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Con il termine rivoluzione industriale si è soliti riferirsi a una serie di importanti cambiamenti economici e sociali che ebbero origine in Inghilterra alla fine del Settecento e presto si diffusero in tutto il mondo. Questa prima rivoluzione industriale sarà seguita da una seconda alla fine dell'Ottocento, poiché verranno introdotti nuovi modi di produrre, nuovi materiali e materie prime.

La rivoluzione industriale

Prof.ssa Sara Aschelter

Indice

1. QUANTITA/QUALITA

2. FATTORI

3. SETTORE TESSILE

4. SETTORE SIDERURGICO

5. MEZZI DI TRASPORTO

6. VIDEO

7. QUIZ

8. INGHILTERRA

9. FABBRICA E CITTA'

10. QUIZ 2

11. CAPITALISMO

12. QUIZ

13.

14.

15. CONTATTI

Prof.ssa Sara Aschelter

QUANTITA'

  • Crescita straordinaria della produzione.

QUALITA'

+

  • Uso di macchine al posto degli uomini;
  • Uso di fonti inanimate di energia al posto degli animali;
  • Uso di nuove materie prime

Prof.ssa Sara Aschelter

  • Innovazioni tecniche e nuove scienze applicate alla produzione dei beni di consumo;
  • Diversa organizzazione del lavoro;
  • Inurbamento (=trasferimento di enormi masse di lavoratori delle campagne nelle città);
  • Disponibilità di capitali d'investimento, accumulati con attività agricola e commercio internazionale;
  • Dall'economia di autoconsumo al mercato nazionale e internazionale.

Perché ora?

I fattori che portarono al processo di industrializzazione.

Fattori dell'industrializzazione

Tutti questi cambiamenti furono stimolati:

- dall'aumento della domanda interna (in particolare di tessuti, determinato dalla crescita della popolazione);
- dalla disponibilità di denaro, più diffuso anche nelle campagne.

Pro.fssa Sara Aschelter

altre invenzioni!

e gli effetti del suo sviluppo

Il settore tessile

Il settore tessile, in particolare quello della lavorazione del cotone, fu quello maggiormente riformato.

L'Inghilterra importava dalle colonie in India e in America grandi quantità di cotone grezzo, che trasformava in filato e in tessuto. Esso soddisfaceva un bisogno primario, come quello di vestirsi, ma l'esigenza di raccogliere enormi quantià di materia prima aveva portato un maggiore sfruttamento della schiavitù, soprattutto da parte di afroamericani nelle Americhe. Un'invenzione come quella della navetta volante del 1733 permise di aumentare i ritmi di produzione, semplificando il lavoro di intreccio.

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Altre innovazioni introdotte nella larga produzione di beni di consumo furono:

- filatoio meccanico, che aumentava la produttività degli operai e la quantità di filato prodotto;

- telaio meccanico (1774-1787 Inghilterra), per sfruttare la maggior quantità di filo e produrre di più;

- telaio automatico (1801), utile anche per la tessitura della seta, inventato da un francese. Il cambiamento fu epocale: il telaio meccanico svolgeva parte del lavoro umano rendendolo più veloce e produttivo, ma il telaio automatico svolgeva tutte le operazioni e al lavoratore non restava che controllare il processo. L'Inghilterra sviluppò ulteriormente il brevetto e si impose nella produzione tessile dal 1820, adattandolo anche alla produzione della lana.


e l'introduzione del carbon coke

Il settore siderurgico

I macchinari cui si legava lo sviluppo dell'industria tessile erano composti proprio da quei metalli che erano il prodotto dello sviluppo di altri due settori: il siderurgico e l'estrattivo.

La vera innovazione fu introdotta a partire dal 1709 quando in Inghilterra venne utilizzato il carbon coke, un carbon fossile, al posto del carbone prodotto dalla combustione della legna.
Per soddisfare l'enorme domanda di carbon fossile, dunque, anche l'industria estrattiva iniziò a lavorare a pieno ritmo, arrivando anche a raggiungere le falde acquifere. Questo portò a una nuova invenzione...

Prof.ssa Sara Aschelter

Per prosciugare i pozzi d'estrazione che si allagavano spesso quando si giungeva molto in profondità nella falde acquifere, fu necessario ricorrere a nuovi strumenti. Così, nel 1705 venne realizzata una macchina in grado di pompare l'acqua fuori dalle gallerie delle miniere, mossa da una nuova fonte di energia: il vapore.


