Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

Il Settecento

Cambiamenti e vecchie istituzioni

start

Europa

1700

Prof.ssa Sara Aschelter

proprietà

Il Settecnto

antico regime

società 1600

assolutismo

Eng & Ned

demografia

conseguenze

lavoro a domicilio

borghesia

parole chiave

contatti

Index

Prof.ssa Sara Aschelter

Un secolo di svolta

01

Il Settecento è un secolo di svolta per l'Europa. Una grande crescita demografica, associata a un intenso sviluppo economico in campo agricolo e industriale si affiancano a un vero e proprio sviluppo del sapere, con la nascita dell'Illuminismo in filosofia.


Questo è il secolo delle rivoluzioni: da quella industriale a quella francese. In particolar modo, il persistere di vecchie istituzioni in un clima di nuova fiducia nel progresso causerà gli attriti di fine secolo.

Il secolo delle rivoluzioni

Prof.ssa Sara Aschelter

Ancien régime

Tra il 1600 e il 1700 la società europea può essere definita ancien régime (antico regime), sebbene sia un'espressione coniata solo nel 1789 dai rivoluzionari francesi per identificare tutto ciò che si doveva combattere.
Oggi con la definizione di antico regime siamo soliti riferirci al modello di Stato e di società ai tempi di re Luigi XIV (1661-1715).

ANTICO = perché precedente alla modernità, quella fase dell'occidente inaugurata dalla rivoluzione scientifica, dall'Illuminismo, dalle rivoluzioni francese e industriale.

REGIME = perché è un insieme di istituzioni giuridiche, politiche e culturali che regolano e disciplinano la vita.

La società dell'antico regime è fondata su ordini. La gerarchia sociale non era articolata secondo un principio di uguaglianza giuridica, ma era statica e senza dinamismo sociale:
CLERO - NOBILTA' - BORGHESIA

02

Prof.ssa Sara Aschelter

La società dell'antico regime

03

CLERO

NOBILTA'

TERZO STATO

Principio della disuguaglianza giuridica

CLICCA QUI PER ULTERIORI INFORMAZIONI!

Prof.ssa Sara Aschelter

Est ei erat mucius quaeque. Ei his quas phaedrum, efficiantur mediocritatem ne sed, hinc oratio blandit ei sed. Blandit gloriatur eam et. Brute noluisse per et.

Est ei erat mucius quaeque. Ei his quas phaedrum, efficiantur mediocritatem ne sed, hinc oratio blandit ei sed. Blandit gloriatur eam et. Brute noluisse per et.

Est ei erat mucius quaeque. Ei his quas phaedrum, efficiantur mediocritatem ne sed, hinc oratio blandit ei sed. Blandit gloriatur eam et. Brute noluisse per et.

L'ordine del clero si divideva in CLERO REGOLARE e CLERO SECOLARE.


Il CLERO REGOLARE era costituito dagli appartenenti agli ordini monastici che seguivano una "regola". Godevano di grande forze economica e culturale, grazie all'opera dei gesuiti;


Il CLERO SECOLARE era invece costituito dai sacerdoti che operavano "nel secolo", cioè fuori dal monastero e fra la gente. Questo era un ordine molto più stratificato del precedente. Nel clero secolare, infatti, possiamo distinguere in ALTO e BASSO clero. L'ALTO CLERO era rappresentato da vescovi, abati, parroci di estrazione nobiliare, dalla cultura raffinata e potente politicamente. I rappresentanti dell'alto clero, infatti, erano assimilabili ai nobili. Del BASSO CLERO invece facevano parte i sacerdoti di campagna, dal tenore di vita basso e assimilabili alla condizione dei contadini.

Non bisogna dimenticare che anche in questo periodo la Chiesa mantiene un'autonomia economica, il monopolio sull'istruzione e sulla pubblica assistenza.


Alla nobiltà appartengono coloro i quali non devono lavorare per sopravvivere, ma vivono di rendita, cioè di antiche e ingenti eredità. Il lavoro era considerato da questi degradante e indegno della loro condizione sociale. Alla nobiltà tutta spettano il potere sociale, economico, politico e militare.

