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l'illuminismo

Iniziamo

Il movimento culturale del Settecento

Buona lezione

Prof.ssa Sara Aschelter

indice

2-Pensiero politico

1.1- Quiz 1

1- Encyclopédie

3.3-

2.2- Quiz 2

3-

Prof.ssa Sara Aschelter

01

L'illuminismo e l'Encyclopédie

Quale è il compito che spetta all'intellettuale settecentesco secondo l'Illuminismo?

Prof.ssa Sara Aschelter

cos'è l'illuminismo?

  • L'illuminismo è un movimento culturale che si affermò in Europa nel Settecento. Secondo tale pensiero, l'uomo deve poter decidere del proprio destino usando la ragione, ovvero le sue facoltà critiche e razionali.
  • Le istituzioni democratiche, basate sulla partecipazione, sulla libertà e sui diritti comuni a tutti i cittadini, erano considerate superiori a qualsiasi altro modello di governo.
  • La premessa essenziale per la nascita dell'Illuminismo è lo sviluppo del sapere e delle conoscenze di cui fu portatrice la rivoluzione scientifica del XVII secolo. Essa contribuì ad accrescere la fiducia nelle facoltà razionali dell'uomo e nella sua capacità di leggere il mondo che lo circonda.

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1. illuminismo ed encyclopédie

Il compito degli intellettuali illuministi

L'intellettuale illuminista ha il compito di fare luce e rischiarare la vita degli uomini e della società dalle tenebre dell'ignoranza, del fanatismo e della superstizione. L'unico strumento utile a illuminare è la ragione umana.
Tutte le credenze e le posizioni circa il mondo devono dunque essere sempre filtrate dalla ragione, che esprime un giudizio positivo o negativo. Ciò che prima veniva accettato sulla base della consuetudine, ora deve presentarsi davanti al "tribunale della ragione", che ha il potere di distinguere il vero dal falso.
Questa posizione apre la strada anche alla critica nei confronti dell'autorità.

Si diffonde una concezione laica della vita: non dipendendo più da dogmi religiosi, il vero e il giusto non sono stabiliti dalle chiese o dai governi, ma soltanto dalla ragione umana, che è innata e presente nella stessa misura in tutti gli uomini. Da ciò discende il principio che tutti gli uomini nascono e sono uguali, dunque devono godere degli stessi diritti e avere la libertà di esercitarli.

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Gli intellettuali illuministi elaborarono una nuova concezione della felicità. Se nella cultura religiosa medievale la felicità consisteva nella salvezza eterna, dunque raggiungibile solo nell'aldilà, per gli illuministi diventa un obiettivo primario dell'esistenza, dunque della vita terrena.


Si pensi alla Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776, nella quale la felicità è elencata come diritto naturale di ogni individuo.

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Gli intellettuali illuministi elaborarono una nuova concezione della felicità. Se nella cultura religiosa medievale la felicità consisteva nella salvezza eterna, dunque raggiungibile solo nell'aldilà, per gli illuministi diventa un obiettivo primario dell'esistenza, dunque della vita terrena.


Si pensi alla Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776, nella quale la felicità è elencata come diritto naturale di ogni individuo.

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Il sapere trasmesso dall'Encyclopédie non era dogmatico, basato su una tradizione immutabile mai messa in discussione.

  • Si trattava di un sapere sia teorico, sia pratico, legate alle scienze sperimentali e alle tecnologie;
  • L'obiettivo dell'opera era quello di accrescere la felicità degli uomini e la loro ricchezza attraverso le conoscenze;
  • Vi si trovavano, dunque, non solo le più aggiornate conoscenze in materia di filosofia, scienza e teologia, ma anche utili informazioni per agricoltura, artigianato e in generale per tutte le attività della vita quotidiana.
  • L'opera aveva perciò un vero intento divulgativo: su 28 volumi, 11 erano quelli dedicati alle illustrazioni che rendevano più immediata la comprensione degli argomenti esposti, delle scoperte scientifiche e delle tecnologie.


L'Encyclopédie ebbe un enorme e immediato successo: poté infatti contare in breve tempo su 4200 abbonati, cifra ragguardevole se consideriamo epoca e costi. L'opera non risentì granché dell'essere stata aggiunta all'Indice dei Libri Proibiti dalla Chiesa.


L'Indice dei Libri Proibiti, istituito intorno alla metà del Cinquecento, era un elenco compilato dalla Chiesa cattolica nel quale erano segnalati i libri che era vietato leggere e possedere perché contrari alla dottrina o alla morale cattoliche, perciò considerati eretici.

