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LA CRISI DEL MEDIOEVO

Prof.ssa Sara Aschelter

QUIZ 3

FEDERICO II

QUIZ 2

INNOCENZO III

ORDINI RELIGIOSI

QUIZ 1

ERESIE

CRISI

INDICE

MONARCHIE FEUDALI

MAGNA CHARTA

QUIZ 4

CONTATTI

Prof.ssa Sara Aschelter

DAI POTERI UNIVERSALI ALLE MONARCHIE FEUDALI

Nel Duecento entrarono in crisi i due grandi poteri universali rappresentati dalla Chiesa e dall'Impero mentre inizava ad affermarsi un nuovo soggetto politico: le monarchie feudali. Francia e Inghilterra si affronteranno nella Guerra dei Cent'anni.

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Nel Medioevo l'Europa coltivava l'ideale di un solo, unico, grande Stato cristiano governato dalle due supreme autorità: il papa e l'imperatore. I poteri papale e imperiale vennero considerati universali, cioè incaricati direttamente da Dio per governare gli uomini.


Nel Duecento, tuttavia, questo ideale era ancora lontano dal realizzarsi e i poteri universali entrarono in crisi:
- IMPERO: l'autorità dell'imperatore è formalmente riconosciuta da Germania, Borgogna (Francia) e Italia settentrionale, ma Federico I Barbarossa aveva dovuto lungamente combattere con i Comuni del nord per affermare la propria autorità;
- CHIESA: per quanto avesse retto allo scontro con gli imperatori nella lotta per le investiture, guadagnandosi un ampio potere anche politico, non sembrava però in grado di rappresentare la guida spirituale necessaria al periodo. Nel 1054, con lo Scisma d'Oriente, i cristiani ortodossi d'Oriente si separarono ufficialmente dai cattolici d'Occidente, ottenendo autonomia. Tuttavia, le maggiori difficoltà dovettero essere affrontate all'interno della stessa chiesa cattolica.

dei poteri universali

la crisi

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LE ERESIE

Tra il XII e il XIII secolo alcuni movimenti religiosi presero a contestare la Chiesa, ancora schiava di corruzione e degrado morale. Ebbero origine negli ambienti cittadini e conquistarono seguaci tra il popolo.

I movimenti non mettevano sempre in discussione questioni teologiche inerenti la dottrina della Chiesa; piuttosto, si limitavano a condannare l'indegnità e l'immoralità dei sacerdoti.
Vennero considerati eretici (hàiresis=scelta, separazione). L'eretico è colui che sceglie di seguire una interpretazione dell'insegnamento divino diversa da quella ufficiale e si separa dalla comunità cui appartiene.

I movimenti eretici più duramente repressi in questo periodo furono quelli dei valdesi e dei càtari. In particolar modo, i valdesi propongono un modello di vita casto e povero, ispirato direttamente a Cristo; tuttavia, questa loro posizione entra in contrasto con il lusso e lo sfarzo della Chiesa del tempo. Il movimento valdese era nato intorno al 1173 da Valdo di Lione, un ricco mercante che si era spogliato di tutti i suoi beni donandoli ai poveri per dedicarsi a una vita di povertà e castità. Ben presto, gli ideali di Valdo raggiunsero altri Paesi europei. Nel 1184 fu scomunicato dal papa.

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LE ERESIE

L'eresia càtara (katharòs=puro) si sviluppò nella Francia meridionale tra il XII e il XIII secolo e divenne ben presto il movimento più temuto dalla Chiesa. I catari si rifacevano a una tradizione orientale, piuttosto distante dalla dottrina ufficiale: essi ritenevano che il Dio delle Sacre Scritture fosse il creatore dello spirito, mentre il creatore della materia era rappresentato da un altro dio del male. Gesù veniva considerato un messaggero inviato dal Dio Buono per liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni. Per i catari infatti tutta la materia, e quindi il corpo, era il male. Per questo, molti praticavano il digiuno e l'astensione dalla carne.

Alcuni di loro giungevano a estremi come non praticare attività sessuale per non procreare, dunque creare materia per il dio del male, e condannavano ogni forma di ricchezza e potere.


