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PUNTIDI LUCE

Brevi racconti di esperienza in DaD

You&Media è il blog scritto e redatto da alcuni studenti; dal 2011 racconta la vita della scuola media: eventi, argomenti di studio, uscite didattiche, manifestazioni sportive, recensioni di film e libri, passioni, interessi...

You&Media

Alcuni giornalisti della redazione di You&Media hanno chiesto a professori e compagni di raccontare qualcosa di bello che ha illuminato le giornate durante la DAD.

INTRODUZIONE

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INDICE

PRIME

PRESIDE

Una poesia

VICARI

TERZE

NARDUCCI

GRAVA B.

IULIANO

SECONDE

Cosa ha illuminato le mie giornate in DaD

PUNTI DI LUCE

Un’altra cosa che senza dubbio mi aiuta è il tornare a casa alla sera e raccontare quello che ho fatto e ciò che ho imparato, se ho fatto fatica, se sono stanco, o se c’è qualcosa che non ho capito… e tante altre cose; così come mi aiuta ascoltare quello che hanno da raccontarmi mia moglie e miei figli. Ci si aiuta a guardare qualcosa che è accaduto nel corso della giornata. Anche raccontandosi quello che di strano, divertente, bello, è successo. Ultimo punto di luce, forse più semplice. Cerco di sempre di tenere vicino a me qualcosa di bello. Ascolto tanta musica; cerco di sentire gli amici; cerco di essere contento con chi vedo tutti i giorni. Ogni tanto riesco a leggere qualcosa di nuovo e che mi incuriosisce.

Ogni giorno trovo in ciò che sto studiando qualcosa che mi ricorda che il mondo è grande ed è bello conoscerlo. Ho in mente, sicuramente, lo studio dell’Odissea o di alcune pagine di alcuni libri, anche versi di alcune poesie.

prof. GRAVA G.

Spesso però succede qualcosa di bello: un intervento interessante, una domanda, un’obiezione, una richiesta di aiuto. Quindi, per rispondere alla tua domanda, ciò che mi aiuta di più è guardare ciò che c’è, invece di lamentarmi per ciò che non c’è. Pensare alle vostre facce, alle vostre storie, al vostro desiderio di imparare, mi fa cliccare su "partecipa ora" con serenità.

Innanzitutto ti ringrazio. La tua domanda mi costringe a chiedermi se davvero c’è qualcosa che illumina le mie giornate di dad. Alcune lezioni sono veramente faticose, sembra che vada tutto storto: microfoni che non si funzionano, telecamere spente, alunni che si nascondono.

prof. IULIANO

Ciò che mi ha aiutato è stato l'incontro con colleghi e alunni che hanno il desiderio di ricercare il bello nelle giornate anche dentro a situazioni faticose. In questo modo è possibile una compagnia che, come hai detto tu, illumina questi giorni.

In questo periodo di didattica a distanza è facile sentire una forte solitudine, non potendo venire in classe e lavorare insieme.

prof. NARDUCCI

L’anno scorso in uno dei lavori di tecnologia e arte per le terze medie si provava a osservare con grande attenzione ciò che ci circonda. Così le classi hanno partecipato a un concorso di fotografia intitolato “Straordinario quotidiano”.Ho provato a partecipare: mi sorprendeva notare che intorno a noi, intorno a me, perfino tra le quattro mura della mia stanza, si mostravano, se sapevo vederle, delle bellezze impensate.Un’ombra, uno scorcio, un riflesso: tutto poteva raccontare di me e di qualcosa di grande.Anche oggi, così tanto tempo dopo un anno fa, in alcuni momenti, provo a guardare le cose allo stesso modo: la magnolia dalla finestra, i colleghi, gli uomini dell’AMSA che passano da scuola, gli studenti dietro lo schermo. Scoprire che ogni momento può essere prezioso mi aiuta a vivere bene la mia giornata.Le lezioni possono diventare qualcosa di grande: leggere Lo hobbit o Moby Dick, affrontare il drago (o la balena) della grammatica, e soprattutto lavorare insieme agli studenti può essere scoprire qualcosa di nuovo e di vero.

prof. GRAVA B.

Quando ho letto la tua domanda subito mi è venuto da pensare che cercare qualcosa di bello che illumini le giornate non è una questione importante solo in DaD, ma in fondo è una domanda che vale la pena porsi sempre. Farei due esempi, che sono in realtà legati tra loro. Primo: la realtà rimane bella, “resiste”, nonostante tutto. In questo periodo di primavera, poi, è davvero evidente: la luce, il cielo, gli alberi in fiore… anche nelle mattine più faticose, è impossibile ignorarla: è come se dicesse “Come, non ti fidi che c’è una speranza? Ora ti convinco io!”. Secondo: uno sguardo amico. Per accorgersi che la realtà ha dentro qualcosa di buono sempre, anche nel momento più buio, abbiamo bisogno che qualcuno ci dica: “Che cosa grande che tu ci sia!”. Per la verità non c’è bisogno che ci venga detto a voce; anzi, il più delle volte questo accade silenziosamente, e il fatto che accada (con uno sguardo, un gesto di affetto, un segno di attenzione) rende possibile guardare con simpatia e curiosità a ciò che accade nella giornata.

prof. VICARI

È stato molto bello, nonostante la distanza, sentirsi con gli amici, passare del tempo in giardino con la mia famiglia, lavorare sulle materie che preferisco come scienze e arte.

