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ANTICO EGITTO

l'antico egitto

Prof.ssa Sara Aschelter

indice

GEOGRAFIA

NILO & LIMO

LINEA TEMPO

PIRAMIDI

CHEOPE

VIDEO

società

geroglifici

religione

riassunto

contatti

VITA SUL NILO

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CIVILTà DEL NILO: egizi

3100 a.C. - 30 a.c.

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geografia

Il Nilo è il fiume più lungo del mondo, (quasi 7000 km!) e ha origine nelle regioni montagnose dell'Etiopia. Qui molti altri fiumi confluiscono nel Nilo e dopo quattro cateratte (= piccole cascate che creano un dislivello) sfocia a delta nel Mediterraneo.


Sulle sue rive, anche lungo luoghi desertici, è stato possibile creare insediamenti umani grazie al preziosissimo limo. La terra utile perché coltivabile si estende da 1 a 6 chilometri per lato. Questa è definita terra nera, poiché fertile, mentre la terra desertica è definita terra rossa. Tutte le città, dunque, sorgevano lugo il Nilo, che era la prima via commerciale e di comunicazione, per questo le città sono fra loro omogenee.

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geografia

Il Nilo ha un regime regolare, prevedibile e atteso: a fine maggio molte pioggie equatoriali alla sorgente del fiume ne ingrossano il corso. Non potendo il letto del fiume contenere questa nuova, grande quantità d'acqua, il Nilo straripa, lasciando sulle rive una sostanza importantissima: il limo.


Il limo è un fango ricco di sali minerali ed elementiorganici che rendono fertile il terreno. Durante questo periodo dell'anno, le città egizie fiorivano: commerci, semine e coltivazioni prendevano l'avvio non appena l'acqua straripata si ritirava dalle rive, rientrando nel letto.

Questo consentì agli Egizi di avere sempre un terreno fertilizzato, dunque un raccolto sempre abbondante in tutti i momenti dell'anno, anche grazie al prezioso sistema di canalizzazione.


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IMMAGINE INTERATTIVA: IL NILO

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I TERRENI FANGOSI

Poiché i terreni erano fangosi, le persone o le mucche potevano trascinare un aratro di legno leggero con facilità.

LE CASE DI MATTONI

Gli Egizi utilizzavano i mattoni per la costruzione delle loro abitazioni: il fango del Nilo veniva mescolato con paglia e fieno avanzati dalla trebbiatura, l'impasto veniva poi lasciato essiccare al sole.

LA SEMINA

I semi di grano o di orzo venivano sparsi sul terreno, poi calpestati dalle capre che li facevano entrare in profondità.

IL PRELIEVO DELL'ACQUA

Un ingegnoso sistema di prelievo dell'acqua era lo shaduf, inventato dai Babilonesi fu adottato anche dagli Egizi per accumulare acqua di riserva per affrontare i periodi di siccità.

IL PAPIRO

Le canne di papiro crescevano sulle rive del Nilo e venivano utilizzate in vari modi: per fare la carta, per creare dei cesti o persino per costruire delle barche.

I VILLAGGI

I villaggi erano costruiti su dei terrapieni per rimanere oltre il livello della piena del fiume, anche se talvolta, in casi eccezionali, la piena poteva arrivare a sommergere le abitazioni.

I BACINI PER L'IRRIGAZIONE

Grandi vasche servivano come bacini di irrigazione che consentivano di conservare le acque delle piene e di canalizzarla lungo i campi.

linea del tempo

3100 a.c. - 30 a.c.

3100 aC -

2700 aC

Epoca Arcaica

2700 aC -

2200 aC

ANTICO REGNO

2050 aC -

1750 aC

MEDIO REGNO

1550 aC -

1070 aC

NUOVO REGNO

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Dal 3100 a.C. al 2700 a.C. si situa l'Epoca Arcaica o Protodinastica: la popolazione dell'Egitto, che condivideva la stessa etnia e la stessa lingua, era stata costretta a spostarsi verso la fertile Valle del Nilo, quando le aree desertiche avevano cominciato a divenire sempre più estese.

Stanziatisi in una porzione di terreno resa fertile dalle esondazioni del fiume Nilo, grazie alla ricchezza di materie e prodotti dell'agricoltura irrigua, la popolazione egizia aumenta. In questo contesto, gli Egizi cominciarono a organizzarsi in una società composita: sorsero piccoli Stati locali, che riuscirono a sfruttar meglio, in modo più organizzato, le risorse offerte dal Nilo.


