Marya se lei fosse Lebyadkina, e la ragazza risponde di no.

Varvara prende con sé Marya e Liza che ha insistito per venire con lei e la porta a Skvoreshniki. Sono già presenti Dasha, suo fratello maggiore Ivan e Stepan. Praskovya arriva domandandosi perché sua figlia sia stata coinvolta nello scandalo di Petrovna. Petrovna chiede a Dasha riguardo a un'importante somma di denaro che Nikolai avrebbe apparentemente spedito al fratello di Marya tramite lei, ma a dispetto della sua risposta, i fatti non diventano chiari. A questo punto il maggiordomo annuncia che Nikolai è arrivato. Con sorpresa di tutti però è un completo sconosciuto ad entrare e ad iniziare la conversazione. Egli si rivela essere Petr Stepanovich Verkhovensky, il figlio di Stepan. Mentre egli parla, entra Nikolaj e viene fermato da petrovna che indica marya e gli chiede se è legalmente sua moglie. Egli non risponde, le bacia la mano e senza fretta si avvicina a Marya. Egli spiega che Marya è una sua devota amica, non fidanzata o moglie, che lei non dovrebbe essere lì e che l'accompagnerà a casa. Lei accetta e vanno via. Nel frattempo, Petr dice la sua a Petrnova.

La storia si concentra su due persone protagoniste: Stepan Trofimovich Verkhovensky che ive con la facoltosa proprietaria terriera Varvara Petrovna Stavrogina nella sua tenuta di Skvoreshniki, in una cittadina di provincia russa. Stepan per quasi vent’anni ha una relazione intima ma platonica con Petrovna, in più lui ha già un figlio da un suo precedente matrimonio, ma egli è cresciuto da solo, lontano dagli occhi del padre.

RIASSUNTO pt2

I principali partecipanti si isolano, con l'eccezione di Pètr che dopo otto giorni, egli visita Nikolaj. Non c'era, come alcuni sospettano, un'intesa esplicita tra di loro. Piuttosto Pètr sta cercando di coinvolgere Nikolajin alcuni piani politici radicali di suo conto, e sta avidamente cercando di fare dei favori a Nikolaj nella speranza di essere ricambiato. Nikolaj, mentre sembra accettare che Pètr agisca per suo conto, in gran parte non risponde a queste aperture e continua a perseguire il suo proprio ordine del giorno. Quella notte Nikolaj lascia Skvorèsniki in segreto e si fa strada a piedi a casa di Ivan, ma il suo obbiettivo era quello di parlare col suo amico kirillov, che vive in quella casa. Nikolaj ha ricevuto una lettera straordinariamente offensiva dal figlio di un proprietario terriero e lo sfidò a duello. Chiede a Kirillov di essere il suo secondo e di prendere accordi. Discutono questioni filosofiche e Kirillov comunica a Nikolaj la sua intenzione di suicidarsi in un prossimo futuro. Nikolaj si reca quindi da Ivan. Ivan aveva intuito il segreto dietro la relazione tra Nikolaj e Marya (in realtà sono sposati) e lo aveva colpito per la rabbia per via della sua bassezza. Nikolaj si difende con calma e razionalità, ma non del tutto convincente. Egli mette in guardia anche Ivan che è un ex membro, ma ora nemico della società rivoluzionaria di Petr, che Petr potrebbe star pianificando di ucciderlo. Nikolaj continua a piedi per una parte lontana della città, diretto verso la nuova residenza dei Lebjàdkin. Lungo la strada incontra Fèd'ka, un evaso, che lo aspettava al ponte.

Pètr convinto di fare un favore a Nikolaj, ha informato Fèd'ka che Nikolaj può avere bisogno dei suoi "servizi" in relazione ai Lebjàdkin (ovvero ucciderli), ma Nikolaj lo respinge con forza. Dice a Fèd'ka che non gli darà un soldo e che se lo incontra di nuovo lo legherà e lo porterà alla polizia. Si reca poi da Marya, ma qualcosa in lui la spaventa e diventa diffidente. La sua proposta di venire a vivere con lui in Svizzera è accolta con disprezzo. Lei lo accusa di essere un impostore che è venuto per ucciderla con il coltello. Nijkolaj si arrabbia, la spinge con violenza e la lascia in preda ai suoi deliri. Sulla strada del ritorno si imbatte nuovamente in Fèd'ka, che ribadisce l'offerta dei suoi servizi. Nikolaj lo afferra, lo sbatte contro un muro e comincia a legarlo. Tuttavia, si ferma quasi subito e continua per la sua strada, con Fèd'ka al seguito. Alla fine, Nikolaj scoppia in una risata: si svuota il contenuto del suo portafoglio in faccia a Fèd'ka, e se ne va. Il duello tra Nikolaj e il proprietario terriero si svolge il pomeriggio seguente, ma nessuno viene ucciso. Pètr Stepànovic è nel frattempo molto attivo nella società, ed è particolarmente focalizzato su Julia Michàjlovna Von Lembke, moglie del governatore. Lui e il suo gruppo di co-cospiratori sfruttano la loro vicinanza alla governatrice per generare un clima di leggerezza e cinismo nella società. Si abbandonano a varie imprese di cattivo gusto, clandestinamente distribuiscono propaganda rivoluzionaria, e agitano i lavoratori nella fabbrica locale dello Spigulin.

