Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

e e e e e e e e e e e e e e e e e a a a a a a a a a a a a a a

o o o o o o o o o o o o o o o o u u u u u u u u u u u u u u u

m m m m m m m m m m m m b b b b b b b b b b b b b b

Storia della Lingua

i fenomeni letterari

START

Il contesto

Prof.ssa Sara Aschelter

&

Index

Lingua

analfabetismo

Italiano

postunitario

Video

pasolini

Prosa

e poesia

Tendenze

poetiche

Novella

e romanzo

Preludio

Emilio praga

Carducci

vita

Poetica

anni giovanili

Poetica

età adulta

Le opere

di carducci

Pianto antico

giosuè carducci

contatti

Prof.ssa Sara Aschelter

Nel 1861 l'analfabetismo raggiungeva il 78% a livello nazionale, con picchi del 90% nel Sud e nelle isole e punte minime del 50% in Piemonte e Lombardia.
Solamente lo 0.8% della popolazione parlava e scriveva con sicurezza in italiano.
Il problema dell'unificazione linguistica, già individuato dagli intellettuali dell'Ottocento e soprattutto da Manzoni, diviene sempre più un'esigenza imprescindibile. Ma quale modello di lingua sarebbe stato opportuno diffondere?
Secondo Manzoni, Presidente della commissione sulla lingua, si sarebbe dovuta insegnare la lingua parlata dai fiorentini colti, diffusa dai maestri e dai vocabolari. Si combattè duramente l'uso dei dialetti, ma questa soluzione si dimostrò impraticabile: una lingua davvero viva non si può imporre dall'alto.

78% = analfabeti
22% = alfabetizzati

+ INFO

Una lingua di uso comune

La nascita dell'italiano nazionale

Prof.ssa Sara Aschelter

Una lingua, dunque, può nascere solo dall'uso concreto dei parlanti e presuppone la partecipazione a momenti di vita collettiva, lavoro, studio, svago. Questa era l'obiezione mossa a Manzoni da un grande linguista, Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), il quale affermava che una vera lingua nazionale sarebbe potuta nascere solo dalla circolazione delle idee in una società civile viva e ricca di scambi.

In effetti, è stata questa la via attraverso cui si è formata la lingua italiana che parliamo oggi.

2

Mercato nazionale

3

Burocrazia

5

Migrazioni interne

6

Giornali e stampa

Il servizio militare obbligatorio metteva i giovani a contatto con realtà regionali diverse.

Servizio militare

L'emigrazione all'estero metteva gli analfabeti in contatto con società più evolute.

Emigrazione

Almeno per gli strati alfabetizzati, giornali e stampa periodica fecero da acceleratore.

Giornali e stampa

L'ampliarsi degli scambi commerciali obbligava persone di varie regioni a comunicare fra loro.

Mercato nazionale

In seguito all'avvio dell'industrializzazionele migrazioni interne mescolavano persone di diverse provenienze

Migrazioni interne

La diffusione

dell'Italiano

1

Servizio militare

Burocrazia

L'estendersi della burocrazia, con cui prima o poi tutti avevano a che fare.

4

Emigrazione

7

Radio, cinema, televisione

Mass Media

Radio, cinema e a metà del Novecento anche la televisione.

Prof.ssa Sara Aschelter

&

Intervistato il 22 febbraio del 1968 per la rubrica Rai "Sapere. L'uomo e la società", Pasolini ricostruisce così la nascita dell'italiano nazionale.

Pasolini racconta

la nascita dell'Italiano

Prof.ssa Sara Aschelter

VS

Prosa

La diffusione dell'uso dell'italiano porta a delle modificazioni anche in seno alla lingua letteraria, che ora si avvicina di più al parlato. Scompare la sintassi ampia e solenne, al suo posto si afferma un modello di prosa più agile, influenzata dal linguaggio giornalistico. Anche il lessico abbandona i termini arcaici e preziosi e si arricchisce di neologismi.