A partire proprio dal 3200 a.C. i piccoli Stati locali si riunirono in due più estesi regni: nel Nord della regione, sul delta del Nilo, il Basso Egitto; nel Sud della regione, nella Valle del Nilo, l'Alto Egitto.

L'epoca arcaica prende avvio, dunque, a partire dal 3100 a.C., quando Narmer (o Menes, a seconda della leggenda - in foto) unificò i regni e pose la propria reggia a Tinis.

Narmer fu il primo faraone dell'Antico Egitto. Il termine faraone significa appunto "colui che abita nella grande casa".


Con la terza dinastia di faraoni e lo spostamento della capitale da Tinis a Menfi (vicino Il Cairo), quest'epoca può considerarsi conclusa.

La storia dell'Antico Egitto dura all'incirca tre millenni, scanditi dalle dinastie dei sovrani (circa 30 in tutto). Durante l'epoca arcaica o protodinastica (3100 a.C. - 2700 a.C.) si erano alternate tre dinastie di faraoni. La IV e la V dinastia, invece, contraddistingueranno l'Antico Regno (2700 a.C. - 2200 a.C.). In questa fase, i regnanti spostano la capitale da Tinis a Menfi, sul delta del Nilo, vicino a Il Cairo.

In questa fase, gli Egizi si espandono nella penisola del Sinai, in Libia e in Nubia (Etiopia), riscuotendo tributi in schiavi, oro, legname dalle popolazioni conquistate.

Il territorio viene diviso in province, amministrate da un governatore scelto dal faraone.


L'Antico Regno è anche la fase in cui vennero costruite le piramidi di Giza (vicino a Il Cairo) e la monumentale Sfinge: Cheope, Chefren e Micerino furono infatti regnanti della IV dinastia. Le piramidi, loro sepolcro monumentale, erano la rappresentazione del potere reale. Le pietre con le quali vennero costruite erano originarie dell'area ed erano estratte e lavorate da cavatori e scalpellini, i quali le trasportavano sul luogo di costruzione grazie a delle particolari slitte, oppure venivano fatte viaggiare sul Nilo sopra delle chiatte.

Purtroppo non si hanno molte notizie sul metodo di costruzione delle piramidi, poiché le fonti che interpelliamo sono postume. La più antica piramide risale al 2650 a.C. ed è costruita a gradoni vicino Menfi.


Intorno al 2200 a.C., tuttavia, con la fine della V dinastia di faraoni, l'Antico Egitto attraversò un periodo di forte instabilità: molti governatori delle province volevano autonomia rispetto al faraone. Infatti i governatori avevano oramai preso l'abitudine di passare il comando della regione ai figli, trasformando quella dell'amministratore d'una provincia in una vera e propria carica ereditaria.


Lo Stato si disgrega e attraversa una lunga fase di incertezza: dal 2200 a.C. al 2050 a.C. circa si situa dunque un periodo intermedio contraddistinto da crisi sociali e disordini.


La fase di crisi sociali e disordini alla fine dell'Antico Regno venne risolta da una potente dinastia di faraoni: la XI dinastia. Riunificarono il regno, spostarono la capitale a Tebe e si arricchirono. Conquistarono popoli della Nubia (Etiopia) e della Siria per appropriarsi delle loro materie prime (oro, avorio, legname, metalli).I faraoni della XI dinastia furono spesso impegnati in campagne militari contro Babilonesi, Assiri e Hittiti.


Tuttavia, questa fase di espansione e fioritura venne bruscamente interrotta intorno al 1750 a.C.: nel delta del Nilo, infatti, si infiltrarono tribù provenienti dall'Asia che i greci, calcando il nome egizio, chiamavano Hyksos ("capi dei paesi stranieri"). Ancora oggi, non si conosce la loro origine. Non sappiamo se arrivarono attraverso una migrazione causata dalla spinta di altri popoli sui loro territori originari, in cerca di fortuna; oppure se fossero dei soldati mercenari in precedenza al soldo del faraone e ora ribelli, dunque già presenti sul territorio.

Sicuramente, gli Hyksos importarono l'uso del carro da guerra. Dapprima presero il potere nel delta del Nilo, fondarono una loro capitale, Avaris, e cominciarono a imporre tributi agli Egizi. Anche se erano una popolazione organizzata in maniera semplice e primitiva, andarono piano piano adattandosi alla nuova cultura egizia.


In sintesi, possiamo affermare che intorno al 1600 a.C. i territori dell'Antico Egitto fossero stati così suddivisi:

- NORD (Delta del Nilo): Hyksos

- SUD (Valle del Nilo): Principi egizi

- NUBIA (Etiopia, sorgenti): Governatori locali non più sotto il controllo degli Egizi.


