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Transcript

Solo e pensoso

F. Petrarca, da Canzoniere

(1342-1374)

Prof.ssa Sara Aschelter

Francesco Petrarca (1304-1374) è autore del Canzoniere, una raccolta di 366 componimenti in metri vari (tra cui sonetti e canzoni) ispirati da Laura, la donna amata. Laura è il simbolo della femminilità e dell’eterna bellezza, ma anche del contrasto tra ciò che è terreno (l’amore, la tentazione del peccato) e ciò che è eterno (il Bene e l’avvicinamento a Dio); per questo il poeta, sorretto da una profonda fede religiosa, vive il sentimento per Laura, come fonte di beatitudine e, contemporaneamente, di forte sofferenza interiore.

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Nelle due quartine e nella prima terzina la solitudine della natura fa da sfondo all’esigenza del poeta di allontanarsi dal tumulto della vita. L’immagine della terzina fnale esprime il profondo contrasto interiore di Petrarca: quei luoghi solitari non possono comunque fare schermo ad Amore, personifcato in compagno e signore inseparabile, con cui l’animo instaura un ideale colloquio. L’abilità tecnica dell’autore si manifesta in una particolare costruzione dei versi che esprime la corrispondenza tra l’andamento ritmico del sonetto e lo stato d’animo dell’io lirico.


La malinconia del poeta, che non vuole rivelare agli altri le proprie pene d’amore e va alla ricerca di luoghi remoti, trova rispondenza nell’aspetto del paesaggio (alla solitudine corrispondono espressioni come solo e pensoso; passi tardi e lenti; occhi... per fuggire intenti deserti campi; monti e piagge / e fumi e selve sappian di che tempre / sia la mia vita). Ma nessun luogo aspro e selvaggio può liberare il solitario innamorato dal suo intimo tormento (al sentimento dell’«amore come sofferenza e come compagnia» corrispondono espressioni come cercar non so, ch’Amor non venga sempre / ragionando con meco, et io con lui).

Prof.ssa Sara Aschelter

Solo e assorto nei pensieri percorro con lentezza, a passi faticosi e lenti, i luoghi di campagna più isolati e osservo attentamente per sfuggire i luoghi dove la terra conservi impressa traccia di impronta umana.


2. vo mesurando: percorro con lentezza

3-4. e gli occhi…stampi: e volgo (porto) gli occhi attentamente per fuggire i luoghi in cui il suolo è segnato da impronte umane.

Non trovo altro rifugio che mi protegga dalla gente che dimostra di accorgersi della mia sofferenza, poiché, nell’atteggiamento privo di vitalità, dall’esterno si comprende come io sia intimamente, consumato dal fuoco d’Amore


5. schermo: riparo

5-6. mi scampi…genti: mi eviti che la gente mostri di accorgersi (manifesto accorger) della mia sofferenza.

7. atti…spenti: gesti senza gioia.

8. si legge…avampi: dall’esterno si comprende come io dentro sia consumato dalla fiamma dell’amore.

al punto tale che sono convinto che ormai i monti, le spiagge, i fumi e le selve conoscano di quale genere sia la mia vita, che resta sconosciuta agli altri.


9. piagge: campi

10. di che tempre: di quale genere.

Tuttavia, non riesco a rintracciare luoghi così impervi, né così isolati, da impedire ad Amore di inseguirmi sempre, ragionando senza tregua con me e io con lui.


12-14. Ma pur…io con lui: tuttavia non riesco a trovare luoghi così impervi, né così deserti da impedire che Amore continui a seguirmi, parlando con me e io con lui.