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LA CIVILTA' MICENEA

I Micenei sono una popolazione indoeuropea che si stanzia nella Grecia continentale (penisola greca) già dal II millennio a.C..

Questi sono gli Achei di cui parleranno Omero nell’Iliade e i futuri Greci.

Prof.ssa Sara Aschelter

INDICE

1. Geografia

8. Mappa

2. Micene

9. Società

3. Popolo di guerrieri

10. Video - Schliemann

4. L'influenza micenea

11. La fine di Micene

5. La prima colonizzazione

12. FlippedProf

6. La guerra di Troia

13. Video riassunto

7. Il tesoro di Schliemann

14. Contatti

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GEOGRAFIA

I Micenei devono il loro nome a uno dei centri più importanti abitati da questa civiltà. A Micene, infatti, iniziarono gli scavi nel XIX secolo per recuperare i resti di questa civiltà scomparsa. Altri centri, come Pilo e Tirinto, avevano palazzi meravigliosi. Resti di edifici sontuosi sono stati ritrovati anche a Tebe e Sparta.

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LA PORTA DEI LEONI

L'accesso monumentale alla città. E' chiamata così perché sopra l'architrave c'è un lastrone triangolare scolpito, con due leoni ai lati d'una colonna. I felini rappresentavano la forza, la colonna gli dei che difendevano la città.

IL CIRCOLO FUNERARIO

Per un periodo i Micenei seppellirono i morti importanti in tombe a fossa all'interno delle mura. Un'altra forma di sepoltura era quella a thòlos, una struttura architettonica a pianta circolare con una cupola.

DUE LINEE MURARIE

Sono state rinvenute due linee murarie: quella interna risale al XIII secolo a.C., quella più esterna è del XII. Lungo le mura vi erano torri di vedetta, ingressi segreti, passaggi sotterranei.

IL PALAZZO DEGLI ATRIDI

Nel palazzo si riconoscono almeno due piani e l'intero corpo centrale. Gli ambienti più importanti erano il santuario, la sala del trono e il mégaron (la sala principale).

IL MEGARON

Il pavimento del megaron (sala principale) era decorato con motivi geometrici e con figure di pesci mentre le sue pareti erano decorate con scene di caccia e di guerra, le attività principali dei Micenei.


LA CISTERNA

La cisterna consentiva all'acropoli di Micene di rifornirsi d'acqua in caso d'emergenza.


LA POSTERIA

La posteria è una piccola porta per il passaggio di un solo individuo per volta, sorta di passaggio segreto mimetizzato fra i blocchi delle mura.


LA CASA DELLE COLONNE

Questa costruzione è un esempio di dimora aristocratica.


Al contrario dei Cretesi, i Micenei furono un popolo di guerrieri: le loro città avevano mura difensive davvero imponenti, ciclopiche e si trovavano in cima a colli e colline, oppure in luoghi difficili da raggiungere.
I principi micenei crearono una serie di monarchie militari che, intorno al 1450 a.C. circa, cominciarono a espandersi anche al di fuori della Grecia continentale.

UN POPOLO DI GUERRIERI

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Intorno al 1450 a.C. i Micenei cominciano a espandere la propria influenza. La prima a farne le spese è Creta: i Micenei la conquistarono e si sostituirono ai signori minoici nei palazzi, gestiti da Cnosso, ora divenuto centro principale. I Micenei sfrutteranno i segni della scrittura Lineare A per trascrivere anche la propria lingua: dalle modifiche, nascerà la Lineare B.

L'INFLUENZA MICENEA

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Dopo Creta, i Micenei spinsero la loro espansione verso Oriente e sulle coste dell’Asia Minore: è la prima colonizzazione greca

(la seconda nell'VIII secolo a.C.), anche se non vennero fondate città.
I Micenei si spingevano molto lontano per cercare materie prime. Seppero intrattenere rapporti diplomatici con gli Hittiti sulle coste dell’Anatolia.

LA PRIMA COLONIZZAZIONE GRECA

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LA GUERRA DI TROIA

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L’episodio più celebre della conquista dell’Oriente è la presa della città di Troia (Turchia occidentale), punto strategico per i commerci. Intorno al 1250-1230 a.C. un’alleanza di principi, guidati dal re di Micene (Agamennone?), conquistano la città. Omero costruirà la sua epica attorno a questo avvenimento storico.

La guerra di Troia venne cantata nell’epica di Omero, quindi ritenuta mitologia o leggenda. Nel 1871 però Heinrich Schliemann, mecenate amante del mondo greco, impegnò professionisti in ogni campo per scavare nel sito dove, secondo i testi, sarebbe sorta Troia: oggetti di bronzo, d’oro e d’argento emersero dagli scavi e venne ipotizzato che una delle tombe ritrovate fosse quella di Agamennone. In essa venne ritrovata la maschera che si suole attribuire al leggendario re di Micene. Per questo, Schliemann sarà ribattezzato il moderno Indiana Jones.

Attorno al 1930, altri studi accerteranno si trattasse di una città più antica, eppure tanti turisti, Iliade alla mano, cercano ancora la città distrutta.