La Chiesa decise di rispondere con una durissima repressione. Nel 1208 papa Innocenzo III proclamò una crociata contro i catari della Francia meridionale, chiamati albigesi. Nel dispiegamento diseguale di forze, ebbero la meglio i crociati, che eliminarono i catari dalla regione, sterminandoli in massa.

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LE ERESIE E LA CHIESA

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Universali

Spirituali

Politici

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LE ERESIE E LA CHIESA

Il potere della Chiesa e quello dell'Impero sono definiti...

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LE ERESIE E LA CHIESA

AVANTI!

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città contro l'Impero

movimenti religiosi

assemblee politiche

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LE ERESIE E LA CHIESA

Cosa sono le eresie?

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AVANTI!

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Valdesi

Francescani

Domenicani

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LE ERESIE E LA CHIESA

Fra le principali eresie del Medioevo ricordiamo i...

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Dio delle Sacre Scritture

Dio del bene

Dio del male

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LE ERESIE E LA CHIESA

Secondo i catari, la materia e dunque il corpo sono creati da...

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Riconobbe i catari come ordine religioso

Pretese che tutti si convertissero

Annunciò una crociata

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LE ERESIE E LA CHIESA

Come reagì papa Innocenzo III all'affermarsi dell'ideologia catara nella Francia meridionale?

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FINE!

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LE ERESIE E LA CHIESA

RIPROVA

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FRANCESCANI E DOMENICANI

La repressione delle eresie non fu tuttavia l'unica arma che la Chiesa utilizzò per contrastare le sempre maggiori critiche e riconquistare la fiducia dei fedeli. Tra le strategie vi era anche il riconoscimento di alcuni ordini religiosi, come francescani e domenicani, che non si erano mai ribellati alla dottrina ufficiale.

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Oltre quelli considerati eretici, vi erano tuttavia alcuni movimenti riformatori che erano rimasti all'interno della Chiesa e che avevano accettato di sottomettersi al potere papale. I più importanti furono i francescani e i domenicani:

- predicazione e pratica della povertà;
- ordini mendicanti, cioè si mantenevano con le elemosine e le donazioni dei fedeli o con il lavoro;
- conventi nelle città, per predicare il Vangelo alle folle urbane spesso attratte invece dalle eresie.

Due grandi differenze:
1) Modalità di predicazione
- francescani con le parabole, i racconti, la vita dei Santi;
- domenicani con uno studio approfondito delle Sacre Scritture si proponevano la repressione delle eresie attraverso una straordinaria preparazione culturale.
2) Servizio prestato
- francescani semplici, umili, vicini alla gente comune, si dedicavano all'assistenza di ammalati e indigenti;
- domenicani furono spesso docenti universitari, confessori di re e sigori, inquisitori.

la Chiesa dal suo interno

riformare

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Nel 1206 Giovanni di Pietro di Bernardone meglio conosciuto come Francesco (1182-1226) davanti a suo padre e alla folla che animava la piazza centrale di Assisi, si spogliò di tutti i suoi beni e dei suoi abiti che restituì al padre. Indossò un paio di sandali a piedi nudi e un saio di lana e iniziò insieme a pochi seguaci una vita di predicazione e povertà. Nonostante fosse stato deriso come pazzo, il suo esempio ispirò molti e i seguaci divennero in breve tempo alcune migliaia.

I primi francescani presero il nome di ordine dei frati minori nel 1209, quando Francesco d'Assisi fondò l'ordine mendicante che praticava l'estrema povertà. Superate infatti non poche iniziali diffidenze da parte dei canali ufficiali, nel 1223 Onorio III riconobbe ufficialmente la Regola francescana.

Godette subito di grande popolarità, non solo per la figura di Francesco, per la carità, per la dedizione ai poveri e agli infermi, ma anche per la stretta osservanza della povertà da parte dei suoi seguaci.

Ancora oggi Assisi rappresenta un importante centro spirituale per i fedeli cristiani.