La permanenza degli Hyksos nel Nord della regione durò più o meno dal 1700 a.C. al 1550 a.C., periodo cui risale l'inizio della guerra di liberazione da parte degli Egizi. Il re di Tebe, Kamose (XVII dinastia), intraprese una campagna militare volta a scacciare gli Hyksos dall'Egitto. Il progetto fu realizzato solo con la dinastia successiva, la XVIII dinastia, che decise anche di spostare la capitale in una zona più riparata da attacchi: Tebe, vicino al tempio del dio Amon, protettore degli Egizi. Si espansero in Palestina e Siria, fino all'Eufrate (a quest'epoca risale la battaglia di Qadesh contro gli Hittiti).


A questo periodo risale anche lo sviluppo di un vero e proprio apparato di corte:

- il faraone aveva un harem di mogli, nonostante fosse costretto a sposare un membro della propria famiglia per mantenere sacro il sangue della discendenza (si trattava di solito della sorella);

- il faraone si circondava di dignitari (= chi ricopre una carica o ha un ufficio/incarico), servi e artisti;

- al faraone era affiancata una casta di sacerdoti del dio Amon. Questi ricevevano terra coltivabile dal faraone in cambio del loro appoggio.

- i faraoni si fecero costruire una vera e propria necropoli, una città dei morti. Le tombe dei faraoni erano adesso scavate nella roccia e si trovavano nella Valle dei Re, vicino la capitale Tebe. Il Nuovo Regno è anche il periodo in cui vissero Amenofi IV, il re filosofo, e Nefertiti, sua moglie, rispettivamente padre e madre di Tutankhaton. Entrambi i genitori erano sostenitori di una nuova radicale filosofia religiosa: il politeismo fino ad allora praticato in Egitto avrebbe dovuto lasciare spazio al culto del solo dio Aton (il disco solare). Gli storici sottolineano come la posizione di Amenofi e Nefertiti fosse tutta intenta a indebolire la potente casta dei sacerdoti del dio Amon: disconoscendo tutte le divinità al di fuori di Aton, di fatto non riconoscevano l'autorità dei sacerdoti di Amon. In questo modo, non avrebbero più avuto bisogno dell'appoggio della casta sacerdotale, privata della propria autorità.


LA COSTRUZIONE DELLE PIRAMIDI

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GLI OPERAI

Con l'aiuto di leve e funi, i blocchi venivano spostati su assi di legno. Gli esperti ritengono ci volessero almeno 1200 operai per estrarre le pietre necessarie alla costruzione di una piramide.

I BLOCCHI DI PIETRA

I blocchi di pietra erano separati dalla roccia utilizzando dei cunei e martellati lungo le linee che ne definivano le dimensioni. Per facilitare l'operazione, i blocchi venivano prima scaldati e poi raffreddati in acqua fredda.

LA RAMPA DI TRASPORTO

La spiegazione più convincente per capire come i blocchi venissero trasportati l'uno sull'altro ci viene fornita dallo storico greco Diodoro Siculo (I secolo a.C.). Prima veniva allestita una rampa, una sorta di piano inclinato. A mano a mano che si procedeva nella costruzione, per poter sollevare i blocchi alla quota opportuna, la rampa veniva allungata.

SLITTE

I blocchi venivano poi posti su slitte trascinate da numerosi uomini.

LA PIRAMIDE DI CHEOPE

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IL SARCOFAGO

Il sarcofago di Cheope è di granito, ha una forma rettangolare. Era posto nella parte ovest della camera funeraria. Le dimensioni del sarcofago sono più grandi di quelle del corridoio che porta alla camera funeraria, quindi il sarcofago fu posizionato nella camera già durante i lavori di costruzione della piramide.

L'INGRESSO

L'ingresso della piramide si trova nel lato nord ed è a 18 metri di altezza. La piramide venne aperta per la prima volta nel 820 d.C. dal califfo Al-Mamun, figlio di Harun Al-Rashid.

LA CAMERA DELLA REGINA

Questa camera funeraria rimase incompiuta e venne chiamata Camera della Regina.

IL CUNICOLO D'USCITA

Poiché dopo la sepoltura del re il corridoio ascendente fu sbarrato da pesanti lastre di granito, probabilmente gli operai dovettero utilizzare questo cunicolo per uscire dalla piramide.

LA CAMERA DEL SARCOFAGO

La camera del sarcofago, rivestita da lastre di granito, misura 50 metri quadrati, è alta 6 metri ed è collocata a 48 metri circa da terra. La camera fu portata per due volte in posizione più elevata rispetto al progetto originale, ma non si conosce la ragione di questi cambiamenti.


