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Transcript

Knockin' On Heaven's Door

A cura di:

Bortolozzi martina
Maresca Valeria
Morando Giulia
Sollazzo Alice
Surugiu Francesca
Surugiu Sabrina

LICEO STATALE "REGINA MARGERITA"

La corazza presenta al centro il volto di Medusa.

Ma perché si trova lì? E perché proprio Medusa?

Il mito narra che Medusa, la più bella delle sacerdotesse devote ad Atena, fu violentata presso l'altare sacro della dea da Poseidone, per ripicca nei confronti della nipote, nominata protettrice della città di Atene.

La dea, già gelosa della bellezza della fanciulla, la trasformò in un mostro coi capelli di serpente e con gli occhi in

grado di trasformare in pietra chiunque incrociasse il suo sguardo.


Il serpente è uno dei simboli più complessi poiché possiede una vasta gamma di significati;

Nel mondo classico è il detentore delle scienze occulte, guardiano di tesori e, in particolar modo nell'antica Grecia, legato ala divinazione.

Questo monogramma è composto a partire dalle prime due lettere del nome greco di Cristo: X (Chi) e (P) Rho. Usato già dalle prime comunità cristiane, il suo uso si diffonde e si ufficializza a partire dall’epoca costantiniana.


Questa figura rappresenta l'angelo Cassiel del tempo, il quale, in precedenza, doveva aver avuto una clessidra tra le mani (ora non più osservabile).

Qui riposa il Cavaliere Felice Chiesa ed alcuni suoi discendenti.

L'opera fu realizzata nel 1899 da Giuseppe Dini, morto a Torino (riposa nella tomba n. 499 della prima ampliazione a sterro).


Nel bassorilievo: treno (viaggio e fine viaggio ma anche desiderio di viaggio), il faro (sicurezza e solitudine), nave (ancora viaggio della morte e immortalità.

Giacinto Provana di Collegno

Nato a Torino il 4 giugno 1794, egli è stato un militare, patriota e politico italiano, geologo e scienziato.
Quando comincia a fare carriera nell'esercito di napoleone e tornando in patria, venne nominato Maggiore Generale e Luogotenente Generale, diventa amico di Giuseppe Garibaldi.
Nel 1848 viene nominato ministro della guerra nel governo casati (regno di Sardegna), da lì comincia la carriera politica.
Non abbandona la sua passione per la scienza infatti, nel 1842 diventa membro del consiglio nell'accademia delle scienze di Torino e nel 1848 socio onorario dell'accademia dei geroglifici di Firenze.
Nel 1836 sposò Bonn margherita dei marchesi Trotti Bentivoglio di Milano a cui dedica una tomba nel cimitero monumentale di Torino.
Si spense a Baveno, Verbano-Cusio Ossola, il 29 settembre 1859.

DESCRIZIONE TOMBA:
Raffigura un monumento funebre in ricorso di Giacinto Provana di Collegno, situato al cimitero monumentale di Torino. Si può notare una figure femminile, in piedi di profilo con un lungo mantello e capo coperto.

Essa si trova nel primo ampliamento, arcata 20

A sinistra si nota una spada mentre a destra dei libri, che rappresentano la carriera dello studioso, con una corona d'alloro legato all'immortalità.

Il simbolo si compone di due grandi lettere sovrapposte, la 'X' e la 'P'. Corrispondono, rispettivamente, alla lettera greca 'χ' ('chi', che si legge kh, aspirata) e 'ρ' ('rho', che si legge r).Queste due lettere sono le iniziali della parola 'Χριστός' (Khristòs), l'appellativo di Gesù, che in greco significa "unto" e traduce l'ebraico "messia". Ai lati di queste due lettere, se ne trovano molto spesso altre due: una 'α' ed un 'ω', alfa ed omega.


Il suo significato si trova nel fatto che alfa (Α) e omega (Ω) sono rispettivamente la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco classico. La prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco furono usate perché il Nuovo Testamento, di cui il libro dell'Apocalisse fa parte, era scritto originariamente in greco. Il termine viene dalla frase "Io sono l'alfa e l'omega", un appellativo di Gesù nell'Apocalisse di Giovanni (versetti 1:8, 21:6, e 22:13).

