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l'età postunitaria

1861-1900

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europa culturale

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ROMA

Il 20 settembre 1870 Roma è annessa al Regno d'Italia, di cui diventa capitale nel 1871. la città diventa un polo di attrazione per gli artisti italiani ed europei e luogo d'incontro dei letterati del tempo.

LONDRA

Nel corso del XIX secolo Londra viene trasformata nella città più grande del mondo e diviene capitale dell'Impero britannico. Dickens ritrae spesso la città nei suoi romanzi e ne è l'autore più rappresentativo.

PARIGI

Uno dei centri culturali più vivi, da qui passano tutti i grandi scrittori francesi: Zola e Baudelaire vi nascono, Flaubert vi si trasferisce. In questo periodo, vengono costruiti i boulevards, la Torre Eiffel e la Basilica di Montmartre.

SAN PIETROBURGO

La città, sede di importanti scambi commerciali e culturali, diviene sul finire dell'Ottocento il centro culturale principale della nazione. Vi svolge attività di scrittore e giornalista Dostoevskij.

VIENNA

Centro principale della cultura mitteleuropea, la città è caratterizzata da una grande rinascita artistica ed architettonica durante il lungo regno di Francesco Giuseppe.

situazione italiana

Con l'unificazione, l'Italia divenne una monarchia costituzionale, regolata dallo Statuto albertino emanato già nel 1848 nel Regno di Sardegna. Nonostante le grandi differenze e varietà ancora presenti nella penisola, il nuovo Stato è rigidamente accentratore e le autonomie locali sono pressoché inesistenti.
A tutta l'Italia viene dunque estesa la legislazione sabauda per quanto riguarda l'amministrazione, l'apparato fiscale, la scuola, l'esercito.
Ad avere diritto al voto era solo il 2% della popolazione, in buona sostanza il ceto più facoltoso. Un allargamento del consenso elettorale si avrà nel 1876 con la Sinistra storica, ma sarà solo Giolitti nel 1912 ad aprire al suffragio universale maschile.

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ROMA

Il 20 settembre 1870 Roma è annessa al Regno d'Italia, di cui diventa capitale nel 1871. la città diventa un polo di attrazione per gli artisti italiani ed europei e luogo d'incontro dei letterati del tempo.

TORINO

Prima capitale del Regno d'Italia (1861-1864), dà un contributo significativo alla diffusione della Scapigliatura.

MILANO

Città aperta alle influenze europee, qui nasce la Scapigliatura. Vi soggiorna Verga proprio quando avviene la sua svolta al Verismo. Capuana lavora negli stessi anni al Corriere della Sera.

BOLOGNA

Presso l'Università di Bologna, Carducci insegna per circa quarant'anni Letteratura italiana; nel 1905 gli succede Pascoli, che aveva già insegnato a Bologna Grammatica greca e latina.

FIRENZE

Seconda capitale del Regno d'Italia (1864-1871), è un centro culturale di primaria importanza; nel gennaio 1866 viene fondato in città il periodico Nuova Antologia.


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DESTRA STORICA

1861-1876

Nel 1861 l'Italia è un Paese ancora molto arretrato, che deve fronteggiare problemi come la diffusa analfabetizzazione, il brigantaggio nel Meridione, un distante pareggio di bilancio.

La Destra storica deciderà di non puntare sullo sviluppo industriale, piuttosto timorosa possa nascere un pericoloso proletariato di fabbrica.

Per questo motivo, preferisce puntare su un'Italia agricolo-commerciale, per quanto la stessa agricoltura rimanga fortemente arretrata (assenza di macchine e di concimi chimici, colture estensive nei latifondi, mezzadria).

Anche le scelte politiche della Destra storica punteranno a rafforzare la borghesia agraria attraverso tariffe doganali molto basse - che tuttavia favorirono le importazioni, a scapito della produzione nazionale - e con un conseguente fallimento di molte industrie, schiacciate dalla concorrenza.
Un settore economico molto attivo è invece quello della creazione di infrastrutture: ferrovie, strade, ponti, porti, opere pubbliche.

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sinistra STORICA

1876-1912

Nel 1876 la Sinistra storica sale al potere e al contrario dei predecessori si dedica al rafforzamento del settore industriale. Sposando gli interessi degli imprenditori, la Sinistra procede a inasprire le tariffe doganali, per scoraggiare le importazioni e favorire la produzione nazionale.

In seguito alla sigla della Triplice Alleanza con Austria e Prussia (1882), l'Italia partecipa alla corsa agli armamenti, potenziando l'industria siderurgica così che possa fornire l'acciaio per navi e cannoni.