LA GALLERIA

La galleria, alta più di 8 metri e lunga circa 46 metri, è la prosecuzione del corridoio ascendente e conduce alla camera del sarcofago.

VIDEO

I SEGRETI DELLA TOMBA DI SAQQARA [Netflix]

Le immagini raccontano una delle più entusiasmanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni: il rinvenimento della tomba di un sacerdote di nome Wahtye, che visse ai tempi della quinta dinastia (2500-2350 a.C.), sotto il regno del faraone Neferirkare. Il documentario è disponibile nel catalogo Netflix da ottobre 2020.

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Dopo la battaglia di Qadesh (1284 a.C.) e fino al 1200 a.C. con i faraoni Ramses l'Antico Egitto attraversò una nuova fase di fioritura artistica e culturale che sarà interrotta dall'arrivo dei Popoli del Mare, che saranno contenuti ma indeboliranno gli Egizi. Il declino proseguì fino al 30 a.C. per diverse cause:

- la casta dei sacerdoti di Amon sempre più potente, i vari Ramses deboli;
- la progressiva perdita dei territori corrispose alla perdita delle risorse;
- carestie.
Alla fine, venne saccheggiata anche la Valle dei Re. Le mummie reali furono salvate dai sacerdoti e poste in una grotta nascosta. Saranno ritrovate solo nel corso del XIX secolo.

1070 a.C. = Fine del Nuovo Regno, con la sepoltura dell'ultimo faraone nella Valle dei Re (Ramses XI).

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la società egizia

SOCIETà, CULTURA, ECONOMIA, RELIGIONE

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la società dell'antico egitto

piramide sociale

L'Antico Egitto era una teocrazia organizzata in un rigido sistema di classi. "Colui che abita la grande casa" è il figlio di Amon-Ra, per questo i sacerdoti sono più importanti degli scribi (burocrazia): essi rappresentano il volere di Dio.


Il potere era dinastico, passava di padre in figlio perché i faraoni non potevano avere sangue impuro. Per questo motivo, erano costretti a sposare uno stretto membro della famiglia, spesso la sorella.

la società dell'antico egitto

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sacerdoti

scribi

soldati

artigiani

contadini

schiavi

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SACERDOTI

Tutti i sudditi erano un possedimento personale del dio-re, tranne la casta dei sacerdoti di Amon-Ra.

Al loro interno vi erano divisioni: alla base vi erano gli addetti ai riti mentre al vertice vi era il Sommo Profeta (o Sommo Sacerdote). I sacerdoti, inoltre, possedevano molti terreni che erano stati concessi loro dal faraone. Divennero dei veri e propri latifondisti: enormi porzioni di terreno erano lavorate da schiavi, ma i prodotti erano appannaggio esclusivo del sacerdote.


I sacerdoti erano anche i detentori della conoscenza tecnica e scientifica: medicina, matematica, astronomia erano discipline segrete e conservate dai soli sacerdoti. Ogni tempio, infatti, aveva la sua scuola.

SCRIBI

Gli scribi erano i funzionari del faraone. Lavoravano alle dipendenze del visir (una sorta di primo ministro) ed erano i detentori della cultura: si formavano nelle scuole dei templi durante un duro percorso lungo quattro anni. In compenso, però, imparavano a scrivere con il sistema dei geroglifici e godevano di numerosi privilegi.

SOLDATI

Gli strati più alti della società non entravano nell'esercito, che era invece composto da soldati-contadini. In cambio del servizio reso per la protezione del faraone, un contadino avrebbe ricevuto in cambio terra da coltivare... sempre se fosse sopravvissuto agli obblighi militari! Per questo motivo, a combattere tra le fila degli Egizi erano principalmente soldati mercenari, provenienti dalla Nubia (Etiopia) o dalla vicina Libia.

ARTIGIANI

Nella classe degli artigiani rientrano non solo i produttori di beni destinati al commercio, ma anche costruttori, architetti, ingegneri, decoratori, manutentori e pittori. In una società ricca, dalla cultura vivace come quella egiziana, non deve stupire la grande attenzione dedicata alle arti e ai mestieri a essa connessi.


CONTADINI

La classe dei contadini era la più povera, quella dalla vita più dura. Quando non era impegnato nella coltivazione del terreno, infatti, un contadino poteva essere richiamato alle armi dal faraone oppure poteva essere impiegato come manodopera. Inoltre, i raccolti del contadino finivano nelle mani dello Stato, mentre a lui era lasciato lo stretto necessario alla sopravvivenza.

