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Transcript

Il segreto: Dante è un uomo innamorato di tutto. E’ innamorato di Beatrice, la donna che gli ha cambiato vita, l’ha vista solo due volte che gli sono bastate per provare un amore indescrivibile verso di lei. E’ innamorato della sua città, ovvero Firenze e quindi vuole renderla più bella e migliorarla. E’ innamorato dei suoi amici, perciò vuole trascorrere del tempo con loro, condividendo con loro gioie, dolori e scoperte. E’ innamorato del mondo, perciò è appassionato allo studio, ai libri che gli permettono di arrivare fino in fondo ai suoi sentimenti che prova verso Beatrice. E’ innamorato di Dio e capisce che lui è la sorgente di tutto ciò che ama.

Firenze: Dante è follemente innamorato della sua città. La sua città (Firenze) nel Duecento è una delle città più ricche e popolari dell’Europa, forse è proprio la più ricca. Nei libri dove i mercanti tengono i loro conti c’è una pagina intestata a "Messer Domineddio" , nella quale vengono registrate le donazioni fatte a chiese, conventi, orfanotrofi, ospedali, così grazie alla carità cristiana, la ricchezza dei benestanti arriva a sollevare almeno un pò le miserie bisognosi e quindi I fiorentini sono religiosi, ricchi ma anche molto litigiosi.

Figlio del popolo: La famiglia di Dante non era né ricca ma neanche povera ed è una tra quelle che formano il laborioso e tenace ‘’popolo muto’’ della città. Dante nasce nel 1265 a Firenze e viene battezzato il 26 marco del 1266.

Un maestro da seguire: ​Dante era un ragazzino intelligente, curioso e impara facilmente le cose. Dante ha incontrato un maestro di nome Brunetto Latini, che è uno degli uomini più colti di Firenze. Dante considera quel maestro come un amico più grande, una guida saggia, che racconta cose, suggerisce letture, incoraggia e corregge i tentativi del giovane.​

Il primo amore - Uno sguardo un saluto: Dante ha nove anni e sta partecipando come tutti i fiorentini alla festa di Calendimaggio, per l’arrivo della primavera, quando viene folgorato dalla vista di una fanciulla di nome Beatrice. Dell’incontro Dante non ci dice nulla di più, se non che il suo cuore ‘’cominciò a tremare sì fortemente’’. Da allora Dante cerca tutte le occasioni per rivederla. Uno cenno di saluto, uno sguardo: è poco, a noi sembra poco, ma per Dante è tutto. Per Dante quello sguardo è tutto: a esso resterà fedele, pur fra mille debolezze, per tutta la vita.

Una poesia gentile - il circolo degli amici poeti: La donna è la fonte della salvezza grazie alla sua bellezza, alla nobiltà d’animo e alla sua ‘’ gentilezza’’. Anche Dante comincia a scrivere le lodi della sua donna. Dante non scrive solo poesie in lode di Beatrice, scrive anche di tanti altri argomenti. Dopo il suo secondo incontro con Beatrice, infatti, Dante fa un sogno. Scrive allora una poesia, chiedendo che qualcuno lo aiuti a interpretarlo. E così Guido Cavalcanti gli risponde e diventano amici. Quest'amicizia dura fino alla morte.

La divina promessa: il problema di Dante non era sposare Beatrice, averla per sè; era che la presenza, lo sguardo, la figura di lei erano per lui come un anticipo di paradiso. L’idea che tiene insieme tutto è quella del titolo: dell’incontro con Beatrice per Dante è nata una vita nuova, più lieta , più appassionata di quella di prima. Dante si sente afferrato da un amore che lo ‘’facea perdonare chiunque m’avesse offeso’’. Così conclude con una promessa, fatta più a se stesso che agli altri: non dirà più niente di lei, fino a che non ne potrà parlare in modo più degno, più adeguato.

Un uomo valoroso - la condanna a morte : Dante è’ intelligente, abile, appassionato a differenza di molti è anche interessato più al bene della città che al proprio. Infatti si dimostra un vero e proprio soldato, quando nel 13 giugno 1300, viene eletto fra i priori che governano i città.

L'esilio: Dante non ha un soldo e per vivere può contare su un’unica risorsa: la cultura. Dante va in esilio perché è un guelfo bianco e a Firenze hanno preso il potere e i guelfi neri.

La solitudine: STUDIA E SCRIVE. Spera che, se le sue opere lo renderanno famoso, magari i fiorentini si pentiranno di aver cacciato un uomo illustre e lo richiameranno in patria. Ha cominciato a mettere mano anche alla Commedia. E verosimilmente si è reso conto che quella è la ‘’sua’’ opera, lì può dire tutto quello che gli sta a cuore con un linguaggio che è davvero il suo.

Un breve sogno: Dante ha un sogno, ovvero quello di tornare a Firenze, grazie al progetto dell’imperatore Arrigo VII: unire tutta l’Italia. Questo sogno però fallisce a causa di due ostacoli principali: innanzitutto le città italiane non accettano di essere tutte unite e Arrigo poi muore di una malattia e quindi il bel sogno, dura poco. Due anni dopo (1315), Firenze offre a tutti gli esuli, (tra cui anche Dante) di tornare a Firenze ma mettendo piede in prigione, per ammettere di aver sottomesso un errore. Ma Dante ama così tanto che non è convinto di aver sottomesso un errore. Egli non è tipo sottomettersi. Vuole tornare a testa alta, non riconoscere una colpa che non ha mai commesso. Se riuscirete a trovare un altro modo che rispetti il mio onore l’accetterò ben volentieri; altrimenti ‘’in Firenze non entrerò giammai’’.

La fine e l'inizio: Dante sa bene che sta scrivendo un’opera che potrà essere apprezzata davvero solo dopo la sua morte. Dante non è vecchio - nel 1315 ha compiuto cinquant’anni _, ma la vita dura che ha vissuto si fa sentire. Nel 1319 si stabilisce a Ravenna, il cui signore, Guido da Polenta, è un suo grande ammiratore. Nell’estate, il signore, manda Dante come ambasciatore a Venezia.

Una presenza amata: Beatrice, a casa Alighieri, era una presenza amata e addirittura veniva supportata anche dalla moglie. Infatti Gemma e i figli avevano capito, che se Dante era un buon padre e marito, era grazie all’influsso che Beatrice aveva avuto su di lui. Lei lo aveva ‘trattato a libertate’’: gli ha insegnato ad amare Tutti. Questo lo capiamo anche dal fatto che la figlia di Dante e Gemma, Antonia, dopo essere diventata suora cambia il suo nome in ‘’Beatrice’’, ciò ci fa capire quanto Beatrice sia davvero amata da tutta la famiglia di Dante.