Lorem Secondo lui, Nikolai diventò una conoscenza dei Lebyadkin. Marya si era innamorata senza speranza di lui, al che egli rispondeva trattandola come una regina. Lei cominciò a pensare a lui come suo fidanzato e quando lui prese ad aiutarla con una sostanziosa indennità, suo fratello iniziò ad appropriarsene come se ne avesse una sorta di diritto. Sotto interrogatorio di Petr, il fratello di marya conferma la verità di tutta la storia. Egli se ne va non appena Nikolai ritorna, dopo aver accompagnato Marya. Nikolai si rivolge a Dasha, congratulandosi per il suo imminente matrimonio con Stepan, di cui è stato espressamente informato. Petr nel frattempo rivela che le voci dicono che il suo matrimonio con Dasha viene eseguito solo per coprire i peccati di un altro uomo. Pertrnova, inferocita, dice a Stepan di lasciare la tenuta e di non fare mai più ritorno. Successivamente , nessuno si accorge che Ivan il fratello di Dasha, che non ha detto una parola per tutto il tempo, attraversa la stanza per poi porsi davanti a Nikolai. Lo guarda negli occhi a lungo senza dire nulla e poi lo colpisce con uno schiaffo; Nikolaj sembra sul punto di reagire, ma poi si limita a fissare impassibilmente Ivan. Ivan abbassa gli occhi e se ne esce apparentemente colpito. Liza urla e sviene sul pavimento.Le notizie degli eventi di Skvorèsniki si diffondono nella società in modo sorprendentemente rapido.

RIASSUNTO pt3

Appena tutti gli altri si affrettano ad affermare che non l'avrebbero naturalmente informata, Ivan si alza ed esce, seguito da Nikolaj e Kirillov. Segue un tumulto. Pètr abbandona la riunione e si precipita dietro a Nikolaj. Lo incontra a casa di Kirillov, dove si nasconde anche Fèd'ka; Petr chiede così a Nikolaj se fornirà i fondi per trattare con i Lebjàdkin. Ha infatti acquisito la prova, sotto forma di una lettera inviata a Von Lembke, che il capitano sta meditando di tradire tutti. Nikolaj rifiuta e se ne va. Ivan cerca di fermarlo, ma Nikolaj lo getta a terra e continua per la sua strada. Petr gli si getta alle calcagna ancora una volta e, con grande stupore di Nikolaj, improvvisamente si trasforma in un pazzo delirante. Petr Si lancia in un monologo incoerente, sta disperatamente implorando Nikolaj ad unirsi alla sua causa. Il piano di Petr, si scopre, non ha nulla a che fare con il socialismo, ma è puramente quello di distruggere il vecchio ordine e prendere il potere: Nikolaj, nei piani di Pètr dovrebbe essere il leader del nuovo ordine. Nikolaj rimane freddo, ma in realtà non dice di no, e Pètr persiste con i suoi schemi. Il giorno dopo Nikolaj si reca al monastero per incontrarsi con Tìchon, importante figura spirituale della zona. Nikolaj e Tìchon hanno un intenso dialogo, durante il quale il giovane decide di mostrare al religioso una sua confessione scritta, grazie alla quale veniamo a sapere che Nikolaj,

