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IL NATURALISMO

E IL VERISMO -
GIOVANNI VERGA

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Prof.ssa Sara Aschelter

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INDICE

NATURALISMO FRANCESE...................

pg. 1

POSITIVISMO E NATURALISMO..............

pg. 2

POSITIVISMO - MAPPA CONCETTUALE

pg. 3

BALZAC, FLAUBERT, de GONCOURT..........

pg. 4

EMILE ZOLA.............................

pg. 5

VERISMO ITALIANO.......................

pg. 6

LUIGI CAPUANA..........................

pg. 7

GIOVANNI VERGA.........................

pg. 8

ROSSO MALPELO..........................

pg. 11

LA ROBA - NOVELLE RUSTICANE............

pg. 17

I MALAVOGLIA...........................

pg. 18

CONTATTI...............................

pg.

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NATURALISMO FRANCESE

Il Naturalismo, che si afferma in Francia negli anni Settanta dell’Ottocento, ispirerà gli autori del Verismo italiano, compreso Verga.

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Naturalismo e Positivismo

In Francia a metà dell’Ottocento, aveva cominciato a riscuotere successo il pensiero positivista:
- rifiuto di ogni visione di tipo religioso o idealistico, di ogni superstizione;
- favorevoli a progresso
, ricerca scientifica, nuove applicazioni tecnologiche.

Tutto il reale, infatti, non è altro che l’espressione di forze fisiche, chimiche, biologiche regolate da leggi ferree spiegabili scientificamente.
Uno degli esponenti principali di questo pensiero applicato alle lettere fu Hyppolyte TAINE, che riteneva la letteratura dovesse rappresentare scientificamente la realtà, sulla base che “razza, ambiente e momento storicoinfluenzano ogni fenomeno.
Nel 1865 scriveva che il romanzo, come la critica, “è una grande inchiesta sull’uomo, su tutte le varietà, tutte le situazioni, tutte le fioriture, tutte le degenerazioni della natura umana. Per la loro serietà, il loro metodo, la loro esattezza rigorosa (…) entrambi si avvicinano alla scienza”.

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video

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NATURALISMO FRANCESE

Gli esponenti principali della corrente, indicati dallo stesso TAINE

  • Edmond e Jules de GONCOURT, per la cura nel costruire i propri romanzi con una minuziosa, dettagliata ricerca sugli ambienti sociali rappresentati e per la nuova attenzione dimostrata nei confronti dei ceti inferiori, di casi patologici e di fenomeni di degradazione umana.

  • Honoré de BALZAC, modello di scrittore-scienziato, ci restituisce un quadro davvero completo e colorato della società francese del suo tempo;
  • Gustave FLAUBERT, autore di Madame Bovary, sosteneva “l’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione, invisibile e onnipotente, sì che lo si senta ovunque, ma non lo si veda mai. E poi l’arte deve innalzarsi al di sopra dei sentimenti personali e delle suscettibilità nervose. È ormai il tempo di darle, mediante un metodo implacabile, la precisione delle scienze fisiche;

AUTORI

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video

zola

balzac

flaubert

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emile zola

Un vero e proprio modello di scienziato-scrittore

Se le qualità spirituali dell’uomo sono uguali a qualsiasi altro fenomeno naturale studiabile attraverso il metodo scientifico, allora lo scrittore sarà lo scienziato che prova a individuarle, attraverso l’osservazione della realtà.

La scienza, secondo Zola, non ha ancora trovato le leggi universali che regolano la vita razionale ed emotiva dell’uomo. Tuttavia, l’autore afferma che ne conosciamo almeno due:
- l’eredità biologica;
- l'influsso esercitato dall’ambiente sociale.

Vero e proprio caposcuola del Naturalismo francese fu però Emile ZOLA, che trasformò il romanzo in uno strumento scientifico, riassumendo nelle sue opere tutti i valori poetici della corrente.


Nel 1880 nel Romanzo sperimentale Zola sostiene che il metodo scientifico, già applicato a corpi inanimati e animati, doveva ora essere utilizzato anche alla sfera intellettuale e alle passioni dell’uomo.

Il romanzo è sperimentale, cioè è il resoconto di un’esperienza scientifica dell’autore esposto al pubblico.

AUTORI

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+ INFO

Per Zola, il compito del romanzo sperimentale è quello di impadronirsi dei meccanismi psicologici che regolano la vita degli individui per poterli poi dirigere a proprio beneficio.