Anche all'interno di quest'ordine sociale possiamo distinguere:

NOBILTA' DI SPADA: di origini signorili;

NOBILTA' DI TOGA: deriva dall'esercizio delle cariche pubbliche,

Nobili e clero costituivano la minima parte della popolazione: in Francia, per esempio, non superavano il 2% degli abitanti. Il resto dei sudditi era costituito da tutti quelli che dovevano lavorare per vivere.

Anche questo ceto era caratterizzato da profonde differenze:

BORGHESIA: giudici, avvocati, mercanti, imprenditori, finanzieri, medici e professionisti;

CONTADINI: ovvero tutti coloro che svolgevano un lavoro manuale come artigiani o lavoratori salariati.


Per questo, borghesia e contadini vennero definiti Terzo stato, ovvero appartenenti a un ordine che non era né nobile, né ecclesiastico. Bisogna inoltre ricordare che questa società è caratterizzata da una scarsa mobilità sociale: spesso, se nascevi contadino, morivi contadino.

Il primo aspetto da notare riguardo la società dell'antico regime è la disuguaglianza giuridica (= gli uomini non sono tutti uguali di fronte alla legge) che regola l'ordinamento della società.

Nell'epoca che stiamo studiando, infatti, gli abitanti non erano considerati cittadini ma sudditi ed erano divisi in ordini sociali piuttosto rigidi.


In Francia, per esempio, la società risultava divisa in:

CLERO - NOBILTA' - TERZO STATO


L'appartenenza a un ceto era stabilita per nascita e gli ordini dominanti non seguivano le stesse leggi degli uomini di rango inferiore: nobiltà e clero avevano leggi proprie, dunque godevano di privilegi.

Nell'Antico regime era dunque accettata e codificata la disuguaglianza giuridica.

Per vincere le resistenze di clero e nobiltà, spesso il potere si organizza in forma assolutistica: il potere assoluto è tutto nelle mani del sovrano, unica fonte di legge. Il suo potere è posto sopra qualsiasi altro e non deve essere limitato da nessuna aurotità, neanche dalla Chiesa.

L'assolutismo si affermò in buona parte d'Europa perché riusciva a soddisfare due grandi esigenze:
- PACE RELIGIOSA: una forte autorità monarchica sembrava l'unico potere in grado di placare i conflitti religiosi che avevano insanguinato i secoli precedenti;
- FORZA MILITARE: solo un solido potere centrale poteva assicurare agli stati la forza militare necessaria ad affermarsi sulla scena internazionale.

+ info

Lo Stato assoluto

04

Prof.ssa Sara Aschelter

ATTENZIONE!


Va tuttavia precisato che, pur volendone contenere l'influenza, i monarchi assoluti non auspicavano alla completa cancellazione dei privilegi di clero e nobiltà. L'esistenza di una gerarchia sociale di nascita, infatti, era utile agli occhi dei sovrani per evitare che la popolazione pensasse che tutti i sudditi erano uguali e quindi tentasse di ribellarsi al proprio sovrano (quello che accadrà proprio con la rivoluzione!).

Inghilterra e Olanda

05

Sebbene l'antico regime sia il sistema sociale prevalente nell'Europa di questi anni, due importanti eccezioni devono essere segnalate: Inghilterra e Olanda.
INGHILTERRA: Nel XVII secolo un lungo processo rivoluzionario (1642-49 e 1688) avevano respinto il tentativo di rendere il potere assoluto, spingendo piuttosto in direzione di una monarchia costituzionale e parlamentare (= il potere del re è limitato da una carta dei diritti o costituzione).