01

02

Poesia

Discorso diverso per la poesia: sebbene vi sia una tendenza a un linaguaggio più prosastico, che non rifiuta termini umili e quotidiani, le esperienze poetiche più significative di quest'epoca (Carducci e D'annunzio, per esempio) puntano al recupero di un'antichità classica. Una soluzione originale sarà presentata da Pascoli: una lingua apparentemente semplice ma, se si guarda bene, estremamente preziosa, poiché mescola vocaboli di uso comune e dialettali, con termini aulici o specialistici.

Prof.ssa Sara Aschelter

BIGnomi

Nuove tendenze poetiche

Scapigliati & carducci

Prof.ssa Sara Aschelter

A partire dal 1861 si possono individuare due diverse correnti che si oppongono al Romanticismo appena concluso.Gli Scapigliati sono un gruppo di scrittori (Emilio Praga, Arrigo Boito, Igino Ugo Tarchetti) che operano a Milano e sfoggiano atteggiamenti di rottura nella vita come nelle scelte letterarie. Essi rifiutano l'impegno civile, politico e patriottico, la visione cristiana del manzonismo, il sentimentalismo sdolcinato deg

degli ultimi poeti. Chiusi nella sfera soggettiva, gli Scapigliati rappresentano gli aspetti più crudi e materiali dell'esistenza. Il loro modello letterario di riferimento è "I fiori del male" di Baudelaire (1857).

La seconda tendenza è quella di Carducci, volta al recupero del classico.

VS

Novella

+ INFO

+ INFO

Genere letterario solitamente piuttosto breve, si adatta anche alla pubblicazione su giornali e riviste. Molto in voga nella seconda metà dell'Ottocento.

01

Il romanzo si afferma anche in Italia come il genere più diffuso e amato dai lettori. Questo è il periodo del trionfo del romanzo.

02

Romanzo

Prof.ssa Sara Aschelter

La novella si adatta alle tendenze messe in campo dal Verismo italiano, che spesso si interessa di rappresentare un momento solo di un'intera esistenza. Scrivono novelle in questo periodo Verga, il giovane d'Annunzio, e in seguito anche Svevo e Pirandello. Nelle novelle vengono spesso sperimentati stili e contenuti che confluiranno nelle opere maggiori degli autori (vedi, per esempio, la tecnica narrativa verghiana che si manifesta dapprima in Rosso Malpelo, in seguito sviluppata nei Malavoglia).

Gli scrittori amano il romanzo perché permette loro di riflettere sui problemi del proprio tempo e di rappresentare vaste porzioni di realtà sociale: quest'età tende infatti al realismo e ha fiducia nelle possibilità d'interpretare il reale. In alcuni casi, gli autori sono convinti addirittura di poterlo cambiare.

I modelli che influenzano il romanzo italiano sono le grandi opere del realismo europeo: Balzac con la Commedia umana, in cui descrive il mondo sociale, politico e culturale della sua epoca e Zola, che intende rappresentare tutta la società nelle sue varie declinazioni. Grande influenza esercita anche l'inglese Dickens, amato dai borghesi benpensanti, perché meno crudo di Zola nel rappresentare i mali della società, dunque più adatto alle famiglie. Molto letti sono anche i romanzieri russi, come Dostoevskij e Tolstoj, che esplorano complessi problemi di coscienza. Più sottile è l'influenza di Flaubert, attraverso la sua fredda e cruda rappresentazione della stupidità borghese.


Con la fine degli anni '80 dell'Ottocento e con il delinearsi della crisi del Naturalismo francese, comincia ad avere successo anche in Italia il romanzo psicologico.

Noi siamo i figli dei padri ammalati;

aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati
sull'agonia di un nume.

Nebbia remota è lo splendor dell'arca,
e già all'idolo d'or torna l'umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s'attende invano;

s'attende invano dalla musa bianca
che abitò venti secoli il Calvario,
e invan l'esausta vergine s'abbranca
ai lembi del Sudario...

Casto poeta che l'Italia adora,
vegliardo in sante visioni assorto,
tu puoi morir!... Degli antecristi è l'ora!
Cristo è rimorto!