Conosciute, attraverso l’esperienza, le leggi generali dell’ agire umano, si potrebbe arrivare a migliorare l’uomo e dunque la società.

VERISMO ITALIANO

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IL VERISMO ITALIANO

Il Verismo italiano e l'opera di divulgazione di Capuana

A Milano, dove lavora per il Corriere della Sera, diventa un divulgatore del Naturalismo francese e contribuisce poi, insieme a Verga, a elaborare la poetica del Verismo italiano.
  • Studi sulla letteratura contemporanea raccoglie i vari articoli su Zola, i fratelli Goncourt, Verga e altri.
  • Giacinta e Profumo sono invece romanzi d'ispirazione zoliana.
  • Il marchese di Roccaverdina trae invece ispirazione dal Mastro don Gesualdo di Verga.

Dal 1895, tuttavia, comincerà ad allontanarsi dalle idee veriste, divenendo un anti-positivista.

L'immagine di Zola che si diffuse in Italia fu quella dello scrittore-scienziato e dello scrittore sociale.
Il centro di diffusione è Milano, città che da sempre accoglie con benevolenza le idee provenienti da altri Paesi europei.
Tuttavia, saranno due intellettuali del Sud Italia a sviluppare una teoria letteraria molto vicina a quella del Naturalismo francese:

  • Luigi CAPUANA(1839-1915)
  • Giovanni VERGA(1840-1922)

Luigi CAPUANA, nato a Catania, era come Verga un agiato possidente agrario. Collaborò come critico letterario e tetrale a vari giornali e riviste.


AUTORI

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+ INFO

Un viaggio chiamato amore, di M. Placido, 2002, tratta la storia d'amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana.

GIOVANNI VERGA

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Catania 1840 - Catania 1922

GIOVANNI VERGA

Dai primi scritti fino alle opere del Verismo

Dal 1872 è a Milano, uno dei centri culturali più vivi della penisola.

Nel 1878 pubblica il racconto Rosso Malpelo: è con questo scritto che Verga mette a punto la tecnica verista. Segue la pubblicazione di altre opere oramai veriste:
1880 - Vita dei campi, raccolta di novelle;
1881 - I Malavoglia, inizia il Ciclo dei Vinti;
1883 - Novelle rusticane;
1884 - Cavalleria rusticana, dramma;
1889 - Mastro Don Gesualdo, ancora Ciclo dei Vinti.

Verga nasce a Catania nel 1840 da una ricca famiglia di proprietari terrieri.
Abbandona gli studi universitari per fare lo scrittore, ma a differenza di Carducci, non forma il suo gusto sui classici greci e latini, quanto piuttosto sui più recenti romanzi francesi (I tre moschettieri di Dumas).

I suoi primi scritti ne risentono e trattano infatti prevalentemente di storie d'amore e patriottismo.

Nel 1865 si trasferisce a Firenze, da poco divenuta capitale del Regno d'Italia. Conosce numerosi intellettuali, fra i quali Luigi Capuana.

AUTORI

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+ INFO

Nel 1896 Verga torna a vivere a Catania e abbandonerà progressivamente l'attività letteraria per dedicarsi alla gestione delle terre di cui era proprietario. Nel dibattito sull'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, sarà uno degli interventisti più convinti, sostenendo le idee dei nazionalisti.

Nel 1920 per il compleanno di ottant'anni, Luigi Pirandello gli dedicherà un discorso.

Muore nel 1922.

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06 Process

Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre col sentirgli dir sempre a quel modo aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo.

Poetica e tecnica narrativa - Il diverso

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ROSSO MALPELO - 1878

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AUDIOLIBRO

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IL PUNTO DI VISTA DEI PERSONAGGI

Nel 1878 Verga pubblica il racconto Rosso Malpelo, un ragazzino impiegato nei duri lavori di una cava, costretto a vivere in un ambiente duro e disumano e a crescere nell'indifferenza.

Lo scrittore usa un linguaggio semplice ed essenziale, che sembra riprodurre il modo di pensare e di parlare del popolo, della gente comune. Tuttavia, è importante sottolineare che gli scritti di Verga non si contraddistinguono per un uso spregiudicato e diffuso del dialetto, al quale sembrano piuttosto relegate poche e indispensabili informazioni, che in italiano non renderebbero alla stessa maniera. Il testo si compone in realtà di una lingua omogenea, che si piega a esprimere senza giudicare la mentalità comune.
Clicca per un'analisi dell'incipit.

