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lingua italiana

dal dialetto alla lingua

elementi di storia della

Prof.ssa Sara Aschelter

indice

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dialetto e lingua

CITAZIONE

I VOLGARI

ATTESTAZIONI

CONTATTI

Prof.ssa Sara Aschelter

Quando nasce?

iniziamo!

quando nasce l'italiano?

Le prime lingua volgari (=parlate dal volgo, il popolo) cominciarono a diffondersi con le conquiste barbariche dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C.. Il confronto tra il latino parlato dai romani e l'influsso delle lingue dei popoli conquistatori porterà ad aggiustamenti e modifiche, fino alla creazione di una lingua italiana.

Prof.ssa Sara Aschelter

ATTENZIONE! Il processo che porterà dalle parlate locali in volgare (dialetti) alla creazione di una vera e propria lingua italiana è lungo e tortuoso. Basti ricordare che sebbene l'Italia fosse politicamente unificata in gran parte dal 1861, gli abitanti della penisola non parlavano ancora la stessa lingua. Alessandro Manzoni si occuperà ancora a fine Ottocento della questione della lingua.


Un lungo, lento viaggio verso la lingua

Prof.ssa Sara Aschelter

Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani.

Massimo d'Azeglio, dopo l'unità d'Italia

Prof.ssa Sara Aschelter

Già nella tarda età imperiale si affermano nel latino parlato alcuni importanti mutamenti, ma il vero e proprio distacco tra lingua parlata e lingua scritta avverrà intorno al VII-VIII secolo.

In una situazione di diglossia (=compresenza di sistemi linguistici con statuti differenti) oramai solidificata, il volgare divenne la lingua bassa usata dagli incolti, mentre il latino continuò a essere utilizzato come lingua alta da una minoranza di dotti.

Primi cambiamenti

+info

Prof.ssa Sara Aschelter

Durante tutto i secoli del suo dominio, Roma aveva imposto ai popoli assoggettati le proprie leggi e la propria lingua, il latino. Tuttavia, nel periodo di declino dell'Impero romano, iniziarono a esistere importanti differenze tra la lingua parlata dalle persone colte e istruite e la lingua parlata dal popolo.

La lingua dei colti divenne il sermo doctus (lingua dotta), quella del popolo il sermo vulgaris (lingua del volgo, del popolo).


Con l'arrivo dei popoli germanici questa differenza divenne sempre più accentuata: soprattutto il sermo vulgaris fu influenzato dalla parlata dei conquistatori. Il latino volgare divenne sempre più approssimativo. Dalla contaminazione del latino parlato dal popolo, dunque, nacquero le così dette lingue volgari, diverse dal latino e usate soprattutto nella forma orale.



Mentre il latino classico restava la lingua parlata dai dotti, i popoli d'Europa distinsero due ceppi linguistici fondamentali:

- quello settentrionale, in cui prevalsero le caratteristiche germaniche originali (lingua anglossassoni, tedesco, svedese, danese, norvegese);

- quello meridionale, in cui rimasero più evidenti i segni della romanità, per questo definire romanze (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno).

PLACITI CAPUANI

PLACITO CAPUANO

Il Placito (=parere di un giudice su una disputa) di Capua è considerato il primo documento ufficiale in volgare italiano, databile 960-963 d.C.. Siamo ancora lontani da un uso letterario della lingua ed essendo un documento ufficiale è redatto in latino, la lingua dei dotti, ma già in questi primi documenti possiamo apprezzare le trasformazioni che stavano avvenendo in seno alla lingua.

Per quanto scritto in latino, tuttavia il testo presenta alcune parti in volgare che riportano il discorso di un testimone, il quale conferma di sapere che le terre della cui proprietà si dibatte di fronte al giudice sono state per trent'anni proprietà dei monaci benedettini. Questo il testo riportato nel placito:


«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.»


[So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent'anni sono possedute dai monaci benedettini]

INDOVINELLO VERONESE

L'INDOVINELLO VERONESE

L'indovinello veronese, scritto in volgare italiano e in corsiva nuova da un ignoto copista tra l'VIII e il IX secolo, è una delle più antiche attestazioni della nostra lingua. Questo è il testo:


Se pareba boves alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba

[Teneva davanti a sé i buoi, arava prati bianchi e aveva un bianco aratro e un nero seme seminava]


Se non ci siete arrivati da soli - è piuttosto difficile, va ammesso - proverò a svelarvi il mistero: l'autore sembra rivolgersi proprio al mestiere dello scrittore. Andrebbe dunque interpretato così: i boves sono le dita della mano; gli alba pratalia sono le pagine bianche di un libro; albo versorio (aratro) sarebbe la piuma d'oca con la quale si era soliti scrivere all'epoca; negro semen non sarebbe altro che la lettera o la parola. Facile, no?

