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Il Medioevo

latino

Prof.ssa Sara Aschelter

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uropa feudale

E

Covenzionalmente, si fa iniziare il Medioevo con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.
Da questo momento, cominciarono a formarsi i regni romano-barbarici.

Nei secoli dell'Alto Medioevo, il panorama europeo si presentava ancora molto frammentato. L'unico fattore unificante era costituito dalla Chiesa.

Sarà Carlo Magno (VIII-IX secolo) a creare il primo organismo politico unitario d'Europa: il Sacro Romano Impero, che comprendeva i territori di Germania, Francia e Italia.

Il progetto di un Europa unita nel segno della cristianità tramonta però con la morte di Carlo Magno: nasceranno infine tre entità politiche distinte.

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01

Ecclesiastici; oltre a esercitare funzioni religiose, rappresentano anche il ceto intellettuale, occupandosi della conservazione e della trasmissione del patrimonio culturale.

Clero

02

Classe di origine guerriera, dedita all'esercizio delle armi, da cui ricava potere e prestigio; nell'ambito dei feudi esercita funzioni politiche e giudiziarie, si occupa della difesa del territorio, riscuote i tributi.

03

Individui di condizione servile, legati alla terra che lavorano e privi di ogni libertà e di ogni diritto personale (servi della gleba); sono destinati alla produzione di beni materiali necessari al sostentamento.

Aristocrazia

Contadini

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La società medievale è statica e gerarchizzata. Si riteneva, infatti, che fosse stato Dio stesso a istituire tre diversi ordini sociali, che rispecchiassero la Trinità: CLERO - ARISTOCRAZIA FEUDALE - SERVI DELLA GLEBA ognuno con funzioni ben precise.
Questa concezione della società non rispetta alcun principio d'uguaglianza, anzi la disuguaglianza fa parte dell'ordine naturale dell'universo.

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Visione statica della realtà

Una società immobilizzata aveva prodotto una visione altrettanto statica della realtà. La cultura medievale, infatti, era interamente dominata dalla religiosità cristiana, che permeava ogni aspetto della realtà.
L'ordine del creato, voluto così da Dio, è perfetto e immutabile; la verità assoluta è racchiusa nelle Sacre Scritture e nei grandi filosofi e teorici cristiani.
Gli stessi poteri detenuti da Chiesa e Impero sono diretta emanazione divina, dunque universali.
L'uomo dotto, dunque, non è uno specilista in un determinato campo, ma deve possedere tutto il sapere.

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La cultura cristiana nelle forme appena descritte continuerà per tutto il Medioevo. La Divina Commedia di Dante Alighieri è il perfetto esempio di un'opera che tenta di indagare in modo enciclopedico il reale.

Per questo motivo, si è soliti definire la Commedia una vera e propria enciclopedia del mondo medievale: in essa sono racchiuse non solo conoscenze letterarie e filosofiche, ma anche storiche, geografiche, astronomiche, religiose, scientifiche.


Il tentativo più grandioso di sistemare tutti i fenomeni della realtà in un unico sapere unitario sulla base della teologia è quella compiuto dalla Scolastica, una scuola filosofica affermatasi tra il XII e il XIII secolo, il cui massimo esponente è Tommaso d'Aquino (1225-1274).

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Scuole, università, laboratori

Le opere classiche dell'antichità latina erano custodite nei monasteri, che a partire dal VII secolo e più decisamente dopo l'anno Mille cominceranno a fiorire in tutta Europa. Nei laboratori dei monasteri, infatti, i monaci iniziarono un'intensa opera di trascrizione a mano (da cui, amanuensi) non solo di testi religiosi. Si può immaginare come i primi testi scritti in forma di libro, chiamati codici, fossero rari e costosi.

Nel IX secolo, Carlo Magno fondò la Scuola palatina di Aquisgrana, dov'era anche la corte imperiale. Anche presso i monasteri e le sedi vescovili sorsero le prime scuole, dedicate soprattutto all'istruzione dei giovani monaci e dei futuri magistrati del papa.
A partire dal XII secolo sorsero in tutta Europa le prime università: esse erano all'inizio delle libere associazioni di studenti e docenti volte a promuovere una cultura laica e autonoma. Le università più illustri, ancora oggi attive, sono quella di Bologna (diritto), quella di Salerno (medicina), quella di Parigi (teologia) e quella di Oxford.

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Intellettuali medievali

Nell'Alto Medioevo la figura dell'intellettuale coincide con quella dell'ecclesiastico (chierico). Sono tra i pochi a conoscere il latino.

Chierico

Ai margini del potere e delle istituzioni, i chierici vaganti (o goliardi) conducono un'esistenza vagabonda e vivono intrattenendo un pubblico medio-alto con le proprie produzioni letterarie.

Goliarda

Non molto diversi dai goliardi, nelle piazza e nelle corti signorili improvvisano spettacoli d'intrattenimento, in cui si mescolano recitazione e canto.

Giullare

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La lingua della cultura classica è il latino (sermo doctus), mentre il popolo parla già volgare (sermo vulgaris). Il latino è anche la lingua ufficiale della Chiesa (ancora oggi!) e poiché è conosciuto solo dai chierici, la cultura è patrimonio di un ristretto gruppo di persone. Neanche gli aristocratici e i sovrani stessi spesso conoscevano il latino!


La lingua parlata comunemente è il volgare, che per secoli non viene impiegata nei testi scritti, poiché ritenuta bassa. Perché si utilizzi il volgare in forma artistica (per es., per produrre poesia) bisognerà aspettare XI secolo per la Francia e addirittura il XIII per l'Italia.

La cultura medievale, tuttavia, raggiungeva tutti gli strati della società attraverso le immagini: decorazioni delle chiese, sculture dei portali, delle facciate, dei capitelli, cicli di affreschi e mosaici che rappresentano la vita di Cristo, dei Santi, episodi dell'Antico Testamento, punizioni infernali, beatitudini paradisiache erano il mezzo principale attraverso il quale si diffondeva la cultura medievale anche attraverso gli strati più bassi della società.


Si tratta di religiosi che non hanno una fonte di sostentamento stabile, di frati fuggiti dai propri conventi o molto più spesso studenti falliti che non hanno completato gli studi.

Le tematiche tipiche della produzione goliardica sono basate su forme di pessimismo esistenziale o di ribellione, di irriverenza verso tutto ciò che è sacro e ufficiale. I goliardi trattano gli aspetti più materiali della vita, l'amore carnale, la vita impostata sul piacere e sul diletto, la taverna, il gioco d'azzardo, il bere, i vizi.


Ciò che li distingue particolarmente è l'uso della lingua: per rivolgersi a un pubblico così eterogeneo, i giullari preferivano utilizzare le lingue volgari ed è per questo che molti dei caratteri poetici dei primi esperimenti linguistici risentono di questa prima fase orale di trasmissione.

Buono studio

Prof.ssa Sara Aschelter

profaschelter@gmail.com