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UN TESORO RICCHISSIMO

Pare ormai che Schliemann per arricchire il tesoro, abbia messo insieme pezzi sparsi provenienti da almeno una ventina di luoghi diversi.


LA SIGNORA SCHLIEMANN

La moglie di Schliemann è qui fotografata mentre indossa alcuni gioielli del tesoro di Priamo. La signora Schliemann partecipava attivamente al lavoro del marito, comandando spesso squadre di sterratori.



IL DONO DELLA COLLEZIONE

Multato dal governo turco per esportazione illegale di opere d'arte, Schliemann pagò una multa assai superiore alla cifra richiesta per assicurarsi la proprietà di quanto aveva trovato, poi donò la collezione al governo tedesco.

LA MASCHERA DI AGAMENNONE

Questa maschera d'oro rinvenuta da Schliemann negli scavi di Micene e attribuita ad Agamennone è stata ottenuta lavorando a sbalzo una sottile lamina di metallo, appoggiata sul viso del defunto.

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Lo sviluppo commerciale della civiltà minoica ebbe inizio a partire dal 2300 a.C., ma fu tra il 2000 e il 1400 a.C. che l'isola di Creta divenne una talassocrazia senza rivali nel Mar Egeo.

La supremazia cretese sul mare fu fonte per l'isole di grande sviluppo economico. I centri del potere politico, economico e religioso erano i palazzi, in cui risiedeva il re. I più importanti erano quelli di Cnosso, Festo e Mallia.


L'INVASIONE MICENEA

Attorno al 1400 a.C. i Micenei invasero Creta, che era stata da poco colpita da una serie di cataclismi.

I Micenei la sottomisero e ne assorbirono la cultura, sostituendosi ai Cretesi nel dominio del Mar Egeo.

I Micenei dominarono l'isola fino al 1200 a.C., quando si verificò una nuova serie di terremoti.


LA CIVILTA' MICENEA

La civiltà micenea era organizzata in piccoli regni, il più importante dei quali era Micene. Da questa città sono partiti i fortunati scavi di Schliemann nel XIX secolo, per questo micenei.

La loro terra era poco ospitale, perciò le loro ricchezze derivavano dalla guerra e dal saccheggio.



LA GUERRA DI TROIA

La più celebre impresa dell'espansione micenea fu la guerra di Troia, città dell'Asia Minore che sorgeva in una posizione strategica per i commerci.

Troia venne attaccata attorno al 1250 a.C. e, dopo un lungo assedio, fu saccheggiata e incendiata.

SCHLIEMANN E LA TOMBA DI AGAMENNONE

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LA SOCIETA' MICENEA

Conosciamo molto sulla società micenea perché nei palazzi venivano prodotti molti documenti amministrativi.

Gli scribi, gli unici a conoscere la scrittura, lavoravano come funzionari del palazzo e prendevano nota di tutto, oltre ad amministrare le terre.

Su ogni città regnava un sovrano (wànax), che era anche capo religioso, affiancato da un capo militare altrettanto importante.

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Nel palazzo vivevano e lavoravano i funzionari (scribi), che registravano i tributi pagati dal popolo su tavolette di argilla arrivate fino a noi.

Il popolo era composto da artigiani (fabbri, vasai, tessitori, ecc.) e contadini, rappresentato da un’assemblea di anziani (gherusìa), a capo della quale vi erano i basilèis.

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Alla base della piramide sociale vi erano gli schiavi, tra i quali molte donne.
Molto importante era la casta sacerdotale, di cui facevano parte anche le donne. Attorno al palazzo si sviluppava la comunità di artigiani e contadini che non potevano possedere terre. Coltivavano quelle pubbliche, ma come tributo dovevano pagare la maggior parte dei propri raccolti e dei propri prodotti al palazzo.

Attorno al 1200 a.C., la civiltà micenea subì un crollo improvviso e definitivo: le città vennero distrutte e date alle fiamme. Proprio il fuoco, ha cotto e indurito le tavolette d’argilla che testimoniano gli ultimi giorni di vita dei Micenei.

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I documenti parlano di preparativi militari di difesa nelle città, come per un pericolo imminente. La spiegazione più condivisa, la stessa che circolava già all’epoca dei Greci, parla dell’invasione di un popolo simile a quello miceneo: i Dori, che avrebbero insediato la loro capitale a Sparta, scendevano dalla Grecia settentrionale (del Nord).

Altri documenti in Lineare B ritrovati a Pilo sostengono invece la minaccia sia giunta dal mare: per questo, si è anche pensato potesse trattarsi degli stessi popoli del mare che stavano distruggendo gli Hittiti in Anatolia.

I Dori sarebbero dunque arrivati dopo.



C’è anche un’ipotesi ambientale: in seguito a una serie di mutamenti climatici, siccità e carestie avevano fatto insorgere il popolo contro i principi micenei. Una guerra civile, dunque, avrebbe distrutto la civiltà Micenea.



LA SOCIETA' MICENEA - FLIPPEDPROF

Prof.ssa Sara Aschelter

LA CIVILTA' MINOICA E LA CIVILTA' MICENEA

Prof.ssa Sara Aschelter

Buono studio!

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