Tuttavia, è solo nel 1769 che James Watt brevettò una macchina a vapore più efficiente, perfezionando quella già in uso. Per la prima volta, la macchina era in grado di produrre un movimento circolare continuo, fornendo così una potente forza motrice, migliore di quella umana, animale o idraulica.

I campi di applicazione in cui la nuova energia fornita dalla macchina a vapore aveva trovato maggior impiego furono sicuramente quello industriale e quello dei trasporti.

Vennero infatti inventati il treno e il battello a vapore, grazie ai contributi di numerosi ingegneri e tecnici.
il treno a vapore, vero e proprio simbolo di questa prima rivoluzione, inaugurò in Inghilterra una nuova fase: se il settore tessile si era dimostrato dapprima trainante, con l'invenzione della macchina a vapore questo ruolo passò al settore meccanico e in primo luogo alle ferrovie.

Nuovi mezzi di trasporto

e una nuova fase della rivoluzione industriale

Prof.ssa Sara Aschelter

Prof.ssa Sara Aschelter

La Rivoluzione industriale spiegata in grafica digitale dal canale Storici Subito.

Prof.ssa Sara Aschelter

start

QUIZ

Rivoluzione

industriale

Prof.ssa Sara Aschelter

DIMINUI'

C

RIMASE UGUALE

Dal punto di vista della quantità di beni prodotti, possiamo affermare che con la rivoluzione essa...

AUMENTO'

Domanda 1/5

A

B

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

Nella prima rivoluzione industriale vennero introdotte nuove fonti d'energia e nuove materie prime.

Domanda 2/5

B

C

FALSO

SOLO NUOVE MATERIE

VERO

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

C

Il primo settore a godere degli effetti della rivoluzione industriale fu quello...

Domanda 3/5

B

TESSILE

ESTRATTIVO

SIDERURGICO

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

Grazie a quale fonte d'energia funzionava la macchina della prima rivoluzione?

Domanda 4/5

A

B

C

CARBON COKE

VAPORE

PETROLIO

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

Quale altro settore oltre a quello industriale si giovò dell'invenzione della macchina a vapore?

B

C

Domanda 5/5

TRASPORTI

NESSUN ALTRO

TESSILE

Prof.ssa Sara Aschelter

A

Quale altro settore oltre a quello industriale si giovò dell'invenzione della macchina a vapore?

B

C

Domanda 5/5

TRASPORTI

NESSUN ALTRO

TESSILE

Prof.ssa Sara Aschelter

'

OTTIMO

COMPLETATO

Prof.ssa Sara Aschelter

FINE

Prova di nuovo

X

SBAGLIATO!

Prof.ssa Sara Aschelter

back

La prima rivoluzione industriale ebbe inizio in Inghilterra. Ma quali furono i fattori che determinarono i mutamenti di questo periodo?

Perché proprio in Inghilterra?

Pro.fssa Sara Aschelter

Fattori industrializzazione inglese

  1. Ricchezza di materie prime (soprattutto cotone) dalle colonie;
  2. Miniere di ferro e carbone in Inghilterra;
  3. Numerosi corsi d'acqua e canali artificiali come vie di comunicazione;
  4. Importante sviluppo commerciale legato sia al mercato nazionale, sia a quello internazionale;
  5. Imponente flotta commerciale;
  6. Notevole domanda di beni;
  7. Abbondanza capitali e forza lavoro.

Abbondanza capitali e forza lavoro

In particolar modo, l'abbondanza di capitali era dovuta all'evoluzione di due classi sociali:

- i proprietari terrieri, che si erano arricchiti grazie alle enclosures ;
- i mercanti, che avevano beneficiato dell'espansione dei mercati nelle colonie.
Inolte, con l'introduzione delle recinzioni i contadini che si dedicavano a parti di terreno collettive avevano perso la propria occupazione. Divennero dunque importante forza lavoro per il settore industriale in crescita, che richiedeva numerosi impiegati.

Prof.ssa Sara Aschelter


Bill of Rights 1689

Un Paese con maggiori libertà

Contesto politico

Oltre ai fattori economici illustrati, bisogna ricordare che l'Inghilterra stava attraversando un periodo di grandi libertà maturate in seguito ai moti rivoluzionari: la monarchia inglese era divenuta parlamentare.

The glorious revolution del 1688 aveva infatti creato le condizione politiche ideali per favorire l'iniziativa individuale:
- le leggi tutelavano la proprietà privata;
- la società tutta premiava l'iniziativa individuale;
- la monarchia aveva accettato di porre dei limiti al proprio potere nel 1689 con il Bill of Rights.