Casi particolari

OLANDA: Le Province Unite d'Olanda costituiscono un caso unico nella storia d'Europa, perché dalla lunga guerra d'indipendenza contro la Spagna (1567-1648) era nato uno stato repubblicano a statuto federale. La sovranità dunque apparteneva ai singoli Stati o alle singole province, mentre a un organismo centrale venivano demandati poteri in politica estera e le finanze. Le cariche pubbliche erano elettive e vi era grande libertà religiosa e d'iniziativa.
ATTENZIONE! Inghilterra e Olanda non erano democrazie nel senso contemporaneo del termine, basti pensare che il diritto di voto era comunque relegato ai soli maschi appartenenti alle classi sociali più ricche. Inoltre, entrambi i Paesi dovevano il loro importante sviluppo economico alla pratica della compravendita e dello sfruttamento degli schiavi africani, all'epoca considerata pratica del tutto legale. Pur con questi gravi limiti, possiamo affermare tuttavia che Inghilterra e Olanda faranno da modello agli Stati più evoluti dell'età moderna.

Prof.ssa Sara Aschelter

Tra Trecento e Seicento la popolazione europea si era mantenuta in sostanziale equilibrio. A partire dal Settecento, invece, ebbe inizio un processo di crescita che si sarebbe accelerato fino all'esplosione demografica. In questo secolo la popolazione passò da 115 milione a 188 milioni di abitanti, con un amento del 63%.
La causa principale di questa crescita fu il calo della mortalità, dovuto a:
- Scomparsa delle epidemie di peste (l'ultima si esaurì a Marsiglia nel 1723);
- Riduzione della frequenza delle carestie, anche a causa di un miglioramento del clima;
- Aumento della quantità di cibo per merito della diffusione di nuove coltivazioni, come il mais e la patata provenienti dalle terre d'oltreoceano;
- Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, soprattutto grazie a un intervento più diretto dello Stato in materia di Salute.

+ info

Aumento demografico

06

Prof.ssa Sara Aschelter

ATTENZIONE!


La crescita della popolazione non avrebbe potuto essere così intensa senza un cambiamento radicale della produzione agricola in due distinte modalità in diversi Paesi d'Europa:

agricoltura ESTENSIVA (= aumento delle superfici coltivate) anche attraverso il disboscamento o la bonifica di spazi abitati;

agricoltura INTENSIVA (come in Inghilterra, nei Paesi Bassi e nella pianura padana italiana) attraverso un migliore sfruttamento del suolo, dovuto a tecniche più efficaci e a nuovi tipi di coltivazione.

Alcuni agronomi (= studiosi delle caratteristiche del terreno e delle tecniche di coltura) come Jethro Tull scrissero importanti opere per diffondere metodi più avanzati e innovativi al fine di accrescere la produttività dei campi. Alcuni consigli da seguire erano:

- accurata lavorazione e concimazione del terreno;

- una più razionale rotazione delle colture;

- la semina regolare e uniforme;

- l'impiego di nuovi attrezzi e nuove macchine.


L'agricoltura subì modifiche di così ampia portata che si è soliti definire quella del Settecento una vera e propria rivoluzione agricola.

07

Fino al Seicento in agricoltura si era sfruttato il sistema degli openfields, ovvero un sistema di campi aperti che i contadini coltivavano in comune e il raccolto veniva poi redistribuito in proporzione ai diversi proprietari terrieri. Ciò costituiva, tuttavia, un ostacolo al pieno sfruttamento del suolo: la suddivisione della terra in piccole proprietà era poco economica; l'uso collettivo della terra scoraggiava investimenti e migliorie; le terre comuni spesso riducevano la superficie coltivabile.
Furono dunque i grandi proprietari terrieri del Settecento, che possedevano capitali e volevano investirli, a mettere in crisi il vecchio sistema degli openfields e a introdurre le enclosures, recinzioni: accorpavano il numero maggiore possibile di proprietà e le recintavano. Tale sistema venne legalizzato in questo secolo in Inghilterra.
Due furono le conseguenze importanti dell'introduzione delle recinzioni:
- il sistema dei campi aperti e delle terre comuni scomparve definitivamente;
- si afferma un nuovo sistema giuridico di possesso della terra, la proprietà privata.

La proprietà privata

Prof.ssa Sara Aschelter

La proprietà privata e i cambiamenti sociali

conseguenze della nascita della proprietà privata

Il passaggio dalla società feudale alla proprietà privata comporta significative conseguenze economiche e sociali. Scopri quali cliccando sui numeri.