L'ordine domenicano venne fondato nel 1206 da Domenico di Guzmàn (1170-1221), un sacerdote spagnolo che aveva deciso di combattere l'eresia catara con il buon esempio, con la predicazione ma soprattutto con l'insegnamento nelle scuole e nelle università. I suoi seguaci, infatti, dovevano dedicarsi allo studio della dottrina religiosa, vivere di elemosina e seguire uno stile di vita che rispecchiasse l'ideale evangelico della chiesa primitiva.

Nel 1216 Onorio III approvò l'ordine che prese il nome di ordine dei predicatori.

IL RAFFORZAMENTO DELLA CHIESA

Il riconoscimento da parte del papa dei due ordini mendicanti è indicativo dell'esigenza di rinnovamento morale e spirituale della Chiesa, sentito non solo dai fedeli ma anche dalla parte di clero non corrotta. Anche i pontefici non rimasero indifferenti e riuscirono a riportare la Chiesa del XIII secolo all'antica autorevolezza grazie a:

- repressione delle eresie (crociate, Tribunale dell'Inquisizione, Indici);
- apertura nei confronti dei movimenti religiosi rimasti fedeli alla dottrina ufficiale e riconoscimento degli ordini religiosi.

Soprattutto in questo periodo, i pontefici tentarono di riaffermare con determinazione i principi teocratici, ponendosi al di sopra degli altri poteri. La dottrina della teocrazia, infatti, sosteneva il primato del potere del papa su quello politico dei tanti re e imperatori.
Tra tutti, si distinse papa Innocenzo III: esperto di diritto, fu papa dal 1198 al 1216 e sostenne il primato assoluto della Chiesa. Riteneva che l'autorità spirituale dovesse affermarsi su tutti gli altri poteri: di conseguenza, durante il suo pontificato, riprese la lotta con l'Impero.
[vedi DANTE, Paradiso, Canto XI]


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ORDINI MENDICANTI

FRANCESCANI E DOMENICANI

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Francescani e domenicani sono ordini...

ERETICI

MENDICANTI

POLITICI

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COMPLIMENTI!

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La predicazione francescana si basava su...

PARABOLE

STUDIO

INSEGNAMENTO

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AVANTI

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COMPLIMENTI!

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Quale ordine si dedicava allo studio e all'insegnamento?

DOMENICANI

FRANCESCANI

TUTTI E DUE

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AVANTI

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COMPLIMENTI!

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Quale fu il principale obiettivo di Innocenzo III?

AFFERMARE POTERE

SOCCORRERE POVERI

CROCIATE

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AVANTI

4/5

COMPLIMENTI!

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Di cosa era esperto papa Innocenzo III?

MEDICINA

ARTE

DIRITTO

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AVANTI

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COMPLIMENTI!
OTTIMO LAVORO!

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RIPROVA

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PROSEGUIAMO!

Siamo pronti a proseguire?

COMPLIMENTI!

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da federico ii alla

crisi dell'impero

Il conflitto tra papa e imperatore si riaccese nel XIII secolo a causa del Regno di Sicilia.

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I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione.


In Italia meridionale i Normanni arrivarono nell’XI secolo.
Tra i normanni dell’Italia meridionale si distinse la famiglia di Altavilla (Hauteville); uno dei suoi esponenti, ROBERTO IL GUISCARDO, ottenne dal papa nel 1059 il titolo di duca di Puglia, Calabria e Siclia. Forte dell’appoggio papale, Roberto riuscì a scacciare i bizantini che dominavano nell’area e a sconfiggere gli arabi in Sicilia.

Nel 1130 RUGGERO II D’ALTAVILLA, dopo aver definitivamente sconfitto arabi e bizantini, venne incoronato re di Sicilia dal papa.

Il Regno normanno di Sicilia

gli altavilla

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FEDERICO II

ENRICO VI

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COSTANZA D'ALTAVILLA

figlia di Ruggero

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figlio di Barbarossa

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Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa.

Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II, il quale ereditava dal padre il diritto alla successione imperiale (Federico Barbarossa era suo nonno!) e dalla madre il titolo di re di Sicilia.
Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia.
Nel 1220 FEDERICO II venne eletto IMPERATORE.