Prof.ssa Sara Aschelter

Il Bill of Rights è il documento sottoscritto dai sovrani inglesi nel 1689 che poneva dei limiti al potere del re e riconosceva ai cittadini alcuni diritti fondamentali.


La fabbrica diventa ben presto l'edificio che raccoglie centinaia di operai, vera e propria unità produttiva dell'età industriale. Uomini e donne avevano abbandonato le campagne in cerca di fortuna nelle città (inurbamento), sede delle fabbriche e centro della vita economica.

La fabbrica rappresentò un nuovo modo di lavorare e organizzare la produzione.

La fabbrica e le città industriali

Pro.fssa Sara Aschelter

La divisione del lavoro

L'economista Adam Smith aveva notato che l'introduzione delle macchine accelerava il processo di divisione del lavoro e l'incremento della produttività che si basava su due principi fondamentali:

- Scomposizione dei passaggi per produrre un oggetto in operazioni elementari, facili da eseguire e da apprendere;
- Separazione tra conoscenze tecniche e teoriche (tecnici e ingegneri) e lavoro manuale (operai).

La mano invisibile

Un'altra teoria di Smith che ebbe successo fu quella della mano invisibile.

Secondo l'economista, perché si produca la crescita di ricchezza e di benessere generale della società è necessaria la libertà economica, cioè la possibilità per chi vende e per chi compra di perseguire i propri interessi personali.
La ricerca egoistica del proprio interesse agisce come una sorta di fato, di Provvidenza che regola in autonomia i processi economici: come una mano invisibile che guida il commercio.

Prof.ssa Sara Aschelter

Nelle fabbriche vi era abbondanza di manodopera non specializzata che per questo veniva pagata pochissimo. Ben presto, dunque, si determinarono le condizioni per una spietata concorrenza tra poveri.

In generale, gli operai vissero in condizioni di miseria, scarsa igiene e sfruttamento. Anche le donne e i bambini erano coinvolti nel settore, con ritmi di lavoro estenuanti.
I salari erano bassissimi, le condizioni di lavoro ai limiti dello sfruttamento:
- Settimana lavorativa di sei giorni;
- Turni anche di 15 ore al giorno;
- Ambienti malsani e pericolosi, senza alcuna prevenzione.

Lo sfruttamento degli operai

La servitù dell'operaio

Prof.ssa Sara Aschelter

Info

La ferrea disciplina di fabbrica, con i suoi orari, obblighi e punizioni, era davvero difficile da sopportare, soprattutto per i contadini che avevano abbandonato le campagne ed erano ora costretti a ritmi e condizioni di vita insopportabili. Adesso si lavora al ritmo delle macchine, non più seguendo quello naturale, scandito da stagioni e clima.

Contro la divisione del lavoro e la schiavitù dell'operaio

La critica di Karl Marx

Karl Marx (1818-1883), filosofo ed economista tedesco, nel suo saggio Il Capitale analizza la nuova società industriale individuando la servitù dell'operaio ai ritmi delle macchine.

Egli sosteneva infatti che la macchina riduceva l'uomo a semplice strumento utile al suo funzionamento. Definì la condizione tipica degli operai delle prime fabbriche come alienante. Il lavoratore non dispone più liberamente del suo tempo, né può usufruire direttamente dei prodotti del suo lavoro, destinati invece al mercato.
Nell'età industriale, dunque, le abilità pratiche dell'artigiano erano ridotte a semplici operazioni ripetitive, che potevano esser svolte davvero da qualsiasi operaio non specializzato, tanto erano essenziali. Si perde così non solo il valore del proprio lavoro, ma anche la capacità di ideazione e progettazione, che veniva ora affidata a tecnici e ingegneri secondo una rigida divisione del lavoro.

Prof.ssa Sara Aschelter


Cambiamenti nella popolazione inglese

Crescita delle città industriali

In Inghilterra, dunque, le città industriali iniziarono a crescere a ritmo frenetico, seguendo quello dell'inurbamento.

Nel 1750 solo Londra ed Edimburgo superavano i 50.000 abitanti.
Nel 1801 divennero 8 città, nel 1851 furono poi 29.
A partire dal 1850 la metà della popolazione inglese viveva nelle città. Il rapido aumento degli abitanti creò problemi igienico-sanitari, legati alla carenza di acquedotti, fognature e ospedali. A pagarne le conseguenze più gravi furono i più poveri, che vivevano in case malsane, con poca luce, in quartieri sovrappopolati: malattie come il tifo e il colera si diffusero frequentemente.