Dal 1880 comincia ad affluire nel nostro Paese un'enorme quantità di grano americano a prezzi bassi. La concorrenza spietata causa una difficile crisi agraria, che porterà rapidamente alla scomparsa della piccola proprietà contadina. Molti capitali vengono investiti nell'industria, divenuta più redditizia del settore agricolo. Tutto questo portò a un'ulteriore impoverimento del Mezzogiorno, marcando ancora di più la differenza tra Nord e Sud d'Italia: la questione meridionale, ovvero il divario nello sviluppo dell'economia e della società civile tra Settentrione e Meridione, ancora oggi evidente.

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la struttura sociale

Le trasformazioni economiche generano cambiamenti nella struttura sociale.

borghesia

Arricchitasi nel periodo recente, comprende anche gli alti funzionari dello Stato, magistrati, banchieri, finanzieri.

2

aristocrazia

Gode ancora di importanza e prestigio sociale. In letteratura i protagonisti sono spesso nobili, grazie al fascino dello stile di vita.

1

impiegati

Impiegati nella nuova pubblica amministrazione dello Stato, gettano le basi della società di massa novecentesca.

4

ceto medio

Professionisti, commercianti, piccoli proprietari agricoli, artigiani. Entrano presto in crisi i piccoli proprietari e gli artigiani.

3

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i ceti popolari

Le condizioni delle masse contadine, già miserevoli prima dell'unità, andarono peggiorando. Infatti, mentre i prezzi aumentavano, lo stesso non si poteva affermare per gli stipendi. Inoltre, le imposte indirette sui consumi (= tasse sui beni), come la tassa sul macinato, aumentavano la pressione fiscale sui ceti popolari.
Alle tasse, si affiancava anche la leva obbligatoria, che durava ben cinque anni e sottraeva giovani impiegati nel lavoro agricolo.
Oltre che dalla miseria e dalla fame, i contadini sono afflitti dalle malattie, dovute a denutrizione, scarsa igiene e mancanza d'assistenza medica.
Nonostante l'unificazione politica, eistevano ancora due Italia diverse: da un lato, i ceti superiori dotati di istruzione, di un reddito e di condizioni di vita civili; dall'altro, le masse popolari. Così si giustifica il fenomeno della grande emigrazione veso le Americhe.

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Ammo pusato chitarre e tamburo

Pecché 'sta musica s'adda cagnà

Simmo Briganti e facimmo paura,

E cu a scuppetta vulimmo cantà


E mo cantammo sta nova canzone

Tutta la gente se l'adda 'mpara

Nuje cumbattimm p’o rre Borbone

'A terra è 'a nosta e nun s'adda tucca'


Tutte e paise d'a Basilicata

Se so' scetati e vonno luttà

Pure 'a Calabria mo s'è arrevotata

E stu nemico 'o facimmo tremmà


Chi ha visto o lupo e s'è miso paura

Nun sape buono qual è a verità

O vero lupo ca magna 'e creature

È 'o Piemontese c'avimma caccià


Femmene belle ca date lu core,

Si lu brigante vulite salvà

Nun 'o cercate, scurdateve 'o nome

Chi ce fa guerra nun tene pietà


Ommo se nasce, brigante se more,

Ma fino all'ultimo avimma sparà

E si murimmo, menate nu fiore

E na preghiera pe'sta libertà.

il positivismo e il mito del progresso

In questi anni, domina una filosofia ispirata al metodo scientifico. Si basa, cioè, sull'esperienza diretta dei fatti osservabili e dimostrabili. Si tratta del Positivismo, strettamente legato allo sviluppo tecnologico e scientifico.
Sorge dunque un vero e proprio mito del progresso: l'invenzione del treno, che favorisce gli scambi commerciali e industriali, diventa simbolo della modernità.

Il Positivismo è quindi caratterizzato dall'ottimismo nei confronti del futuro: il progresso, secono i positivisti, dovrebbe riuscire a risolvere tutti i mali del mondo.

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LA POSIZIONE DEGLI INTELLETTUALI

Si possono individuare tre diversi atteggiamenti degli scrittori di fronte alla modernizzazione e all'industrializzazione:

- ATTEGGIAMENTO ENTUSIASTICO, che inneggia alla realizzazione del progresso;

- ATTEGGIAMENTO DI RIFIUTO ROMANTICO, in nome dei valori del passato;

- ATTEGGIAMENTO DI CURIOSITA' CONOSCITIVA, non esalta e non condanna, ma indaga i cambiamenti in modo distaccato, senza slanci verso il futuro né nostalgie verso il passato.


