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Perchè sono verdi? E come fanno a comunicare tra loro?

LE FOGLIE

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Nel caso della foglia, ciò che arriva ai nostri occhi sono le sole lunghezze d'onda che la foglia non assorbe, quelle del verde!

I colori che vediamo quando guardiamo un oggetto sono dati dall'interazione della luce con l'oggetto stesso, che è in grado di assorbirne una parte – che quindi non riusciamo a vedere -, riflettendone le lunghezze d'onda rimanenti. Quindi ciò che vediamo è dato da un processo di riflessione e trasmissione.

La luce del Sole è composta da onde elettromagnetiche che spaziano dagli infrarossi agli ultravioletti. All'interno di questo intervallo troviamo lo spettro visibile – chiamato anche "luce bianca" – che corrisponde ai colori che siamo in grado di vedere. Ogni colore possiede una lunghezza d'onda definita, che si ottiene scomponendo la luce bianca attraverso un prisma. Quelli che chiamiamo i colori dell'arcobaleno sono essenzialmente la gamma cromatica che forma la luce bianca.

è tutta una questione di luce !

Perchè le foglie sono verdi?

I pigmenti fotosintetici hanno il compito di assorbire l'energia della luce che verrà utilizzata nel processo fotosintetico: l'anidride carbonica e l'acqua vengono convertite in glucosio, il principale zucchero utilizzato dalle piante. Ma non esiste solo la clorofilla come pigmento: i carotenoidi sono in grado di donare colorazioni giallo-arancio molto intense (come quelle del girasole) mentre le antocianine donano un colore rosso-violaceo che può tendere al blu (pensate al colore dei frutti di bosco).

Il colore delle foglie e delle strutture vegetali è dato dalla presenza di sostanze chimiche chiamate pigmenti. Le piante, molto più che gli animali, sono in grado di produrne un'ampia varietà: sono sostanze che svolgono più funzioni, tra cui l'assorbimento della radiazione solare, il mimetismo. Non dimentichiamo che il colore di fiori e frutti è fondamentale per attrarre gli animali coinvolti nel processo di impollinazione, favorendo la riproduzione delle piante. Tra gli animali impollinatori abbiamo api, mosche, farfalle, coleotteri ma anche uccelli, lucertole, pipistrelli e altri mammiferi. Le tre principali categorie di pigmenti presenti nelle piante sono le clorofille, i carotenoidi e le antocianine. La quantità e la produzione di questi pigmenti dipende dal tipo di pianta e da condizioni esterne come il pH del suolo, la luce e la temperatura: ne deriva la straordinaria gamma di colori presente in natura! Normalmente in una foglia possono esserci più pigmenti contemporaneamente ma in alcuni periodi dell'anno alcuni di essi prevalgono sugli altri, mostrando colori tipici da stagione a stagione. In estate e in primavera, ad esempio, prevale la clorofilla, il pigmento principale coinvolto nella fotosintesi clorofilliana. Esso si trova in strutture chiamate cloroplasti, presenti sia all'interno di foglie che di strutture in grado di effettuare fotosintesi – come giovani ramoscelli e fusti verdi.

I pigmenti fosfosintetici

Le foglie sono verdi per la presenza di clorofilla. In primavera e in estate le strutture fogliari e i giovani fusti sono verdi perché è proprio in queste stagioni che si producono grandi quantità di questo pigmento. La ragione è semplice: più c'è luce e più la pianta fa fotosintesi, quindi serviranno grandi quantità di clorofilla. Le tonalità poi variano da verde chiaro a verde scuro, dal verde più caldo a quello più bluastro, dandoci la varietà di colori delle chiome che troviamo in natura. La clorofilla conferisce alle piante il loro tipico colore proprio perché non assorbe le lunghezze d'onda associate al verde (tra 500 e 650 nm circa), riflettendole. Quello che assorbe sono le lunghezze d'onda corrispondenti al blu e al rosso. Se ci pensate, però, non tutte le foglie sono necessariamente verdi, e ciò è dovuto a due fatti principali. Se è autunno, allora è molto probabile che la pianta abbia deciso di "eliminare" le foglie – cosa che accade in modo regolare -, oppure se le foglie hanno colori diversi durante tutto l'anno, allora vuol dire che oltre alla clorofilla saranno presenti anche altri pigmenti

Clorofilla e colore verde

Le piante hanno diverse possibilità per comunicare tra loro, soprattutto per lanciare segnali di pericolo. I mezzi utilizzati sono sostanzialmente di due tipi: impulsi elettromagnetici e messaggeri ormonali. Le radici, per esempio, sono attraversate da una debole corrente di ioni idrogeno, che crea un campo elettrico. Ogni variazione all’interno di questo campo viene immediatamente avvertita dalle radici delle piante vicine, che in questo modo vengono messe in allarme. Ma i vegetali comunicano anche per via aerea: alcune specie, se subiscono un danno, rilasciano nell’aria l’acido jasmonico, una sostanza volatile che è in grado di far scattare le difese anche nei vicini, non appena la captano nell’aria.

Come e perché le piante comunicano tra di loro

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- Martina Iazzetta-Antonia Fumarolo-Lia Piscopo-Sabrina Marati

Grazie per l' attenzione !