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la civiltà minoica

Al centro del Mar Egeo, tra monti e pianure, sorgono i primi centri di una nuova civiltà: si tratta della civiltà minoica, così chiamata dal leggendario re Minosse che si racconta governò l’isola di creta ai tempi del Minotauro e del labirinto.

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indice

Geografia

Tre sistemi di scrittura

Linea del tempo

Palazzo di Festo

I Micenei

Religione minoica

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Intorno al 2300 a.C., nell’area del Mar Egeo, fino all’Anatolia, vi fu un forte incremento demografico. In particolar modo, l’isola di Creta, al centro del mare, vede fiorire le prime città, i primi palazzi e i primi commerci. Creta è racchiusa fra monti e valli e le sue coste sono particolarmente frastagliate. Sulla costa Nord, che guarda verso la Grecia, sorgono i principali centri abitati.

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geografia - isola di creta

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Gli abitanti dell’isola di Creta non sono gli antenati dei Greci, ma sono la civiltà che ha vissuto più a stretto contatto con gli antichi Greci.
I Cretesi erano scuri di carnagione e bruni. La maggior parte di loro erano
mercanti o marinai:

MERCANTI: esportano olio e vino; importano metalli preziosi per l’artigianato;

MARINAI: sono gli intermediari negli scambi tra Siria ed Egitto.

Il controllo che i cretesi esercitarono sull’Egeo si definisce TALASSOCRAZIA (dominio sia militare che commerciale esercitato da una potenza in uno spazio marino e sui territori che si affacciano su essa).

tre sistemi di scrittura

Nel corso della loro esistenza, gli abitanti di Creta hanno utilizzato tre diversi sistemi di scrittura: i geroglifici, la Lineare A e la Lineare B.

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sistemi di scrittura a creta

Secondo l’archeologo Arthur Evans e seguendo le opinioni del linguista Michael Ventris, si è ipotizzata l’esistenza di tre diversi sistemi di scrittura, in vita dal 2300 a.C. fino al 1200 a.C., data cui si fa risalire la fine di questa civiltà. I primi geroglifici non erano altro che disegni che richiamavano direttamente l’oggetto che volevano significare. Con la Lineare A, invece, a Creta vengono introdotti i primi segni schematizzati, non più ispirazione della realtà, scritti in linea continua, come facciamo oggi noi. L’ultimo stadio di quest’evoluzione è la Lineare B, una scrittura basata sulla formazione di sillabe che potevano essere connesse le une alle altre. Questa è la scrittura degli Achei, antenati dei Greci.

I Cretesi usarono tre sistemi di scrittura

GEROGLIFICI


Geroglifici cretesi, usati dal 2300 a.C. al 1700 a.C.
Geroglifici egizi

Dal 2300 a.C. al 1700 a.C. - pittogrammi, disegni

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Geroglifici cretesi, usati dal 2300 a.C. al 1700 a.C..
Geroglifici egizi

LINEARE A

segni schematizzati che formavano una linea continua.

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LINEARE B

scrittura sillabica, derivata dalla Lineare A in uso a Micene.

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Geroglifici cretesi, usati dal 2300 a.C. al 1700 a.C., prima di passare alla scrittura lineare.
Geroglifici egizi


Grazie alle scoperte di Evans e Ventris, si è arrivati a comprendere che a Creta si sono succedute nel tempo due civiltà:
- pre-greca, anche detta minoica, usava i geroglifici e la Lineare A;
- greca cretese, anche detta micenea, usava la Lineare B.

Combinando questi dati con le analisi archeologiche, gli studiosi hanno così individuato tre fasi della storia antica cretese, denominate sulla base dell'elemento distintivo di questa civiltà: i

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i palazzi !

L’isola di Creta, per via della sua posizione favorevole tra Mar Egeo e Mediterraneo, si afferma sempre più come la talassocrazia egemone nell’area già a partire dal 2300 a.C..

L’isola di Creta non era protetta da un sistema di mura, poiché era una civiltà pacifica che non temeva minacce dall’esterno. Le ricchezza erano investite in nuovi commerci o nella costruzione di palazzi che rivaleggiavano fra loro in splendore.


talassocrazia: dominio sia militare che commerciale esercitato da una potenza in uno spazio marino e sui territori che si affacciano su essa.