Loremdurante i suoi anni di vita dissoluta a Pietroburgo, si era spinto fino al punto di abusare sessualmente della giovanissima figlia dei suoi padroni di casa, la quale poi si era suicidata senza che Nikolaj, che pure aveva intuito che sarebbe andata a finire così, avesse fatto niente per salvarla. Confessa però anche di essere tormentato dall'immagine della bambina da lui violentata, che gli appare continuamente come un fantasma. Nel frattempo, il malessere sociale si intensifica con l'avvicinarsi del giorno del gala letterario. L'assistente del Governatore, sotto la falsa impressione che Stepàn sia la fonte dei disordini, ordina una perquisizione di casa sua. Profondamente scosso, Stepàn va dal governatore per lamentarsi. Arriva contemporaneamente ad un grande gruppo di operai della fabbrica Spigulin che sono in protesta per le condizioni di pagamento e il governatore Von Lembke risponde a entrambi i problemi in maniera autoritaria. Julia e il suo seguito, tra i quali ci sono Petrovna e Liza, ritornano da una visita a Skvorèsniki e il Governatore è ulteriormente umiliato dalla moglie che lo umilia pubblicamente. Non appena Julia si impegna con Stepan e il 'grande scrittore' Karmazìnov, che dovranno leggere il giorno dopo al Gala, Pètr entra. Vedendolo, Andrey Antonovich (proprietario terriero) continua a mostrare segni di squilibrio aggredendolo verbalmente. Ma l'attenzione viene immediatamente deviata ad un nuovo dramma: Nikolaj è entrato nella stanza, ed è stato avvicinato da Liza. A gran voce lei si lamenta delle molestie da parte di un certo capitano Lebjàdkin, che dice di essere in relazione con Nikolaj in quanto fratello di sua moglie.

Il Governatore, Andrey Antonovich, è profondamente turbato dal successo di Pètr con la moglie (sospetta addirittura che questa lo tradisca con lui) e al tempo stesso freme di rabbia per il modo irrispettoso con cui Pètr lo tratta, ma è dolorosamente incapace di fare qualcosa al riguardo e comincia a dare gravi segni di disturbi mentali. Petr adotta un approccio simile con suo padre, portando Stepan in uno stato di frenesia, ridicolizzandolo senza sosta e minando il suo rapporto con Petrovna. Pètr visita Kirillov per ricordargli un "accordo" vigente tra loro: Kirillov, prima di suicidarsi, dovrà scrivere una lettera in cui si accuserà dei misfatti in realtà compiuti dalla società rivoluzionaria. Egli invita Kirillov, e successivamente Ivan, a una riunione della sezione locale della società, che si terrà più tardi quel giorno. Egli poi chiama Nikolaj che tuttavia, sembra essere di buon umore e si accompagna volentieri a Pètr alla riunione. Sono presenti una grande varietà di idealisti, la conversazione è insana e senza direzione fino a che Pètr prende il controllo e cerca di stabilire chi sia effettivamente pronto a prendersi un impegno per la causa della rivoluzione violenta. Esposto il piano, dato che comunque si trattava di un omicidio, la riunione si conclude con una domanda, informeresti la polizia?

RIASSUNTO PT4

In seguito Petr cerca di convincere Julia che non era andata poi così male come si pensa e che è essenziale per lei esser presente al ballo. Riferisce anche che in città si è diffusa la notizia di un altro scandalo: Lizavèta ha lasciato la sua casa e il fidanzato, ed è scappata a Skvorèsniki con Nikolaj. Nonostante tutto il disagio il ballo si tenne ugualmente e Julia e Andrey erano presenti, molti avevano deciso di non partecipare al ballo e i presenti stavano solo abbuffandosi. Avevano anche chiamato un gruppo di coreografi ma la coreografia era stupida e volgare quindi sale in sala un’atmosfera di degenerazione e Andrey Antonovich non si trattiene e torna a comportarsi in modo folle e autoritario, mentre una spaventata Julia Michàjlovna è costretta a scusarsi per lui. Qualcuno grida "al fuoco!" e affacciandosi alle finestre tutti vedono che un grande incendio sta infuriando nella parte di città al di là del fiume. C'è una fuga precipitosa dal ballo, ma Andrey, urla che tutti devono essere ricercati, compresa la moglie, Julia, che sviene. Andrey insiste poi per recarsi sul luogo dell'incendio, dove viene colpito da una trave caduta e perde conoscenza. Al suo risveglio appare ormai chiaro che non recupererà più la sua sanità mentale, e la sua carriera come governatore volge al termine. L'incendio infuria per tutta la notte, ma al mattino si è ridotto e la pioggia sta cadendo. La notizia di un omicidio strano e terribile inizia a diffondersi: un certo capitano, la sorella e la loro domestica di servizio sono stati trovati accoltellati a morte nella loro casa parzialmente bruciata al confine della città.