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ESEMPIO

"Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre col sentirgli dir sempre a quel modo aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo"


1) PRINCIPALE + CAUSALE: Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi - il racconto si apre con una spiegazione circa il modo di pensare popolare: dal momento che la tradizione folcloristica, spesso solo pregiudiziale, riteneva i capelli rossi simbolo di cattiveria, il ragazzo prende il soprannome di Mal-pelo.

2) COORDINATA + CAUSALE: ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, (che prometteva di riuscire un fior di birbone) - tuttavia, nella proposizione coordinata subito seguente, Verga si sposta e si abbassa al livello dei suoi personaggi, dimostrando di ragionare esattamente come la mentalità popolare vorrebbe: il ragazzino, prosegue l'autore, ha i capelli rossi perché è un ragazzo malizioso e cattivo. Per Verga, che dà voce al pensiero degli altri personaggi popolari che circondano il protagonista, quel ragazzo non avrebbe potuto nascere che con i capelli rossi, dal momento che infatti si è subito rivelato corrispondere alla "verità" popolare: è cattivo e malizioso. Quantomeno, questo è il giudizio che esprimono tutti intorno a lui, compresa la madre, come vedremo, assuefatta a sua volta alla comune mentalità che la circonda.

LA SCOMPARSA DELL'AUTORE

Verga rappresenta fatti reali, documentati poiché è convinto che la letteratura debba occuparsi di questi argomenti. Tuttavia, si astiene dal commentare, non esprime giudizi, si pone nel testo come fosse nascosto fra i suoi personaggi, come uno di loro. Si abbassa al loro livello e così scompare: senza i suoi commenti, il lettore quasi non si accorge della sua presenza e ha l'impressione di seguire i fatti in prima persona, raccontati dalla bocca di uno dei partecipanti.
Se l'autore scompare, il lettore ha l'impressione di assistere a un vero e proprio documento umano. Verga sente l'esigenza di mettersi nella pelle dei suoi personaggi in modo che chi legge creda che l'opera si sia fatta da sé, senza l'intervento di uno scrittore.
Questa tecnica narrativa è definita impersonalità.

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AUTORI

I protagonisti delle opere maggiori di Verga sono spesso minatori, pescatori, contadini. L'autore, che vuole porsi al loro livello, pensa come i suoi personaggi - dunque come un minatore, un pescatore o un contadino di volta in volta.

Cerca anche di esprimersi come il popolo, per questo usa un linguaggio convenzionale, fatto di molti modi di dire e proverbi, sgrammaticato perché ricalca la struttura del dialetto, senza che però questo venga mai ampiamente impiegato.
Le sue storie sembrano raccontate da un personaggio, spesso incolto e con una mentalità ristretta e superstiziosa.
Elimina ogni artificiosità letteraria per rappresentare la realtà così com'è.

PENSARE COME PENSANO I PERSONAGGI

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CITAZIONE

"Ho cercato di mettermi nella pelle dei miei personaggi, vedere le cose coi loro occhi ed esprimerle colle loro parole"

AUTORI

Verga ha una visione pessimistica della realtà, influenzata anche dalle recenti teorie dello scienziato Charles Darwin (1809-1882): in natura e nel mondo animale vige la legge secondo la quale il più forte schiaccia il più debole.

Ogni animale e, secondo il darwinismo sociale, ogni uomo deve dunque rispondere all'imperativo della lotta per la vita: gli uomini sono da sempre mossi soltanto dalla ricerca dei propri interessi economici, dall'egoismo e dalla volontà di dominare gli altri.
Questa è secondo Verga una legge di natura, che nessun cambiamento in seno alla società può modificare, come dimostra la Storia.

LA LOTTA PER LA VITA COME LEGGE DI NATURA

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DARWIN


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RIASSUNTO

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  • 1880: novelle comparse su altre riviste Rosso Malpelo, La lupa, L'amante di Gramigna;
  • Vita contadina;
  • Tecnica narativa dell'impersonalità;
  • Ancora tratti romantici e nostalgici: l'ambiente rurale è un paradiso perduto;
  • Conflitto tra l'individuo diverso e la società che lo rifiuta.