Preludio

E. Praga

Padri ammalati = generazione romantica

aquile...piume = combattute tra desiderio di volare e paura
svolazziam = movimento privo di meta precisa
nume = per alcuni, Manzoni; per altri, Dio. Smarrimento.
nebbia...invano = metafora ricavata dalla storia ebraica: la condizione del poeta è paragonabile a quella degli Ebrei nel deserto, per i quali l'Arca santa e le Tavole della Legge sono lontane del tempo, offuscate. Gli uomini adorano ora il vitello d'oro e invano si attende il ritorno del profeta Mosè.
musa...Sudario = la poesia religiosa per venti secoli ispirata ai valori cristiani del sacrificio di Cristo. Inutilmente la Musa, esausta, si aggrappa al Sudario, il panno in cui fu avvolto il corpo di Cristo.
Degli antecristi è l'ora! Cristo è rimorto! = la società contemporanea è dominata da uno spirito antireligioso: per questo, Cristo è morto una seconda volta, condannato dalla religione delle macchine e del profitto. L'Anticristo, nell'Apocalisse, è la personificazione diabolica che combatterà contro Cristo e la Chiesa alla fine dei secoli.

Prof.ssa Sara Aschelter

Noi siamo i figli dei padri ammalati;

aquile al tempo di mutar le piume,

svolazziam muti, attoniti, affamati

sull'agonia di un nume.


Nebbia remota è lo splendor dell'arca,

e già all'idolo d'or torna l'umano,

e dal vertice sacro il patriarca

s'attende invano;


s'attende invano dalla musa bianca

che abitò venti secoli il Calvario,

e invan l'esausta vergine s'abbranca

ai lembi del Sudario...


Casto poeta che l'Italia adora,

vegliardo in sante visioni assorto,

tu puoi morir!... Degli antecristi è l'ora!

Cristo è rimorto!

Giosuè Carducci nasce a Valdicastello, provincia di Lucca, nel 1835 da una famiglia medio-borghese. Durante l'infanzia, vive in Maremma, a contatto con la natura aspra e selvaggia, che sente simile alla propria sensibilità. Questi luoghi e questa atmosfera saranno ricordati in molti componimenti.
Studia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, laureandosi in Lettere nel 1856 e inizia la carriera di insegnante nelle scuole

Giosuè Carducci

1835-1907

Prof.ssa Sara Aschelter

secondarie. Nel 1860 vince la cattedra di Letteratura Italiana all'Università di Bologna, dove insegna fino al 1904.

Partecipa intensamente alla vita culturale del tempo, collaborando con i periodici più prestigiosi. Ottiene il premio Nobel per la Letteratura nel 1906. Muore l'anno successivo.

1) PATRIOTTISMO GIOVANILE: In giovinezza, Carducci ha idee democratiche e repubblicane. Segue con entusiasmo le vicende risorgimentali, soprattutto l'esperienza garibaldina. Tuttavia, alla conclusione del processo di unificazione, Carducci si sente tradito dal compromesso monarchico e dalla presa di potere della Destra storica. Il poeta assume in questo periodo atteggiamenti di violenta opposizione, che gli costano anche la sospensione dell'insegnamento. La sua attività intellettuale e poetica si indirizza dunque alla polemica contro l'Italia "vile" del suo tempo.
2) OPPOSIZIONE ALLA CHIESA: Spesso il poeta è in contrasto con la Chiesa, col papa e con la religione cristiana. Egli è infatti favorevole a una concezione "pagana" della vita legata alla natura ma basata sui moderni valori della ragione, della scienza e del progresso: la sua ideologia coincide con il Positivismo. Negli anni della maturità, però, quando la situazione politica italiana diventa più stabile, lentamente inizia ad avvicinarsi alla monarchia: nel 1890 è nominato senatore del Regno.

