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Specchio

S. Quasimodo

S. Quasimodo (1901-1968), "Ed è subito sera" (1942).

Specchio

Un vecchio albero pareva già secco, ma il vigore della nuova stagione lo ridesta e le gemme con forza sembrano fendere la corteccia sotto la pressione di un inaspettato e miracoloso vigore. Tutta la natura si riveste di nuovi colori, il verde dell’erba tenera, appena nata tra le dure zolle della terra, e il cielo che si ripecchia nell’acqua dei fossati con nuova luce.

L’io lirico contempla con emozione quello spettacolo e sembra trovare in sé nuova linfa vitale: una rinascita interiore lo rende puro come la limpida acqua piovana che rifette il cielo. L’albero è simbolo del poeta stesso: entrambi, come ogni creatura che popola la terra, si avviano verso la morte, che già si annuncia nel vecchio tronco della pianta, ma la speranza ciclicamente ritorna con la primavera per tutti gli esseri viventi.

Il risveglio della natura a primavera, anche dove la vita sembrava ormai finita.

Ed ecco sul tronco

si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

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Prof.ssa Sara Aschelter

Si rompono (v.2): si aprono con forza, rompono la vecchia corteccia sotto la spinta della primavera.

più nuovo dell'erba... riposa (vv.3-4): il verde delle gemme appare più brillante di quello dell'erba, che suscita calma e serenità nel cuore.

botro (v.6): fossato scosceso in cui scorre un piccolo corso d'acqua.

acqua di nube (v.8): acqua piovana che si è raccolta nei fossati.