VITA DEI CAMPI

Raccolta di novelle

NOVELLE RUSTICANE

Raccolta di novelle

1883

AUDIOLIBRO

1880

  • 1883: novelle;
  • Vita contadina;
  • Sguardo più amaro e pessimistico;
  • Superata l'idealizzazione del mondo contadino: il protagonista di La roba, Mazzarò, è un bracciante poverissimo che grazie a intelligenza e astuzia riesce ad accumulare molti beni, a discapito di ogni affetto (soldi per funerale della madre);
  • Mentalità distorta del mondo contadino.

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OPERE - VERGA

Questo racconto è lo studio sincero e spassionato del come probabilmente devono nascere e svilupparsi nelle più umili condizioni, le prime irrequietudini pel benessere; e quale perturbazione debba arrecare in una famigliuola vissuta fino allora relativamente felice, la vaga bramosìa dell’ignoto, l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe star meglio.

Il ciclo dei vinti - La fiumana del progresso

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I MALAVOGLIA - 1881

AUDIOLIBRO

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IL CICLO DEI VINTI

Nel 1878 mentre si dedica alle novelle, inizia a elaborare il progetto di un ciclo di romanzi, sul modello delle esperienze di Zola, con il fine di tracciare un quadro sociale, "la fisionomia della vita italiana moderna". La sua attenzione si sarebbe dovuta concentrare su tutte le classi sociali, dai ceti popolari, ai borghesi, all'aristocrazia siciliani.

Il filo conduttore dei romanzi sarebbe stata la lotta per la sopravvivenza tra forti e deboli (Darwin) che investe tutti gli individui, indipendentemente dalla loro posizione. Tuttavia, Verga non vuole dedicare la sua attenzione ai vincitori, ma ai vinti - coloro che piegano la testa e si sottomettono ai potenti.
Il ciclo (incompleto) si apre con una Prefazione che chiarisce gli intenti generali.

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PREFAZIONE

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"Questo racconto è lo studio sincero e spassionato del come probabilmente devono nascere e svilupparsi nelle più umili condizioni, le prime irrequietudini pel benessere (smanie per raggiungere migliori condizioni economiche); e quale perturbazione debba arrecare in una famigliuola vissuta fino allora relativamente felice, la vaga bramosìa dell’ignoto, l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe star meglio.

Il movente dell’attività umana che produce la fiumana del progresso è preso qui alle sue sorgenti, nelle proporzioni più modeste e materiali (ciò che spinge l'attività umana a produrre il fiume del progresso viene analizzato nei Malavoglia alle suo origini, cioè negli strati più modesti e materiali della società: tra i poveri). Il meccanismo delle passioni che la determinano in quelle basse sfere è meno complicato, e potrà quindi osservarsi con maggior precisione. Basta lasciare al quadro le sue tinte schiette e tranquille, e il suo disegno semplice. Man mano che cotesta ricerca del meglio (ricerca di migliori condizioni di vita) di cui l’uomo è travagliato cresce e si dilata, tende anche ad elevarsi, e segue il suo moto ascendente nelle classi sociali (il ciclo procede dalle classi inferiori a quelle superiori, per dimostrare che tutti sono coinvolti).

Nei Malavoglia non è ancora che la lotta pei bisogni materiali. Soddisfatti questi, la ricerca diviene avidità di ricchezze, e si incarnerà in un tipo borghese, Mastro-don Gesualdo, incorniciato nel quadro ancora ristretto di una piccola città di provincia, ma del quale i colori cominceranno ad essere più vivaci, e il disegno a farsi più ampio e variato. Poi diventerà vanità aristocratica nella Duchessa de Leyra; e ambizione nell’Onorevole Scipioni, per arrivare all’Uomo di lusso, il quale riunisce tutte coteste bramosìe, tutte coteste vanità, tutte coteste ambizioni, per comprenderle e soffrirne, se le sente nel sangue, e ne è consunto.

