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le guerre persiane

mondo greco

Prof.ssa Sara Aschelter

indice

mileto

1° guerra

maratona

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temistocle

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salamina

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persiani

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l'impero persiano

una difficile convivenza

Il benessere raggiunto dalle poleis nel corso del VI secolo a.C. finì per essere minacciato dalla pressione dell’Impero persiano, protagonista di una grande espansione. Il re Ciro e il suo successore Cambise erano riusciti a creare un vasto impero dal fiume Indo sino ai confini col mondo greco.

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Nel 546 a.C. la presa della Lidia in Asia Minore, che confinava con l’area d’influenza greca, comportò grandi modifiche nell’assetto politico delle poleis della zona: molte conservarono l’indipendenza ma furono costrette a pagare tributi e fornire aiuti militari ai Persiani, piegandosi al governo dei Satrapi.

L’apparente equilibrio di questo nuovo assetto era destinato a non durare: il mondo greco e il mondo persiano si reggevano su concezioni politiche opposte.

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la distruzione di mileto

l'alleanza tra sparta e atene

Le poleis erano indipendenti e organizzate in modo democratico; l’Impero persiano era una monarchia orientale. I Greci tuttavia seppero resistere, grazie proprio alla loro organizzazione civile e militare. I primi scontri tra Greci e Persiani si verificarono proprio in Ionia, la zona confinante con la Lidia. Nel 449 a.C., durante il regno di Dario (foto), le città ioniche si ribellarono ai dominatori persiani. I ribelli però non ricevettero aiuti consistenti dal continente: solo Atene inviò loro qualcosa. Nonostante ciò, riuscirono a riprendere la capitale della Lidia, Sardi. I Persiani passarono al contrattacco: con l’aiuto dei Fenici, una civiltà succube dei Persiani, riuscirono a conquistare la polis di Mileto, tra le più importanti del mondo greco, sede di molte scuole di pensiero filosofico. Nel 494 a.C. Mileto fu distrutta e gli abitanti venduti come schiavi. I Persiani erano una minaccia: Atene chiese un’alleanza a Sparta.

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le guerre persiane

scontro fra civiltà

I Persiani assunsero un atteggiamento sempre più aggressivo nei confronti dei Greci. Una prima spedizione persiana fallì, allora nel 490 a.C. ne venne organizzata una seconda con obiettivo Atene: i Persiani, infatti, stavano dando ospitalità a Ippia, figlio di Pisistrato scacciato dalla città, e speravano che sfruttando i suoi agganci ancora attivi in città avrebbero potuto rovesciare la democrazia greca. La flotta persiana sbarcò in Eubea e raggiunse in breve tempo il nord di Atene, nella pianura di Maratona, dove stabilì l’accampamento.

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L’assemblea ateniese decise di schierare contro il nemico tutto l’esercito (10.000 opliti) al comando del generale Milziade, esperto della tattica militare dei Persiani, avendoli già incontrati in battaglia. Viene chiesto l’aiuto di Sparta, ma sono in corso delle feste in onore di Apollo e la polis non piò prendere parte a guerre.


la battaglia di maratona

prima guerra persiana

Nel 490 a.C. Greci e Persiani si affrontarono proprio nella pianura di Maratona. L’esercito oplita si rivelò subito inarrestabile: percorsero 1,5 km correndo incontro ai nemici, compatti nelle loro falangi. Poiché Milziade conosceva la pericolosa cavalleria persiana, aumentò le file delle falangi ai lati, in modo da evitare di essere aggirato dai cavalieri. Mentre al centro della formazione gli opliti subivano perdite, le falangi ai lati avanzando si voltarono, prendendo alle spalle l’esercito persiano che si sgretolò. Nel frattempo, giunse la flotta persiana che non fece in tempo ad avvicinarsi ad Atene: Milziade aveva già schierato le sue falangi. Ai Persiani sconfitti non resta che far ritorno verso casa.

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LA STORIA DI FIDIPPIDE, IL PRIMO "MARATONETA"

FIDIPPIDE/FANTOZZI

video spiegazione

la prima guerra persiana

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i riflessi di maratona

le conseguenze dello scontro

La giovane democrazia ateniese aveva dimostrato una resistenza inimmaginabile. Gli scontri sociali interni tra aristocrazia e ceti più umili aveva lasciato il posto all’urgenza di sconfiggere il nemico. Dario organizzò subito una nuova spedizione, ma morì nel 486 a.C. senza poter completare il progetto, che venne proseguito dal figlio Serse (immagine): i Persiani si preparavano per terra e per mare a un nuovo attacco che il re avrebbe voluto guidare in prima persona.