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L'encyclopédie

Nuova concezione laica del sapere

Anche la visione della storia cambiò molto rispetto ai secoli precedenti.
Secondo gli intellettuali illuministi, infatti, tutta la storia dell'uomo non è altro che un cammino verso la civiltà e il benessere.
Infatti, dal momento che la ragione umana guida sempre verso il meglio, il futuro rappresenta il progresso.

L'opera principale degli intellettuali illuministi fu l'Encyclopédie, un gigantesco dizionario, pubblicato a Parigi tra il 1751 e il 1772 sotto la direzione dei filosofi Denis Diderot e Jean-Baptiste d'Alembert.
Fu un'opera grandiosa, alla quale parteciparono centinaia di filosofi, scienziati, collaboratori (economisti, ingegnere, medici) e che fu venduta in abbonamento, a fascicoli, rivolgendosi a un vasto pubblico.
Fu un'opera rivoluzionaria perché proponeva un nuovo tipo di sapere rispetto a quello medievale. L'enciclopedia degli Illuministi, infatti, concepiva il sapere come un grandioso cammino che si ramifica e cresce a ogni generazione.

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Il sapere trasmesso dall'Encyclopédie non era dogmatico, basato su una tradizione immutabile mai messa in discussione.

  • Si trattava di un sapere sia teorico, sia pratico, legate alle scienze sperimentali e alle tecnologie;
  • L'obiettivo dell'opera era quello di accrescere la felicità degli uomini e la loro ricchezza attraverso le conoscenze;
  • Vi si trovavano, dunque, non solo le più aggiornate conoscenze in materia di filosofia, scienza e teologia, ma anche utili informazioni per agricoltura, artigianato e in generale per tutte le attività della vita quotidiana.
  • L'opera aveva perciò un vero intento divulgativo: su 28 volumi, 11 erano quelli dedicati alle illustrazioni che rendevano più immediata la comprensione degli argomenti esposti, delle scoperte scientifiche e delle tecnologie.


L'Encyclopédie ebbe un enorme e immediato successo: poté infatti contare in breve tempo su 4200 abbonati, cifra ragguardevole se consideriamo epoca e costi. L'opera non risentì granché dell'essere stata aggiunta all'Indice dei Libri Proibiti dalla Chiesa.

L'Indice dei Libri Proibiti, istituito intorno alla metà del Cinquecento, era un elenco compilato dalla Chiesa cattolica nel quale erano segnalati i libri che era vietato leggere e possedere perché contrari alla dottrina o alla morale cattoliche, perciò considerati eretici.

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L'Encyclopédie

Realizzato per l'esposizione France Dubai 2020. Guarda i volumi originali!

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La presenza del giornale nella vita quotidiana determinò un ulteriore fenomeno rivoluzionario: la formazione dell'opinione pubblica. Nelle epoche passate, infatti, l'esistenza della censura e la limitazione della libertà d'espressione avevano reso molto difficile per i sudditi far valere un punto di vista diverso da quello
dei detentori del potere. Anche i caffè e i salotti letterari contribuirono alla sua formazione.

alfabetizzazione e lettori

Il successo dell'Encyclopédie è legato ad alcuni importanti cambiamenti che caratterizzarono la società dell'epoca:

- DIMINUZIONE DELL'ANALFABETISMO: alla fine del Settecento, la percentuale della popolazione maschile alfabetizzata raggiunse il 65% in Inghilterra, l'88% in Scozia e il 52% in Francia. Iniziarono a leggere e a scrivere non solo gli strati più alti della società, ma anche gli artigiani e i professionisti. I governi, infatti, avevano cominciato a interessarsi maggiormente dell'istruzione pubblica;
- AUMENTO DEL NUMERO DEI LETTORI: un'istruzione più diffusa ampliò il pubblico dei lettori e di conseguenza favorì lo sviluppo dell'editoria. Nel 1711 nacque in Inghilterra The Spectator, il primo quotidiano di opinione e attualità. Proponeva articoli di costume, economia e politica. Nel 1785 venne fondato il Times.

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OPINIONE PUBBLICA: l'insieme delle idee e del modo di pensare elaborato dai cittadini in modo indipendente dalle autorità politiche, in genere attraverso la stampa e i mezzi di comunicazione.