A misura che la sfera dell’azione umana si allarga, il congegno delle passioni va complicandosi (A mano a mano che la sfera d'azione dell'uomo si allarga, anche il meccanismo delle emozioni si complica); i tipi si disegnano certamente meno originali, ma più curiosi, per la sottile influenza che esercita sui caratteri l’educazione, ed anche tutto quello che ci può essere di artificiale nella civiltà. Persino il linguaggio tende ad individualizzarsi, ad arricchirsi di tutte le mezze tinte dei mezzi sentimenti, di tutti gli artifici della parola onde dar rilievo all’idea, in un’epoca che impone come regola di buon gusto un eguale formalismo per mascherare un’uniformità di sentimenti e d’idee. Perché la riproduzione artistica di cotesti quadri sia esatta, bisogna seguire scrupolosamente le norme di questa analisi; esser sinceri per dimostrare la verità, giacché la forma è così inerente al soggetto, quanto ogni parte del soggetto stesso è necessaria alla spiegazione dell’argomento generale.

Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l’umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell’insieme, da lontano (In una prospettiva da lontano, quella dello scienziato, il cammino dell'umanità appare grandioso, ma lo scrittore sa coglierne i risvolti tragici. La prospettiva dello scrittore è quella dell'osservatore). Nella luce gloriosa che l’accompagna dileguansi le irrequietudini, le avidità, l’egoismo, tutte le passioni, tutti i vizi che si trasformano in virtù, tutte le debolezze che aiutano l’immane lavoro, tutte le contraddizioni, dal cui attrito sviluppasi la luce della verità. Il risultato umanitario copre quanto c’è di meschino negli interessi particolari che lo producono (il risultato raggiunto dall'umanità tutta riesce a coprire le avidità dei singoli); li giustifica quasi come mezzi necessari a stimolare l’attività dell’individuo cooperante inconscio a beneficio di tutti. Ogni movente di cotesto lavorìo universale, dalla ricerca del benessere materiale, alle più elevate ambizioni, è legittimato dal solo fatto della sua opportunità a raggiungere lo scopo del movimento incessante; e quando si conosce dove vada questa immensa corrente dell’attività umana, non si domanda al certo come ci va. Solo l’osservatore, travolto anch’esso dalla fiumana, guardandosi attorno, ha il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall’onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia disperate, e piegano il capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, i vincitori d’oggi, affrettati anch’essi, avidi anch’essi d’arrivare, e che saranno sorpassati domani.

I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, la Duchessa de Leyra, l’Onorevole Scipioni, l’Uomo di lusso sono altrettanti vinti che la corrente ha deposti sulla riva, dopo averli travolti e annegati, ciascuno colle stimate del suo peccato, che avrebbero dovuto essere lo sfolgorare della sua virtù. Ciascuno, dal più umile al più elevato, ha avuta la sua parte nella lotta per l’esistenza, pel benessere, per l’ambizione — dall’umile pescatore al nuovo arricchito — alla intrusa nelle alte classi — all’uomo dall’ingegno e dalle volontà robuste, il quale si sente la forza di dominare gli altri uomini; di prendersi da sé quella parte di considerazione pubblica che il pregiudizio sociale gli nega per la sua nascita illegale; di fare la legge, lui nato fuori della legge — all’artista che crede di seguire il suo ideale seguendo un’altra forma dell’ambizione. Chi osserva questo spettacolo non ha il diritto di giudicarlo; è già molto se riesce a trarsi un istante fuori del campo della lotta per studiarla senza passione, e rendere la scena nettamente, coi colori adatti, tale da dare la rappresentazione della realtà com’è stata, o come avrebbe dovuto essere."


Chi osserva questo spettacolo non ha il diritto di giudicarlo; è già molto se riesce a trarsi un istante fuori del campo della lotta per studiarla senza passione, e rendere la scena nettamente, coi colori adatti, tale da dare la rappresentazione della realtà com’è stata, o come avrebbe dovuto essere.

Non giudicare

Secondo Verga, l'autore deve eclissarsi dall'opera perché non ha il diritto di giudicare l'oggetto del suo racconto.

Infatti, egli è convinto che la realtà non possa essere modificata, perciò è inutile giudicare.
La letteratura NON può contribuire a modificare la realtà.
La letteratura può solo studiare e riprodurre fedelmente, in modo oggettivo, la realtà.
La tecnica impersonale serve dunque a rappresentare la visione del mondo pessimistica.

Il diritto di giudicare

Verga

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L'INTRECCIO

I Malavoglia è pubblicato nel 1881 ed è il primo romanzo del Ciclo dei Vinti. Racconta la storia di una famiglia siciliana di umili e laboriosi pescatori, i Toscano, chiamati con l'ironico soprannome popolare di Malavoglia - il contrario di ciò che sono.