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Ad Atene si erano costituite due fazioni: i conservatori, guidati da Aristide, erano favorevoli a un accordo con la Persia; i radicali, guidati da Temistocle, premevano per la guerra e pretendevano la costruzione di una potente flotta. La fazione radicale di Temistocle finì per prevalere.

temistocle

le conseguenze dello scontro

Temistocle si rivelò un uomo lungimirante: fece costruire una flotta di 100 triremi (immagine). Si trattava di imbarcazioni più leggere delle navi mercantili, e potevano raggiungere una discreta velocità di navigazione. A remare erano chiamati i teti, cioè la classe più povera della cittadinanza. In questo modo, il peso dei ceti inferiori crebbe notevolmente: i cittadini di livello più basso venivano coinvolti nella difesa della città.

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la battaglia delle termopili

seconda guerra persiana (480-479 a.C.)

Le minacce dell’Impero persiano fecero sì che le principali poleis greche stringessero alleanze tra loro. Venne fondata la Lega di Corinto che comprendeva 31 poleis, fra le quali spiccavano Sparta e Atene.
I Persiani attraversano il Bosforo e costeggiano con la loro pericolosa flotta le coste della Grecia. Nel 480 a.C., mentre Atene organizza una linea di resistenza a nord della città, il re di Sparta, Leonida, occupa il passo delle Termopili, unico passaggio tra Grecia del nord e Grecia centrale. Aveva a disposizione solo 300 opliti, più alcuni iloti e 4000 soldati di altre città, in cerca di un pretesto per ritirarsi. La flotta greca si schierò di fronte a quella persiana. Serse era convinto di riuscire ad annientare rapidamente i nemici, nettamente inferiori di numero (venti persiani contro uno spartano!), eppure Leonida resistette per due giorni, neutralizzandone gli attacchi.

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Nel frattempo, i Persiani erano riusciti ad aggirare il passo, trovandosi alle spalle degli Spartani. Alcuni dicono siano stati traditi da un loro soldato, Efialte; altri sostengono che avevano delle guide fidate e pagate. Al mattino, i Persiani scesero alle spalle dei nemici che fuggirono terrorizzati. Tutti tranne i 300 spartani alla guida di Leonida: preferirono combattere fino all’ultimo uomo e morirono con le armi in pugno. La testa di Leonida fu mozzata e donata a Serse come segno di vittoria. Sopravvissero solo due spartiati, uno dei quali si suicidò per il disonore. La battaglia delle Termopili segnò per il mondo greco una prova di eroismo e dedizione alla causa della libertà dall’oppressore persiano. Sul luogo della battaglia, venne realizzato un leone di marmo, in memoria di Leonida. Il fregio riporta la seguente frase:


«Viandante, riferisci agli Spartani che noi riposiamo qui, obbedendo ai loro ordini»


Per quanto ricco di errori poiché tratto da un fumetto che per primo distorce volutamente la realtà, questo video tratto dal film di Z. Snyder 300 inquadra il momento dello scontro.

video spiegazione

temistocle, leonida e la seconda guerra persiana

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la battaglia di salamina

seconda guerra persiana (480-479 a.C.)

Con la perdita delle Termopili, tutta la flotta greca si radunò in difesa di Atene. La popolazione fu evacuata all’isola di Salamina, di fronte alla città. A Salamina si tennero assemblee per decidere le proprie mosse: la maggioranza voleva ritirarsi nel Peloponneso, ma Temistocle convinse la coalizione greca a intervenire subito. Temistocle riuscì ad attirare i Persiani in una trappola: fingendo di fuggire, si fece inseguire dalle navi nemiche costringendole a entrare nella baia di Salamina.

Le navi pensati dei Persiani non avevano più via d’uscita. Gli Ateniesi distrussero la flotta nemica e ne decimarono i soldati.

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le battaglie di Platea e capo micale

seconda guerra persiana (480-479 a.C.)

La battaglia di Salamina non fermò la guerra: mentre Serse tornava in Asia, un contingente persiano appoggiato da alcune poleis greche rimane accampato a Platea, in Beozia. Nel 479 a.C. i Greci andarono incontro ai nemici: l’esercito persiano fu distrutto. Nel frattempo, la flotta greca abbatteva quel che rimaneva della flotta persiana a Capo Micale, nella regione della Ionia, di fronte l’isola di Samo.

Sconfitti per mare e per terra, i Persiani si ritirano e i Greci riconquistano tutta la costa asiatica dell’Egeo. Le città ioniche riconquistano la loro libertà, quindici anni dopo la presa della città di Mileto.

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video spiegazione

la seconda guerra persiana

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Nel frattempo, i Fenici che provenivano dalla colonia africana di Cartagine e che avevano occupato la parte occidentale della Sicilia, cercarono di approfittare delle difficoltà che i Greci stavano affrontando con i Persiani. I Cartaginesi inviarono perciò un contingente armato ma i Greci, sebbene ancora una volta inferiori di numero, alleandosi riuscirono a sconfiggerli. In particolar modo, le colonie di Siracusa e Agrigento si distinsero in questo scontro. In questo modo la Grecia era riuscita ad affermarsi sia contro la minaccia persiana, sia contro quella cartaginese, aprendo così un periodo di grande prosperità, soprattutto a Sparta e Atene.

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video

le guerre persiane

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