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DARIA FASANO
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Transcript
LA FORMAZIONE DEL GOVERNO
LE CONSULATAZIONI
Prima fase
1
IL GIURAMENTO
Terza fase
3
LA FIDUCIA
Quarta fase
4
LA NOMINA
Seconda fase
2
LA NOMINA
Questa fase consiste nelle consultazioni che il Presidente svolge per individuare il potenziale Presidente del Consiglio in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia dalla maggioranza del Parlamento. Per questo motivo il P.D.R. Incontra al Quirinale gli ex presidenti della Repubblica, i presidenti delle due camere ed i leader dei partiti presenti in Parlamento.
L'art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri".
il Presidente conferisce l'incarico direttamente alla personalità che per indicazione dei gruppi di maggioranza, può costituire un governo ed ottenere la fiducia dal Parlamento. A tal punto la persona incaricata si recerà al Quirinale, sciogliendo la riserva e verrà nominato presidente del consiglio. Procederà poi alla scelta dei ministri che saranno nominati dal presidente della Repubblica. Il procedimento si conclude con l'emanazione di tre tipi di decreti del Presidente della Repubblica:
- quello di nomina del Presidente del Consiglio (controfimato dal Presidente del Consiglio nominato, per attestare l'accettazione).
- quello di nomina dei singoli ministri (controfimato dal Presidente del Consiglio).
- quello di accettazione delle dimissioni del Governo uscente (controfirmato anch'esso dal Presidente del Consiglio nominato).
Il giuramento rappresenta l'espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo particolare su tutti i cittadini e su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione). Inoltre entro dieci giorni dal decreto di nomina, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia.
Come accennato, entro dieci giorni dal decreto di nomina, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia. Questo voto deve essere motivato dai gruppi parlamentari ed avvenire per appello nominale avendo una finalità di impegnare direttamente i parlamentari nella responsabilità di tale concessione di fronte all'elettorato. La fiducia del Parlamento è necessaria al Governo per poter operare a pieno i sui poteri. Però se i membri del Parlamento non approvano l'operato del governo possono presentare una mozione di sfiducia ovvero un documento che esprime la mancanza di accordo delle camere sul comportamento politico del governo(Deve essere firmato da almeno un minimo di dieci componenti di una camera). In questo caso si avrà una crisi di governo parlamentare che comporterà l'obbligo di dimissione del governo in carica. Inoltre il capo dello Stato può cercare di risolvere la crisi attraverso la formazione di un nuovo governo se non risulta possibile sciogliere le camere prima della fine della legislatura, indicendo le elezioni politiche anticipate