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L'INIZIO DELL'ABOLIZIONE DELLA CENSURA

Nel 1695 in Inghilterra era stata abolita una legge sulla censura, il Licensing act, che imponeva il controllo preventivo sulle opere a stampa. Per la prima volta, tutti potevano esprimere la propria opinione, tutti potevano esprimere il proprio punto di vista.


Anche se in gran parte del resto d'Europa bisognerà attendere la Rivoluzione francese per vedere abolita la censura, da questo momento il confronto delle idee si avvia a diventare una componente imprescindibile della società: la ragione doveva essere pubblica.

illuminismo ed encylopédie

Quiz

Iniziamo!

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dalla fede

dalla ragione

dai sentimenti

Per gli illuministi, l'uomo deve essere guidato soltanto...

1/5

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giusto

Secondo l'Illuminismo, l'uomo deve poter decidere del proprio destino usando la ragione, ovvero le sue facoltà critiche e razionali.

Prof.ssa Sara Aschelter

Per gli Illuministi, davanti alla legge gli uomini...

2/5

sono tutti uguali

sono giudicati secondo il reddito

sono diversi, secondo il principio di disuguaglianza

Prof.ssa Sara Aschelter

La ragione umana, che è innata e presente nella stessa misura in tutti gli uomini, permette di affermare che tutti gli uomini nascono e sono uguali, dunque devono godere degli stessi diritti e avere la libertà di esercitarli.

giusto

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Gli illuministi avevano una concezione del sapere che può essere definita...

3/5

religiosa e infuenzata dalla Chiesa

laica e indipendente

protestante e influenzata da Lutero

Prof.ssa Sara Aschelter

Per gli Illuministi il vero e il giusto potevano essere determinati solo dalla ragione, strumenti in possesso di ogni uomo dalla nascita.

giusto

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4/5

Nel corso del Settecento venne abrogata la legge sulla censura...

in tutti i Paesi d'Europa

in Inghilterra, Francia e Italia

solo in Inghilterra

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Gli altri Paesi europei cominceranno ad abrogare leggi sulla censura solamente dopo la Rivoluzione francese.

giusto

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L'idea di un'opinione pubblica...

5/5

cominciò a diffondersi in questo periodo

era già largamente diffusa nel Medioevo

non era ancora diffusa nel Settecento

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complimenti!

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sbagliato

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02

pensiero politico illuminista

Quale è la natura dello Stato? Come nasce? Chi ne detiene la sovranità?

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2. LA TOLLERANZA

Dibattiti settecenteschi

Il Settecento fu il secolo dei grandi dibattiti sui temi più importanti della vita privata e pubblica: il diritto all'istruzione, i compiti dello Stato, le scelte economiche, l'amministrazione della giustizia, il ruolo e il significato della religione, la schiavitù, i ghetti ebraici e la caccia alle streghe.
Uno dei temi più approfonditi fu la tolleranza, cioè l'orientamento che prevede l'accettazione delle opinioni diverse dalla propria. Secondo gli illuministi, la tolleranza non è una concessione, bensì il riconoscimento del diritto di ciascuno alla libera e pubblica espressione delle proprie idee.

L'Illuminismo affermò il principio della laicità dello Stato, contro ogni forma di fanatismo, in favore della tolleranza religiosa, ovvero della possibilità per chiunque di professare liberamente e pubblicamente la propria fede.

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François-Marie Arout, detto Voltaire (1694-1778), fu autore del Trattato sulla tolleranza.

Per Voltaire la libertà di pensiero e di espressione era un diritto che doveva essere riconosciuto a tutti i cittadini. La tolleranza non era dunque una concessione del sovrano, ma un atto dovuto da parte di chi deteneva il potere.


Nessuno, secondo Voltaire, poteva pretendere di possedere la verità assoluta e di imporla agli altri. Ciascuno deve rispondere solo alla propria coscienza e non a imposizioni del potere pubblico.

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2. CONTRO TORTURA E PENA DI MORTE

All'interno dell'Illuminismo italiano, si svolse il dibattito sulla tortura e sulla pena di morte. Protagonisti furono:


- Pietro VERRI (1728-1797), Osservazioni sulla tortura;
- Cesare BECCARIA (1738-1794), Dei delitti e delle pene (1764).

Beccaria espose i principi che dimostravano la disumanità e l'inutilità delle due pratiche: la tortura è una crudeltà inutile che non dà alcuna certezza sulle confessioni estorte.
La pena, secondo Beccaria, deve essere proporzionata al delitto e deve avere come fine il recupero del colpevole. Non è infatti la crudeltà della pena a scoraggiare i delitti, aggiunge Beccaria, ma la certezza che il colpevole la dovrà scontare. Lo Stato non ha il diritto di uccidere un uomo perché alcuni diritti, come quello alla vita, non possono essere toccati, sono inviolabili.


Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio

Cesare BECCARIA, Dei delitti e delle pene, cap. XXVIII.

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la pena di morte

Dei delitti e delle pene

Diamo uno sguardo alla pena di morte nel mondo e alla sua storia in Italia. Realizzato da HUB Scuola.

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princìpi illuministi

CONTRO TORTURA E PENA DI MORTE, la tortura non serve a estorcere la verità e la pena deve essere vista come recupero del criminale.

3

CONCEZIONE LAICA DELLO STATO E DELLA VITA, neutralità e separazione nei confronti delle convinzioni religiose e delle religioni; autonomia rispetto alle chiese.

2

FUTURO COME PROGRESSO E BENESSERE, dal momento che la ragione umana guida sempre verso il meglio, il futuro rappresenta il progresso e il benessere.

4

TOLLERANZA, riconoscimento del diritto di ciascuno alla libera e pubblica espressione delle proprie idee.

1

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2. lo stato come patto fra uomini

Patto tra uomini

Uno degli argomenti più dibattuti fu l'origine dello Stato e il modo di organizzarlo.
Per gli illuministi lo Stato nasce come patto tra uomini, una forma di contratto sociale (=contratto che dà vita alla società) in base al quale i cittadini si impegnano a rispettare le leggi in cambio di benessere e sicurezza.
Questa teoria prende il nome di contrattualismo: lo Stato non ha origine divina, ma è il prodotto della storia in quanto creato dagli uomini.

Lo Stato liberale

Il filosofo inglese John Locke (1632-1704) già nel Seicento aveva anticipato il contrattualismo.
Secondo Locke, ogni uomo possiede dei diritti naturali (la vita, la libertà, la proprietà) che sono inviolabili e che non possono essere messi in discussione, neanche dallo Stato che nasce invece per garantire i diritti.
Il cittadino, nel patto con lo Stato, non cede tutti i diritti, ma ne delega una parte (=lo Stato amministra leggi e giustizia).
Lo Stato liberale ha come scopo la tutela delle libertà individuali e i suoi poteri sono limitati e soggetti al controllo dei cittadini.

+

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Lo Stato liberale


Lo Stato liberale


  • Lo Stato liberale ha come scopo la tutela delle libertà individuali;
  • I poteri dello Stato liberale sono limitati e soggetti al controllo dei cittadini;
  • La legittimità dello Stato deriva dal consenso dei cittadini, che questi possono ritirare qualora siano violati dallo Stato i diritti per garantire i quali esso è creato.


2. LA DIVISIONE DEI POTERI

MONTESQUIEU

Nel 1748, Charles-Louis de Secondati, barone di Montesquieu, pubblicò la sua opera Lo spirito delle leggi.
Uno Stato giusto, secondo Montesquieu, deve garantire le libertà e impedire il dispotismo, dunque anche l'assolutismo.
Il potere di chi governa deve perciò essere limitato da leggi e organismi costituzionali. Da qui discende la teoria della divisione dei poteri:
in uno Stato giusto i poteri di fare le leggi (legislativo), di governare (esecutivo), di amministrare la giustizia (giudiziario) devono essere divisi, cioè assegnati a organi diversi dello Stato che si devono controllare e limitare a vicenda.
Il modello migliore secondo Montesquieu era la monarchia costituzionale inglese, nata dalla rivoluzione del 1688, dove il potere del re era limitato da una serie di leggi costituzionali e dalla presenza di un parlamento elettivo.

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Voltaire, invece, pur ammirando la monarchia inglese, riteneva che il miglior modello di governo fosse la monarchia assoluta: poteva svolgere un ruolo positivo per la società, purché il sovrano agisse secondo i principi della ragione.

Un tale potere avrebbe potuto garantire anche i diritti della crescente borghesia contro il potere e gli interessi degli aristocratici.

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2. democrazia e sovranità popolare

La democrazia diretta di Rousseau

Jean-Jacques Rousseau fu il principale teorico della democrazia.
Secondo questi, la storia ci mostra la continua sopraffazione del forte sul debole, del ricco sul povero. La principale causa della disuguaglianza era per Rousseau la proprietà privata e riteneva che il contratto sociale che dà vita allo Stato non avesse risolto queste ingiustizie.
Occorreva un nuovo contratto sociale che fondasse uno Stato che fosse davvero espressione della volontà di tutto il popolo, derivasse dal popolo e al popolo appartenesse: la sovranità popolare.