FASE PALAZIALE: 2300 a.C. – 1700 a.C.

I Cretesi, civiltà pacifica, sfruttavano le ricchezze soprattutto per costruire magnifici palazzi che rivaleggiavano fra loro. I più famosi sono quelli di Cnosso, Festo e Mallia. Nel palazzo, composto da decine di stanze e magazzini, risiedeva il signore locale e la classe burocratica.

ATTENZIONE! Sebbene non vi sia prova dell’esistenza della schiavitù, è possibile tuttavia ipotizzarla proprio sulla scorta della divisione del lavoro: saranno stati sicuramente gli strati inferiori della società quelli impegnati nella costruzione dei palazzi. Chi altri, se non loro?

Nella fase palaziale, l’arte dei cretesi si traduce in:

- decorazione della ceramica:

- lavorazione dei metalli, di gemme e sigilli:


- fabbricazione di numerose armi. In particolar modo, un tipo di ascia «bipenne» cioè costituita da due lame, che i greci chiameranno làbrys, diventerà il simbolo della civiltà minoica.




FASE NEOPALAZIALE: 1700 a.C. – 1450 a.C.

Intorno al 1700 a.C., alla fine della prima fase della loro storia, i cretesi dovettero affrontare una catastrofe

Sebbene non ci siano prove che testimonino cosa sia davvero accaduto al tempo, sono state ipotizzate cause artificiali, quindi imputabili all’uomo, e cause naturali.

La prova decisiva a sostegno della tesi della catastrofe naturale ce la fornisce la completa distruzione dei palazzi delle città di Cnosso, di Festo e di Mallia. Degli ultimi due, ci rimangono solo ruderi e qualche piantina.


A sostegno della tesi della catastrofe naturale, ci sono almeno altri due indizi importanti:

1) Sono stati ritrovati scheletri umani, resti di sacrifici religiosi che gli abitanti di Creta devono aver praticato per placare le ire della divinità che aveva scatenato gli elementi;

2) Le città vennero interamente ricostruite, compreso il palazzo di Cnosso (immagine), ancora una volta senza un sistema di mura difensive. L’assenza di fortificazioni lascia supporre che i cretesi non si sentissero minacciati da altre civiltà.


Cnosso risorse più bella e forte di prima: il palazzo fu abbellito con giardini, vasche, bagni, terrazze e comparvero affreschi policromi e giochi acrobatici coi tori.

LA FINE DELLA CIVILTÀ MINOICA: 1450 a.C. – 1200 a.C.


Anche la seconda fase della storia minoica, la fase neopalaziale, ebbe una fine improvvisa. Questa volta, però, i cretesi non riusciranno a rialzarsi, complici una serie di distruttivi cataclismi avvenuti nello stesso periodo. Un cataclisma è un grande sconvolgimento naturale, disastro, calamità.

1) Tra il XVI e il XV secolo a.C. (tra il 1500 e il 1400 a.C.) una serie di cataclismi sconvolsero il Mediterraneo Orientale, ovvero quella parte del Mediterraneo che bagna, fra le altre, anche la Grecia e la Turchia. Il Mar Egeo è uno dei mari che compongono il Mar Mediterraneo.

Il vulcano situato sull’isola di Thera (oggi Santorini) eruttò e provocò un devastante maremoto che distrusse ancora una volta migliaia di vite umane e centri abitati.

2) A contribuire alla fine della civiltà minoica intervenne anche una causa esterna: l’arrivo dei Micenei, quelli che Omero chiama Achei nei poemi epici, i veri e propri antenati dei greci... ma di loro parleremo qualche slide più avanti




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il palazzo di festo

Gli abitanti dell’isola di Creta non sono gli antenati dei Greci, ma sono la civiltà che ha vissuto più a stretto contatto con gli antichi Greci.
I Cretesi erano scuri di carnagione e bruni. La maggior parte di loro erano
mercanti o marinai:

MERCANTI: esportano olio e vino; importano metalli preziosi per l’artigianato;

MARINAI: sono gli intermediari negli scambi tra Siria ed Egitto.