La poetica e la visione del mondo

Prof.ssa Sara Aschelter

BIGnomi

3) EVOLUZIONE LETTERARIA E POLEMICA CONTRO IL ROMANTICISMO: Negli anni giovanili Carducci mostra un atteggiamento antiromantico al punto da formare con altri letterati un gruppo che ha lo scopo di opporsi al Romanticismo e di promuovere lo studio e l'imitazione della tradizione classica. Carducci è in polemica soprattutto con il Romanticismo sentimentale, ma anche con quello cristiano di Manzoni e della sua scuola, ritenuto troppo fragile e rassegnato, per nulla combattivo come voleva invece la tradizione classica che intendeva collegare l'Italia moderna ai valori dell'antica Roma. Inoltre, il poeta non apprezza del Romanticismo l'ammirazione nei confronti dei generi "popolari", prima fra tutti il romanzo. Egli cerca infatti uno stile adatto a elevare la sua poesia civile e battagliera su un piano alto che le dia dignità ed eleganza: per questo si ispira alla forma dei poeti classici.

La poetica e la visione del mondo

Prof.ssa Sara Aschelter


4) NOSTALGIA DELLA GIOVINEZZA E DI UN PASSATO IDEALIZZATO: A un certo punto della sua vita, Carducci intraprende anche un percorso di analisi interiore, angosciato dal pensiero della morte e preso dalla memoria struggente degli anni dell'infanzia e della giovinezza. In alcuni suoi componimenti è anche presente il desiderio di fuggire dallo squallore del presente per rifugiarsi in una Grecia idealizzata, ricca di vita, di bellezza e di armonia.

1

In Juvenilia ("Poesie giovanili", dal latino) e in Levia Gravia ("Poesia leggere e serie") Carducci si ispira ai classici e ai poeti più importanti della tradizione italiana, da Dante e Petrarca fino a Foscolo.


Giambi ed epodi deve il titolo alle forme metriche usate dai poeti antichi (greci e latini) nella satira: egli sfoga la rabbia di democratico e anticlericale contro l'"Italietta" vile, contro la classe politica incapace e corrotta, che ha dimenticato l'atteggiamento eroico dei grandi uomini del Risorgimento, e contro il conservatorismo della Chiesa.

In questa raccolta, Carducci sperimenta un linguaggio che si allontana dalla grandiosità dei classici, ricorrendo a termini della lingua parlata e a espressioni popolari. Il linguaggio alto non scompare, ma è utilizzato per descrivere realtà basse e meschine, ottenendo un effetto quasi ironico o, in alcuni casi, offensivo e provocatorio.


2

Rime nuove è pubblicato nel 1887. I componimenti di questa raccolta riprendono le forme tradizionali della lirica italiana, usate nel Medioevo e caratterizzate dall'uso della rima, che la poesia classica (greca e latina) non conosceva.


Gli argomenti di queste poesie sono di due tipi:

1) EMOZIONE ARTISTICA: è ciò che prova il poeta quando legge e studia i grandi poeti del passato (Omero, Virgilio, Dante, Petrarca, Ariosto);

2) DIMENSIONE IDEALE: il poeta rifiuta la realtà che disprezza per cercare rifugio in una dimensione ideale che si realizza in tre direzioni:

a) nostalgia per il passato storico;

b) nostalgia estetica, in cui il poeta evoca una Grecia idealizzata;

c) nostalgia personale, incentrata sulla memoria e sul ricordo.

In questa ultima occasione, il poeta rievoca momenti della propria infanzia e giovinezza pieni di vitalità e speranza, che si contrappongono a quelli del tempo presente, grigio e deludente.

3

In questi componimenti, Carducci abbandona la metrica tradizionale italiana, sperimentando l'imitazione di quella classica. Il significato del titolo è spiegato dallo stesso poeta: egli definisce barbara la nuova metrica perché questi versi suonerebbero, agli orecchi di un antico greco o romano, come se fossero detti da un barbaro del tutto ignaro della metrica classica.


L'esperimento metrico suscitò indignazione e subì molte critiche. In seguito, tuttavia, la metrica "barbara" entrò nel gusto corrente del pubblico e fu presto imitata dal giovane Gabriele d'Annunzio.