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1186

Costanza ed Enrico

1198

Muore Costanza

1220

Federico II imperaotre

1194

Nasce Federico II

Federico II imperatore - cronologia

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Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II, il quale ereditava dal padre il diritto alla successione imperiale (Federico Barbarossa era suo nonno!) e dalla madre il titolo di re di Sicilia.


Federico, erede al trono imperiale e re di Sicilia, Puglia e Calabria.

Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa.

Federico II rimase orfano all’età di quattro anni, affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Sicilia.


Nel 1220 FEDERICO II venne eletto IMPERATORE.

Già nel corso della sua vita, le cronache medievali lo avevano già definito stupor mundis (meraviglia del mondo). Tale meraviglia era suscitata dalla complessa e nobile figura di Federico: parlava sei lingue, coltivava l’amore per la poesia, per l’arte e si dedicava a studi di astrologia, matematica, medicina e storia naturale.

Costituzione di Melfi, 1231

"L'osservanza della pace ordiniamo che sia praticata da tutte e da ognuna le parti del nostro regno"

Nutriva inoltre la passione per la caccia col falcone, attività della quale divenne così esperto tanto da scrivere un trattato sulla falconeria, primo libro di zoologia del mondo occidentale.

Sostenitore di poeti, filosofi e scienziati, trasformò la sua corte a Palermo in un centro culturalmente vivace.

E' proprio ai poeti raccolti intorno a Federico II che si deve la nascita della prima scuola poetica in lingua volgare


italiana, chiamata dagli storici scuola siciliana.

Nel 1128 fu costretto a partecipare a una crociata in Palestina, a causa di una promessa fatta al papa in giovane età. Invece di combattere una guerra sanguinosa, l’abile Federico capì di dover usare la diplomazia: dal momento che parlava l’arabo, non ebbe bisogno di interpreti per trattare col sultano.

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Prof. A. BARBERO

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IL PROGETTO DI FEDERICO:

UNO STATO ACCENTRATO

Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.

Iniziò il suo progetto in Sicilia, dove costruì uno Stato centralizzato molto efficiente, con funzionari colti e capaci - gli stessi che molto spesso si trasformavano in poeti all’occorrenza.

  • Ridusse i privilegi di nobiltà e clero;
  • Limitò le autonomie dei Comuni al centro-nord;
  • Si circondò di uomini capaci, addetti all’amministrazione del Regno.
  • Promulgò le Costituzioni di Melfi nel 1231: un codice di leggi che regolavano i rapporti tra sudditi e Stato e affermavano la superiorità del potere imperiale su qualsiasi altro potere (feudale, comunale, ecclesiastico).

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IL PROGETTO DI FEDERICO:

UNO STATO ACCENTRATO

La Chiesa vide così ridotti i suoi privilegi nel Regno di Siclia. I Comuni del centro-nord d’Italia videro nel tentativo di affermare l’autorità imperiale da parte di Federico una sensibile riduzione delle loro libertà. Chiesa e Comuni si dimostrarono insofferenti nei confronti di Federico II.

La guerra che seguì durò oltre trent’anni e i Comuni italiani si divisero in due fazioni: GUELFI e GHIBELLINI, termini che assunsero un significato diverso rispetto a quello attribuito alle fazioni tedesche:
GUELFI: sostenitori del potere papale;
GHIBELLINI: sostenitori del potere imperiale.

I GUELFI si allearono con papa GREGORIO IX, eletto nel 1227.

Tuttavia, l’improvvisa morte di Federico nel 1250 segnò la fine di questo grande progetto politico.

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Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria.


Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva. In cambio del loro appoggio gli ANGIO’ ricevettero dal papa il REGNO DI SICILIA.

Il potere imperiale entrò in una crisi irreversibile:
l’Italia si rese autonoma;
la Germania divenne terreno di scontro per i signori feudali.
L’Impero continuò a esistere solo per i territori tedeschi: Germania, Austria e Boemia.

Dopo Federico II

GLI ANGIOINI

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DA FEDERICO II ALLA CRISI DELL'IMPERO

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Da quale regione provengono i Normanni?

