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Le Biotecnologie

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Le biotecnologie sono tutte le applicazioni tecnologiche che usano organismi viventi, o parti di essi allo scopo di aumentare la produzione, creare prodotti utili all'uomo, migliorare le piante e gli animali oppure sviluppare microrganismi utili per vari usi. Le biotecnologie si dividono in due tipi:

COSA SONO?

BIOTECNOLOGIE TRADIZIONALI

Le biotecnologie tradizionali si basavano sull'osservazione di fenomeni naturali che l'uomo ha imparato a sfruttare. La produzione del formaggio e dello yogurt, la lievitazione del pane, la fermentazione delle bevande alcoliche, la concia delle pelli, sono biotecnologie che ancora oggi adoperiamo. Anche l'agricoltura e l'allevamento si basavano su tecniche di questo tipo, selezionando e incrociando individui che presentavano caratteristiche utili: grano e mais con spighe sempre più grandi, mucche che producono più latte o che manifestavano particolarità estetiche, come la selezione delle varie razze canine. Questo tipo di processo tuttavia è lento e con risultati non sempre prevedibili.

BIOTECNOLOGIE ANTICHE

BIOTECNOLOGIE INNOVATIVE

Le biotecnologie innovative, invece, utilizzano degli strumenti in grado di agire direttamente sul DNA, modificando geni e trasferendoli in specie diverse, per ottenere organismi con particolari senza attendere che compaiano spontaneamente. Ad esempio, si può creare una mucca con una grande massa muscolare intervenendo direttamente sui geni e non mediante una lenta e continua selezione artificiale, oppure si può creare una pianta che produca una proteina umana. Le applicazioni delle moderne biotecnologie sono vastissime e riguardano la farmacologia, la medicina, la diagnostica, l'agricoltura, la zootecnia, la bioindustria e l'ambiente.

BIOTECNOLOGIE MODERNE

A differenza di quanto si pensi, le biotecnologie hanno una storia antichissima. Già al tempo dei sumeri e babilonesi, si consumava la birra, prodotto biotech per eccellenza, e gli Egizi mangiavano pane lievitato. Ma solo dopo il 1856 con Louis Pasteur si cominciò a comprendere le capacità di alcuni microrganismi di causare processi di fermentazione. Nel XIX secolo l’etanolo, l’acido acetico o l’acetone venivano prodotti mediante processi di fermentazione microbica: un utilizzo ancora grossolano, ma efficace. Sono solo alcuni esempi che dimostrano quanto le biotecnologie, nonostante il loro nome ci faccia pensare a studi recenti e moderni, rappresentano in realtà uno strumento antichissimo, che con il tempo si è evoluto incontrando tantissimi diversi settori e applicazioni.

INCONTRO TRA PASSATO E FUTURO

L'ingegneria genetica corrisponde alla manipolazione del genoma di un organismo per mezzo degli strumenti biotecnologici: può consistere nell'inserzione di un gene estraneo o nell'inattivazione di un gene già presente. L'obiettivo dell'ingegneria genetica è agire a livello del DNA di un organismo perché specifiche proteine siano prodotte in quantità maggiori o minori o ne sia bloccata la produzione o ne siano prodotte di nuove.

ingegneria genetica

Gli OGM sono organismi viventi il cui patrimonio genetico è stato modificato stabilmente mediante l’inserzione di geni provenienti da altri organismi, allo scopo di sviluppare in essi nuove funzioni o far produrre sostanze diverse. Tali modificazioni avvengono in modo diverso da quanto si verifica in matura mediante incrocio e/o ricombinazione genetica naturale. Il patrimonio genetico di un organismo viene modificato identificando il gene che codifica la caratteristica che interessa.

OGM

Tra le prime definizioni ufficiali di “biotecnologia”, quella dell’European Federation of Biotecnnology (EFB) nel 1982, la quale fa riferimento all’uso integrato di microbiologia, biochimica, genetica e ingegneria chimica, “allo scopo di ottenere applicazioni di microrganismi e di altri sistemi cellulari per la produzione di composti di vario interesse o per terapie cliniche”.

CURIOSITà

Lavoro di: Francesco Tola

FINE!