Facciamo alcuni esempi:

GIOSUE' CARDUCCI manifesta nei suoi componimenti un atteggiamento tardoromantico di disgusto e paura nei confronti della modernizzazione, della corruzione, dello squallore, della mediocrità della nuova èra. La caduta degli ideali del passato suscita nel poeta il tedio, un senso di insoddisfazione, di fastidio, di tristezza che proviene dalla mancanza di attività o dal sentirsi occupato in cosa monotona o lontana dalle proprie inclinazioni. Il tedio esistenziale di Carducci è l'espressione di un senso doloroso dell'inutilità della vita nel tempo della fiducia nel progresso.

Per queste forme di rifiuto romantico, Carducci risulta esponente del secondo atteggiamento.

GIOVANNI VERGA è invece rappresentante del terzo tipo d'atteggiamento, per quanto sia difficile inquadrarlo in una definizione fissa. Nei suoi romanzi, infatti, sono evidenti gli aspetti di anticapitalismo e di antimodernismo romantico - si pensi al mondo arcaico delle campagne da questi vagheggiato come sede di ingenuità e innocenza primordiali, come difesa dei valori che la modernità sta distruggendo. Dall'altro lato, tuttavia, si afferma in lui una visione radicalmente naturalista della realtà, che lo porta a indagare i meccanismi della lotta per la vita di tutti gli ambienti sociali - si pone dunque con un atteggiamento conoscitivo.


le ideologie

anarchici

Basata sull'opposizione nei confronti delle istituzioni che limitano la libertà individuale. Promuove sommosse popolari anticapitalistiche.

2

liberali

L'ideologia prevalente è quella liberale, favorevole alla proprietà privata, alla libera iniziativa e alla libera concorrenza. Una concezione funzionale allo sviluppo capitalistico.

1

socialisti

Partito socialista italiano, 1892, ispirato aiprogrammi di Marx. La classe operaia non è tuttavia ancora numerosa, la popolazione si trova in condizione d'arretratezza.

3

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editoria e scuola

GIORNALI E PERIODICI CULTURALI: Con l'unificazione dell'Italia il mercato culturale assume dimensioni nazionali. Vengono stampati giornali delle più varie tendenze politiche e compaiono anche supplementi dedicati alla cultura, a cui collaborano gli intellettuali più noti.

RIVISTE CULTURALI: Tra le riviste che si occupano esclusivamente di cultura, le più importanti sono la Cronaca bizantina e la Nuova Antologia, fondate rispettivamente nel 1881 e nel 1866.

SCUOLA: Viene introdotta con l'Italia unita l'istruzione elementare obbligatoria, anche se le scuole elementari affidate ai comuni non sempre hanno fondi a sufficienza che ne assicurino il funzionamento. Nel 1877 la Legge Coppino porta l'istruzione elementare obbligatoria fino al nono anno di vita. Oltre ad avere la funzione di fornire un bagaglio culturale minimo, la scuola amalgamava anche la popolazione, facendo maturare una coscienza nazionale e civile.

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La maggioranza della popolazione si fermava all'istruzione elementare; una parte raggiungeva il diploma di istruzione tecnica e costituiva i grandi intermedi della piccola borghesia. Pochi studenti, che appartenevano alle classi più abbienti, dopo aver frequentato il liceo arrivavano alla laurea e andavano a formare la classe dirigente.

GLI INTELLETTUALI

Con la fine del periodo risorgimentale, gli intellettuali perdono il ruolo centrale di guida ideologica e dirigenza politica ed emerge anche in Italia il conflitto tra intellettuale e società che aveva già caratterizzato la cultura romantica europea. Compaiono atteggiamenti di rivolta e rifiuto dei valori borghesi, un senso di sconfitta e frustrazione.

Il fenome si affaccia con gli Scapigliati (foto), che adottano stili di vita "maledetto", sul modello di Baudelaire, e introducono nelle loro opere tali tematiche. Un atteggiamento altrettanto polemico caratterizzerà in forme diverse anche Carducci e Verga.

Il letterato si sente spinto ai margini dai nuovi processi produttivi e mostra timore nei confronti della tecnica, che nega i valori umanistici tradizionali e tende a meccanizzare la vita dell'uomo. L'arte è stata trasformata in una merce per il mercato. Anche lo scrittore deve affrontare la "lotta per la vita", la concorrenza, per raggiungere il successo.

Il mercato nazionale della produzione lettaria divide dunque gli scrittori in due correnti:
- chi rifiuta il meccanismo e persegue i propri ideali e obiettivi artistici (Verga);
- chi accetta il mercato, adattandosi a scrivere per un pubblico le cui richieste devono essere soddisfatte per poter vendere di più (D'Annunzio).

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Buono Studio!

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