Emma R.

Io a casa mi trovo bene, anche se le mie giornate in senso figurato sono un po’ cupe. Personalmente non c’è un fatto particolarmente illuminante ed eclatante che mi faccia dire “oggi sento che la mia giornata è completa”; ci sono però tante piccole cose che mi capitano quotidianamente che mi permettono di sperimentare qualcosa di bello.

Filippo M.

In questo periodo ho trovato un aiuto nel fare un giro con gli amici o correre per allenarmi nel mio sport, l’atletica.

Alberto V.

VOCI DALLA terza

Prima parte

Mio papà, in un dialogo che abbiamo avuto proprio sulla domanda che ci avete fatto, mi aveva chiesto: “Tu che cosa cerchi, cosa desideri?” Mi ha fatto fermare a pensare: quello che io desidero è essere felice, e riuscire a vivere anche in questa situazione. Ho iniziato ad aspettare di vedere qualcuno che entrasse in videolezione con il sorriso stampato sulla faccia. E, con sorpresa, ho trovato tantissime persone, i professori, alcuni compagni, i miei genitori. E anche in questi giorni, quando facciamo gli incontri di Quaresima il venerdì alle 7.40 mi alzo prima del solito con gioia, perché so che le parole di Don Pepe possono darmi una spinta in più nella giornata, e farmi illuminare gli occhi in modo diverso, nel tentativo di accendere altre luci negli occhi delle persone vicine a me. Non sono cambiate le giornate, ma forse i miei occhi.

Anna C.

VOCI DALLA terza

Seconda parte

Ho sentito spesso il mio amico Riccardo e mi ha tenuto in questi giorni una compagnia di cui avevo bisogno.

Viola G.

Camilla P.

La mia migliore amica che mi ha tenuto compagnia durante questi giorni è stata un dono per poter vivere questi giorni.

Maria Elena C.

VOCI DALLA terza

Terza parte

Passeggiare con una mia amicae stare con la mia famiglia, in particolare mia sorella, mi ha aiutato ad affrontare questa situazione.

Le mie amiche mi aiutano moltissimo a non arrendermi e a continuare a cercare la bellezza anche in questa situazione difficile. Infatti, soprattutto in momenti di tristezza e fatica, sono certa di non essere sola perché mi ricordo che qualcuno mi pensa e mi vuole bene.

Cecilia M.

Letizia P.

Credo a illuminare le mie giornate sia passare tempo con la famiglia, giocare e ridere insieme, fare attività fisica. Però in questo lockdown mi sono resa conto quanto tengo ai miei amici e quanto abbia bisogno di andare a scuola e avere contatti con i compagni e i professori. Nella lontananza da queste persone ho capito quanto io abbia bisogno di loro.

Elisa R.

VOCI DALLA terza

Quarta parte

Durante le giornate due momenti in particolare mi aiutano ad andare avanti: uno praticare sport per sfogarmi, l’altro sentirmi con una amica.

Ciò che ha illuminato le mie giornate in DAD è sicuramente la nuova esperienza con la tecnologia, perché scoprire questi nuovi strumenti mi ha entusiasmato.

Federico C.

Lo sport ha illuminato le mie giornate in DAD. Io faccio pallanuoto a livello agonistico e così io e la mia squadra siamo riusciti a continuare a giocare, e penso che siamo stati molto fortunati.

Pietro G.

VOCI DALLA terza

Quinta parte

Ciò che ha illuminato le giornate senza poter andare a scuola è stato il tempo passato con la mia famiglia: ho potuto conoscere meglio i miei genitori e i miei fratelli.

Giovanni D.C.

Mi sono accorta che è già una grande fortuna avere degli strumenti per vedere gli amici, seguire le lezioni…l’alternativa sarebbe stata non vedere nessuno e non fare più lezione, perciò sono contenta che è stato possibile un rapporto continuo, anche se con il computer.

Agnese F.

VOCI DALLA PRIMA

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Io sono: eccomi! io sono, solo in quest'ora debole, ciò che decide: io sono la linea che divide il passato dal futuro. Momento eterno dell'essere che ti stabilisci nell'attimo, sei tu la mia grazia, decidi.

Il mio cuore è debole, stasera

Il mio cuore è debole, stasera, come il sole che lento risale i tetti, e profonde sono le mie colpe; ahi! l’uomo, come sempre tramonta. Come sempre, mentre lui tramonta, resta l’orizzonte ineffabile e sterminato il destino, a chiunque, dell’esistere, sterminato! Ciò che lasciamo indietro si strascica verso il buio, ciò che ci attende è incomprensibile compreso il momento che passa.

Carlo Betocchi