Il controllo che i cretesi esercitarono sull’Egeo si definisce TALASSOCRAZIA (dominio sia militare che commerciale esercitato da una potenza in uno spazio marino e sui territori che si affacciano su essa).

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PIAZZALE SUPERIORE

SCALA DI COLLEGAMENTO

Tra il piazzale superiore e il grande piazzale occidentale.

ENTRATA PRINCIPALE

Si trovava sulla sommità di una grande scalinata

CORTILE INTERNO

Aveva quattro colonne su ogni lato.

APPARTAMENTI REALI

Sono orientati verso nord, in direzione dei venti freschi che spirano durante l'estate.

CORTILE CENTRALE

Questo cortile costituiva il centro della costruzione e della vita del palazzo.

PIAZZALE OCCIDENTALE


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i micenei

La Maschera di Agamennone è una maschera funebre in lamina d'oro rinvenuta nel 1876 a Micene dall'archeologo tedesco Heinrich Schliemann. È attualmente conservata presso il
Museo archeologico nazionale di Atene.

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i micenei

L’archeologo Heinrich Schliemann iniziò nel 1878 i primi scavi nella città di Micene, nel Peloponneso, per questo la civiltà viene indicata con questo nome.

A contribuire alla fine della civiltà minoica intervenne anche una causa esterna: l’arrivo dei Micenei. La civiltà micenea si era sviluppata in contemporanea alla civiltà minoica e si era costituita in monarchie indipendenti.

achei nei suoi poemi epici, i veri e propri antenati dei greci.

Gli Achei di Omero, i veri e propri antenati dei greci.

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Info

I signori di Creta non furono in grado di resistere alla minaccia micenea: popolo di guerrieri, curavano molto gli armamenti sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista tecnologico. Gli elaborati carri da guerra ne sono un esempio.


Dal 1450 a.C., quando anche i cretesi si sottometteranno, fino al 1200 a.C. la civiltà micenea allargherà la sua sferza di influenza anche alle coste dell’Anatolia (Turchia), alle isole dell’Egeo e alla Grecia.


La religione tra rituali...

Info

Info

... e geografia divina!

Quello che sappiamo riguardo la religione degli antichi abitanti di creta giunge a noi da due tipi principali di fonti: i reperti artistici o archeologici dei siti minoici; la mitologia successivi ai cretesi che si sviluppò presso i greci.

I cretesi adoravano elementi provenienti dalla natura, come molte altre civiltà prima di loro: alberi sacri, rocce, ascia bipenne e animali, tra cui il toro in particolar modo, diventano dunque simboli da adorare.

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Negli antri, infatti, sono stati ritrovati numerosi oggetti votivi, come statuette o gioielli, che venivano lasciati dagli uomini in offerta agli dei. Ossa di animali e uomini indicano che i cretesi praticassero anche dei sacrifici per imbonirsi il volere delle divinità.

Il re era anche il capo religioso: officiava i banchetti e si poneva come interprete tra gli uomini e gli dei. Proprio per questo, oltre alle grotte, i principali luoghi religiosi sono proprio i palazzi, dove sono stati ritrovati resti di oggetti utili a banchetti votivi (foto).

Esempio di rhyton, vaso usato nei banchetti a forma di testa di toro, animale sacro, Creta 1700-1500 a.C.

La religione dei cretesi, sebbene officiata spesso dal re, viveva soprattutto di momenti di intimità. Un po’ come avviene nelle moderne forme di religione, in cui il fedele ha un momento privato dedicato alla preghiera, i numerosi ritrovamenti attestano che anche per i cretesi non fosse molto diverso da oggi.

I cretesi cercavano di incontrare la divinità nelle grotte, nei santuari collocati in alto sulle montagne, poiché questi luoghi avrebbero permesso un miglior incontro con le forze divine.

Zeus era stata nascosto e allevato in una grotta sul monte Ida proprio sull’isola di Creta, secondo il mito greco.

VIDEO

Video a cura di FlippedProf.

Riassunto su Creta e sui Cretesi

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