SCHIAVI

A proposito delle condizioni di vita degli schiavi egizi non abbiamo ricevuto molte informazioni. Sappiamo che dovevano esistere dei mercati di schiavi: l’acquisto veniva reso ufficiale attraverso un giuramento prestato davanti a testimoni e a una registrazione redatta da uno scriba.
Gli schiavi di origine straniera ricevevano subito un nome egizio e potevano anche venire liberati.
L’incredibile dedizione mostrata dagli schiavi al loro padrone toccò in Egitto punte clamorose e fu per ricompensare tale straordinaria fedeltà che spesso i faraoni elevarono al rango di favoriti degli stranieri di condizione servile.

I geroglifici

un nuovo sistema di scrittura

+INFO

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Nel 1799, durante la campagna napoleonica in Egitto, fu ritrovata la cosiddetta stele di Rosetta. Si tratta di una lastra in pietra nera che è spessa circa 25 cm, alta un metro, larga circa 75 cm e pesa circa 760 chilogrammi. Il nome deriva dal fatto che fu ritrovata presso la città di Rosetta, nel Basso Egitto. Oggi è conservata al British Museum di Londra. Sulla stele era scritto lo stesso decreto sacerdotale in greco e in due grafie egizie, la demotica e la geroglifica. Partendo dall’iscrizione in greco, Champollion riuscì a decifrare la scrittura egizia. Egli capì che l’egiziano antico era sia ideografico che fonetico. Nella sostanza lo stesso segno, a seconda dei contesti, poteva essere un ideogramma (un solo segno richiama un’intera parola) o avere valore fonetico (il segno rappresenta un suono, cioè una sillaba o una parola). Sulla base di questa intuizione, tra il 1822 e il 1825, Champollion riuscì a leggere la maggior parte delle iscrizioni e pubblicò una grammatica dell’egiziano.

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Interpretare la scrittura egizia sembrò a prima vista semplice, poiché vi era un testo conosciuto, il greco, dal confronto con il quale si potevano ricavare le parole corrispondenti in demotico e geroglifico. Per molti anni, però, il problema non venne risolto perché gli studiosi erano convinti che la scrittura egizia fosse ideografica o fonetica.

La decifrazione dei geroglifici si deve all'egittologo francese Jean-François Champollion che nel 1822 intuì la soluzione: l'egiziano antico era sia ideografico che fonetico.

In questa pittura è rappresentato il faraone Thutmosi III davanti al dio Amon. La lettura dei geroglifici presuppone la conoscenza di circa 600 segni. Una parola può essere scritta come ideogramma (un solo segno per indicare una parola) oppure da un segno che va letto come suono.

Sopra il braccio sinistro del faraone è riportato il suo nome, racchiuso in un'ellisse, linea che rappresenta l'eternità perché priva di un principio e di una fine.

Al di sopra del nome del faraone ci sono un piccolo cerchio e un'anatra. Il cerchio è un ideogramma: rappresenta il Sole e quindi il dio Ra. L'anatra è invece un simbolo fonetico. Anatra in egiziano si dice "sa", ma anche la parola figlio suona come "sa": l'anatra viene utilizzata per esprimere il suono "sa". L'ideogramma e il segno fonetico combinati significano "figlio di Ra".

LA Religione dell'antico egitto

In origine, gli Egizi veneravano divinità zoomorfe (= a forma di animale), come per esempio Anubi, il dio-sciacallo custode del Regno dei Morti. Erano adorate divinità a forma di gatto, toro, falco, ariete, ippopotamo, coccodrillo.

In un secondo momento, tuttavia, fusero alla forma animale anche sembianze umane (antropozoomorfe).

La divinità principale era Ra, il Sole; quando nel 1350 a.C. (Nuovo Regno) Amenofi e Nefertiti virarono al monoteismo, importarono il dio da loro venerato: Amon, da cui Amon-Ra.

+INFO

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Già a partire dal Medio Regno (2050 a.C. - 1700 a.C.) troviamo tracce di una vera e propria "famiglia divina" venerata dagli Egizi:

- OSIRIDE;

- ISIDE;

- HORUS.

Racconta la leggenda che il dio Osiride venne ucciso da Seth. La sorella Iside dalle sembianze di falco imbalsama il corpo e gli ridona vita grazie al battito delle sue ali. La sorella-moglie Iside, unitasi con Osiride, dà alla luce un figlio: Horus.


Il faraone, dunque, sarà identificato con Horus quando è ancora vivo e con Osiride quando sarà morto.


VIDEO

VIDEO RIASSUNTO sulla società, cultura, economia e religione

Materiale digitale integrativo relizzato a cura della casa editrici La Scuola.

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