Questo sarebbe simile al riferirsi a qualcuno in italiano come l'"A e Z". Questo simbolo fu suggerito dall'Apocalisse, dove molti credono che Cristo, come pure il Padre, sia "il Primo e l'Ultimo" (ii, 8); "l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine".

Il monogramma è presente nell’arte cristiana e in iscrizioni cimiteriali soprattutto a partire dal IV secolo. Fondamentale per la diffusione del simbolo fu sicuramente l’imperatore Costantino, che fu il primo monarca cristiano a comprendere che il cristianesimo poteva essere utilizzato come strumento di potere per favorire la coesione dei sudditi e l’obbedienza al potere imperiale.
Secondo la leggenda, prima della vittoria contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, apparve in sogno a Costantino il monogramma di Cristo in cui era presente anche il simbolo dell’ Alfa e dell’ Omega. Ciò spinse Costantino ad applicare i simboli cristiani sulle insegne e, ottenuta la vittoria, a convertirsi al cristianesimo.
In seguito, il monogramma venne inciso su numerose monete di imperatori a lui successivi come Costante, Costanzo II e Giustiniano.

Domenico Tealdi (1826-1892) fu un commendatore, sposato con Antonia Musso (1851-1905), una maestra.

Quest'ultima, rimasta vedova, scrisse una lettera al sindaco di Rivara per richiedere la costruzione di un nuovo asilo per la comunità, in memoria del defunto marito. Fino a quel momento, i bambini più bisognosi venivano accolti in locali della parrocchia per spontanea iniziativa del parroco. Il comune approva l'idea, ma non può procedere in tempi brevi per via del costo dei terreni. Nonostante questo l'11 giugno del 1893 viene solennemente collocata la pietra angolare dell'edificio con l'intervento delle autorità civili e religiose, di varie associazioni con bandiere e numerosissima popolazione. Per l'occasione viene redatto questo documento:


L'angelo che mantiene la spada in mano, nella mitologia e nella cultura popolare, tende a rappresentare la morte personificata.


La tomba è dedicata al cavalier Giuseppe Avena, imprenditore vissuto nell’Ottocento, acquistò la Certosa di Pesio trasformandola in un elegante stabilimento idroterapico che diventò un luogo di villeggiatura frequentato dall’alta società europea. Fu un benefattore per la comunità di Chiusa di Pesio, a cui destinò parte delle sue ingenti risorse per fondare l’asilo infantile e aiutare la casa di riposo locale.

Si possono trovare lateralmente delle fiaccole. La torcia o la fiamma sono simbolo della vita eterna, del ricordo e della commemorazione del defunto; questa è legata alle usanze dei primi cristiani che erano costretti a celebrare le sepolture di nascosto e di notte. Una fiaccola, se dritta ed accesa, è segno di una vita dello spirito, che continua oltre agli angusti limiti del tempo e la materia; capovolta e spenta simbolizza, invece, la morte e la vita che passa.


Possiamo trovare una rappresentazione in rilievo di un angelo circondato da altri soggetti. La figura centrale, l'angelo, simbolizza spiritualità; sorvegliano la tomba, custodiscono i nostri cari e si pensa che siano messaggeri tra Dio e l'uomo.

La seconda questione riguarda l’utilizzo del marmo, soprattutto di quello bianco. Perché è il materiale più utilizzato? La risposta è abbastanza semplice ed ovvia perché è quello che più di tutti ricorda il colore delle ossa dei morti. Ma in alcune parti d’Europa molto diffuso è anche l’uso del bronzo.

l'angelo rappresenta il contatto tra il cielo e terra, tra alto e basso, tra il mondo degli spiriti e quello deli uomini, gli angeli il cui nome significa: "messaggeri", sono visti come intermediari tra il divino e l'umanità. Sono servitori di Dio, della Vergine e delle creature beate che vivono nella religiosità cristiana.

Il calice è simbolo di Comunione, di condivisione tra Dio e gli uomini, di obbedienza a Gesù, e di salvezza per tutti coloro che, bevendo dal calice accettano lo Spirito Santo e la presenza del Creatore nella loro vita. Il calice è il vaso sacro usato per la celebrazione dell'Eucarestia: in esso si pone il vino che diventa il sangue il Cristo.