ISCRIZIONE di COMMODILLA

ISCRIZIONE DELLA CATACOMBA DI COMMODILLA

La Catacomba di Commodilla (IX secolo) situata a Roma in zona Ostiense riporta al suo interno un'iscrizione. Si tratta di un vero e proprio graffito ed è scritto in italiano volgare. Si tratta di un suggerimento che lo scrivente lascia ai suoi confratelli: le orazioni segrete (= le preghiere rivolte a Dio) non devono essere pronunciate ad alta voce per evitare di farsi ascoltare da coloro che perseguitano i cristiani.


Non dicere ille secrita a bboce

[Non dire questi segreti a voce alta]

ISCRIZIONE di S. CLEMENTE

ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE E SISINNIO

L'iscrizione di San Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine dell'XI secolo, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è uno dei primi esempi scritti di italiano volgare. I personaggi dell'affresco sono contornati da "fumetti" ed è dunque questo un primo utilizzo consapevole con fini artistici.

  • SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
  • GOSMARIUS: "Albertel, trai".
  • ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
  • SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".

[Sisinnio: Figli di puttana, tirate! - Gosmario: Albertello, tira! - Albertello: Mettiti dietro a lui col palo, Carvoncelle! - San Clemente: A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi]

Prof.ssa Sara Aschelter

PLACITO CAPUANO

Il Placito (=parere di un giudice su una disputa) di Capua è considerato il primo documento ufficiale in volgare italiano, databile 960-963 d.C.. Siamo ancora lontani da un uso letterario della lingua ed essendo un documento ufficiale è redatto in latino, la lingua dei dotti, ma già in questi primi documenti possiamo apprezzare le trasformazioni che stavano avvenendo in seno alla lingua.

Per quanto scritto in latino, tuttavia il testo presenta alcune parti in volgare che riportano il discorso di un testimone, il quale conferma di sapere che le terre della cui proprietà si dibatte di fronte al giudice sono state per trent'anni proprietà dei monaci benedettini. Questo il testo riportato nel placito:


«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.»

[So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent'anni sono possedute dai monaci benedettini]

L'INDOVINELLO VERONESE

L'indovinello veronese, scritto in volgare italiano e in corsiva nuova da un ignoto copista tra l'VIII e il IX secolo, è una delle più antiche attestazioni della nostra lingua. Questo è il testo:


Se pareba boves alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba

[Teneva davanti a sé i buoi, arava prati bianchi e aveva un bianco aratro e un nero seme seminava]


Se non ci siete arrivati da soli - è piuttosto difficile, va ammesso - proverò a svelarvi il mistero: l'autore sembra rivolgersi proprio al mestiere dello scrittore. Andrebbe dunque interpretato così: i boves sono le dita della mano; gli alba pratalia sono le pagine bianche di un libro; albo versorio (aratro) sarebbe la piuma d'oca con la quale si era soliti scrivere all'epoca; negro semen non sarebbe altro che la lettera o la parola. Facile, no?

ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE E SISINNIO

L'iscrizione di San Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine dell'XI secolo, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è uno dei primi esempi scritti di italiano volgare. I personaggi dell'affresco sono contornati da "fumetti" ed è dunque questo un primo utilizzo consapevole con fini artistici.

  • SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
  • GOSMARIUS: "Albertel, trai".
  • ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
  • SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".

[Sisinnio: Figli di puttana, tirate! - Gosmario: Albertello, tira! - Albertello: Mettiti dietro a lui col palo, Carvoncelle! - San Clemente: A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi]


ISCRIZIONE DELLA CATACOMBA DI COMMODILLA

La Catacomba di Commodilla (IX secolo) situata a Roma in zona Ostiense riporta al suo interno un'iscrizione. Si tratta di un vero e proprio graffito ed è scritto in italiano volgare. Si tratta di un suggerimento che lo scrivente lascia ai suoi confratelli: le orazioni segrete (= le preghiere rivolte a Dio) non devono essere pronunciate ad alta voce per evitare di farsi ascoltare da coloro che perseguitano i cristiani.


Non dicere ille secrita a bboce

[Non dire questi segreti a voce alta]

ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE E SISINNIO

L'iscrizione di San Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine dell'XI secolo, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è uno dei primi esempi scritti di italiano volgare. I personaggi dell'affresco sono contornati da "fumetti" ed è dunque questo un primo utilizzo consapevole con fini artistici.

  • SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
  • GOSMARIUS: "Albertel, trai".
  • ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
  • SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".

[Sisinnio: Figli di puttana, tirate! - Gosmario: Albertello, tira! - Albertello: Mettiti dietro a lui col palo, Carvoncelle! - San Clemente: A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi]

buono studio!

storia della lingua italiana

Prof.ssa Sara Aschelter

profaschelter@gmail.com