Nikolaj e Liza hanno passato la notte insieme. Liza è pronto a lasciarlo, pentita per la loro scappatella. Pètr arriva per comunicare la notizia della morte dei Lebjàdkin. Dice che l'assassino era Fèd'ka il condannato, nega ogni suo coinvolgimento e assicura a Nikolaj che legalmente è anche lui è in salvo. Quando Liza chiede la verità a Nikolaj, lui risponde che lui era contro l'omicidio, ma sapeva che stava per accadere e non ha fermato gli assassini. Liza si precipita fuori in uno stato di frenesia, determinata a raggiungere il luogo degli omicidi per vedere i corpi. Nikolaj dice a Pètr di fermarla, ma Pètr esige una risposta alla sua proposta, convinto di meritarsi la riconoscenza di Nikolaj ora che lo ha liberato dai Lebjàdkin. Nikolaj risponde che potrebbe anche dire sì, se solo non fosse un buffone, e gli dice di tornare domani. Placato, Pètr insegue Liza, ma il tentativo di fermarla è abbandonato quando Mavrìkij Nikolàevic, che l'ha aspettata fuori tutta la notte, si precipita in suo aiuto e lui e Liza risalgono assieme in città. A questo punto si sa che è la moglie di Nikolaj che è stata uccisa, e Liza, che tutti sanno essere scappata con Nikolaj la sera prima, viene giudicata come la "mandante" degli omicidi. Lei e Mavrìkij Nikolàevic vengono attaccati da individui ubriachi e inferociti sparsi nella folla. Liza è colpita più volte alla testa e viene uccisa. La maggior parte della rabbia della società per gli eventi della notte è diretta verso Julia. Pètr non è sospettato e si diffonde la notizia che Nikolaj è fuggito sul treno per Pietroburgo. L'associazione rivoluzionaria, tuttavia, è in allarme.

Nikolaj allora ammette tranquillamente che Marja Lebyadkina è effettivamente sua moglie, e che egli farà in modo che il capitano non provochi ulteriori problemi. Petrovna è inorridita, ma Nikolaj sorride semplicemente e se ne va. Liza lo segue. Arriva il giorno del gala letterario. La maggior parte della città ha sottoscritto e tutte le persone influenti sono presenti al momento della lettura, con l'eccezione degli Stavrogin. Julia che è in qualche modo riuscita a placare il marito Andrey Antonovich. Ma le cose vanno male fin dall'inizio. Gli associati di Pètr, Ljàmsin e Lipùtin, approfittano del loro ruolo di amministratori per modificare lo svolgimento in modo provocatorio, e permettono ad un sacco di tipi di basso livello di entrare senza pagare. La lettura inizia con la non programmata salita sul palco di un irrimediabilmente ubriaco capitano Lebjàdkin, di cui Lipùtin comincia a leggere la poesia, un pezzo ottuso ed offensivo verso Julia. Egli è rapidamente seguito dal genio letterario Karmazìnov che sta leggendo un addio al suo pubblico dal titolo "Merci". trasportando il pubblico in uno stato di completo stupore. La tortura viene a termine solo quando un ascoltatore esausto grida inavvertitamente "Signore, che spazzatura!". In questa atmosfera ostile Stepan sale sul palco. Si tuffa a capofitto in una appassionata esposizione dei propri ideali estetici, a cui unisce la condanna per quei giovani che si sono appropriati di quegli ideali e che li stanno però disonorando con il loro comportamento inqualificabile. L'intervento di Stepan provoca la derisione e le proteste da parte del pubblico ed egli finisce per imprecare e andarsene arrabbiato.

RIASSUNTO PT5

Lorem Nel frattempo, Stepàn, ha lasciato la città a piedi, determinato a prendere la strada verso un futuro incerto. Vagando con nessuno scopo, gli viene offerto un passaggio da alcuni contadini. Lo portano al loro villaggio dove incontra Sòfja Matvèevna, una venditrice di vangeli, alla quale si affeziona immediatamente. Si avviano insieme, ma Stepàn si ammala e sono costretti a prendere una camera in uno dei villaggi successivi. Stepan racconta a Sòfja Matvèevna una versione un po' abbellita della sua vita e la supplica di non lasciarlo. Nel frattempo, Petrovna aveva saputo della fuga di Stepan con un sentimento misto di rabbia e preoccupazione, lo insegue. Lo raggiunge al villaggio e comincia tirannicamente a rimproverarlo, non prima di aver ordinato a Sòfja Matvèèvna di andarsene; poi però si rende conto che lui è molto malato e che Sòfja Matvèevna si è presa cura di lui, e il suo atteggiamento si ammorbidisce. Avviene una difficile riconciliazione tra i due amici, durante la quale vengono richiamati alcuni eventi dolorosi del passato: sia Stepan che Petrovna confessano di essersi amati. Diventa evidente che Stepàn sta morendo. Nelle sue ultime ore coscienti riconosce gli errori della sua vita, perdona tutti, compreso il figlio. Vedendo che Ivan non torna, Marie, ancora esausta dopo il parto, si spaventa e va a cercarlo a casa di Kirillov. L'incontro con la terribile scena del suicidio la atterrisce; afferra il suo bambino appena nato e si precipita fuori al freddo, disperatamente in cerca di aiuto. Il freddo ucciderà entrambi.