Prof.ssa Sara Aschelter


start

QUIZ

Fabbriche

e città industriali

Prof.ssa Sara Aschelter

PROGETTAVANO

C

INVENTAVANO

La fabbrica era il luogo in cui gli operai ... prodotti da commerciare.

REALIZZAVANO

Domanda 1/5

A

B

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Bene!

Risposta esatta

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AVANTI

A

Nelle fabbriche venivano impiegati...

Domanda 2/5

B

C

SOLO UOMINI

UOMINI, DONNE, BAMBINI

UOMINI E DONNE

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

C

Quale fu la più importante teoria dell'economista Adam Smith?

Domanda 3/5

B

MANO INVISIBILE

BILL OF RIGHTS

IL CAPITALE

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

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AVANTI

Quale aggettivo usa Marx per descrivere le condizioni di vita e lavoro dell'operaio?

Domanda 4/5

A

B

C

BORGHESI

GIUSTE

ALIENANTI

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

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AVANTI

A

Come si chiama il fenomeno di migrazione dalle campagne alle città?

B

C

Domanda 5/5

URBANIZZAZIONE

INURBAMENTO

URBANITA'

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Prova di nuovo

X

SBAGLIATO!

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back

'

OTTIMO

COMPLETATO

Prof.ssa Sara Aschelter

FINE

Ancora oggi, gli storici non concordano sugli effetti della prima rivoluzione industriale. Secondo alcuni, infatti, non vi fu l'auspicato miglioramento delle condizioni di vita per tutta la società. L'aumento della ricchezza complessiva non indica che tutti gli inglesi divennero più ricchi. Certo, vi fu un aumento della ricchezza, ma ciò diede piuttosto luogo a marcate differenze sociali.

Economia industriale e capitalismo

Pro.fssa Sara Aschelter

Info

Info

Info

SETTORE SECONDARIO Industria

SETTORE PRIMARIO Agricoltura

Settori economici

SETTORE TERZIARIO

Servizi

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La rivoluzione industriale determinò un importante cambiamento nella distribuzione del reddito prodotto da tre settori dell'economia.

Tra il 1770 e il 1846 aumentò sensibilmente la percentuale di ricchezza prodotta dall'industria, a scapito di quelle dell'agricoltura e del commercio insieme!
Per la prima volta nella storia dell'uomo, inoltre, l'attività che maggiormente occupava la popolazione non era più l'agricoltura. Fu un cambiamento davvero epocale, assimilabile a quello della rivoluzione agricola del Neolitico: le abitudini e i modi di vivere dell'uomo sulla Terra cambiarono conseguentemente.

Pro.fssa Sara Aschelter

Dall'agricoltura all'industria

Il nuovo ruolo dei capitali investiti

Il capitalismo

Nel sistema economico che si sviluppa nasce il concetto di capitale come insieme dei mezzi di produzione (denaro, immobili, macchinari) investiti da chi li possiede in un processo produttivo al fine di realizzare un valore superiore a quello di partenza, chiamato surplus.

Il surplus, tolte le spese necessarie alla produzione e alla commercializzazione, si distribuisce in due parti fondamentali:
- PROFITTI: il guadagno di chi ha investito il capitale (datore di lavoro);
- SALARI: il guadagno del lavoratore impiegato nella produzione (operaio).
Il capitalismo, dunque, è il sistema economico basato sull'investimento di capitale al fine di ottenere profitti. Questa condizione si verificherà proprio alla fine del Settecento, con l'avvio del processo di industrializzazione e l'affermazione del libero mercato.
Il capitalismo è dunque collegato alla società industriale.

Prof.ssa Sara Aschelter

start

QUIZ

Capitale

e capitalismo

Prof.ssa Sara Aschelter

PRIMARIO

C

TERZIARIO

L'attività commerciale in quale settore rientra?

SECONDARIO

Domanda 1/3

A

B

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

Quale settore nel corso del Settecento crebbe di più rispetto agli altri?

Domanda 2/3

B

C

PRIMARIO

TERZIARIO

SECONDARIO

Prof.ssa Sara Aschelter

Bene!

Risposta esatta

Prof.ssa Sara Aschelter

AVANTI

A

C

Come si chiama la porzione di surplus che spettava al proprietario del capitale?

Domanda 3/3

B

PROFITTO

CAPITALE

SALARIO

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'

OTTIMO

COMPLETATO

Prof.ssa Sara Aschelter

FINE

Prova di nuovo

X

SBAGLIATO!

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back

per aspera ad astra

Buono studio

Prof.ssa Sara Aschelter

profaschelter@gmail.com