Polonia

Scandinavia

Svizzera

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I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione.

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Federico II era il ... di Barbarossa.

Nipote

Figlio

Zio

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Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa. Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II.

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Orfano all'età di quattro anni è affidato alla tutela...

Di papa Innocenzo III

Di Carlo d'Angiò di Francia

Di Costanza d'Altavilla

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Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia.

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Qual era l'obiettivo della sua politica?

Sconfiggere i cristiani

Unire Francia e Germania

Costruire uno stato accentrato

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Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.

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Cosa succede dopo la morte di Federico II?

Manfredi vince contro il papa

Manfredi si unisce ai Comuni

Manfredi è sconfitto, l'Impero entra in crisi

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Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria. Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva.

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Riprova!

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L'AFFERMAZIONE DELLE MONARCHIE FEUDALI

Mentre il potere imperiale e quello della Chiesa entravano in una profonda crisi, iniziò ad affermarsi un nuovo modello di organizzazione politica: la monarchia feudale.

Prenderemo a esempio la formazione delle monarchie feudali in Inghilterra e in Francia.

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la monarchia di francia

Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA.


Egli era dunque re dei Franchi perché erano stati proprio i conti e i duchi franchi a eleggerlo e a rendergli omaggio come si conveniva al signore. La fedeltà dei ducati e delle contee distanti da Parigi era assicurata al re dalla fedeltà che legava, secondo i valori feudali, i vassalli al proprio signore, proprio grazie alla cessione di un beneficio (feudo).
Non bisogna dimenticare infatti che i feudatari francesi avevano ottenuto l’ereditarietà del feudo e sui loro territori avevano leggi e regole imposte dallo stesso signore.

Nei loro territori di fatto il re non poteva esigere tasse, amministrare la

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giustizia, reclutare un esercito.


IL POTERE DEL RE ERA LEGATO ALLA FEDELTÀ’ DEI SUOI VASSALLI.



la monarchia di INGHILTERRA

Tra i grandi vassalli del re di Francia vi erano anche i duchi di Normandia, che avevano stretti rapporti di parentela con la monarchia inglese.

Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.

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Divenuto re d’Inghilterra, GUGLIELMO IL CONQUISTATORE (William The Conqueror) realizza una monarchia di stampo feudale, sull’esempio delle monarchie francesi, ottenendo così un potere forte e centralizzato.


Dominazione normanna e battaglia di Hastings, 1066.

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In questo modo, tuttavia, i duchi di Normandia erano sia re d’Inghilterra, sia vassalli del re di Francia. In base ai legami feudali, infatti, un duca rimaneva per sempre a disposizione del signore. Per quasi due secoli, dunque, le due monarchie riuscirono a convivere, rispettando ruoli e convenzioni.


Attorno alla metà del XII secolo, tuttavia, mutarono alcune condizioni.
- Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora). Egli esercitava dunque una forte influenza sulla maggior parte dei territori di Francia;
- A partire dal 1180 divenne re di Francia FILIPPO II: egli voleva affermare con decisione il suo potere su tutti i territori di Francia e per questo finì per scontrarsi con la monarchia inglese.

di tipo feudale

problemi

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FRANCIA E INGHILTERRA ALLO SCONTRO

Lo scontro divenne esplosivo all’inizio del XIII secolo, quando era re di Inghilterra GIOVANNI SENZA TERRA e si concluse solo nel 1214 con la battaglia di Bouvines.

I francesi sconfissero gli inglesi e il potere della monarchia di Francia si rafforzò. Da questo momento, FILIPPO II potè esercitare la sua autorità sulla maggioranza dei territori francesi. Secondo alcuni storici, questo è infatti l’atto fondativo del Regno di Francia.