Alla fine, le autorità sono chiamate sulla scena. Hanno letto la nota di Kirillov e poco tempo dopo il corpo di Ivan viene scoperto a Skvorèsniki. La scena del crimine di Skvorèsniki rivela che Kirillov non può aver fatto tutto da solo, anche se lui dice così nella sua lettera, ma probabilmente ciò non sarebbe bastato a rivelare l'esistenza di un gruppo organizzato di cospiratori rivoluzionari se non fosse stato per Ljàmsin. Questi, infatti, non in grado di sopportare i suoi sensi di colpa, fa una confessione dettagliata alle autorità, sperando di ottenere in cambio qualche sconto di pena. Racconta la storia del complotto in grande dettaglio e il resto dei membri dell'associazione vengono arrestati, con l'eccezione di Pètr che ha lasciato la città per Pietroburgo dopo il suicidio di Kirillov e che riuscirà a sfuggire alla cattura. Petrovna, tornata a casa dopo la morte di Stepàn, è molto scossa da tutte le terribili notizie. Dasha riceve una lettera inquietante da Nikolàj, il quale le chiede di raggiungerla in Svizzera, dove Nikolaj ha intenzione di trascorrere il resto dei suoi giorni per tentare di cancellare i suoi molti fantasmi. Dasha mostra la lettera a Petrovna e entrambe si decidono a partire per raggiungere Nikolaj, quando giunge l'improvvisa notizia che in realtà Nikolaj si trova a Skvorèsniki, chiuso nelle sue stanze. Le due donne si recano lì, giusto in tempo per scoprire che Nikolàj si è impiccato.

I membri sono sul punto di ammutinarsi, finché Pètr mostra loro una lettera di Lebjàdkin a Von Lembke in cui il capitano prometteva di denunciare i rivoluzionari, dimostrando che era inevitabile metterlo a tacere. Egli indica il loro coinvolgimento innegabile e dice loro che anche Ivan è determinato a denunciarli. Essi concordano sul fatto che Ivan dovrà essere ucciso e viene organizzato un piano per attirarlo nel luogo isolato dove ha sepolto la macchina usata per stampare i proclami della società. Petr spiega poi che Kirillov ha già accettato di prendersi la responsabilità di tutti i loro crimini prima di suicidarsi e che quindi nessuno di loro rischierà niente. Ivan, nel frattempo, è alle prese con l'inatteso ritorno della sua ex moglie Marie, che ha bussato alla sua porta, da sola, malata e povera. Lui è felice di vederla e quando si scopre che lei sta per partorire il figlio frutto della sua relazione con Nikolaj si mette freneticamente ad aiutarla. Il bambino nasce e Ivan, riconciliato con Marie, è pronto a diventarne il padre, infischiandosene del tradimento della moglie con Nikolaj. Shatov sembrerebbe anche aver definitivamente messo da parte il suo proposito di denunciare l'associazione di Pètr, ora che ha ritrovato la felicità con Marie e il bambino. Quella notte l'emissario del gruppo rivoluzionario, un fedelissimo Erkel arriva per scortare Ivan al luogo isolato del parco di Skvorèsniki dove è sepolta la macchina da stampa. Pensando che dopo aver consegnato il macchinario sarà finalmente libero di allontanarsi dalla società, ivan accetta di andarvi senza alcun sospetto. Mentre mostra a Erkel il posto, gli altri membri del gruppo saltano fuori e lo afferrano; Petr lo uccide con un colpo a bruciapelo in fronte. Petr quindi si reca da kirillov e entrambi iniziano un’animata discussione con entrambi delle pistole in mano, ma alla fine kirillov e, come diceva il patto, si sforza a scrivere la lettera suicida per prendersi tutte le colpe di Petr. Killirov corre poi nella stanza accanto per suicidarsi. Non sentendo nessun colpo di pistola, Pètr, che comincia a temere che in realtà Kirillov voglia sparare a lui, lo segue con cautela nella stanza buia, dove viene effettivamente aggredito dall'ormai impazzito Kirillov. Pètr scappa in preda al panico e nel mentre un colpo di pistola risuona nella notte. Petr torna in casa per accertarsi che Kirillov si sia effettivamente sparato alla testa e se ne va soddisfatto.

Grazie per l'attenzione