Rousseau pensava dunque a uno stato democratico e repubblicano, basato sulla democrazia diretta. Egli non prevedeva che le leggi dovessero venire elaborate da un parlamento votato dai cittadini (come è oggi), ma dai cittadini stessi, all'interno di comunità ristrette.
Egli non riteneva che dovesse essere abolita la proprietà privata, né che dovessero esser cancellate tutte le disuguaglianze sociali; voleva piuttosto che non mettessero in pericolo la libertà di ciascuno - e questo sarebbe potuto accadere solo se un cittadino fosse stato tanto ricco da poterne comprare un altro.

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1-2 parole chiave

CONTRATTUALISMO: teoria politica secondo cui lo Stato non ha origine naturale né divina, ma è il risultato di un accordo (contratto) tra gli uomini.

DIVISIONE DEI POTERI: organizzazione dello Stato che prevede che il potere non sia controllato da un'unica istituzione. Si tratta di una concezione sostenuta dai filosofi liberali, per i quali l'elaborazione delle leggi (potere legislativo), la loro applicazione (potere esecutivo) e l'esercizio della giustizia (potere giudiziario) devono essere gestiti da istituzioni indipendenti tra loro.

ILLUMINISMO: corrente filosofica sviluppatasi nel corso del Settecento, affermava il primato della ragione umana in tutti i campi. Secondo gli illuministi, gli uomini devono poter usare liberamente le proprie facoltà razionali in tutti gli ambiti del sapere, con l'obiettivo di migliorare la loro condizione sia dal punto di vista politico, mediante la creazione di sistemi politici in cui siano riconosciute le libertà e l'uguaglianza di tutti gli uomini, sia economico, mediante l'accrescimento del benessere collettivo.

LAICO: l'orientamento che affermi l'indipendenza del sapere e delle istituzioni dall'autorità religiosa.

OPINIONE PUBBLICA: l'insieme delle idee e del modo di pensare elaborato dai cittadini in modo indipendente dalle autorità politiche, in genere attraverso la stampa e i mezzi di comunicazione.

PROGRESSO: per gli intellettuali illuministi indicava l'avanzamento verso gradi maggiori di civiltà dal punto di vista politico ed economico; secondo loro tale processo era inevitabile se gli uomini si fossero fatti guidare dalla ragione.

SOVRANITA' POPOLARE: l'attribuzione al popolo dell'esercizio del potere. Si tratta di uno dei principi fondamentali del pensiero politico democratico.

TOLLERANZA: orientamento che prevede l'accettazione delle opinioni diverse dalla propria. Secondo gli illuministi, la tolleranza non è una concessione, bensì il riconoscimento del diritto di ciascuno alla libera e pubblica espressione delle proprie idee.

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movimento culturale illuminismo

Quiz

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VERO

FALSO

Per Voltaire, la tolleranza doveva essere concessa dal sovrano.

1/5

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giusto

Per Voltaire la libertà di pensiero e di espressione era un diritto che doveva essere riconosciuto a tutti i cittadini. La tolleranza non era dunque una concessione del sovrano, ma un atto dovuto da parte di chi deteneva il potere.

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Beccaria e Verri erano due illuministi milanesi che scrissero dei saggi contro la tortura e la pena di morte.

2/5

VERO

FALSO

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All'interno dell'Illuminismo italiano, si svolse il dibattito sulla tortura e sulla pena di morte. Protagonisti furono:
- Pietro VERRI (1728-1797), Osservazioni sulla tortura;
- Cesare BECCARIA (1738-1794), Dei delitti e delle pene (1764).

giusto

Prof.ssa Sara Aschelter

Il contrattualismo prevede che le istituzioni dello Stato debbano essere frutto di un accordo tra cittadini.

3/5

VERO

FALSO

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teoria politica secondo cui lo Stato non ha origine naturale né divina, ma è il risultato di un accordo (contratto) tra gli uomini.

giusto

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4/5

Secondo tutti gli illuministi l'assolutismo andava combattuto.

VERO

FALSO

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Voltaire, infatti, pur ammirando la monarchia inglese, riteneva che il miglior modello di governo fosse la monarchia assoluta

giusto

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Il filosofo Rousseau fu un sostenitore della democrazia

5/5

VERO

FALSO

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