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Transcript

“Finanza comportamentale nell’era del Covid-19”

Dirigente Scolastico:

Rosanna Petruzzi

La referente:

prof.ssa Rosaria Trisolino

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Investire

Investire significa far fruttare un bene con l’obiettivo di aumentarne il valore nel tempo.

2

Capitalizzazione

La capitalizzazione è un’operazione finanziara mediante la quale si calcolano gli interessi maturati sul capitale investito.

La Capitalizzazione si divide in:

  • Capitalizzazione semplice: interessi non sono fruttiferi e si sommano al capitale iniziale.


  • Capitalizzazione composta: interessi prodotti alla fine di un determinato periodo di tempo vengono capitalizzati per produrre nuovi interessi nei periodi successivi.

  • Capitalizzazione continua: gli interessi maturano continuamente e producono istantaneamente nuovi interessi.

Modello esponenziale:

Modello convenzione lineare o capitalizzazione mista, per periodi non interi:

Criteri per la valutazione finanziaria degli investimenti

Nella realtà aziendale la scelta tra diversi investimenti viene effettuata attraverso criteri:

Criterio dell’attualizzazione: consiste nel determinare il Risultato Economico

Attualizzato –Rea- ossia la differenza tra valore attuale dei ricavi e valore attuale dei costi calcolata in base al tasso di valutazione.

Osservazioni

-Il Rea quantifica il valore attuale del guadagno che un investimento permette di realizzare.

A parità di tasso si sceglie l’alternativa con Rea maggiore.
-Il tasso di valutazione è soggettivo perché dipende dalle leggi di mercato e da fattori psicologici dell’operatore economico.

Criterio del tasso interno di

rendimento – TIR o IRR

Il tasso effettivo di rendimento è quel tasso per cui il R.e.a si annulla, ossia il valore attuale dei ricavi è uguale al valore attuale dei costi.

-Il TIR è un indicatore di redditività.

La scelta tra più investimenti ricade su quella con TIR maggiore.
- Il TIR è un tasso oggettivo perchè dipende dalle leggi di mercato.

Teoria dei Mercati Efficienti

La finanza classica è basata sulla perfetta razionalità degli operatori economici e sull'efficienza dei mercati.

La Teoria dei Mercati Efficienti EMH (efficient market hypothesis), formulata nel 1965 da Eugene Fama, asserisce che il prezzo riflette tutte le informazioni del mercato e il suo movimento tende ad oscillare in maniera del tutto causale (teoria del random walk, elaborata da Kendall nel 1953).

I mercati ,quindi, non hanno memoria: statisticamente la variazione dei prezzi di domani è casule e indipendente dai prezzi di oggi.

La teoria dei mercati efficienti è stata negli anni criticata per la sua inadeguatezza ad interpretare alcune anomalie di mercato, come le bolle speculative.

Bolle speculative

ll fenomeno delle bolle speculative rappresenta un esempio di come i mercati finanziari, spesso, si muovano seguendo dinamiche irrazionali, legate a fattori psicologici.

Una bolla speculativa consiste in una particolare situazione del mercato azionario, caratterizzata da un’eccessiva euforia degli investitori, causata da una marcata sopravvalutazione di un bene rispetto al suo valore reale.

La domanda di un bene aumenta nel momento in cui si diffonde l’opinione che esso sia una buona occasione per trarre profitto: la condivisione di tale convinzione farà toccare livelli elevatissimi al prezzo del bene.

Quando l’euforia nei confronti del bene si esaurisce, si assiste allo scoppio della bolla: i prezzi crollano.

Utilità del consumatore

La nascita di una bolla speculativa è connessa alla funzione di utilità del consumatore.

La scelta ottima del consumatore ha luogo quando il saggio marginale di sostituzione di beni eguaglia il rapporto fra i prezzi dei beni.

Dal punto di vista matematico il punto di ottimo corrisponde al punto di tangenza della curva di indifferenza della funzione dell’utilità con la retta del vincolo di bilancio:

Osservazione: la scelta ottima del consumatore si basa sull'esistenza di presupposti teorici: informazione perfetta e razionalità perfetta.

In una realtà complessa ed incerta, un consumatore non può operare scelte razionalmente perfette perché non dispone di informazioni sufficienti per valutare la qualità di un bene e il suo prezzo.

Finanza comportamentale

Lo scenario decisionale della finanza classica , basato sulla perfetta razionalità dell'investitore e sull'efficienza dei mercati, è puramente teorico ed è stato confutato dagli economisti statunitensi, fautori della finanza comportamentale, insigniti negli anni da premi Nobel per l'economia: Herbert Simon (1978), Gary Becker (1992), Daniel Kahnemann (2002), Robert Shiller (2013) e Richard Thaler (2017).

La finanza comportamentale, dà "un volto umano" all'economia, è una scienza che include nei propri modelli i principi di psicologia legati alle dinamiche emotive che sono alla base delle scelte dell’investitore e che producono deviazioni rispetto a percorsi razionali.

L'obiettivo fondamentale della finanza comportamentale è quello di comprendere i comportamenti dei mercati finanziari in relazione agli schemi di comportamento della società e del singolo individuo.

Errori cognitivi o Bias

Il processo decisionale dell’investitore è la risultante dell'interazione tra due sistemi: impulsivo e razionale.

Le scelte di investimento se influenzate dall'emotività tendono ad essere sbagliate.

Errori cognitivi o bias più ricorrenti

Overconfidence e l’underconfidence: troppa o poca fiducia nell’attendibilità di una previsione.

Avversione alla perdita: la reazione emotiva alle perdite è in media 2.5 più intensa di quella di guadagni di pari importo.

Paura del rimpianto: il portafoglio non viene modificato anche in situazioni ottimali.

Attribution bias: attribuzione di responsabilità di scelte sbagliate a cause esterne.

Herding behaviour o effetto gregge: imitazione dei comportamenti più diffusi, spesso veicolati dai Social.

Euristiche

Le euristiche sono delle “scorciatoie” mentali, ragionamenti rapidi che semplificano i problemi, ma in ambito finanziario comportano bias cognitivi.

  • Euristica dell’ancoraggio: valutazioni di valori in base ad un riferimento;
  • Euristica delle disponibilità: stima della probabilità di un evento sulla base di informazioni disponibili in memoria;
  • Euristica della rapprentatività: ricorso a steriotipi nelle scelte di investimento.

Investimenti nell’era del COVID-19

Nei periodi di crisi e di forte volatilità dei mercati, come quella innescata dal Covid-19, la sensibilità alle perdite aumenta e l'emotività rende più frequente il ricorso alle euristiche.

Euristica della disponibilità: recupero nella memoria dell'informazione più recente (cali di valori dei mercati).

Euristica affettiva e panic selling: sopravvalutazione del rischio di perdere il capitale investito e vendita massiva di titoli per il panico generato dalla pandemia da Covid-19 con conseguente crollo delle quotazioni dei titoli.

Nell’attuale scenario di grande incertezza economica e finanziaria occorre gestire le emozioni, non prendere decisioni basate su evidenze empiriche, investire su diversi asset con un approccio, possibilmente, sostenibile.

Chiara Cannalire

Federica Lonoce
Andrea Sportelli
Francesco De Tommaso
Andrea Frisco
Giovanni Balestra
IV A SIA