Queste poesie, insieme ad alcune delle Rime nuove, mettono ancora più in evidenza la tendenza del poeta a voler dimenticare il presente rifugiandosi nel passato, sentito come paradiso perduto di bellezza e di forza.

4

L'ultima raccolta poetica, Rime e ritmi, è pubblicata nel 1899 e contiene soprattutto grandi componimenti celebrativi, come Piemonte, Cadore, Alla città di Ferrara. Sono poesie grandiose, scritte in uno stile enfatico e solenne. Queste liriche consacrarono Carducci poeta ufficiale dell'Italia dell'Ottocento, poeta vate, cioè profeta dei destini della patria.


In quest'ultima fase della lirica carducciana, però, la critica più recente ha riconosciuto in alcuni componimenti una nuova vena poetica, più ricercata e sfumata, ricca di toni leggeri e sussurrati che si oppone all'enfasi di quelli prima citati. Questo tipo di poesia è più vicina alla lirica decadente che, come vedremo, era già presente in Italia negli anni Ottanta e Novanta grazie a Pascoli e d'Annunzio.

5

Carducci ci ha lasciato anche molti saggi e volumi di critica della letteratura, diversi discorsi, saggi di polemica letteraria e politiche e molte lettere.


LA CRITICA: Aderisce alla corrente di provenienza positivistica che è detta critica storica e che ha come obiettivo più che l'interpretazione dei testi, considerata troppo soggettiva, una rigorosa ricostruzione dei fatti: le vicende biografiche, gli ambienti culturali, le forme linguistiche e metriche, le fonti, la filologia del testo.


L'ORATORIA: Carducci pronunciò numerosi discorsi in circostanze ufficiali (Per la morte di Giuseppe Garibaldi, Per la libertà perpetua di S. Marino) scritti in una prosa gonfia ed enfatica.

Di tutt'altro tipo, invece, lo stile in cui stese saggi di polemica e memoria, uno stile ricco di ironia cattiva e pungente, nel primo caso, e di ironia femminista e nostalgia, nel secondo.


L'EPISTOLARIO: Carducci ci ha lasciato ventidue volumi di lettere stese quasi sempre in uno stile vivace e leggero.

Juvenilia (1850-1860)
Levia gravia (1861-1871)
Giambi ed epodi (1867-1879)

Opere giovanili

Prima: 1877
Seconda: 1882
Terza: 1889

Odi barbare

Critico e prosatore

Rime nuove (1887)

Rime nuove

Rime e ritmi (1899)

Rime e ritmi

Giosuè Carducci

Le opere

Prof.ssa Sara Aschelter

In Juvenilia ("Poesie giovanili", dal latino) e in Levia Gravia ("Poesia leggere e serie") Carducci si ispira ai classici e ai poeti più importanti della tradizione italiana, da Dante e Petrarca fino a Foscolo.


Giambi ed epodi deve il titolo alle forme metriche usate dai poeti antichi (greci e latini) nella satira: egli sfoga la rabbia di democratico e anticlericale contro l'"Italietta" vile, contro la classe politica incapace e corrotta, che ha dimenticato l'atteggiamento eroico dei grandi uomini del Risorgimento, e contro il conservatorismo della Chiesa.

In questa raccolta, Carducci sperimenta un linguaggio che si allontana dalla grandiosità dei classici, ricorrendo a termini della lingua parlata e a espressioni popolari. Il linguaggio alto non scompare, ma è utilizzato per descrivere realtà basse e meschine, ottenendo un effetto quasi ironico o, in alcuni casi, offensivo e provocatorio.

Rime nuove è pubblicato nel 1887. I componimenti di questa raccolta riprendono le forme tradizionali della lirica italiana, usate nel Medioevo e caratterizzate dall'uso della rima, che la poesia classica (greca e latina) non conosceva.