Cosa cambia?

3

1

2

08

Prof.ssa Sara Aschelter

1) Il diritto di proprietà permetteva di disporre pienamente e liberamente della terra. In questo modo, essa diventò una vera e propria merce: più alta era la produttività di un terreno, maggiore sarebbe stato il suo valore di mercato (= poteva essere venduto a prezzi più alti). In buona sostanza, le migliorie in campo agricolo permettevano al proprietario di aumentare sensibilmente i propri guadagni.

2) La proprietà della terra e la sua trasformazione in merce stimolarono la ricerca di nuove tecniche di coltura e allevamento, favorendo innovazioni e investimenti.

3) Al contempo, l'istituzione della proprietà privata e la dismissione dei campi aperti contribuirono a peggiorare le condizioni già misere dei contadini: con le terre private venivano meno importanti fonti di sostentamento e il controllo sul proprio lavoro. Persero ogni diritto sulla terra.

Fino al 1600

dopo il 1700

lavoro a domicilio

lavoro a domicilio

Anche prima del Seicento esisteva il lavoro a domicilio, ma era una componenete del lavoro nelle campagne.
Coltura e allevamento fornivano ai contadini materie prime come lino, canapa o lana che venivano lavorate e trasformate in tessuto o filato. Tuttavia, i prodotti erano consumati all'interno del sistema domestico e non erano destinati al commercio.

Tra Seicento e Settecento il lavoro domestico entrò a far parte dell'economia monetaria, ovvero di un sistema basato sulla moneta come misura del lavoro e delle merci.
Protagonista di questa diffusione fu una nuova figura, quella del mercante-imprenditore: risiedeva in città e si muoveva nelle campagne per fornire alle famiglie contadine la materia prima e gli attrezzi per la sua lavorazione. Periodicamente ritirava il prodotto lavorato e pagava un salario. Alla fine dell'intero processo, rivendendo i beni a un prezzo maggiorato, si garantiva lauti gadagni.

09

Prof.ssa Sara Aschelter

La borghesia in ascesa

10

La vera e propria protagonista del Settecento è la borghesia. In origine, si definiva borghese chi viveva in una città medievale (borgo); nei secoli assunse un significato più ampio, che comprendeva diverse figure sociali (banchiere, mercante, artigiano).
Si tratta dunque di un gruppo sociale diversificato al suo interno per reddito e stile di vita. I Paesi in cui ebbe maggior fortuna la borghesia imprenditoriale e commerciale furono l'Inghilterra e i Paesi Bassi, con una presenza viva anche nell'Italia settentrionale.
La borghesia aveva anche valori e aspirazioni diversi:
- una parte era interessata alla proprietà terriera, alle cariche pubbliche e a uno stile di vita simile a quello degli aristocratici;
- una parte metteva invece era convinta di essere più importante dell'aristocrazia, consapevole del proprio ruolo nell'accrescere le ricchezze della ragione. Questi speravano in un profondo rinnovamento dello Stato.

+ info

Prof.ssa Sara Aschelter

ATTENZIONE!


Per quale motivo dunque alcuni borghesi speravano in un radicale cambiamento dello Stato?

Perché erano convinti della superiorità del proprio stile di vita rispetto a quello di un aristocratico: il nobile viveva senza lavorare e senza accrescere le ricchezze dello Stato, dunque era considerato un parassita.

Al contrario, il borghese costretto a lavorare per vivere, si riconosceva meriti e talenti superiori proprio grazie all'apporto che dava allo Stato e alla sua crescita.

La borghesia comincia dunque a chiedere un rinnovamento della società, che valorizzasse il merito, la libertà economica, il libero accesso alle cariche pubbliche a prescindere dal censo e una più ampia rappresentanza politica.

Cosa significa?

parole chiave

Se alcuni termini o modi di dire non ti risultano chiari, consulta le PAROLE CHIAVE.

Prof.ssa Sara Aschelter

Buono Studio

contatti

Non vedo proprio l'ora!

Prof.ssa Sara Aschelter

profaschelter@gmail.com