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Classe IICScuola Secondaria di Primo gradoG.Carducci- S. Cataldo -

In lontananza, tra il primo e il secondo cerchio, Dante e Virgilio incontrarono un essere infernale: Minosse che ringhia e si circonda con la sua lunga coda tante volte quanto in basso deve scendere l'anima dannata. Da questo momento l'atmosfera si riempie di sofferenza, grida e lamenti.Minosse non vorrebbe fare entrare Dante, ma Virgilio lo mette a tacere come aveva già fatto con Caronte.

.Nel loro cammino, Dante e Virgilio si ritrovano in una selva "strana". Si sentono lamenti, ma non si vede nessuno se non alberi di colore scuro, dai rami, non lisci ma nodosi e contorti, che non portavano frutti, ma spine velenose. E' la selva dei suicidi che in vita non ebbero cura del loro corpo. Tra questi c'è PIER DELLE VIGNE, consigliere di Federico II, accusato ingiustamente di tradimento e suicidatosi per la vergogna.

Arrivati nel secondo cerchio, Dante e Virgilio incontrano due anime che vanno come colombe dal disio chiamate. E' la prima volta che Dante parla con un'anima dannata e così viene a conoscenza della loro storia: lei è Francesca da Polenta, sposata per volere della famiglia con Gianciotto da Rimini, ma innamorata del fratello di lui, Paolo, e per questo uccisi insieme. perché sorpresi in un bacio passionale mentre leggevano la storia travolgente di Lancillotto e Ginevra. Al sentire quella storia, Dante sviene per la pietà non solo verso i due amanti ma verso se stesso, perché prende consapevolezza del suo peccato.

"Guai a voi, anime prave!": sono le parole che Dante e Virgilio si sentono rivolgere una volta entrati nel cupo mondo dell'Inferno. A parlare è Caronte, il traghettatore dell'Ade che trasporta le anime dei dannati da una riva all'altra del fiume Acheronte. Scorgendo l'anima viva di Dante, Caronte lo invita ad allontanarsi dalla mischia dei morti, ma Virgilio: "Caron, non ti crucciar: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandar".

All'inizio del suo viaggio, Dante incontra tre fiere che gli ostacolano il cammino: una lince, un leone e una lupa, simboli della lussuria, della superbia e dell' avarizia. Il sommo poeta vorrebbe tornare indietro nella foresta, ma gli appare un'ombra tenue e silenziosa a cui si aggrappa e grida: "Abbi pietà di me, chiunque tu sia!".

Nell'ottavo cerchio Dante incontra Ulisse, l'eroe della guerra di Troia. Dopo la guerra decise di non tornare a casa e continuare il suo viaggio in mare incontrando altri personaggi. Dante lo colloca nell'ottavo cerchio dell' Inferno per l'inganno del cavallo di Troia. La sua pena è stare avvolto nelle fiamme.

Farinata degli UbertiDante e Virgilio, arrivati al quinto cerchio, dove lì scontano la loro pena gli eretici, che tramite la legge del contrappasso devono stare nelle tombe infuocate da cui provengono tanti lamenti, incontrano Farinata Degli Uberti, capo della fazione ghibellina che è stato condannato a morte, cosa che lo accomuna con Dante.

Immersi nel ghiaccio del lago Cocito, simbolo del gelo che ebbero in vita nel cuore, Dante e Virgilio incontrano tra i traditori il conte Ugolino della Gherardesca da cui sente la triste e drammatica vicenda che toccò a lui e ai suoi figli

Conficcato nel centro di Cocito, c'è Lucifero che appare a Dante come un mulino a vento con tre facce: una rossa per l'odio, una giallastra per l'invidia e una nera per l'ignoranza. Il mostro infernale maciulla Giuda, traditore di Gesù, e Bruto e Cassio, traditori di Cesare.

PlutoDante e Virgilio, varcato il quarto cerchio dove lì, vi sono gli avari e i prodighi che sono costretti tramite la legge del contrappasso a spingere macigni immensi in direzioni contrarie finchè non si scontrano incontrano Pluto che è una divinità pagana rappresentata sotto forma di lupo, che si mette contro di loro, urlandogli contro: “ Pape Satàn, pape Satàn, aleppe! “, ma viene messo subito a tacere da Virgilio nominando la superiore volontà divina.

Celestino V nato Pietro Angelerio , detto Pietro da Morrone e venerato come Papa Celestino è stato il 192 papa della Chiesa Cattolica.E' stato eletto a Perugia nel 1224, fu incoronato nella basilica di Santa Maria. Fu venerato come santo con il nome di Pietro Celestino.Egli venne messo da Dante nell'inferno perché nella sua vita non aveva mai preso una decisione, infatti tramite la legge del contrappasso è obbligato a correre nudo e nel frattempo doveva rincorrere una bandiera bianca... questa è la pena degli ignavi. Lui fa parte degli ignavi che si trovano nel primo cerchio dell'antinferno.