Gli argomenti di queste poesie sono di due tipi:

1) EMOZIONE ARTISTICA: è ciò che prova il poeta quando legge e studia i grandi poeti del passato (Omero, Virgilio, Dante, Petrarca, Ariosto);

2) DIMENSIONE IDEALE: il poeta rifiuta la realtà che disprezza per cercare rifugio in una dimensione ideale che si realizza in tre direzioni:

a) nostalgia per il passato storico;

b) nostalgia estetica, in cui il poeta evoca una Grecia idealizzata;

c) nostalgia personale, incentrata sulla memoria e sul ricordo.

In questa ultima occasione, il poeta rievoca momenti della propria infanzia e giovinezza pieni di vitalità e speranza, che si contrappongono a quelli del tempo presente, grigio e deludente.

In questi componimenti, Carducci abbandona la metrica tradizionale italiana, sperimentando l'imitazione di quella classica. Il significato del titolo è spiegato dallo stesso poeta: egli definisce barbara la nuova metrica perché questi versi suonerebbero, agli orecchi di un antico greco o romano, come se fossero detti da un barbaro del tutto ignaro della metrica classica.


L'esperimento metrico suscitò indignazione e subì molte critiche. In seguito, tuttavia, la metrica "barbara" entrò nel gusto corrente del pubblico e fu presto imitata dal giovane Gabriele d'Annunzio.


Queste poesie, insieme ad alcune delle Rime nuove, mettono ancora più in evidenza la tendenza del poeta a voler dimenticare il presente rifugiandosi nel passato, sentito come paradiso perduto di bellezza e di forza.

L'ultima raccolta poetica, Rime e ritmi, è pubblicata nel 1899 e contiene soprattutto grandi componimenti celebrativi, come Piemonte, Cadore, Alla città di Ferrara. Sono poesie grandiose, scritte in uno stile enfatico e solenne. Queste liriche consacrarono Carducci poeta ufficiale dell'Italia dell'Ottocento, poeta vate, cioè profeta dei destini della patria.


In quest'ultima fase della lirica carducciana, però, la critica più recente ha riconosciuto in alcuni componimenti una nuova vena poetica, più ricercata e sfumata, ricca di toni leggeri e sussurrati che si oppone all'enfasi di quelli prima citati. Questo tipo di poesia è più vicina alla lirica decadente che, come vedremo, era già presente in Italia negli anni Ottanta e Novanta grazie a Pascoli e d'Annunzio.

L'albero a cui tendevi

la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l'inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

Pianto antico

da "rime nuove" G. carducci

pargoletta = nella prima stesura "piccoletta".

verde melograno = l'albero di melograno è un ricordo d'infanzia, vicino all'abitazione bolognese di C. c'era un melograno.
vermigli = dall'intenso colore rosso..
muto = perché non vi risuona più la voce del bambino.
solingo = solitario
lo ristora...calor = gli ridona vita con la luce e il calore.
Tu fior de la mia pianta = metafora: il figlioletto rappresenta il fiore della pianta, che è invece il padre.
Tu = anafora (come sei/sei ai vv.13-14 e né/né ai vv.15-16).

Prof.ssa Sara Aschelter

L'albero a cui tendevi

la pargoletta mano,

il verde melograno

da' bei vermigli fior,


nel muto orto solingo

rinverdì tutto or ora

e giugno lo ristora

di luce e di calor.


Tu fior de la mia pianta

percossa e inaridita,

tu de l'inutil vita

estremo unico fior,


sei ne la terra fredda,

sei ne la terra negra;

né il sol più ti rallegra

né ti risveglia amor.

La tematica centrale del componimento è l'opposizione luce/ombra, vita/morte.

Nelle prime due strofe dominano immagini di luce e di calore, con intense note coloristiche (verde, vermigli, rinverdì) che rimandano all'esplosiva vitalità della natura primaverile.

In contrapposizione, nelle ultime due strofe emerge il motivo dell'aridità, del freddo, del buio, dell'assenza di gioia vitale e d'amore. Tuttavia, anche nella prima parte si presenta una nota cupa, che anticipa il clima della seconda parte: il muto orto solingo riflette la morte del bambino.

A

&

Buono Studio

contatti

Prof.ssa Sara Aschelter

profaschelter@gmail.com