Vivono ad Aci Trezza, piccolo paesino vicino Catania, nella casa del nespolo e hanno una barca, la Provvidenza. Conducono una vita semplice e felice.
Nel 1863 il giovane 'Ntoni, figlio di Bastianazzo e nipote del capofamiglia padron 'Ntoni, è richiamato alla leva, introdotta in Sicilia come obbligatoria dall'estensione dello Statuto Albertino a tutta l'Italia unita. La famiglia, privata delle sue braccia, incontra delle difficoltà perché costretta a pagare un sostituto. Si aggiunga a ciò una cattiva annata per la pesca e la dote della figlia maggiore Mena che vuole sposarsi.
Padron 'Ntoni compra un carico di lupini per provare a commerciarli, ma la Provvidenza affonda e Bastianazzo muore.

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La storia dei Toscano, detti Malavoglia, è la storia di una semplice famiglia di pescatori siciliani all'alba dell'Unità d'Italia. All'inizio del romanzo, i Malavoglia conducono una vita "relativamente felice":

- posseggono la Provvidenza, una barca utile alla pesca e al commercio;

- posseggono la casa del nespolo, dove vivono tutti insieme: il capo famiglia padron 'Ntoni, suo figlio Bastianazzo con la moglie e i figli, il maggiore dei quali ha lo stesso nome del nonno e viene chiamato giovane 'Ntoni.


Le trasformazioni politiche e sociali dell'Italia di questo periodo si riflettono sulla vita dei singoli personaggi: la famiglia inizia a trovarsi in difficili condizioni economiche a causa:

- di una cattiva annata di pesca;

- delle spese per la dote della figlia maggiore Mena che deve sposarsi;

- della partenza del giovane 'Ntoni per il servizio militare, reso obbligatorio anche in Sicilia dall'estensione dello Statuto Albertino piemontese a tutta l'Italia unita.


Per cercare di risollevare le sorti della famiglia, padron 'Ntoni compra un carico di lupini per rivenderli in un porto vicino: una tempesta provoca il naufragio della Provvidenza e la morte di Bastianazzo.

I Malavoglia, dunque, si indebitano sempre di più e vengono colpiti da altre disgrazie: la famiglia si disgrega.

Il giovane 'Ntoni, tornato dal servizio militare, non si adatta più alla dura vita del pescatore e si fa coinvolgere nel contrabbando al punto di arrivare a pugnalare una guardia.

La sorellina Lia scappa e finisce in una casa di malaffare.

Mena non può più sposarsi, a causa delle tragedie che si sono abbattute sulla famiglia.

Il vecchio padron 'Ntoni muore all'ospizio.

Solamente l'ultimo figlio, Alessi, riprende il mestiere del nonno e riesce a riscattare la casa del nespolo, che era stata pignorata per debiti.


AUTORI

Verga analizza nei Malavoglia il comportamento degli uomini al loro livello più elementare e materiale: la "lotta pei bisogni materiali" che contraddistingue un villaggio di pescatori.

Questo mondo, però, non è più dominato dagli antichi valori della società contadina (famiglia, casa, lavoro, onore): questi valori risultano ostacoli nella lotta per la vita, che richiede invece altre qualità (egoismo, ricerca del proprio utile, sopraffazione sugli altri). Il mondo sta andando a una nuova velocità: le trasformazioni politiche e sociali dell'Italia (nuove tasse, leva obbligatoria, ecc.) impongono agli abitanti di Aci Trezza di cercare nuove vie per la sopravvivenza.
Verga non vuole rinunciare del tutto agli antichi valori, infatti questi vengono attribuiti ad alcuni personaggi: padron 'Ntoni è in questo senso il rappresentante maggiore del vecchio modo di vedere.

IL REALISMO DI VERGA

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realismo


AUTORI

Il romanzo ha un impianto corale, nessun personaggio spicca particolarmente sugli altri, tutti hanno la stessa dignità.

Nella narrazione si alternano sempre due punti di vista:
- uno nobile e disinteressato, dei Malavoglia;
- uno cinico e ottuso, degli abitanti di Aci Trezza per i quali l'unico valore è quello del vantaggio economico.
In questo modo, l'autore, attraverso uno sguardo impietoso sulla realtà, afferma che l'antico modo di intendere la vita, gli antichi valori non sono più attuabili nell'epoca presente.

due punti di vista

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BUONO STUDIO

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