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Dopo Filippo II, anche i suoi successori si impegnarono a rafforzare il potere della monarchia francese.
In particolare, FILIPPO IV IL BELLO:
  • Costruì un efficace burocrazia* di funzionari nominati dal re;
  • Accentrò l’amministrazione della giustizia;
  • Accentrò il reclutamento dell’esercito;
  • Donò maggior forza a nuovi strumenti di governo: Parlamenti, che in Francia erano le corti di giustizia (tribunali) delle principali città del Regno;
  • Stati generali, assemblea dei rappresentanti dei tre ordini sociali, che in Francia erano chiamati stati: CLERO - ARISTOCRAZIA - BORGHESIA

*BUROCRAZIA: l’insieme del personale che si occupa per conto del re o del governo dell’amministrazione della cosa pubblica. I suoi componenti sono chiamati funzionari, in quanto esercitano poteri pubblici non nel proprio interesse, ma in quello dello Stato.

della monarchia di Francia

Il rafforzamento

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Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese.
È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM, ovvero la Grande carta delle libertà, un documento che limitava i poteri del re e ampliava quelli dell'assemblea dei sudditi, chiamata Parlamento.

Si tratta di un lungo elenco di libertà a favore dell'alto clero, dei nobili e delle città libere del Regno. Bisogna quindi prestare attenzione: non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea.
La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.

della monarchia di Inghilterra

la situazione

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La Magna Charta riconosceva come privilegi alcuni principi fondamentali che nei secoli successivi saranno riconosciuti a tutti i cittadini. Per esempio, l'art.20 sanciva un importantissimo principio giuridico: la pena doveva essere proporzionata al delitto. Questo valeva però solo per gli uomini liberi del Regno, non per tutti i sudditi - ne erano esclusi i contadini che vivevano in condizione di schiavitù e le donne, escluse da qualunque diritto.


Quello che nel 1215 era un privilegio di pochi, oggi è un diritto di tutti!


Due livelli di potere

Parlamenti

Funzionari regi

Assemblee rappresentative

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DUE LIVELLI DI POTERE

- Potere del re, che amministrava lo Stato, la giustizia e il sistema di tassazione;

- Potere dei feudatari, che difendevano i propri privilegi e le proprie autonomie.

Sino al XV-XVI secolo i re non ebbero la forza di annullare i poteri locali dei feudatari, cercando piuttosto di piegarli ai loro favori, affidando loro per esempio degli incarichi di amministrazione per conto del re. Per questo motivo, il modello di monarchia che si viene a creare in questo periodo è anche definito monarchia feudale: il Regno continuava a essere un insieme di feudi, ma l'autorità del re diventava sempre più ampia e presente.

ASSEMBLEE RAPPRESENTATIVE

Per mediare tra la volontà del re, i privilegi di clero e aristocrazia e i bisogni dei sudditi venne creato uno strumento indispensabile: le assemblee rappresentative, che prenderanno nomi diversi nei diversi Paesi:

- Parlamento in Inghilterra;

- Stati generali in Francia.


Si trattava di assemblee convocate dal re quando aveva bisogno di imporre nuove tasse al fine di combattere una guerra o per organizzare l'amministrazione del Regno. Grazie alla presenza di queste assemblee, si affermò un principio fondamentale: ciò che il re chiedeva ai sudditi doveva essere prima approvato da queste!

PARLAMENTI

Per raggiungere l'obiettivo di indebolire il potere feudale, i re crearono degli strumenti per un controllo e un intervento diretto: i Parlamenti. Queste erano le corti di giustizia del re alle quali potevano ricorrere i sudditi quando si ritenevano vittime di soprusi da parte dei signori feudali.

FUNZIONARI REGI

I re si circondarono di funzionari nominati personalmente, che si affiancavano ai feudatari con compiti di controllo e riscossione delle tasse.

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MONARCHIE FEUDALI

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Quale dinastia seguì in Francia quella carolingia?

Merovingia

Capetingia

Plantageneti

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Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA.

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Chi vinse la battaglia di Hastings, 1066?

Guglielmo il conquistatore

Edoardo il confessore

Filippo II

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Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.

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Troviamo la dinastia dei Plantageneti in...

Inghilterra

Francia

Italia

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Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora).

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Chi concesse la Magna Charta?

Riccardo cuor di leone

Enrico II

Giovanni senza terra

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Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese. È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM

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Cosa stabiliva la Magna Charta?

Diritti di tutti i sudditi

Le libertà del re

Privilegi per clero e nobili

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non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea. La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.

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