Divinità romane
Valeria Colella
Created on December 11, 2021
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Transcript
Diana Dea della caccia, delle ragazze vergini e del parto, successivamente della luna. Non si sposò mai né ebbe figli. Era la gemella di Apollo, figli di Leto e Giove.
MinervaEra la dea della saggezza e delle arti minori. Non era molto amata dai Romani, perché protettrice dei Greci, loro rivali. Era una dea vergine nata dalla mente di Giove. Il suo simbolo era la civetta.
Mercurio Dio dei viandanti, dei viaggiatori, dei ladri e dei messaggeri. Era il corriere degli dei, figlio di Giove e Maia. I suoi simboli erano elmo e sandali alati e il caduceo.
Cerere Dea dell’agricoltura, sorella di Giunone e Vesta. Madre di Proserpina, i suoi simboli erano il papavero e l’orzo.
Venere Dea dell’amore nata dal sangue di Urano e dalla spuma del mare. Fu data in moglie a Vulcano, ma era risaputo amasse Marte. Dall’unione dei due nacquero Phobos e Deimos, la Paura e il Terrore. I suoi simboli erano la colomba e la cintura magica in grado di far innamorare di lei chiunque la guardasse.
Giunone Moglie e sorella di Giove, era al dea delle donne, del matrimonio, della maternità e della fertilità. Giove le diede un figlio, Marte, e una figlia, Iuventas, dea della giovinezza. I suoi simboli erano il pavone e la mucca (un animale materno).
Vesta Dea del focolare domestico e della casa, cedette il suo trono sull’Olimpo a Bacco. Era una dea vergine e molto umile. Nel periodo romano assunse molta importanza, anche grazie alla creazione dell’ordine delle Vestali, un gruppo di sacerdotesse che si consacravano alla dea. Il suo simbolo era una gru.
Marte Dio della guerra, figlio di Giove e Giunone, in epoca romana era molto importante. Gli venne dato l’appellativo di Ultore, il Vendicatore. Protettore dell’Impero, perse il suo carattere scellerato, tipico della forma greca, per assumere una personalità più rigida ed esigente. Era l’amante di Venere, padre di Phobos e Deimos. I suoi simboli erano il cinghiale e la lancia insanguinata.
Plutone Fratello di Giove e Nettuno, non fu mai il benvenuto sull’Olimpo, tanto da non avere neanche un trono nella dimora degli dei. La sua area di controllo erano gli Inferi, dove risiedeva. In epoca romana diventò anche la divinità dei metalli, delle pietre preziose e di tutto ciò che sta sotto terra. Rapì Proserpina, figlia di Cerere, e ne fece la sua sposa. Il suo simbolo era il Timone del terrore.
Nettuno Dio del mare e dei terremoti, era fratello di Giove e Plutone. Sposato con la ninfa Anfitrite, viveva in un palazzo subacqueo. Da lei ebbe quattro figli, tra cui Tritone e Cimopolea. Era anche padre di numerose creature più o meno mostruose, come i ciclopi minori e il mitico Pegaso. I suoi simboli erano il tridente e il cavallo, creato da lui stesso dalla spuma delle onde.
Giove Re del Cielo e capostipite di tutti gli dei. Fratello e marito di Giunone, era famoso per le sue avventure extraconiugali dalle quali nacquero molti eroi, come Ercole, semidei e qualche mostro. I suoi simboli erano la folgore e l’aquila (simbolo, tra l’altro, anche di Roma).
Vulcano Figlio di Giunone, appena nato venne scagliato giù dall’Olimpo da sua madre perché non aveva un bell’aspetto. Dio del fuoco, degli artigiani e dei fabbri, era sposato con Venere. I suoi simboli erano l’incudine e la quaglia (saltella in modo strano, proprio come lui).
Apollo Gemello di Diana era il dio della musica, della poesia, della medicina, del tiro con l’arco e degli scapoli. Come la sorella rappresentava la luna, a lui fu attribuito il sole.